6.12.08
Sì, sono d'accordo... ma con chi stavo parlando?
Dopo la lunga protesta di studenti, genitori e insegnanti, il ministro Gelmini e il governo hanno dichiarato di essere pronti al dialogo e a fare concessioni.
Hanno così deciso di rivedere tagli e scelte per rispondere alle richieste... della CEI.
Dev'essere un raro esempio fuori-rete di attacco "man in the middle"...
Chiariamoci, non è tanto la CEI che mi fa incazzare quanto il governo (sai che novità), anche se vorrei discutere un paio di cose:
Trivial Pursuit per i più accaniti seguitori (seguitori! Su Rieducational Channel!) delle vicende TV: i finanziamenti ripristinati equivalgono a circa 130 milioni di Euro che prima non si trovavano. A quale celebre multa comminata annualmente alla nostra nazione corrisponde approssimativamente questa cifra?
Hanno così deciso di rivedere tagli e scelte per rispondere alle richieste... della CEI.
Dev'essere un raro esempio fuori-rete di attacco "man in the middle"...
Chiariamoci, non è tanto la CEI che mi fa incazzare quanto il governo (sai che novità), anche se vorrei discutere un paio di cose:
Qui - aveva detto ancora - si vuole la scuola statale e la scuola commerciale, lo stato e il mercato ma non il privato sociale che rappresentiamo noiMi sembra che monsignor Bruno Stenco non abbia chiara la situazione: quando mai questo governo (e mica solo lui, purtroppo) ha "voluto" la scuola statale?
Gli aiuti per l'educazione religiosa dei figli sono un diritto inalienabileIl mio amico Benny, in arte Ben16, a cui farei notare che però sarebbe ora di darsi delle priorità. Facciamo così: gli aiuti alle scuole cattoliche OPPURE i prof di religione nelle scuole pubbliche (e sappiamo benissimo che non sono economicamente equivalenti). Non puoi farti assumere stabilmente migliaia di professori di religione su cui lo Stato non ha neppure una vera giurisdizione (chi sa di legge mi perdoni l'approssimazione brutale) mentre si lasciano in precariato insegnanti di tutte le materie vere e poi lamentarti pure. Il diritto a educare religiosamente non significa che lo Stato debba pagare personalmente per questa educazione in tutte le sedi esistenti.
Trivial Pursuit per i più accaniti seguitori (seguitori! Su Rieducational Channel!) delle vicende TV: i finanziamenti ripristinati equivalgono a circa 130 milioni di Euro che prima non si trovavano. A quale celebre multa comminata annualmente alla nostra nazione corrisponde approssimativamente questa cifra?
Etichette: CEI, dialogo, governo, man in the middle, scuola, tagli, una fetta di culo no?
15.10.08
Lezioni di storia
«La politica scolastica del partito clericale non può essere in Italia che una sola: deprimere la scuola pubblica, non far nulla per migliorarla e più largamente dotarla; favorire le scuole private confessionali con sussidi pubblici, e con sedi d’esami, con pareggiamenti; rafforzata a poco a poco la scuola privata confessionale e disorganizzata la scuola pubblica, sopprimere
al momento opportuno questa e presentare come unica salvatrice della
gioventù quella. Programma terribilmente pericoloso perchè non richiede nessuno sforzo di lotta attenta ed attiva ma solo di una tranquilla e costante inerzia, troppo comoda per i nostri burocrati e per i nostri politicanti, troppo facile per l’oligarchia opportunista che ci sgoverna».
G. SALVEMINI, Che cosa è la laicità (1907), in ID., Scritti sulla
scuola, p.891.
(dal bolso)
Etichette: attualità, laicità, scuola, stato, storia
16.9.08
Purché si cambi?
L'argomento principale a favore dell'attuale maggioranza di governo è che almeno affronta i problemi del paese, cosa che la precedente maggioranza non faceva. Devo ammettere che sono d'accordo per metà su ogni metà dell'affermazione (fa molto Bilbo, ok): per prima cosa è vero che la precedente maggioranza non faceva abbastanza; per secondo è vero che quella attuale affronta, ma sul fatto che sia un bene avrei da ridire.
Prendo alcuni case study: la scuola, il lavoro, Alitalia.
