17.11.09
Sinistra, dove sei?
Ci sono momenti in cui ci vuole un po' di "tough love", di quei momenti in cui ci girano le balle e si parla al politico che non capisce la base.
Oppure, come oggi, quando ti fa girare le balle pure la base. Perché a non dire o fare cose di sinistra non c'è solo il partito, certo volte.
Sono settimane che si parla della manifestazione contro Berlusconi, manifestazione più che legittima ma assolutamente inutile. Se ne possono fare anche mille, ma resta una manifestazione di gente che ha votato contro Berlusconi che gli ricorda che sì, non ha votato per lui e non lo vuole lì dov'è.
E questo nella speranza di smuovere uno che non batterebbe ciglio nemmeno se gli manifestassero sotto la finestra quattro milioni di elettori suoi.
Ditemi che sono cinico, se volete.
Nel frattempo, in un piccolo villaggio nell'Armorica, chiamato Regione Emilia-Romagna, stava succedendo una cosa semplice ma molto importante: si lavorava per dare diritti alle convivenze. Tutta da giocare, sia chiarò, ma è lì e potrebbe avere la maggioranza per passare.
Senza massimi sistemi su nomi, tradizioni e pugnette varie. Semplicemente se la gente convive stabilmente potrà avere più diritti (per inciso, questo vale anche per gli anziani poveri, che fanno molta poca scena ma i problemi li hanno lo stesso).
Vedremo cosa ne verrà fuori, ma intanto chiedetevi una cosa: perché una manifestazione dall'esito scontato (come pure scontate sono le liti) tiene la prima pagina da un pezzo e nemmeno i giornali di sinistra schiodano una cosa simile dalla cronaca locale? E non credo che sia stato un grande hit nemmeno nella tanto adorata blogosfera.
Pensateci. Se siete voi i primi a scordarsi del perché state a sinistra, come pensate che se lo ricordi un partito?
Oppure, come oggi, quando ti fa girare le balle pure la base. Perché a non dire o fare cose di sinistra non c'è solo il partito, certo volte.
Sono settimane che si parla della manifestazione contro Berlusconi, manifestazione più che legittima ma assolutamente inutile. Se ne possono fare anche mille, ma resta una manifestazione di gente che ha votato contro Berlusconi che gli ricorda che sì, non ha votato per lui e non lo vuole lì dov'è.
E questo nella speranza di smuovere uno che non batterebbe ciglio nemmeno se gli manifestassero sotto la finestra quattro milioni di elettori suoi.
Ditemi che sono cinico, se volete.
Nel frattempo, in un piccolo villaggio nell'Armorica, chiamato Regione Emilia-Romagna, stava succedendo una cosa semplice ma molto importante: si lavorava per dare diritti alle convivenze. Tutta da giocare, sia chiarò, ma è lì e potrebbe avere la maggioranza per passare.
Senza massimi sistemi su nomi, tradizioni e pugnette varie. Semplicemente se la gente convive stabilmente potrà avere più diritti (per inciso, questo vale anche per gli anziani poveri, che fanno molta poca scena ma i problemi li hanno lo stesso).
Vedremo cosa ne verrà fuori, ma intanto chiedetevi una cosa: perché una manifestazione dall'esito scontato (come pure scontate sono le liti) tiene la prima pagina da un pezzo e nemmeno i giornali di sinistra schiodano una cosa simile dalla cronaca locale? E non credo che sia stato un grande hit nemmeno nella tanto adorata blogosfera.
Pensateci. Se siete voi i primi a scordarsi del perché state a sinistra, come pensate che se lo ricordi un partito?
Etichette: blog, informazione, manifestazioni, politica, sinistra, stampa
10.4.08
J'accuse la gauche (et NapoleTon)
Ovvero: perché voto PD quando qualsiasi tipo di test mi darebbe come elettore di Socialisti o Sinistra Arcobaleno.
Il fatto è che la sinistra-sinistra mi fa incazzare. Fatemi citare un'involontario mito di Internet.
Guardatemi (ok, è retorica): perché ho la faccia incazzata?
