18.12.08
Stasera si va a dottrina, come diceva mia nonna

Attenzione: questo blog esegue opera di indottrinamento e statolatria, e penetra illegittimamente nelle vostre vite. Anzi no, scusate, io non insegno educazione civica. Chiariamoci, sono sempre anticlericale, se non altro perché al giorno è più facile prendersi quest'etichetta di quant'era farsi chiamare comunista da Berlusconi negli anni '90. Ma l'onore della statolatria ancora non me l'hanno riconosciuto.
Cos'è la statolatria? Buona domanda.
Secondo il Vaticano (citato da fonti notoriamente e anticlericali come ADNKronos, ANSA, AGI) lo stato (spagnolo ma con una linea che si diffonde in tutta Europa, probabilmente esportato assieme al format di Genesis) entra nelle vite dei suoi cittadini. E come entra? Dalle scuole, decise dallo stato e con materie scelte dallo stato, materie di indottrinamento (sic). Sì, perché dovete sapere che in Spagna il feroce Zapatero ha messo tra le materie di scuola "Educazione alla cittadinanza e ai diritti umani", in pratica la cara e vecchia educazione civica che andrebbe insegnata in ogni paese civile.
Ma non solo. Anche in Italia, dove l'unica materia di indottrinamento presente nelle scuole pubbliche è l'insegnamento della religione cattolica e quindi si gradirebbe un attimo di decenza in certe dichiarazioni, è in atto una persecuzione anticristiana!
la persecuzione anticristiana non avviene solo fuori d'Italia: anche in Italia accade, attraverso norme di legge, sentenze della magistratura, comportamenti irridenti il Vangelo, il Santo Padre, la Chiesa, la dottrina cattolicaOra, io non so bene che visione del mondo abbia Angelo Amato, prefetto della Congregazione vaticana per la causa dei santi, e spero francamente di non doverla mai vedere in azione, ma quella che cita con tanto disprezzo è la comunissima separazione tra Stato e Chiesa che esiste da qualche secolo, più che una nuova moda.
Visto che (per ora) non siamo in Iran, rinfresco la memoria a monsignor Amato.
Prendiamo una nazione X popolata di Xesi, in cui sono presenti diverse posizioni religiose dette Y (Yani), W (Wiani) e Z (Ziani). È facile notare (banale insiemistica da elementari) che mentre tutta la popolazione è fatta di Xesi, felici o meno che siano della loro nazione, non tutti sono Yani, Wiani o Ziani.
Per rispettare la libertà religiosa di tutti è quindi necessario stabilire delle leggi che permettano quanto più possibile di vivere secondo le loro credenze, e per lo stesso motivo succederà necessariamente che alcune posizioni dello Stato e della giustizia non corrispondano a quelle di uno di questi gruppi o a nessuno.
Certo, sarebbe molto più facile se, essendo magari Y il culto di maggioranza, tutti dovessero seguirne le regole, ma come dicevo non siano ancora in Iran, ed è inutile che mi agitino ancora davanti alla faccia quella stronzata della tolleranza che diventa relativismo appena è rivolta a una posizione che il Vaticano non apprezza, così è troppo comodo.
Sì, monsignor Amato, lo Stato educa, ed è il suo dovere in quanto Stato. In Italia poi siamo nella situazione grottesca di uno Stato che non educa ai suoi valori ma si fà carico di educare ai valori di una parte anche a nome di chi a quella parte non appartiene. Esattamente che cazzo vuole, di più?
Per chi ritiene che questo post esprima intolleranza verso i credenti: per quanto mi riguarda il Vaticano sta al Cristianesimo come il PD alla Sinistra.
Etichette: diritti, educazione, satira, stato, tolleranza, vaticano, vignette
3.12.08
Meglio morti che rompiballe

È notizia di questi giorni che il Vaticano abbia, tutto sommato prevedibilmente, contestato una proposta per la richiesta di depenalizzazione dell'omosessualità nel mondo in quanto discriminazione.