Vediamo i cambiamenti della scuola:
- Classi più grandi, da 25 a 33 alunni
- Abolizione de facto del tempo pieno (va chiesto esplicitamente, e questo significa dover organizzare un gruppo di genitori allo scopo)
- Meno ore anche nel tempo normale (per esempio da 6 a 2 ore di laboratorio la settimana in un ITIS o come si chiama adesso)
Iniziamo dal fatto che lo studente è per forza meno seguito (e io in una classe di 33 ci sono stato). Poi ci sarebbe da ricordare che le famiglie monoreddito non mi sembra siano esattamente in crescita. Quanto ad avere meno ore, forse sono io che sono strano, ma dubito che riducendole i ragazzi imparino di più.
Certo, c'è la contropartita per cui la scuola costa meno grazie ai licenziamenti dei precari, cosa che naturalmente non riguarda gli indispensabili professori di religione che vennero regolarizzati qualche anno fa dalla Moratti (in un momento in cui si tagliavano i fondi alla scuola pubblica) e che sicuramente sono più necessari dei professori di matematica o italiano. Certo, a questo punto si fa prima a dire chiudiamo tutto così costa zero (che sarebbe poi l'ideale berlusconiano, così a occhio).
Il lavoro.
Senza grandi fanfare, guarda un po', il nuovo governo ha abolito la norma del precedente, imperfetta quanto vogliamo, che contrastava le dimissioni in bianco. Affogando il tutto in un provvedimento su "Semplificazione e competitività".
Sarei curioso di sapere quanti lavoratori hanno avuto un guadagno da questa abolizione; o, in alternativa, chi ritiene che le dimissioni in bianco siano qualcosa di buono (uno così vorrei proprio conoscerlo).
Alitalia
Chiariamoci, qui tanta parte della colpa ce l'hanno i sindacati, ma sostenere le loro demenziali posizioni sarebbe stato forse un po' più impegnativo se qualcuno non avesse sbandierato una presunta cordata italiana che al tempo in realtà non esisteva e che ci ha fatto sputtanare trecento di milioni di Euro in più di quanto previsto originariamente. Personalmente avrei preferito che fossero usati per altro.
Ora, il piano Air France era: acquisto della compagnia, 2000 esuberi, varia assistenza ai neolicenziati (indennizzo fino a X anni o al nuovo posto di lavoro), compagnia nel gruppo Air France KLM.
Piano della cordata: lo Stato si piglia la "bad company"(ovvero tutti i debiti) da pagare, 5000 esuberi (in realtà Alitalia+Air One è 20mila persone e il risultato dev'essere 11mila, ma tant'è), compagnia nel "gruppo" Air One (già deboluccia di suo).
Sul probabile risultato effettivo c'è da vedere, l'unica cosa certa e che non vedo un gran miglioramento rispetto alla precedente amministrazione. Se non fosse che la cosa ha ricadute sulle mie tasche di contribuente avrei quasi gusto che la cosa fallisse del tutto per spregio ai sindacati che ho trovato veramente insopportabili.
Ah, andate a chiedere a un napoletano quanta è cambiata la situazione dell'immondizia. Gli ultimi che ho sentito non avevano notato granché.
A questo punto, considerato che la popolarità di Berlusconi aumenta, il mio dubbio è: gli italiani vogliono solo sentire che qualcosa cambia o gli interessa che cambino in meglio?
Prendo alcuni case study: la scuola, il lavoro, Alitalia.
Vediamo i cambiamenti della scuola:
- Classi più grandi, da 25 a 33 alunni
- Abolizione de facto del tempo pieno (va chiesto esplicitamente, e questo significa dover organizzare un gruppo di genitori allo scopo)
- Meno ore anche nel tempo normale (per esempio da 6 a 2 ore di laboratorio la settimana in un ITIS o come si chiama adesso)
Iniziamo dal fatto che lo studente è per forza meno seguito (e io in una classe di 33 ci sono stato). Poi ci sarebbe da ricordare che le famiglie monoreddito non mi sembra siano esattamente in crescita. Quanto ad avere meno ore, forse sono io che sono strano, ma dubito che riducendole i ragazzi imparino di più.