Perché respiro aria di massimalismo, aria di idealismo candido e peloso, l'aria che c'è quando uno è al governo e vede che è difficile ottenere le cose e allora fanno tutti le questioni principio. [Bravo, eh? Suona sgrammaticato uguale :D]
Per me la questione è molto semplice: c'è della gente che ti manda lì per combattere per principi e diritti, e se lo fa è perché ne ha bisogno. Se ne ha bisogno, allora 2 su 10 è meglio di 0.
Nessuno dice di dire "ok, prendo due e grazie tante". Digli "Prendo 2, e ne riparleremo perché io ci credo", ma intanto prendi quei cazzo di due diritti invece che prendere niente e poi andare a dire che sei il meglio perché piuttosto che avere poco prendi niente. I diritti non si conquistano così.
Certo, è molto comodo dire "eh ma noi volevamo il cambiamento vero" e tenersi così saldi i voti di protesta di chi non vede altra soluzione in chi gli promette molto meno. Se non fosse che magari chi promette 4 gli darà quei 2 di cui sopra mentre da chi promette 10 non avranno niente.
Questo è successo troppe volte quando ho scelto di dare il voto a formazioni teoricamente più vicine alle mie idee. Purtroppo sono una persona molto pratica e, visto che la massa critica per dare qualcosa (sempre che ne abbiano veramente il coraggio) con questa linea i politici della sinistra-sinistra non ce l'hanno, allora tanto vale andare da chi promette poco e, magari, qualcosina almeno manterrà.
E non si sa mai che in futuro (la politica è lenta a cambiare, quella italiana anche di più) una formazione con consenso sufficientemente vasto sPS: Bertinotti sarebbe capace di dire che i trovi ad avere forza e pressione dal suo pubblico tali da poter decidere di mettere giù i piedi e cambiare veramente qualcosa.
Probabilmente non sarà Veltroni e nemmeno chi verrà subito dopo di lui, ma a mio modo di vedere è la scelta migliore (o meno peggiore, fate voi) che ho.
Come diceva la canzone dell'altro giorno?
If there's a new way / I'll be the first in line / but it better work this time
Il fatto è che la sinistra-sinistra mi fa incazzare. Fatemi citare un'involontario mito di Internet.
Guardatemi (ok, è retorica): perché ho la faccia incazzata?
Perché respiro aria di massimalismo, aria di idealismo candido e peloso, l'aria che c'è quando uno è al governo e vede che è difficile ottenere le cose e allora fanno tutti le questioni principio. [Bravo, eh? Suona sgrammaticato uguale :D]
Per me la questione è molto semplice: c'è della gente che ti manda lì per combattere per principi e diritti, e se lo fa è perché ne ha bisogno. Se ne ha bisogno, allora 2 su 10 è meglio di 0.
Nessuno dice di dire "ok, prendo due e grazie tante". Digli "Prendo 2, e ne riparleremo perché io ci credo", ma intanto prendi quei cazzo di due diritti invece che prendere niente e poi andare a dire che sei il meglio perché piuttosto che avere poco prendi niente. I diritti non si conquistano così.
Certo, è molto comodo dire "eh ma noi volevamo il cambiamento vero" e tenersi così saldi i voti di protesta di chi non vede altra soluzione in chi gli promette molto meno. Se non fosse che magari chi promette 4 gli darà quei 2 di cui sopra mentre da chi promette 10 non avranno niente.
Questo è successo troppe volte quando ho scelto di dare il voto a formazioni teoricamente più vicine alle mie idee. Purtroppo sono una persona molto pratica e, visto che la massa critica per dare qualcosa (sempre che ne abbiano veramente il coraggio) con questa linea i politici della sinistra-sinistra non ce l'hanno, allora tanto vale andare da chi promette poco e, magari, qualcosina almeno manterrà.
E non si sa mai che in futuro (la politica è lenta a cambiare, quella italiana anche di più) una formazione con consenso sufficientemente vasto sPS: Bertinotti sarebbe capace di dire che i trovi ad avere forza e pressione dal suo pubblico tali da poter decidere di mettere giù i piedi e cambiare veramente qualcosa.
Probabilmente non sarà Veltroni e nemmeno chi verrà subito dopo di lui, ma a mio modo di vedere è la scelta migliore (o meno peggiore, fate voi) che ho.
