8.2.08
Gomblotti, gomblotti...
La vita è sempre più facile da gestire quando si ha qualcosa su cui scaricare i propri problemi, indipendentemente dal fatto che ne sia la causa specifica, e a volte anche indipendentemente dal fatto che il qualcosa faccia ciò di cui è accusato.
L'importante è stabilire e ricordarsi costantemente che è il male. Un po' il principio di "dai una sberla a tua moglie; tu non sai perché ma lei sì".
Un buon esempio di qualche tempo fa era la mitica catena di S.Antonio sui benefici dei parlamentari, totalmente inventata. Il lato comico era che sarebbe bastato contestare quello che effettivamente hanno i suddetti parlamentari per aprire una polemica più che sostenibile; con questa fregnaccia, invece, i contestati hanno potuto rispedire al mittente e farsi pure passare per vittime (che per certi versi erano, visto che i benefici in questione erano inesistenti).
Un altro esempio è il classicissimo tormentone su papa "Nazinger". Apparentemente il fatto di essersi arruolati nella gioventù hitleriana dopo solo quattordici anni di vita e indottrinamento nella Germania nazista, luogo notoriamente rispettoso e promotore delle vere inclinazioni individuali, rende nazisti straconvinti e impenitenti.
Per carità, è verissimo che altri fecero scelte diverse nella stessa situazione, ma non si può considerare come fosse stata la scelta di un adulto libero, non indottrinato e in un paese "normale". Ci sono tanti altri temi seri su cui le posizioni e le azioni di Ratzinger possono essere criticabili, possibile che bisogni tirar fuori l'unica cosa che è assolutamente priva di valore?
Per queste cose poi una miniera è il blog di Beppe Grillo. Voi mi direte: che lo leggi a fare se pensi che siano idiozie? Per lo stesso motivo per cui mi informo su cosa dicono o fanno Bush, Ratzinger, Berlusconi e così via. Ma restiamo in argomento.
Ricordo un post sul tremendo complotto della società stessa per rendere infelice la gente. In pratica delle ragazze erano salite su un vagone della metropolitana di Milano e si erano messe a cantare; poco stranamente, qualcuno gli aveva fatto notare che rompevano un po' le balle. Nel blog di Grillo questo era un chiaro segno della volontà di limitare la libertà di espressione e di costringere la gente all'infelicità. Il singolo come pericolo temuto dalla società al punto da volerlo attivamente rendere infelice (anzi, renderli infelici uno per uno, i membri della società!), un capolavoro. Chiariamoci: di fronte alla società tutta, il singolo è una cacchetta, siamo in Cina o in Europa o dove volete; la società lo colpirà direttamente solo se acquisisce una "massa" tale da essere rilevante (vedi i personaggi pubblici).
Più inquietante, qualche giorno fa sempre in area Grillo, la tesi per cui l'ex ministro Veronesi letteralmente "creerebbe" il cancro intenzionalmente per arricchirsi con la sua fondazione. La prova? Il fatto che la fondazione è finanziata dalle società che costruiscono e gestiscono gli inceneritori.
Questo per certi versi è un piccolo gioiello della complottistica, perché, effettivamente, gli elementi sono nella "posizione giusta". Il problema è che, invertendo gli operatori, il risultato cambia.
C'è una regola per qualsiasi capitalista furbo: se anche solo la gente pensa che tu provochi un danno di qualche tipo, fai donazioni a riguardo. Magari non te ne frega una mazza, magari lo sai ma lo fai apposta perché ci guadagni, ma in ogni caso fai le donazioni; magari puoi anche aggiungere al miglioramento di immagine qualche detrazione fiscale.
È quindi banale che le società degli inceneritori facciano donazioni a una fondazione contro il cancro.
Per quanto riguarda Veronesi, il suo "complotto" avrebbe molto più senso se avesse una casa farmaceutica, magari. Il che non vuol dire che sia perfetto, geniale o che altro, ma da qui a una specie di dottore pazzo barra genio del male stile film di James Bond ce ne passa. Certo, l'untore è sempre un vecchio classico di successo...
Sempre in tema di inceneritori, c'è chi sostiene che il dramma rifiuti napoletano sia stato creato apposta dai politici per imporre la costruzione degli inceneritori contro la volontà delle genti campane.
Considerato che la crisi dei rifiuti di Napoli si è sviluppata con impressionante costanza negli ultimi vent'anni, non si può dire che i nostri politici manchino di lungimiranza. E hanno anche gusto per la sfida, visto che aspettando tutti questi anni farebbero costruire i loro amati inceneritori proprio nel periodo in cui la coscienza ambientale (o presunta tale) genera le maggiori resistenze possibili.
Certo, la realtà spesso è banale e noiosa.
Per esempio, oggi, nella rubrica degli SMS a un giornale locale, leggo di un cittadino che si inviperisce: la data delle nuove elezioni è stata scelta perché così cade appena dopo il termine per la pensione ai parlamentari, ovvero 2 anni, sei mesi e un giorno.
Il problema è uno solo: le date.
Elezioni 2006: aprile. Elezioni 2008: aprile.
Come tra l'aprile 2006 e l'aprile 2008 possano passare 2 anni, sei mesi e un giorno, devo ancora spiegarmelo.
La cosa buffa è che durante i giorni della crisi si era detto che una speranza per il governo potevano essere proprio tutti i parlamentari "nuovi" che volevano arrivare al termine per la pensione.
Ma, anche qui, la realtà è noiosa, e metterci qualche cattiveria ai propri danni la rende più sopportabile.
Naturalmente in nessuno di questi casi il pensiero del "complotto" ha alcuna utilità nel risolvere i problemi veri, ma in fondo risolveri richiede tempo e fatica, e gran parte dei problemi della società non vengono risolti entro gli anni di vita di chi inizia a occuparsene. E allora perché farlo?