Ora, chiariamo una cosa: la proposta non servirà comunque a una mazza. Non me li vedo paesi come l'Iran a cambiare politica per una cosa del genere. Come ho detto più volte, però, sono fermamente convinto che diritti e altre conquiste di civiltà vadano fatte un passo alla volta, anche quando il passo sembra insignificante.
Allo stesso tempo, come da incipit, non posso dire che la reazione vaticana alla cosa mi abbia sorpreso (per cui sì, lo scandalo dell'Arcigay mi sembra un po' forzato). Quello che speravo, però, era che tirassero fuori una ragione più sensata. Cito l'arcivescovo da una fonte di sicuro non avversa:
Tutto ciò che va in favore del rispetto e della tutela delle persone fa parte del nostro patrimonio umano e spirituale. Il Catechismo della Chiesa cattolica, dice, e non da oggi, che nei confronti delle persone omosessuali si deve evitare ogni marchio di ingiusta discriminazione. Ma qui, la questione è un'altra. Con una dichiarazione di valore politico, sottoscritta da un gruppo di paesi, si chiede agli Stati ed ai meccanismi internazionali di attuazione e controllo dei diritti umani di aggiungere nuove categorie protette dalla discriminazione, senza tener conto che, se adottate, esse creeranno nuove e implacabili discriminazioni. Per esempio, gli Stati che non riconoscono l'unione tra persone dello stesso sesso come "matrimonio" verranno messi alla gogna e fatti oggetto di pressioni.
Ora, fermiamoci un attimo su questo esempio e facciamo due conti.
Nazioni che permettono i matrimoni gay: 6. Quelle che invece permettono un qualsiasi livello di registrazione di una forma di unione (non matrimoniale) sono meno di 20. Paesi totali nell'ONU: 192.
Ora, forse sono un ottimista, ma anche se tra i paesi "permissivi" ce ne sono di assoluto rilievo, non riesco a immaginare quali violente pressioni potrebbero fare su nazioni come USA, Russia, Cina, India e le nazioni islamiche. Riconosco comunque che c'è il rischio che ben 6 nazioni vengano periodicamente a rompere le palle agli altri dicendo che devono consentire i matrimoni gay (facendo più o meno la fine che fanno i testimoni di Geova ogni volta che suonano da me).
So che la petizione è sostenuta da tutti e 25 gli Stati, ma non vedo perché quelli che non hanno i matrimoni gay e hanno firmato dovrebbero farsi pressione da soli. A meno che, la butto lì, lo scopo vero della questione non sia un altro, cosa che sarebbe più logica.
Butto lì un'altra cifra. Nazioni in cui l'omosessualità è punita con la morte o il carcere a vita: 18. Alcune decine di nazioni puniscono con detenzione (si parla di anni di carcere) o multe. Molti sono soggetti "illustri", che certo non si faranno smuovere visto che già violano altri diritti umani già protetti dall'ONU.
Per carità, non sarà il no del Vaticano a cambiare nell'immediato quanta gente muore o sopravvive in quei paesi, ma che la "minaccia" di pressioni ideologiche da qualche nazione sia considerabile un elemento più grave rispetto al fatto che in un numero ben superiore di nazioni ci sia gente che viene uccisa o incarcerata... mi sembra così lampantemente allucinante che mi permetto di commentarlo alla mia solita rozza ma soprattutto anarcoide maniera (cit. Repubblica 2006).
Etichette: diritti umani, omosessualità, ONU, pressioni, satira, vaticano, vignette
8.7.08
Ma siamo sicuri che l'anima ce l'abbiano?

Ecco, gli anglicani ne hanno combinata un'altra e, a sentire Radio Vaticana, stavolta hanno fatto piangere sul serio chi di dovere. Perché, insomma, si può pure passare amabilmente sopra a secoli di liti e al fatto che, bene o male, una chiesa sia nata per capriccio e interesse (più il secondo, diciamolo) di un singolo sovrano, ma che questi depravati si mettano prima a far celebrare messa alle donne e poi pure a dargli posti di autorità è troppo!
E basta pure col dialogo, che qui si è veramente passato il segno!