Come diceva la canzone dell'altro giorno?
If there's a new way / I'll be the first in line / but it better work this time
Etichette: 2008, conquiste, diritti, elezioni, pd, politica, sinistra, socialisti
12.3.08
Lotta di classe nell'Italia del XXI secolo
A rischio di sentirmi dare del fascista ignorante, sono sinceramente convinto che l'ottica da lotta di classe non abbia vere possibilità di creare giustizia sociale al giorno d'oggi in Italia.
I confini sono cambiati troppo rispetto a una volta, e la gente non ha né la forza né la voglia per agire con una forza sufficiente sul sistema politico e sociale che la circonda; come prova del nove, continua a votare gente che detesta invece che cercare di produrre nuove formazioni per cambiare le cose e prendersi la responsabilità di quanto ne consegue. Non ne faccio necessariamente una colpa, come non la faccio a chi si astiene, ma è una scelta; bisogna però essere disposti ad accettarne le conseguenze.
Ora, in un'Italia come quella attuale volere ancora lo scontro frontale è inutile. Non abbiamo nemmeno una classe politica adatta a gestire uno scontro del genere, e siamo storicamente troppo orientati alla soluzione comoda e a breve termine (vantaggi di categoria, massimalismo peloso della sinistra estrema, ecc.) per trarne vere conquiste.
Per il principio del divide et impera continuare in un'ottica di lotta in una condizione simile significa finire il giro di chiodi nella bara della nazione.
Il problema quindi non è se la lotta di classe è bella o brutta, ma se possiamo fisicamente permettercela (sempre che siamo in grado di portarla avanti seriamente). Io penso di no.
Veltroni è furbo, questo sì. Perché dire che bisogna creare soluzioni politiche già basate sulla ricomposizione dei conflitti non è una genialata, ma dovrebbe essere una banalità. Forse il suo punto di forza è che i "dovrebbe" in Italia non funzionano mai.
I confini sono cambiati troppo rispetto a una volta, e la gente non ha né la forza né la voglia per agire con una forza sufficiente sul sistema politico e sociale che la circonda; come prova del nove, continua a votare gente che detesta invece che cercare di produrre nuove formazioni per cambiare le cose e prendersi la responsabilità di quanto ne consegue. Non ne faccio necessariamente una colpa, come non la faccio a chi si astiene, ma è una scelta; bisogna però essere disposti ad accettarne le conseguenze.
Ora, in un'Italia come quella attuale volere ancora lo scontro frontale è inutile. Non abbiamo nemmeno una classe politica adatta a gestire uno scontro del genere, e siamo storicamente troppo orientati alla soluzione comoda e a breve termine (vantaggi di categoria, massimalismo peloso della sinistra estrema, ecc.) per trarne vere conquiste.
Per il principio del divide et impera continuare in un'ottica di lotta in una condizione simile significa finire il giro di chiodi nella bara della nazione.
Il problema quindi non è se la lotta di classe è bella o brutta, ma se possiamo fisicamente permettercela (sempre che siamo in grado di portarla avanti seriamente). Io penso di no.
Veltroni è furbo, questo sì. Perché dire che bisogna creare soluzioni politiche già basate sulla ricomposizione dei conflitti non è una genialata, ma dovrebbe essere una banalità. Forse il suo punto di forza è che i "dovrebbe" in Italia non funzionano mai.
Etichette: capitalismo, conquiste, fascismo, lotta di classe, politica, sinistra, veltroni
20.2.08
Troppa fatica (Lefties Like Us)

Mi ricollego a un mio post precedente per un nuovo episodio di Lefties Like Us, che di questo passo rischia di diventare una revisione completa del noto capolavoro comico.
Stavolta tocca a D'Alema menarla con le scuse sulla legge per il conflitto di interessi:
E' difficilissimo fare una legge seria in questa materia, perché su questo punto c'è la massima opposizione di Berlusconi, che si occupa di tutto, ma di questo tema in modo particolare... In questa legislatura avevamo una maggioranza ristrettissima, completamente erosa al Senato
Ora, mi rendo conto che aspettarsi certe cose da D'Alema è un po' troppo ma, dopo una dichiarazione così, mi aspetterei che uno tirasse fuori le palle e dicesse esplicitamente chi nella maggioranza era contro questa legge da portarli all'impossibilità di vararla.
