26.10.09
Post primarie (parte 2)
Brevi commenti al risultato (ho ripreso un po' gusto a scrivere, lo ammetto).
Ok, ammetto che non ha vinto né il candidato che rappresentava alcune istanze a cui tenevo né quello che ho votato effettivamente (per mille altre ragioni). In realtà, come già scrivevo, tutti i candidati avevano grandi punti di interesse e grandi lati che mi preoccupavano, quindi per molti versi casco in piedi.
Come risultati, non tanto percentuali quanto di conseguenze, per ora non mi lamento.
Pre-commento a tutto quanto segue così non lo devo ripetere ogni volta: si gradirebbero FATTI, NON PUGNETTE, OK? Fotte sega delle belle parole se poi non si va alle sedute parlamentari, se la gente fa il cazzo che vuole e le leggi promesse non si fanno. Consideratelo copincollato dopo ogni frase.
Primo riferimento del neo-segretario: lavoro e precarietà. Bene, era ora di tornare a temi un po' più seri.
Non che le proteste su diritti e civiltà siano sbagliate, ma ormai eravamo arrivati al delirio per cui qualsiasi minchiata veniva trasformata in una colossale perdita di tempo con proteste in cui gli oppositori a Berlusconi si dichiaravano scandalizzati e avversari di Berlusconi. Poco utile.
No al dialogo, sì al confronto. Funziona meglio quando la spiega dicendo che le leggi si fanno, si emendano e si votano in Parlamento con gli strumenti (ottimi e abbondanti) che la legge già dà. E il PD le sue proposte le porterà direttamente in Parlamento. Bene.
Il segretario non è necessariamente il candidato premier. OTTIMO, 30 e lode. Altra cosa che dico da tempo e di cui sono assolutamente a favore. La gestione di un partito richiede lavoro, sovrapporla alla presidenza del consiglio è una pessima idea e crea una combinazione (governo+parlamento perfettamente sovrapposti) a cui sono assolutamente contrario (principio della separazione dei poteri). È anche "moralmente" giusto in caso di alleanze.
Solo una cosa: sta poi al partito rispettare l'incarico del premier e non usare questa situazione per un ricatto continuo (e qui la presenza di D'Alema continua a preoccuparmi molto).
Rutelli dichiara: "me ne vado da Casini e non da solo". Benissimo, il personaggio non l'ho mai sopportato tantomeno per le manie di persecuzione; chi si ricorda la sceneggiata di "pane e cicoria"? Sono assolutamente convinto, come quando parlavo delle primarie, che chi è contrario al funzionamento del partito faccia benissimo a levarsi dai piedi. Possibilmente evitando di accusare un partito storicamente debole in qualsiasi presa di posizione di essere una tana di estremisti.
Insomma, se il futuro dovesse (sottolineo l'ipotetica, che poi mi danno tutti del fanatico) seguire queste premesse e alcuni punti programmatici di Bersani che molto apprezzavo già prima, si può sperare bene.
Ok, ammetto che non ha vinto né il candidato che rappresentava alcune istanze a cui tenevo né quello che ho votato effettivamente (per mille altre ragioni). In realtà, come già scrivevo, tutti i candidati avevano grandi punti di interesse e grandi lati che mi preoccupavano, quindi per molti versi casco in piedi.
Come risultati, non tanto percentuali quanto di conseguenze, per ora non mi lamento.
Pre-commento a tutto quanto segue così non lo devo ripetere ogni volta: si gradirebbero FATTI, NON PUGNETTE, OK? Fotte sega delle belle parole se poi non si va alle sedute parlamentari, se la gente fa il cazzo che vuole e le leggi promesse non si fanno. Consideratelo copincollato dopo ogni frase.
Primo riferimento del neo-segretario: lavoro e precarietà. Bene, era ora di tornare a temi un po' più seri.
Non che le proteste su diritti e civiltà siano sbagliate, ma ormai eravamo arrivati al delirio per cui qualsiasi minchiata veniva trasformata in una colossale perdita di tempo con proteste in cui gli oppositori a Berlusconi si dichiaravano scandalizzati e avversari di Berlusconi. Poco utile.