Certo, c'è la contropartita per cui la scuola costa meno grazie ai licenziamenti dei precari, cosa che naturalmente non riguarda gli indispensabili professori di religione che vennero regolarizzati qualche anno fa dalla Moratti (in un momento in cui si tagliavano i fondi alla scuola pubblica) e che sicuramente sono più necessari dei professori di matematica o italiano. Certo, a questo punto si fa prima a dire chiudiamo tutto così costa zero (che sarebbe poi l'ideale berlusconiano, così a occhio).
Il lavoro.
Senza grandi fanfare, guarda un po', il nuovo governo ha abolito la norma del precedente, imperfetta quanto vogliamo, che contrastava le dimissioni in bianco. Affogando il tutto in un provvedimento su "Semplificazione e competitività".
Sarei curioso di sapere quanti lavoratori hanno avuto un guadagno da questa abolizione; o, in alternativa, chi ritiene che le dimissioni in bianco siano qualcosa di buono (uno così vorrei proprio conoscerlo).
Alitalia
Chiariamoci, qui tanta parte della colpa ce l'hanno i sindacati, ma sostenere le loro demenziali posizioni sarebbe stato forse un po' più impegnativo se qualcuno non avesse sbandierato una presunta cordata italiana che al tempo in realtà non esisteva e che ci ha fatto sputtanare trecento di milioni di Euro in più di quanto previsto originariamente. Personalmente avrei preferito che fossero usati per altro.
Ora, il piano Air France era: acquisto della compagnia, 2000 esuberi, varia assistenza ai neolicenziati (indennizzo fino a X anni o al nuovo posto di lavoro), compagnia nel gruppo Air France KLM.
Piano della cordata: lo Stato si piglia la "bad company"(ovvero tutti i debiti) da pagare, 5000 esuberi (in realtà Alitalia+Air One è 20mila persone e il risultato dev'essere 11mila, ma tant'è), compagnia nel "gruppo" Air One (già deboluccia di suo).
Sul probabile risultato effettivo c'è da vedere, l'unica cosa certa e che non vedo un gran miglioramento rispetto alla precedente amministrazione. Se non fosse che la cosa ha ricadute sulle mie tasche di contribuente avrei quasi gusto che la cosa fallisse del tutto per spregio ai sindacati che ho trovato veramente insopportabili.
Ah, andate a chiedere a un napoletano quanta è cambiata la situazione dell'immondizia. Gli ultimi che ho sentito non avevano notato granché.
A questo punto, considerato che la popolarità di Berlusconi aumenta, il mio dubbio è: gli italiani vogliono solo sentire che qualcosa cambia o gli interessa che cambino in meglio?
Etichette: Berlusconi, cambiamento, italia, lavoro, politica, popolarità, scuola, SPQI
11.12.07
La sQuola privata
Interessanti i risultati di una ricerca sulla qualità delle scuole private in Italia.
Riassumendo, non solo le scuole private italiane sono tra le peggiori d'Europa, ma soprattutto sono peggio della scuola pubblica. E questo è di una gravità sconcertante, secondo me.
Rendiamoci conto: ogni anno parte delle tasse vanno in finanziamenti più o meno diretti (e spesso spudoratamente diretti) a questi istituti perché sembra che la scuola pubblica non sia in grado di dare un servizio accettabile, poi salta fuori che tra rette e aiuti di Stato il risultato è peggiore che nella scuola pubblica, spesso massacrata da tagli e mille altri problemi?
A questo punto forse bisognerebbe chiedersi se non sia il caso di ridare quei finanziamenti alla scuola pubblica, visto che evidentemente potrà sfruttarli meglio.
E poi la gente si lamenta degli sprechi interni allo Stato...
Riassumendo, non solo le scuole private italiane sono tra le peggiori d'Europa, ma soprattutto sono peggio della scuola pubblica. E questo è di una gravità sconcertante, secondo me.
Rendiamoci conto: ogni anno parte delle tasse vanno in finanziamenti più o meno diretti (e spesso spudoratamente diretti) a questi istituti perché sembra che la scuola pubblica non sia in grado di dare un servizio accettabile, poi salta fuori che tra rette e aiuti di Stato il risultato è peggiore che nella scuola pubblica, spesso massacrata da tagli e mille altri problemi?
A questo punto forse bisognerebbe chiedersi se non sia il caso di ridare quei finanziamenti alla scuola pubblica, visto che evidentemente potrà sfruttarli meglio.
E poi la gente si lamenta degli sprechi interni allo Stato...
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