Altrimenti, sempre per la legge del "ti inventi scuse ridicole, allora prendiamole come se fossi sincero", non rimane che l'altra interpretazione: che il centrosinistra non fosse in grado di dare una formulazione decente alla legge.
Il che significa non esserci riusciti in due anni, ma nemmeno negli anni prima. Perché non so bene perché ma nessuna coalizione sembra mai preparare uno straccio di testo di legge prima di andare al governo, anche solo come bozza.
Dai, Massimo, facciamo una colletta coi soldi delle primarie per pagare un corso di scrittura creativa a tutti i candidati!
Etichette: conflitto di interessi, D'Alema, sinistra, spie come noi, troppo difficile, vignette
15.2.08
La scorzetta di limone a quando?

Da satiro seguo una regola fondamentale: se un politico tira fuori una scusa del cazzo per giustificare una figura di merda e, probabilmente, nascondere vere ragioni più imbarazzanti, merita solo che la sua dichiarazione venga presa alla lettera.
Ecco il commento di Anna Finocchiaro sulla (gravissima) mancanza della legge sul conflitto di interessi dopo due anni di quasigoverno di quasisinistra:
Non è stata fatta una legge sul conflitto di interessi o sulla tv "perché secondo me (e lo dico con molta franchezza, poi non so se funzionerà dal punto di vista politico), abbiamo avuto paura della vulgata berlusconiana che ci addossava la responsabilità di essere un paese illiberale". Così Anna Finocchiaro a Sky tg24.
Intanto è molto bello dire che non sai se qualcuno crederà alla minchiata che stai sparando. Ma vabbé, prendiamola sul serio, perché il bello arriva qui.
Allora, vinci le elezioni, si sa benissimo che ti sei preso l'impegno per quella legge, e di cosa hai paura? Che la gente che ti ha votato creda alle proteste di chi, si sapeva, era già contro la legge? Allora ditelo che basta dire che si rompe 'oglioni per non avere leggi contro, ne ho giusto un paio che mi stanno sulle balle.
Senza contare che Berlusconi lo dice comunque che il paese è illiberale quando governa la sinistra (e anche che è illiberale per colpa della sinistra quando governa lui e le leggi se le scrive da solo, misteri del bispensiero).
Mi ricordo un leggendario Rutelli di Guzzanti, che diceva (tolgo il romanesco perché non saprei renderlo): "Berlusconi, io ti porto l'acqua con le orecchie, che ci vuoi pure una scorzetta di limone?"
Ma è vero che la sinistra di governo è giovane, tra qualche anno forse le spunteranno pure le palle...
Etichette: conflitto di interessi, finocchiaro, leggi, pisciasotto, scuse, sinistra, spie come noi
9.2.08
Si può fare...

Tempo per il post adesso non ce l'ho, ma visto che la connessione col capolavoro di Mel Brooks l'hanno notata tutti ne approfitto per mettere online la vignetta prima che qualcuno mi ritenga seguitore di mode. Seguitori di mode! Su Rieducational Channel!
Etichette: frankenstein junior, Partito Democratico, si può fare, sinistra, veltroni, yes we can
1.2.08
Ipse dixerunt (si scriverà così?)
Tutte le volte che faccio un post mi viene fuori che qualche frase interessante era rimasta fuori, oppure ognitanto sento una frase che vorrei commentare ma non ho voglia di fare un post completo (e le vignette mica mi vengono così, sapete? Arte e qualità richiedono tempo :P). Vediamo se per una volta riesco a mettere un po' di commenti veloci:
Comincio dalle primarie USA su Repubblica:
Differenze su assistenza sanitaria, riforme economiche e politica estera "ma siamo la stessa cosa". Oddio oddio oddio, gli abbiamo passato il virus della sinistra italiana.
Sinistra italiana che, a dire il vero, di essere tutta "la stessa cosa" non lo direbbe mai, piuttosto la morte (o la caduta del governo, a scelta).
