17.11.09

Sinistra, dove sei? 

Ci sono momenti in cui ci vuole un po' di "tough love", di quei momenti in cui ci girano le balle e si parla al politico che non capisce la base.
Oppure, come oggi, quando ti fa girare le balle pure la base. Perché a non dire o fare cose di sinistra non c'è solo il partito, certo volte.

Sono settimane che si parla della manifestazione contro Berlusconi, manifestazione più che legittima ma assolutamente inutile. Se ne possono fare anche mille, ma resta una manifestazione di gente che ha votato contro Berlusconi che gli ricorda che sì, non ha votato per lui e non lo vuole lì dov'è.
E questo nella speranza di smuovere uno che non batterebbe ciglio nemmeno se gli manifestassero sotto la finestra quattro milioni di elettori suoi.
Ditemi che sono cinico, se volete.

Nel frattempo, in un piccolo villaggio nell'Armorica, chiamato Regione Emilia-Romagna, stava succedendo una cosa semplice ma molto importante: si lavorava per dare diritti alle convivenze. Tutta da giocare, sia chiarò, ma è lì e potrebbe avere la maggioranza per passare.
Senza massimi sistemi su nomi, tradizioni e pugnette varie. Semplicemente se la gente convive stabilmente potrà avere più diritti (per inciso, questo vale anche per gli anziani poveri, che fanno molta poca scena ma i problemi li hanno lo stesso).

Vedremo cosa ne verrà fuori, ma intanto chiedetevi una cosa: perché una manifestazione dall'esito scontato (come pure scontate sono le liti) tiene la prima pagina da un pezzo e nemmeno i giornali di sinistra schiodano una cosa simile dalla cronaca locale? E non credo che sia stato un grande hit nemmeno nella tanto adorata blogosfera.

Pensateci. Se siete voi i primi a scordarsi del perché state a sinistra, come pensate che se lo ricordi un partito?

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24.10.09

Brevi pensieri sulle primarie 

Le primarie del PD sono un strumento imperfetto di un partito in grande crisi, su questo non c'è dubbio; non posso dire nemmeno che tutti i candidati mi soddisfino a pieno, tutti con elementi validi ma anche con grossi punti di dubbio, e soprattutto troppo concentrati sulle primarie rispetto alle questioni politiche in Parlamento. Al tempo stesso le primarie sono, a mio personalissimo avviso, un evento importante.

Ci lamentiamo, giustamente, del fatto che i partiti sono diventati entità pressoché autocratiche fuori da qualunque contributo per i cittadini. Il bipolarismo ha peggiorato enormemente il problema. Molte delle polemiche sulle primarie si basano su questioni di regolamento: come gestire l'eventuale pareggio, la questione della registrazione e così via.
Si perde il punto centrale: la possibilità di influenzare in maniera rilevante la vita di un partito senza necessariamente farne parte. Questo in un momento in cui altre forze politiche con un sistema anche solo concettualmente analogo non ce ne sono. Acclamazione, autoproclamazione, tutto tranne un'occasione di chiedere agli elettori il loro parere.
E questo, bene o male, col tempo sta succedendo. Chi si ricorda le prime primarie? Servivano di fatto solo a legittimare ulteriormente la scelta di Prodi. Le seconde primarie? Sostanzialmente solo a confermare Veltroni.
Al terzo giro invece siamo già a una corsa tutt'altro che scontata, piacciano o meno i soggetti in gara. Una gara vera, indipendentemente dalla qualità dei candidati; che saranno pure stati prevedibili, ma intanto hanno già perso la certezza del risultato.
E questo basterebbe a dire quanto l'evento, sinistra o meno, sia importante.

Poi possiamo discutere finché si vuole se sia meglio far scegliere solo i tesserati o tutti i potenziali elettori (in questo la formula attuale non mi dispiace: scelgano gli elettori, e chi si impegna direttamente nel partito resti la scelta per lo spareggio), o se si odia di più la primaria di conferma ("Ah, è tutta una presa in giro") o quella vera ("Ah, non sanno nemmeno scegliersi un leader"), o ancora se il partito sia irrimediabilmente spacciato a prescindere perché non ha un candidato ideale (ma vi prego, non un Obama all'italiana).