No al dialogo, sì al confronto. Funziona meglio quando la spiega dicendo che le leggi si fanno, si emendano e si votano in Parlamento con gli strumenti (ottimi e abbondanti) che la legge già dà. E il PD le sue proposte le porterà direttamente in Parlamento. Bene.
Il segretario non è necessariamente il candidato premier. OTTIMO, 30 e lode. Altra cosa che dico da tempo e di cui sono assolutamente a favore. La gestione di un partito richiede lavoro, sovrapporla alla presidenza del consiglio è una pessima idea e crea una combinazione (governo+parlamento perfettamente sovrapposti) a cui sono assolutamente contrario (principio della separazione dei poteri). È anche "moralmente" giusto in caso di alleanze.
Solo una cosa: sta poi al partito rispettare l'incarico del premier e non usare questa situazione per un ricatto continuo (e qui la presenza di D'Alema continua a preoccuparmi molto).
Rutelli dichiara: "me ne vado da Casini e non da solo". Benissimo, il personaggio non l'ho mai sopportato tantomeno per le manie di persecuzione; chi si ricorda la sceneggiata di "pane e cicoria"? Sono assolutamente convinto, come quando parlavo delle primarie, che chi è contrario al funzionamento del partito faccia benissimo a levarsi dai piedi. Possibilmente evitando di accusare un partito storicamente debole in qualsiasi presa di posizione di essere una tana di estremisti.
Insomma, se il futuro dovesse (sottolineo l'ipotetica, che poi mi danno tutti del fanatico) seguire queste premesse e alcuni punti programmatici di Bersani che molto apprezzavo già prima, si può sperare bene.
Etichette: bersani, pd, primarie, risultati, rutelli
Post primarie (parte 1)
Ho visto discutere molto sulla questione del supporto al PD richiesto a chi partecipa alle primarie.
Ora, è abbastanza indiscutibile che la richiesta di un formale impegno a votare PD alle prossime elezioni sia demenziale. È anche bene però precisare una cosa: la segretezza del voto è violata quando in qualche modo viene "testimoniato" il voto che si è dato. Dire "io voterò X" non è violazione del segreto. Rimane una stronzata, chiariamoci.
Molto diversa la richiesta di appoggiare il PD come progetto.
Onestamente del "ma io voglio dire la mia" è una, scusate il francese, epica stronzata. Se uno vuole "dire" ci sono mille sedi. Con le primarie si partecipa a una decisione, non a un parere, e questo parere vincola le attività di altre persone.
Ora vorrei che mi spiegaste per quale assurdo motivo uno che non ha alcuna intenzione di supportare il PD nemmeno dall'esterno dovrebbe decidere chi si ritroveranno come segretario i tesserati, quelle che l'impegno se lo prendono eccome.
Mi sembra lo stesso, parimenti assurdo ragionamento per cui Beppe Grillo, oppositore del PD, doveva aver diritto a partecipare alle primarie come candidato.
Qualcuno ha scritto addirittura che è un diritto perché c'è il bipolarismo, a cui lui è contrario, e quindi DEVE poter decidere lui chi c'è nel partito di opposizione più grande.
Che il bipolarismo o peggio bipartitismo sia una cosa orrenda lo condivido e lo dico da anni. La soluzione però non è dare spinta ulteriore alle due forze principali. Il bipolarismo non è una legge: il giorno che votate partiti che creino una situazione inadatta il bipolarismo salta. Quindi andate a fondare o a sostenere quei partiti invece di pretendere controllo su qualcosa che nemmeno volete appoggiare.
Non commento nemmeno i casi di gente che dice "non so il programma, non conosco i candidati, ma voglio votare e non voglio impegni perché non so niente". Non sai un cazzo (per tua stessa ammissione) e vuoi prendere decisioni che influenzano gli altri, ma senza beccarti tu quel vincolo che vuoi mettere a loro? Per carità, stai pure alla larga e ne guadagneranno tutti.