Dettaglio però molto importante di cui dovrebbe tenere conto l'Italia: da LORO, congresso e presidenza NON sono la stessa cosa, indi un ticket di questo tipo ha un effetto molto diverso dei terrificanti poli blindati italiani.
Come al solito, esportiamo la roba e dopo funziona meglio all'estero che da noi. Se fossero vere le leggende popolari (e, diciamolo, fondamentalmente razziste), a lavorare per tutto il mandato con Obama Hillary potrebbe restituire un certo favore a suo marito :D
In termini di "bonus track", un pronunciamento ecclesiale su un recente studio scientifico.
La mia impressione è che il SIR, come molti altri soggetti costantemente impegnati nella disputa scienza vs religione, si sia perso per strada una questione fondamentale: la conoscenza non ha un fine in sé stessa.
Per lo stesso motivo per cui non è l'invenzione della dinamite a fare di Nobel un assassino e per cui chi ha studiato l'energia nucleare non diventa automaticamente assassino di tutti gli abitanti di Hiroshima e Nagasaki, né Mendel diventa responsabile dell'eugenetica nazista, studiare la riproduzione e le varie possibilità che conoscenza e tecnologia apre non significa prendere posizione a favore o meno di un certo tipo di riproduzione.
E allora non ha nessun senso battersi contro la ricerca, non più di quanto avesse senso nella preistoria se qualcuno avesse detto "Ma sapete che questi "coltelli" che stiamo inventando potrebbero essere una cattiva idea? Possiamo farci del male! Lasciamo perdere, dai."
Onestamente della ricerca sarebbe molto più preoccupante il fatto che il corredo genetico così ricavato sia tutt'altro che di "buona qualità", ma un problema ben più importante per il SIR è (testuale) che "anche coppie omosessuali potrebbero avere un figlio biologicamente proprio".
Perché se uno nasce figlio di un assassino, di un dittatore, di uno stupratore e così via non è grave, ma se nasce figlio di una coppia omosessuale chissà che brutti valori che prenderà su.
Nota a margine: la disputa scienza vs religione è, da entrambe le parti, una delle dispute più idiote della storia. Per forza di cose e sana tradizione umana ha di conseguenza fatto una quantità di danni immane.
Io continuo a pensare che chiunque confonda le due cose non ha capito una mazza né di cosa è la scienza né di cosa è la religione.
Di solito la cosa si configura come "La scienza può fare cose brutte" da una parte (seguito da "la ricerca e la conoscenza devono essere censu... ops, controllate), e dall'altra come "La religione dice cose non dimostrabili scientificamente" (seguito da "la scienza è la mia religione").
1. Conoscenza e applicazione sono due cose diverse. Io, come chiunque altro, sono perfettamente in grado di spaccare la testa a qualcuno, ma non per questo ammazzo mia figlia. E anche se è da millenni che l'uomo scrive stronzate l'invenzione della scrittura è oggettivamente positiva.
2. Perché la religione non è scienza, sarebbe come dire che la matematica a livello di endecasillabi è un disastro.
Ognitanto non so chi prenderei più a schiaffoni tra integralisti e "scientisti".
Comincio dalle primarie USA su Repubblica:
Durante il dibattito l'ex first lady ha rilevato come lei e Obama divergano sì su temi anche essenziali quali assistenza sanitaria, riforme economiche e politica estera; ma "basta semplicemente guardarci, e si può senz'altro affermare che noi siamo la stessa cosa", ha sottolineato, enfatizzando il comune obiettivo di strappare la presidenza agli avversari repubblicani.
Differenze su assistenza sanitaria, riforme economiche e politica estera "ma siamo la stessa cosa". Oddio oddio oddio, gli abbiamo passato il virus della sinistra italiana.
Sinistra italiana che, a dire il vero, di essere tutta "la stessa cosa" non lo direbbe mai, piuttosto la morte (o la caduta del governo, a scelta).
Dettaglio però molto importante di cui dovrebbe tenere conto l'Italia: da LORO, congresso e presidenza NON sono la stessa cosa, indi un ticket di questo tipo ha un effetto molto diverso dei terrificanti poli blindati italiani.