Ma resta un fatto: se un cittadino (direi di sinistra ma credo che anche altri vorrebbero avere questa possibilità) vuole farsi sentire, questa è una (non l'unica, naturalmente) possibilità per farlo.

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9.2.09

Lo stato totalitario prossimo venturo 


Con ogni probabilità, tra pochi giorni verrà approvata una legge per cui la vita di un cittadino apparterrà allo Stato fino alla morte stessa: al cittadino verrà concesso di esprimere il suo volere senza che questo abbia però alcun valore nei confronti di chi lo curerà. Non esisterà nemmeno più il diritto di rifiutare una terapia.
Se ci pensate, è un ottimo sunto del concetto di stato totalitario.
Se state per strapparvi le vesti e gridare contro la destra, la Chiesa, la sinistra, però, vi consiglio di pensarci. Perché la colpa non è lì. Non è mai lì, in realtà. Se escludiamo i golpe militari, quasi tutte le dittature sono nate con la spinta del popolo, e molto spesso questo stesso popolo ha continuato, in maggioranza, ad accettarne il modo di essere. E questa volta le cose non sono diverse, né in Italia né in molti altri paesi.
Da cosa nasce lo stato totalitario, in fondo? Dalla volontà di uno stato che si estende fino a inglobare ogni anfratto della vita dei cittadini, e questo naturalmente implica l'eliminazione di ogni libertà, perché la libertà significa mancanza di prevedibilità e di controllo. In un certo senso la perdita di libertà è quasi un effetto collaterale. Il problema è che, tutto sommato, è voluta.
Forse è perché ci sentiamo sempre meno capaci di affrontare il mondo, forse è perché non vogliamo dover prendere le decisioni e decidiamo di farle prendere ad altri, fatto sta che le deleghiamo.

Io penso prima di comprare qualcosa a mia figlia, e so che è mia responsabilità che lei non acceda a qualcosa di non adatto. Con gli anni sarà sempre meno facile gestire questo problema, ma è un mio dovere di genitore. Per molti questo dovere è troppo "pesante", ed ecco che la gente protesta perché nel gioco segnlato come VM18 che ha preso al figlio c'è del materiale... per adulti. O magari nemmeno c'è, perché un giornalista stronzo si è inventato un caso su un gioco che non ha mai visto, e di seguito un ministro ha cercato di bloccarne la commercializzazione, e a ruota un'associazione di genitori fa lobby per imporra cosa deve essere prodotto e pubblicato in Italia.
Si chiama censura e colpisce tutti, ma nasce dal fatto che qualcuno non vuole dover pensare a quello che compra. Si delega ad altri, così tuo figlio cresce un po' più figlio del MOIGE e un po' meno figlio tuo. Un po' come quando tuo figlio cresceva un po' più figlio del fascio e meno figlio tuo.

O ancora quelli che ritengo pessimi cattolici sono talmente saldi nella loro fede da chiedere ai politici leggi che obblighino tutti a comportarsi come cattolici, anche quando la decisione colpisce solo e unicamente chi la prende, come nel caso del testamento biologico. Io non sono cristiano ma io non posso decidere sulla mia vita perché altri hanno paura di decidere (o non decidere) sulla propria. Sono loro, che dovrebbe guardare senza paura a un aldilà chiaro, ad avere una paura fottuta, ma sono io, per cui l'aldilà è l'ignoto totale, a non poter scegliere sulla fine della mia vita.

O ancora si vuole la massima sorveglianza (come una celebre proposta per cui agenti di polizia dovevano pedinare i ragazzi per dire chi frequentavano ai genitori, che questi lo chiedessero o meno) e la condanna a priori di categorie di popolazione indipendentemente dalle colpe dei singoli perché non vogliamo chiederci come mai si arriva a certe situazioni e cosa possiamo fare per avere una società le cui meccaniche di base producano sicurezza.