Il che, fatalmente, mi fa porre uno dei soliti, noiosissimi interrogativi. Questa reazione così forte avviene in un quadro in cui:
- la chiesa anglicana decide una cosa che riguarda sé stessa
- il fatto che, eventualmente, in essa possa provocarsi uno scisma non mi sembra un problema del Vaticano (anzi, al massimo ci guadagna)
- questo non ha in alcun modo ricadute sul modo di concepire il cristianesimo del Vaticano
- non si discute se il Vaticano debba essere o meno d'accordo, ma sul fatto che la cosa sia tanto grave da danneggiare il dialogo tra le due chiese
Date queste premesse, domanda: *esattamente*, per quale motivo non va bene che una donna possa essere vescovo?
Ovvero: dove e come ciò nuoce alla cristianità?
Si prega di non fornire spiegazioni tipo "ma nella Bibbia non ci sono apostole e poi la Maddalena sappiamo cos'era", visto che nel mondo di allora un'apostola li avrebbe fatti lapidare tutti seduta stante.
E fin qui ancora passi, solo sarebbe carino che la si smettesse di dire "Certo, la donna è pari all'uomo" ecc ecc salvo poi saltare per aria appena una donna, casualmente, si trova in un ruolo importante che tradizionalmente spettava a un uomo. Sarebbe più coerente avere il coraggio di dire come una volta: "per noi la donna dev'essere sottomessa e vaffanculo".
Certo, per la popolarità non è il massimo, ma sarebbe più onesto.
Etichette: anglicani, cattolici, donne, ipocrisia, vaticano, vescovi
9.12.07
Vasi di coccio
Commentavo l'altra sera con Pam che La7 mi aveva stupito, prendendo spettacoli come Crozza Italia e Decameron, il primo dal ritmo volutamente non travolgente (diciamolo, è quello che la Dandini avrebbe voluto fare con Parla con Me) e poco incline alla risata facile, e il secondo semplicemente tipico Luttazzi.
E infatti Decameron è stato sospeso per una battuta tipicamente Luttazzi. Motivo ufficiale: può dire le peggio cose su papi, politici e così via, ma non toccare Giuliano Ferrara che lavora proprio su La7.
Ora, la battuta non era sicuramente elegante. In pratica Luttazzi descriveva il suo modo per sopportare le dichiarazioni di Berlusconi sul fatto che lui la guerra in Iraq non la voleva:
Detto questo, non era nemmeno qualcosa di sconvolgente per gli standard di Luttazzi e, a dirla tutta, nemmeno per gli standard di Ferrara che si è beccato anche di peggio in tutte le sedi possibili e immaginabili (chi si ricorda il corso di leccata di culo con tocco dietro le palle di Disegni e Caviglia?).
Viene da pensare che il problema non fosse la battuta, anche perché è andata in onda la prima volta sabato 1 dicembre, e nessuno ha mosso un dito fino a una settimana dopo, passate anche le repliche su La7 stessa e sul satellite. Difficile credere che ci abbiano messo tanto ad accorgersene, e non c'era stata nessuna reazione in altre sedi alla battuta.
Nota: questo discorso esula dal fatto che il programma o lo stile di Luttazzi piacciano o meno, a mio avviso. La7 sapeva bene cosa si "prendava in casa".
E in casa si prendeva anche quasi 3 milioni di spettatori sulla sola puntata del sabato, più pare quasi un milione in più con la replica successiva. Immagino che Comedy Central stia ringraziando, visto che immagino continueranno a trasmettere lo spettacolo. In ogni caso, questo dovrebbe bastare a escludere l'ipotesi dei problemi di pubblico.
Altra ipotesi, classica ma, per una volta, poco credibile secondo me: il Vaticano incazzato perché la nuova puntata doveva essere sulla nuova enciclica. Intanto vilipendio alla religione sarebbe stata una scusa ufficiale molto migliore che vilipendio a Giuliano Ferrara, e poi si sa che lo stile di Luttazza difficilmente danneggia l'immagine della Chiesa proprio per il suo modo estremo di porsi: chi ha fiducia nel Vaticano tenderà probabilmente ad averne di più a causa dell'attacco, chi gli era contro si sentirà più convinto di prima pure lui. Senza contare che di attacchi al Vaticano su temi molto più delicati ne aveva già fatti in abbondanza nelle precedenti puntate (già alla prima, in particolare).