Come al solito, esportiamo la roba e dopo funziona meglio all'estero che da noi. Se fossero vere le leggende popolari (e, diciamolo, fondamentalmente razziste), a lavorare per tutto il mandato con Obama Hillary potrebbe restituire un certo favore a suo marito :D
In termini di "bonus track", un pronunciamento ecclesiale su un recente studio scientifico.
La mia impressione è che il SIR, come molti altri soggetti costantemente impegnati nella disputa scienza vs religione, si sia perso per strada una questione fondamentale: la conoscenza non ha un fine in sé stessa.
Per lo stesso motivo per cui non è l'invenzione della dinamite a fare di Nobel un assassino e per cui chi ha studiato l'energia nucleare non diventa automaticamente assassino di tutti gli abitanti di Hiroshima e Nagasaki, né Mendel diventa responsabile dell'eugenetica nazista, studiare la riproduzione e le varie possibilità che conoscenza e tecnologia apre non significa prendere posizione a favore o meno di un certo tipo di riproduzione.
E allora non ha nessun senso battersi contro la ricerca, non più di quanto avesse senso nella preistoria se qualcuno avesse detto "Ma sapete che questi "coltelli" che stiamo inventando potrebbero essere una cattiva idea? Possiamo farci del male! Lasciamo perdere, dai."
Onestamente della ricerca sarebbe molto più preoccupante il fatto che il corredo genetico così ricavato sia tutt'altro che di "buona qualità", ma un problema ben più importante per il SIR è (testuale) che "anche coppie omosessuali potrebbero avere un figlio biologicamente proprio".
Perché se uno nasce figlio di un assassino, di un dittatore, di uno stupratore e così via non è grave, ma se nasce figlio di una coppia omosessuale chissà che brutti valori che prenderà su.
Nota a margine: la disputa scienza vs religione è, da entrambe le parti, una delle dispute più idiote della storia. Per forza di cose e sana tradizione umana ha di conseguenza fatto una quantità di danni immane.
Io continuo a pensare che chiunque confonda le due cose non ha capito una mazza né di cosa è la scienza né di cosa è la religione.
Di solito la cosa si configura come "La scienza può fare cose brutte" da una parte (seguito da "la ricerca e la conoscenza devono essere censu... ops, controllate), e dall'altra come "La religione dice cose non dimostrabili scientificamente" (seguito da "la scienza è la mia religione").
1. Conoscenza e applicazione sono due cose diverse. Io, come chiunque altro, sono perfettamente in grado di spaccare la testa a qualcuno, ma non per questo ammazzo mia figlia. E anche se è da millenni che l'uomo scrive stronzate l'invenzione della scrittura è oggettivamente positiva.
2. Perché la religione non è scienza, sarebbe come dire che la matematica a livello di endecasillabi è un disastro.
Ognitanto non so chi prenderei più a schiaffoni tra integralisti e "scientisti".
Etichette: che palle, democratici, primarie, religione, scienza, sinistra, usa
14.10.07
Les primarie
Un paio di pensieri volanti (postati in ritardo perché ultimamente Blogger pubblica quando gli pare).
Affluenza assolutamente positiva, oltre i 3 milioni. Questa non è solo una questione riguardante la sinistra ma il paese in generale. La gente si rende conto che se è importante incazzarsi è anche importante usare tutte le occasioni possibili per influenzare il processo democratico.
Qualcuno ha già osservato che alle precedenti primarie i votanti erano 4 milioni, ma guardiamo ad alcuni fattori: voto di protesta contro Berlusconi e prime primarie del paese. Stavolta invece non c'era l'effetto novità e il voto riguarda parte di una coalizione divisa e al governo con tutte le difficoltà che si sanno. Senza contare le campagne contro ogni genere di rapporto tra cittadini e politica di Grillo e simili e, ultimo ma non meno importante, il fatto che a votare non ci va chi segue un'intera coalizione ma solo una parte.