Mi rendo conto che ormai il fatto di dover prendere una responsabilità o un impegno sembri una bestemmia in questo paese, ma così gira il mondo; o meglio dovrebbe, e sarebbe un mondo migliore.
Ora, è abbastanza indiscutibile che la richiesta di un formale impegno a votare PD alle prossime elezioni sia demenziale. È anche bene però precisare una cosa: la segretezza del voto è violata quando in qualche modo viene "testimoniato" il voto che si è dato. Dire "io voterò X" non è violazione del segreto. Rimane una stronzata, chiariamoci.
Molto diversa la richiesta di appoggiare il PD come progetto.
Onestamente del "ma io voglio dire la mia" è una, scusate il francese, epica stronzata. Se uno vuole "dire" ci sono mille sedi. Con le primarie si partecipa a una decisione, non a un parere, e questo parere vincola le attività di altre persone.
Ora vorrei che mi spiegaste per quale assurdo motivo uno che non ha alcuna intenzione di supportare il PD nemmeno dall'esterno dovrebbe decidere chi si ritroveranno come segretario i tesserati, quelle che l'impegno se lo prendono eccome.
Mi sembra lo stesso, parimenti assurdo ragionamento per cui Beppe Grillo, oppositore del PD, doveva aver diritto a partecipare alle primarie come candidato.
Qualcuno ha scritto addirittura che è un diritto perché c'è il bipolarismo, a cui lui è contrario, e quindi DEVE poter decidere lui chi c'è nel partito di opposizione più grande.
Che il bipolarismo o peggio bipartitismo sia una cosa orrenda lo condivido e lo dico da anni. La soluzione però non è dare spinta ulteriore alle due forze principali. Il bipolarismo non è una legge: il giorno che votate partiti che creino una situazione inadatta il bipolarismo salta. Quindi andate a fondare o a sostenere quei partiti invece di pretendere controllo su qualcosa che nemmeno volete appoggiare.
Non commento nemmeno i casi di gente che dice "non so il programma, non conosco i candidati, ma voglio votare e non voglio impegni perché non so niente". Non sai un cazzo (per tua stessa ammissione) e vuoi prendere decisioni che influenzano gli altri, ma senza beccarti tu quel vincolo che vuoi mettere a loro? Per carità, stai pure alla larga e ne guadagneranno tutti.
Mi rendo conto che ormai il fatto di dover prendere una responsabilità o un impegno sembri una bestemmia in questo paese, ma così gira il mondo; o meglio dovrebbe, e sarebbe un mondo migliore.
Etichette: clausole, impegno, pd, primarie
24.10.09
Brevi pensieri sulle primarie
Le primarie del PD sono un strumento imperfetto di un partito in grande crisi, su questo non c'è dubbio; non posso dire nemmeno che tutti i candidati mi soddisfino a pieno, tutti con elementi validi ma anche con grossi punti di dubbio, e soprattutto troppo concentrati sulle primarie rispetto alle questioni politiche in Parlamento. Al tempo stesso le primarie sono, a mio personalissimo avviso, un evento importante.
Ci lamentiamo, giustamente, del fatto che i partiti sono diventati entità pressoché autocratiche fuori da qualunque contributo per i cittadini. Il bipolarismo ha peggiorato enormemente il problema. Molte delle polemiche sulle primarie si basano su questioni di regolamento: come gestire l'eventuale pareggio, la questione della registrazione e così via.
Si perde il punto centrale: la possibilità di influenzare in maniera rilevante la vita di un partito senza necessariamente farne parte. Questo in un momento in cui altre forze politiche con un sistema anche solo concettualmente analogo non ce ne sono. Acclamazione, autoproclamazione, tutto tranne un'occasione di chiedere agli elettori il loro parere.
E questo, bene o male, col tempo sta succedendo. Chi si ricorda le prime primarie? Servivano di fatto solo a legittimare ulteriormente la scelta di Prodi. Le seconde primarie? Sostanzialmente solo a confermare Veltroni.
Al terzo giro invece siamo già a una corsa tutt'altro che scontata, piacciano o meno i soggetti in gara. Una gara vera, indipendentemente dalla qualità dei candidati; che saranno pure stati prevedibili, ma intanto hanno già perso la certezza del risultato.