Ogni volta che scegliamo di non voler scegliere, qualcosa si intromette in quella fenditura e sceglie per noi. E non possiamo riprendercela quando vogliamo.
Lo stato totalitario tornerà per un semplice motivo: che l'abbiamo scelto.
Io mi metto avanti e vi regalo una bandiera di prova.

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2.12.08

Dichiarazioni commentate 

Salto l'introduzione che mi fa noia e più o meno la notizie già la saprete: l'IVA sulla TV a pagamento in Italia verrà riportata al 20% dall'attuale 10%. Sulla cosa sia maggioranza che opposizione hanno rilasciato dichiarazioni alquanto curiose:

Berlusconi: Il provvedimento danneggia anche Mediaset che stava per far partire una TV ad abbonamento
Io: Strano, visto che modifica una norma del 1997 che parlava di satellite e TV via cavo ma non del digitale terrestre, su cui lavora Mediaset.

Berlusconi: Mette fine a un privilegio che riguarda solo Sky. La legge precedente era fatta dalla sinistra amica di Sky.
Io: Se il privilegio riguardava solo Sky come fa a colpire anche Mediaset? Ops... A parte questo è interessante come la sinistra abbia favorito Sky Italia nel 1997, quando Sky non esisteva. C'era invece Telepiù, di cui faceva parte anche Mediaset (non che lo ritenga un provvedimento pro-Mediaset, sia chiaro).

Maggioranza (non ricordo chi): il provvedimento comunque deve prima passare in Parlamento.
Io: No, dai, seriamente...

Veltroni: Un provvedimento che colpisce le famiglie perché i tifosi su Sky ci guardano le partite.
Io: Per fortuna che Walter ci fa notare quello che sapevano già tutti, ovvero che la posta in palio è il calcio. Peccato che dica anche una grossa stronzata, non tanto nell'informazione quanto nell'approccio. Da mesi si parla di contestare l'azione del governo su ricerca, istruzione, previdenza e così via, e te metti sullo stesso piano il costo di vedere le partite di calcio? Ma che cazzo di priorità hai, Walter???? Se un problema rilevante per le famiglie fosse il costo delle partite di calcio in TV allora questo paese andrebbe veramente a gonfie vele. E lo dico da abbonato Sky (senza il pacchetto calcio e senza la formula 1, che tutti i loro commerciali mi credono gay).

Berlusconi: Questo no, questo è un colpo basso. Non è la difesa dell'azienda, è un attacco strumentale e scriteriato al governo mosso da una tv a pagamento.
Io: Interessante commento allo spot "difensivo" di Sky. MOLTO interessante per uno che al famoso referendum sulle leggi che discutevano l'assetto televisivo italiano bombardò il pubblico di "brutti cattivi comunisti vogliono far chiudere Mediaset e mandare tutti i dipendenti in mezzo alla strada". La coerenza prima di tutto.

PS: questo non è il famigerato "panino", è solo che grazie a dio ultimamente Veltroni parla meno del solito...

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16.9.08

Purché si cambi? 

L'argomento principale a favore dell'attuale maggioranza di governo è che almeno affronta i problemi del paese, cosa che la precedente maggioranza non faceva. Devo ammettere che sono d'accordo per metà su ogni metà dell'affermazione (fa molto Bilbo, ok): per prima cosa è vero che la precedente maggioranza non faceva abbastanza; per secondo è vero che quella attuale affronta, ma sul fatto che sia un bene avrei da ridire.
Prendo alcuni case study: la scuola, il lavoro, Alitalia.