Resta un'interessante ipotesi aperta dal comitato di redazione del TG de La7: che il programma sia stato sospeso con una scusa futile per un "eccesso di popolarità". I giornalisti spiegano che gli è stato vietato di dare la notizia della sospensione, e che in precedenza possibilità "cogliere" notizie rilevanti sono state stroncate dalla dirigenza. Insomma, sembrerebbe che la dirigenza non voglia dare troppo fastidio al duopolio RAI-Mediaset.
Ora, voi direte: ma che assurdità è una rete televisiva che si fa del male dal sola a vantaggio dei concorrenti? Sarebbe assurda in un paese in cui non ci fosse stato proprio il caso RAI-Mediaset reso pubblico in questi ultimi tempi.
Di tutte le ipotesi devo ammettere che questa sembra la più credibile, per quanto triste.
10/12/2007
Piccola correzione, che però preferisco mettere in coda piuttosto che cambiarle nel post originale.
Comedy Central non guadagnerà niente dalla situazione perché viene proprio interrotta la produzione, non solo la trasmissione, e anzi La7 sta pure procedendo in queste ore alla cancellazione di tutto il girato delle puntate future (4/5), cosa che trovo francamente poco comprensibile.
Per chi volesse, c'è un'intervista a Luttazzi su Repubblica, a riguardo:
http://www.repubblica.it/2007/12/sezioni/spettacoli_e_cultura/luttazzi/luttazzi-intervista/luttazzi-intervista.html
(sì, oggi non ho voglia di mettere i link nel testo)
Un'altra questione è quella sul fatto che La7, anche dopo aver preso un comico il cui stile è stranoto, avendo dichiarato "Luttazzi può stare tranquillo perché da noi c'è l'anarchia", aver dato piena libertà, abbia detto sostanzialmente che si faceva per dire e che i limiti di un programma di satira sono gli stessi di qualsiasi altro programma. Il che è storicamente poco realistico, la satira e la comicità hanno sempre avuto una sorta di "licenza" (almeno da quando abbiamo smesso di decapitare sommariamente i buffoni di corte meno abili).
In caso contrario viene da chiedersi perché nessuno abbia mai denunciato il buon Roberto Benigni per molestie quando saltava addosso alla gente durante le trasmissioni.
Ultima aggiunta, la reazione di Ferrara alla questione:
http://www.repubblica.it/2007/12/sezioni/spettacoli_e_cultura/luttazzi/lettera-ferrara/lettera-ferrara.html
Volendo riassumerla, della battuta non gliene frega niente anche perché di solito Luttazzi gli dice MOLTO di peggio, ma è contento perché questo significa che in Italia c'è la censura. Chapeau...
E infatti Decameron è stato sospeso per una battuta tipicamente Luttazzi. Motivo ufficiale: può dire le peggio cose su papi, politici e così via, ma non toccare Giuliano Ferrara che lavora proprio su La7.
Ora, la battuta non era sicuramente elegante. In pratica Luttazzi descriveva il suo modo per sopportare le dichiarazioni di Berlusconi sul fatto che lui la guerra in Iraq non la voleva:
“Pensa a Giuliano Ferrara dentro una vasca da bagno con Berlusconi e Dell’Utri che gli pisciano addosso, Previti che gli caga in bocca e la Santanchè in completo sadomaso che li frusta. Va già meglio, no?”
Detto questo, non era nemmeno qualcosa di sconvolgente per gli standard di Luttazzi e, a dirla tutta, nemmeno per gli standard di Ferrara che si è beccato anche di peggio in tutte le sedi possibili e immaginabili (chi si ricorda il corso di leccata di culo con tocco dietro le palle di Disegni e Caviglia?).
Viene da pensare che il problema non fosse la battuta, anche perché è andata in onda la prima volta sabato 1 dicembre, e nessuno ha mosso un dito fino a una settimana dopo, passate anche le repliche su La7 stessa e sul satellite. Difficile credere che ci abbiano messo tanto ad accorgersene, e non c'era stata nessuna reazione in altre sedi alla battuta.