L'importante è stabilire e ricordarsi costantemente che è il male. Un po' il principio di "dai una sberla a tua moglie; tu non sai perché ma lei sì".
Un buon esempio di qualche tempo fa era la mitica catena di S.Antonio sui benefici dei parlamentari, totalmente inventata. Il lato comico era che sarebbe bastato contestare quello che effettivamente hanno i suddetti parlamentari per aprire una polemica più che sostenibile; con questa fregnaccia, invece, i contestati hanno potuto rispedire al mittente e farsi pure passare per vittime (che per certi versi erano, visto che i benefici in questione erano inesistenti).
Un altro esempio è il classicissimo tormentone su papa "Nazinger". Apparentemente il fatto di essersi arruolati nella gioventù hitleriana dopo solo quattordici anni di vita e indottrinamento nella Germania nazista, luogo notoriamente rispettoso e promotore delle vere inclinazioni individuali, rende nazisti straconvinti e impenitenti.
Per carità, è verissimo che altri fecero scelte diverse nella stessa situazione, ma non si può considerare come fosse stata la scelta di un adulto libero, non indottrinato e in un paese "normale". Ci sono tanti altri temi seri su cui le posizioni e le azioni di Ratzinger possono essere criticabili, possibile che bisogni tirar fuori l'unica cosa che è assolutamente priva di valore?
Per queste cose poi una miniera è il blog di Beppe Grillo. Voi mi direte: che lo leggi a fare se pensi che siano idiozie? Per lo stesso motivo per cui mi informo su cosa dicono o fanno Bush, Ratzinger, Berlusconi e così via. Ma restiamo in argomento.
Ricordo un post sul tremendo complotto della società stessa per rendere infelice la gente. In pratica delle ragazze erano salite su un vagone della metropolitana di Milano e si erano messe a cantare; poco stranamente, qualcuno gli aveva fatto notare che rompevano un po' le balle. Nel blog di Grillo questo era un chiaro segno della volontà di limitare la libertà di espressione e di costringere la gente all'infelicità. Il singolo come pericolo temuto dalla società al punto da volerlo attivamente rendere infelice (anzi, renderli infelici uno per uno, i membri della società!), un capolavoro. Chiariamoci: di fronte alla società tutta, il singolo è una cacchetta, siamo in Cina o in Europa o dove volete; la società lo colpirà direttamente solo se acquisisce una "massa" tale da essere rilevante (vedi i personaggi pubblici).
Più inquietante, qualche giorno fa sempre in area Grillo, la tesi per cui l'ex ministro Veronesi letteralmente "creerebbe" il cancro intenzionalmente per arricchirsi con la sua fondazione. La prova? Il fatto che la fondazione è finanziata dalle società che costruiscono e gestiscono gli inceneritori.
Questo per certi versi è un piccolo gioiello della complottistica, perché, effettivamente, gli elementi sono nella "posizione giusta". Il problema è che, invertendo gli operatori, il risultato cambia.
C'è una regola per qualsiasi capitalista furbo: se anche solo la gente pensa che tu provochi un danno di qualche tipo, fai donazioni a riguardo. Magari non te ne frega una mazza, magari lo sai ma lo fai apposta perché ci guadagni, ma in ogni caso fai le donazioni; magari puoi anche aggiungere al miglioramento di immagine qualche detrazione fiscale.
È quindi banale che le società degli inceneritori facciano donazioni a una fondazione contro il cancro.
Per quanto riguarda Veronesi, il suo "complotto" avrebbe molto più senso se avesse una casa farmaceutica, magari. Il che non vuol dire che sia perfetto, geniale o che altro, ma da qui a una specie di dottore pazzo barra genio del male stile film di James Bond ce ne passa. Certo, l'untore è sempre un vecchio classico di successo...
Sempre in tema di inceneritori, c'è chi sostiene che il dramma rifiuti napoletano sia stato creato apposta dai politici per imporre la costruzione degli inceneritori contro la volontà delle genti campane.
Considerato che la crisi dei rifiuti di Napoli si è sviluppata con impressionante costanza negli ultimi vent'anni, non si può dire che i nostri politici manchino di lungimiranza. E hanno anche gusto per la sfida, visto che aspettando tutti questi anni farebbero costruire i loro amati inceneritori proprio nel periodo in cui la coscienza ambientale (o presunta tale) genera le maggiori resistenze possibili.
Certo, la realtà spesso è banale e noiosa.
Per esempio, oggi, nella rubrica degli SMS a un giornale locale, leggo di un cittadino che si inviperisce: la data delle nuove elezioni è stata scelta perché così cade appena dopo il termine per la pensione ai parlamentari, ovvero 2 anni, sei mesi e un giorno.
Il problema è uno solo: le date.
Elezioni 2006: aprile. Elezioni 2008: aprile.
Come tra l'aprile 2006 e l'aprile 2008 possano passare 2 anni, sei mesi e un giorno, devo ancora spiegarmelo.
La cosa buffa è che durante i giorni della crisi si era detto che una speranza per il governo potevano essere proprio tutti i parlamentari "nuovi" che volevano arrivare al termine per la pensione.
Ma, anche qui, la realtà è noiosa, e metterci qualche cattiveria ai propri danni la rende più sopportabile.
Naturalmente in nessuno di questi casi il pensiero del "complotto" ha alcuna utilità nel risolvere i problemi veri, ma in fondo risolveri richiede tempo e fatica, e gran parte dei problemi della società non vengono risolti entro gli anni di vita di chi inizia a occuparsene. E allora perché farlo?
Etichette: cancro, complotti, elezioni, inceneritori, ipocrisia, papa, parlamento, pigrizia, psicosi