E questo basterebbe a dire quanto l'evento, sinistra o meno, sia importante.
Poi possiamo discutere finché si vuole se sia meglio far scegliere solo i tesserati o tutti i potenziali elettori (in questo la formula attuale non mi dispiace: scelgano gli elettori, e chi si impegna direttamente nel partito resti la scelta per lo spareggio), o se si odia di più la primaria di conferma ("Ah, è tutta una presa in giro") o quella vera ("Ah, non sanno nemmeno scegliersi un leader"), o ancora se il partito sia irrimediabilmente spacciato a prescindere perché non ha un candidato ideale (ma vi prego, non un Obama all'italiana).
Ma resta un fatto: se un cittadino (direi di sinistra ma credo che anche altri vorrebbero avere questa possibilità) vuole farsi sentire, questa è una (non l'unica, naturalmente) possibilità per farlo.
Ci lamentiamo, giustamente, del fatto che i partiti sono diventati entità pressoché autocratiche fuori da qualunque contributo per i cittadini. Il bipolarismo ha peggiorato enormemente il problema. Molte delle polemiche sulle primarie si basano su questioni di regolamento: come gestire l'eventuale pareggio, la questione della registrazione e così via.
Si perde il punto centrale: la possibilità di influenzare in maniera rilevante la vita di un partito senza necessariamente farne parte. Questo in un momento in cui altre forze politiche con un sistema anche solo concettualmente analogo non ce ne sono. Acclamazione, autoproclamazione, tutto tranne un'occasione di chiedere agli elettori il loro parere.
E questo, bene o male, col tempo sta succedendo. Chi si ricorda le prime primarie? Servivano di fatto solo a legittimare ulteriormente la scelta di Prodi. Le seconde primarie? Sostanzialmente solo a confermare Veltroni.
Al terzo giro invece siamo già a una corsa tutt'altro che scontata, piacciano o meno i soggetti in gara. Una gara vera, indipendentemente dalla qualità dei candidati; che saranno pure stati prevedibili, ma intanto hanno già perso la certezza del risultato.
E questo basterebbe a dire quanto l'evento, sinistra o meno, sia importante.
Poi possiamo discutere finché si vuole se sia meglio far scegliere solo i tesserati o tutti i potenziali elettori (in questo la formula attuale non mi dispiace: scelgano gli elettori, e chi si impegna direttamente nel partito resti la scelta per lo spareggio), o se si odia di più la primaria di conferma ("Ah, è tutta una presa in giro") o quella vera ("Ah, non sanno nemmeno scegliersi un leader"), o ancora se il partito sia irrimediabilmente spacciato a prescindere perché non ha un candidato ideale (ma vi prego, non un Obama all'italiana).
Ma resta un fatto: se un cittadino (direi di sinistra ma credo che anche altri vorrebbero avere questa possibilità) vuole farsi sentire, questa è una (non l'unica, naturalmente) possibilità per farlo.
Etichette: cambiamento, democrazia, pd, politica, primarie
1.2.08
Ipse dixerunt (si scriverà così?)
Tutte le volte che faccio un post mi viene fuori che qualche frase interessante era rimasta fuori, oppure ognitanto sento una frase che vorrei commentare ma non ho voglia di fare un post completo (e le vignette mica mi vengono così, sapete? Arte e qualità richiedono tempo :P). Vediamo se per una volta riesco a mettere un po' di commenti veloci:
Comincio dalle primarie USA su Repubblica:
Differenze su assistenza sanitaria, riforme economiche e politica estera "ma siamo la stessa cosa". Oddio oddio oddio, gli abbiamo passato il virus della sinistra italiana.
Sinistra italiana che, a dire il vero, di essere tutta "la stessa cosa" non lo direbbe mai, piuttosto la morte (o la caduta del governo, a scelta).
Dettaglio però molto importante di cui dovrebbe tenere conto l'Italia: da LORO, congresso e presidenza NON sono la stessa cosa, indi un ticket di questo tipo ha un effetto molto diverso dei terrificanti poli blindati italiani.