Nota: questo discorso esula dal fatto che il programma o lo stile di Luttazzi piacciano o meno, a mio avviso. La7 sapeva bene cosa si "prendava in casa".
E in casa si prendeva anche quasi 3 milioni di spettatori sulla sola puntata del sabato, più pare quasi un milione in più con la replica successiva. Immagino che Comedy Central stia ringraziando, visto che immagino continueranno a trasmettere lo spettacolo. In ogni caso, questo dovrebbe bastare a escludere l'ipotesi dei problemi di pubblico.
Altra ipotesi, classica ma, per una volta, poco credibile secondo me: il Vaticano incazzato perché la nuova puntata doveva essere sulla nuova enciclica. Intanto vilipendio alla religione sarebbe stata una scusa ufficiale molto migliore che vilipendio a Giuliano Ferrara, e poi si sa che lo stile di Luttazza difficilmente danneggia l'immagine della Chiesa proprio per il suo modo estremo di porsi: chi ha fiducia nel Vaticano tenderà probabilmente ad averne di più a causa dell'attacco, chi gli era contro si sentirà più convinto di prima pure lui. Senza contare che di attacchi al Vaticano su temi molto più delicati ne aveva già fatti in abbondanza nelle precedenti puntate (già alla prima, in particolare).
Resta un'interessante ipotesi aperta dal comitato di redazione del TG de La7: che il programma sia stato sospeso con una scusa futile per un "eccesso di popolarità". I giornalisti spiegano che gli è stato vietato di dare la notizia della sospensione, e che in precedenza possibilità "cogliere" notizie rilevanti sono state stroncate dalla dirigenza. Insomma, sembrerebbe che la dirigenza non voglia dare troppo fastidio al duopolio RAI-Mediaset.
Ora, voi direte: ma che assurdità è una rete televisiva che si fa del male dal sola a vantaggio dei concorrenti? Sarebbe assurda in un paese in cui non ci fosse stato proprio il caso RAI-Mediaset reso pubblico in questi ultimi tempi.
Di tutte le ipotesi devo ammettere che questa sembra la più credibile, per quanto triste.
10/12/2007
Piccola correzione, che però preferisco mettere in coda piuttosto che cambiarle nel post originale.
Comedy Central non guadagnerà niente dalla situazione perché viene proprio interrotta la produzione, non solo la trasmissione, e anzi La7 sta pure procedendo in queste ore alla cancellazione di tutto il girato delle puntate future (4/5), cosa che trovo francamente poco comprensibile.
Per chi volesse, c'è un'intervista a Luttazzi su Repubblica, a riguardo:
http://www.repubblica.it/2007/12/sezioni/spettacoli_e_cultura/luttazzi/luttazzi-intervista/luttazzi-intervista.html
(sì, oggi non ho voglia di mettere i link nel testo)
Un'altra questione è quella sul fatto che La7, anche dopo aver preso un comico il cui stile è stranoto, avendo dichiarato "Luttazzi può stare tranquillo perché da noi c'è l'anarchia", aver dato piena libertà, abbia detto sostanzialmente che si faceva per dire e che i limiti di un programma di satira sono gli stessi di qualsiasi altro programma. Il che è storicamente poco realistico, la satira e la comicità hanno sempre avuto una sorta di "licenza" (almeno da quando abbiamo smesso di decapitare sommariamente i buffoni di corte meno abili).
In caso contrario viene da chiedersi perché nessuno abbia mai denunciato il buon Roberto Benigni per molestie quando saltava addosso alla gente durante le trasmissioni.
Ultima aggiunta, la reazione di Ferrara alla questione:
http://www.repubblica.it/2007/12/sezioni/spettacoli_e_cultura/luttazzi/lettera-ferrara/lettera-ferrara.html
Volendo riassumerla, della battuta non gliene frega niente anche perché di solito Luttazzi gli dice MOLTO di peggio, ma è contento perché questo significa che in Italia c'è la censura. Chapeau...
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