Per quanto riguarda i risultati veri e propri, sono tutto sommato abbastanza contento, anche se sono diversi dalle mie previsioni. NOTA: al momento di scrivere avevo solo le prime proiezioni
Sulla vittoria di Veltroni non c'erano dubbi, e tutto sommato è un bene: sa comunicare bene alla gente, anche se a volte mostra un'attitudine al bispensiero inquietante (riproposta alla grande da Crozza stasera). Il problema era l'eventualità che il centro non si sentisse rappresentato, con tutte le conseguenze che potevano esserci (dall'uscita agli elettori che potrebbero non fidarsi in futuro). Sia come sia, alla fine ho votato Letta, pensando che avesse più possibilità lui rispetto alla Bindi di fare "massa" e quindi bilanciare il tutto.
E invece c'è un Veltroni al 75% e la Bindi seconda arrivata con 13-14%. Se, personalmente, Veltroni l'avrei preferito al 70%, sono molto contento che al secondo ci sia la Bindi.
Sia chiaro, da molte delle sue opinioni mi separa qualche oceano, ma tendo a rispettare il fatto che abbia lavorato su questioni (in teoria) in conflitto con le sue posizioni con molta serietà, effettuando qualcosa che assomigliava non poco a un mezzo suicidio politico (es. i DiCo).
Sia come sia, il centro dovrebbe avere il suo spazio e, per una volta, si è premiato qualcuno più per le azioni che per l'immagine.
Ora il più (ed è un più mica da poco) è che questa premessa venga tradotta concretamente in una forza positiva. Ugualmente importante è che i cittadini si ricordino anche in futuro che il loro prendere parte alla vita politica del paese non è un optional ma è parte integrante della democrazia (fermo restando che tenersene fuori è un diritto).
Affluenza assolutamente positiva, oltre i 3 milioni. Questa non è solo una questione riguardante la sinistra ma il paese in generale. La gente si rende conto che se è importante incazzarsi è anche importante usare tutte le occasioni possibili per influenzare il processo democratico.
Qualcuno ha già osservato che alle precedenti primarie i votanti erano 4 milioni, ma guardiamo ad alcuni fattori: voto di protesta contro Berlusconi e prime primarie del paese. Stavolta invece non c'era l'effetto novità e il voto riguarda parte di una coalizione divisa e al governo con tutte le difficoltà che si sanno. Senza contare le campagne contro ogni genere di rapporto tra cittadini e politica di Grillo e simili e, ultimo ma non meno importante, il fatto che a votare non ci va chi segue un'intera coalizione ma solo una parte.
Per quanto riguarda i risultati veri e propri, sono tutto sommato abbastanza contento, anche se sono diversi dalle mie previsioni. NOTA: al momento di scrivere avevo solo le prime proiezioni
Sulla vittoria di Veltroni non c'erano dubbi, e tutto sommato è un bene: sa comunicare bene alla gente, anche se a volte mostra un'attitudine al bispensiero inquietante (riproposta alla grande da Crozza stasera). Il problema era l'eventualità che il centro non si sentisse rappresentato, con tutte le conseguenze che potevano esserci (dall'uscita agli elettori che potrebbero non fidarsi in futuro). Sia come sia, alla fine ho votato Letta, pensando che avesse più possibilità lui rispetto alla Bindi di fare "massa" e quindi bilanciare il tutto.
E invece c'è un Veltroni al 75% e la Bindi seconda arrivata con 13-14%. Se, personalmente, Veltroni l'avrei preferito al 70%, sono molto contento che al secondo ci sia la Bindi.
Sia chiaro, da molte delle sue opinioni mi separa qualche oceano, ma tendo a rispettare il fatto che abbia lavorato su questioni (in teoria) in conflitto con le sue posizioni con molta serietà, effettuando qualcosa che assomigliava non poco a un mezzo suicidio politico (es. i DiCo).
Sia come sia, il centro dovrebbe avere il suo spazio e, per una volta, si è premiato qualcuno più per le azioni che per l'immagine.
Ora il più (ed è un più mica da poco) è che questa premessa venga tradotta concretamente in una forza positiva. Ugualmente importante è che i cittadini si ricordino anche in futuro che il loro prendere parte alla vita politica del paese non è un optional ma è parte integrante della democrazia (fermo restando che tenersene fuori è un diritto).
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