Vediamo i cambiamenti della scuola:
- Classi più grandi, da 25 a 33 alunni
- Abolizione de facto del tempo pieno (va chiesto esplicitamente, e questo significa dover organizzare un gruppo di genitori allo scopo)
- Meno ore anche nel tempo normale (per esempio da 6 a 2 ore di laboratorio la settimana in un ITIS o come si chiama adesso)
Iniziamo dal fatto che lo studente è per forza meno seguito (e io in una classe di 33 ci sono stato). Poi ci sarebbe da ricordare che le famiglie monoreddito non mi sembra siano esattamente in crescita. Quanto ad avere meno ore, forse sono io che sono strano, ma dubito che riducendole i ragazzi imparino di più.
Certo, c'è la contropartita per cui la scuola costa meno grazie ai licenziamenti dei precari, cosa che naturalmente non riguarda gli indispensabili professori di religione che vennero regolarizzati qualche anno fa dalla Moratti (in un momento in cui si tagliavano i fondi alla scuola pubblica) e che sicuramente sono più necessari dei professori di matematica o italiano. Certo, a questo punto si fa prima a dire chiudiamo tutto così costa zero (che sarebbe poi l'ideale berlusconiano, così a occhio).

Il lavoro.
Senza grandi fanfare, guarda un po', il nuovo governo ha abolito la norma del precedente, imperfetta quanto vogliamo, che contrastava le dimissioni in bianco. Affogando il tutto in un provvedimento su "Semplificazione e competitività".
Sarei curioso di sapere quanti lavoratori hanno avuto un guadagno da questa abolizione; o, in alternativa, chi ritiene che le dimissioni in bianco siano qualcosa di buono (uno così vorrei proprio conoscerlo).

Alitalia
Chiariamoci, qui tanta parte della colpa ce l'hanno i sindacati, ma sostenere le loro demenziali posizioni sarebbe stato forse un po' più impegnativo se qualcuno non avesse sbandierato una presunta cordata italiana che al tempo in realtà non esisteva e che ci ha fatto sputtanare trecento di milioni di Euro in più di quanto previsto originariamente. Personalmente avrei preferito che fossero usati per altro.
Ora, il piano Air France era: acquisto della compagnia, 2000 esuberi, varia assistenza ai neolicenziati (indennizzo fino a X anni o al nuovo posto di lavoro), compagnia nel gruppo Air France KLM.
Piano della cordata: lo Stato si piglia la "bad company"(ovvero tutti i debiti) da pagare, 5000 esuberi (in realtà Alitalia+Air One è 20mila persone e il risultato dev'essere 11mila, ma tant'è), compagnia nel "gruppo" Air One (già deboluccia di suo).
Sul probabile risultato effettivo c'è da vedere, l'unica cosa certa e che non vedo un gran miglioramento rispetto alla precedente amministrazione. Se non fosse che la cosa ha ricadute sulle mie tasche di contribuente avrei quasi gusto che la cosa fallisse del tutto per spregio ai sindacati che ho trovato veramente insopportabili.

Ah, andate a chiedere a un napoletano quanta è cambiata la situazione dell'immondizia. Gli ultimi che ho sentito non avevano notato granché.

A questo punto, considerato che la popolarità di Berlusconi aumenta, il mio dubbio è: gli italiani vogliono solo sentire che qualcosa cambia o gli interessa che cambino in meglio?

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27.5.08

Livelli di tolleranza 

La politica italian è diventata una noia mortale che non mi viene nemmeno tanta voglia di parlarne. Nell'attesa che la sinistra decida cosa vuole fare da grande e nella solita pietosa codardia da PR di tutti gli schieramenti ("Mai comunisti, riformisti dal 1600", "Mai fascisti, parenti, militanza e croci celtiche sono coincidenze"), però, continuo a essere convinto che tra i politici di una parte e l'altra una differenza ci sia. È questione naturalmente del livello di tolleranza alle differenze di ognuno; per alcuni sono totalmente irrilevanti, per me... be', no. In fondo è un problema che hanno tutti.

Ad esempio Fini ha un livello di tolleranza verso l'inciviltà molto elevato e un livello di tolleranza verso gli avversari politici più basso. Il che non sarebbe un problema grave se non volesse presidente della Camera.