Come al solito, esportiamo la roba e dopo funziona meglio all'estero che da noi. Se fossero vere le leggende popolari (e, diciamolo, fondamentalmente razziste), a lavorare per tutto il mandato con Obama Hillary potrebbe restituire un certo favore a suo marito :D
In termini di "bonus track", un pronunciamento ecclesiale su un recente studio scientifico.
La mia impressione è che il SIR, come molti altri soggetti costantemente impegnati nella disputa scienza vs religione, si sia perso per strada una questione fondamentale: la conoscenza non ha un fine in sé stessa.
Per lo stesso motivo per cui non è l'invenzione della dinamite a fare di Nobel un assassino e per cui chi ha studiato l'energia nucleare non diventa automaticamente assassino di tutti gli abitanti di Hiroshima e Nagasaki, né Mendel diventa responsabile dell'eugenetica nazista, studiare la riproduzione e le varie possibilità che conoscenza e tecnologia apre non significa prendere posizione a favore o meno di un certo tipo di riproduzione.
E allora non ha nessun senso battersi contro la ricerca, non più di quanto avesse senso nella preistoria se qualcuno avesse detto "Ma sapete che questi "coltelli" che stiamo inventando potrebbero essere una cattiva idea? Possiamo farci del male! Lasciamo perdere, dai."
Onestamente della ricerca sarebbe molto più preoccupante il fatto che il corredo genetico così ricavato sia tutt'altro che di "buona qualità", ma un problema ben più importante per il SIR è (testuale) che "anche coppie omosessuali potrebbero avere un figlio biologicamente proprio".
Perché se uno nasce figlio di un assassino, di un dittatore, di uno stupratore e così via non è grave, ma se nasce figlio di una coppia omosessuale chissà che brutti valori che prenderà su.
Nota a margine: la disputa scienza vs religione è, da entrambe le parti, una delle dispute più idiote della storia. Per forza di cose e sana tradizione umana ha di conseguenza fatto una quantità di danni immane.
Io continuo a pensare che chiunque confonda le due cose non ha capito una mazza né di cosa è la scienza né di cosa è la religione.
Di solito la cosa si configura come "La scienza può fare cose brutte" da una parte (seguito da "la ricerca e la conoscenza devono essere censu... ops, controllate), e dall'altra come "La religione dice cose non dimostrabili scientificamente" (seguito da "la scienza è la mia religione").
1. Conoscenza e applicazione sono due cose diverse. Io, come chiunque altro, sono perfettamente in grado di spaccare la testa a qualcuno, ma non per questo ammazzo mia figlia. E anche se è da millenni che l'uomo scrive stronzate l'invenzione della scrittura è oggettivamente positiva.
2. Perché la religione non è scienza, sarebbe come dire che la matematica a livello di endecasillabi è un disastro.
Ognitanto non so chi prenderei più a schiaffoni tra integralisti e "scientisti".
Comincio dalle primarie USA su Repubblica:
Durante il dibattito l'ex first lady ha rilevato come lei e Obama divergano sì su temi anche essenziali quali assistenza sanitaria, riforme economiche e politica estera; ma "basta semplicemente guardarci, e si può senz'altro affermare che noi siamo la stessa cosa", ha sottolineato, enfatizzando il comune obiettivo di strappare la presidenza agli avversari repubblicani.
Differenze su assistenza sanitaria, riforme economiche e politica estera "ma siamo la stessa cosa". Oddio oddio oddio, gli abbiamo passato il virus della sinistra italiana.
Sinistra italiana che, a dire il vero, di essere tutta "la stessa cosa" non lo direbbe mai, piuttosto la morte (o la caduta del governo, a scelta).
Dettaglio però molto importante di cui dovrebbe tenere conto l'Italia: da LORO, congresso e presidenza NON sono la stessa cosa, indi un ticket di questo tipo ha un effetto molto diverso dei terrificanti poli blindati italiani.
Come al solito, esportiamo la roba e dopo funziona meglio all'estero che da noi. Se fossero vere le leggende popolari (e, diciamolo, fondamentalmente razziste), a lavorare per tutto il mandato con Obama Hillary potrebbe restituire un certo favore a suo marito :D
In termini di "bonus track", un pronunciamento ecclesiale su un recente studio scientifico.
La mia impressione è che il SIR, come molti altri soggetti costantemente impegnati nella disputa scienza vs religione, si sia perso per strada una questione fondamentale: la conoscenza non ha un fine in sé stessa.
Per lo stesso motivo per cui non è l'invenzione della dinamite a fare di Nobel un assassino e per cui chi ha studiato l'energia nucleare non diventa automaticamente assassino di tutti gli abitanti di Hiroshima e Nagasaki, né Mendel diventa responsabile dell'eugenetica nazista, studiare la riproduzione e le varie possibilità che conoscenza e tecnologia apre non significa prendere posizione a favore o meno di un certo tipo di riproduzione.
E allora non ha nessun senso battersi contro la ricerca, non più di quanto avesse senso nella preistoria se qualcuno avesse detto "Ma sapete che questi "coltelli" che stiamo inventando potrebbero essere una cattiva idea? Possiamo farci del male! Lasciamo perdere, dai."
Onestamente della ricerca sarebbe molto più preoccupante il fatto che il corredo genetico così ricavato sia tutt'altro che di "buona qualità", ma un problema ben più importante per il SIR è (testuale) che "anche coppie omosessuali potrebbero avere un figlio biologicamente proprio".
Perché se uno nasce figlio di un assassino, di un dittatore, di uno stupratore e così via non è grave, ma se nasce figlio di una coppia omosessuale chissà che brutti valori che prenderà su.
Nota a margine: la disputa scienza vs religione è, da entrambe le parti, una delle dispute più idiote della storia. Per forza di cose e sana tradizione umana ha di conseguenza fatto una quantità di danni immane.
Io continuo a pensare che chiunque confonda le due cose non ha capito una mazza né di cosa è la scienza né di cosa è la religione.
Di solito la cosa si configura come "La scienza può fare cose brutte" da una parte (seguito da "la ricerca e la conoscenza devono essere censu... ops, controllate), e dall'altra come "La religione dice cose non dimostrabili scientificamente" (seguito da "la scienza è la mia religione").
1. Conoscenza e applicazione sono due cose diverse. Io, come chiunque altro, sono perfettamente in grado di spaccare la testa a qualcuno, ma non per questo ammazzo mia figlia. E anche se è da millenni che l'uomo scrive stronzate l'invenzione della scrittura è oggettivamente positiva.
2. Perché la religione non è scienza, sarebbe come dire che la matematica a livello di endecasillabi è un disastro.
Ognitanto non so chi prenderei più a schiaffoni tra integralisti e "scientisti".
Etichette: che palle, democratici, primarie, religione, scienza, sinistra, usa
14.10.07
Les primarie
Un paio di pensieri volanti (postati in ritardo perché ultimamente Blogger pubblica quando gli pare).
Affluenza assolutamente positiva, oltre i 3 milioni. Questa non è solo una questione riguardante la sinistra ma il paese in generale. La gente si rende conto che se è importante incazzarsi è anche importante usare tutte le occasioni possibili per influenzare il processo democratico.
Qualcuno ha già osservato che alle precedenti primarie i votanti erano 4 milioni, ma guardiamo ad alcuni fattori: voto di protesta contro Berlusconi e prime primarie del paese. Stavolta invece non c'era l'effetto novità e il voto riguarda parte di una coalizione divisa e al governo con tutte le difficoltà che si sanno. Senza contare le campagne contro ogni genere di rapporto tra cittadini e politica di Grillo e simili e, ultimo ma non meno importante, il fatto che a votare non ci va chi segue un'intera coalizione ma solo una parte.
Per quanto riguarda i risultati veri e propri, sono tutto sommato abbastanza contento, anche se sono diversi dalle mie previsioni. NOTA: al momento di scrivere avevo solo le prime proiezioni
Sulla vittoria di Veltroni non c'erano dubbi, e tutto sommato è un bene: sa comunicare bene alla gente, anche se a volte mostra un'attitudine al bispensiero inquietante (riproposta alla grande da Crozza stasera). Il problema era l'eventualità che il centro non si sentisse rappresentato, con tutte le conseguenze che potevano esserci (dall'uscita agli elettori che potrebbero non fidarsi in futuro). Sia come sia, alla fine ho votato Letta, pensando che avesse più possibilità lui rispetto alla Bindi di fare "massa" e quindi bilanciare il tutto.
E invece c'è un Veltroni al 75% e la Bindi seconda arrivata con 13-14%. Se, personalmente, Veltroni l'avrei preferito al 70%, sono molto contento che al secondo ci sia la Bindi.
Sia chiaro, da molte delle sue opinioni mi separa qualche oceano, ma tendo a rispettare il fatto che abbia lavorato su questioni (in teoria) in conflitto con le sue posizioni con molta serietà, effettuando qualcosa che assomigliava non poco a un mezzo suicidio politico (es. i DiCo).
Sia come sia, il centro dovrebbe avere il suo spazio e, per una volta, si è premiato qualcuno più per le azioni che per l'immagine.
Ora il più (ed è un più mica da poco) è che questa premessa venga tradotta concretamente in una forza positiva. Ugualmente importante è che i cittadini si ricordino anche in futuro che il loro prendere parte alla vita politica del paese non è un optional ma è parte integrante della democrazia (fermo restando che tenersene fuori è un diritto).
Affluenza assolutamente positiva, oltre i 3 milioni. Questa non è solo una questione riguardante la sinistra ma il paese in generale. La gente si rende conto che se è importante incazzarsi è anche importante usare tutte le occasioni possibili per influenzare il processo democratico.
Qualcuno ha già osservato che alle precedenti primarie i votanti erano 4 milioni, ma guardiamo ad alcuni fattori: voto di protesta contro Berlusconi e prime primarie del paese. Stavolta invece non c'era l'effetto novità e il voto riguarda parte di una coalizione divisa e al governo con tutte le difficoltà che si sanno. Senza contare le campagne contro ogni genere di rapporto tra cittadini e politica di Grillo e simili e, ultimo ma non meno importante, il fatto che a votare non ci va chi segue un'intera coalizione ma solo una parte.
Per quanto riguarda i risultati veri e propri, sono tutto sommato abbastanza contento, anche se sono diversi dalle mie previsioni. NOTA: al momento di scrivere avevo solo le prime proiezioni
Sulla vittoria di Veltroni non c'erano dubbi, e tutto sommato è un bene: sa comunicare bene alla gente, anche se a volte mostra un'attitudine al bispensiero inquietante (riproposta alla grande da Crozza stasera). Il problema era l'eventualità che il centro non si sentisse rappresentato, con tutte le conseguenze che potevano esserci (dall'uscita agli elettori che potrebbero non fidarsi in futuro). Sia come sia, alla fine ho votato Letta, pensando che avesse più possibilità lui rispetto alla Bindi di fare "massa" e quindi bilanciare il tutto.
E invece c'è un Veltroni al 75% e la Bindi seconda arrivata con 13-14%. Se, personalmente, Veltroni l'avrei preferito al 70%, sono molto contento che al secondo ci sia la Bindi.
Sia chiaro, da molte delle sue opinioni mi separa qualche oceano, ma tendo a rispettare il fatto che abbia lavorato su questioni (in teoria) in conflitto con le sue posizioni con molta serietà, effettuando qualcosa che assomigliava non poco a un mezzo suicidio politico (es. i DiCo).
Sia come sia, il centro dovrebbe avere il suo spazio e, per una volta, si è premiato qualcuno più per le azioni che per l'immagine.
Ora il più (ed è un più mica da poco) è che questa premessa venga tradotta concretamente in una forza positiva. Ugualmente importante è che i cittadini si ricordino anche in futuro che il loro prendere parte alla vita politica del paese non è un optional ma è parte integrante della democrazia (fermo restando che tenersene fuori è un diritto).
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