Maroni, da parte sua, è tanto tollerante che tollera anche il razzismo, perché non siamo noi che siamo razzisti ma sono loro che sono negri/napoletani/romeni o quel che vi pare. Naturalmente mi aspetto il suo pieno consenso a qualsiasi rappresentazione degli italiani come fancazzisti, truffatori, mafiosi, pizza+mandolino.

Berlusconi, invece, è più sensibile, e ci rimane male quando la stampa riporta le sue dichiarazioni senza autorizzazione, magari solo perché le cose le ha dette davvero.
Sarà mica un paese civile quello in cui ti attribuiscono cose che hai detto, no?

Ma in fondo è un paese fatto così. Mi autorizza a pensarlo, per seguira la linea dell'illustrissimo Maroni, la cronaca.

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24.4.08

25 Aprile 

Viva il 25 Aprile.
Quello vero.

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21.4.08

Sul Prodi che se ne va 

Per pigrizia e poco tempo a disposizione il commento migliore è il mio sostanziale sottoscrivere l'analisi di Vinci a riguardo.
Personalmente continuo a sperare che di politici alla Prodi nella politica italiana ce ne sia qualcuno di più in futuro.

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19.4.08

Farsi coraggio... 

Direttamente da DonZauker.It:

Silvio c’è... ma a me me lo puppa!


Anche se, volendo fare una piccola aggiunta, quello che mi deprime è sapere che non hanno votato Bossusconi solo i branchi di pecoroni rimbecilliti di cui potremmo tranquillamente fare export. Ma questo è un tema per altri post...

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15.4.08

Inizia il federalismo fiscale 

E adesso finalmente le amministrazioni locali non dovranno più, per dirla alla leghista, andare a chiedere i soldi a Roma.
Ecco infatti alcuni punti cardine del progetto berlusconiano:

- Abolizione dell'ICI: la mancata entrata di questo tributo ai comuni verrà compensata dal Ministero dell'Interno, di Roma
- Abolizione del bollo (anche se la data sta già scivolando avanti, che novità), tributo alle regioni
- Ponte di Messina: questo sicuramente verrà pagato solo coi soldi di Calabria e Sicilia, vero?

Poi dicono che sono gli elettori di sinistra che vengono presi per il culo dai "loro" politici.

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Don Umberto 


Berlusconi ostaggio di Bossi dopo le elezioni? Macché! Perché vedete, Bossi agli amici ci tiene, e gli amici sono sempre onesti con gli altri amici e rispettano i patti. Se non rispettano i patti invece le cose vanno un po' male, perché si sa che i leghisti sono ragazzi, un po' teste calde, e così finisce che combinano qualche guaio o scassano un governo. E allora meglio rispettarli i patti, minchia.
Ostaggio è una brutta parola. Io sono amico di Berlusconi. Noi manteniamo fede ai patti e chiediamo agli altri di mantener fede ai patti. Se no perdiamo la pazienza.

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Donne? Tié! 

Cito:
"Zapatero ha fatto un governo troppo rosa che noi non possiamo fare anche perchè in Italia c'è una prevalenza di uomini" (Silvio Berlusconi, 15/04/2008)
Capito? E adesso tornate in cucina, troie!

[PS: è abbastanza corto questo post? :D]

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14.4.08

Risultati delle elezioni 

E così il PdL ha vinto.
Unico lato positivo della cosa il fatto che siano stati spazzati via tanti soggetti a sinistra che hanno tradito gioiosamente il loro elettorato al grido di "O tutto o niente" quando anche un minimo passo sarebbe stato una conquista. Perché è lì che tanta gente non ha proprio votato.

Il PD male non è andato, visto che con un distacco del 12% ha subito "solo" il 7%. Oppure Berlusconi è un cazzaro, naturalmente, il che ci può stare benissimo. Che Veltroni approfitti di 5 anni di relax per dare un'identità più definita al partito, meno ma anche e più palle. E possibilmente fuori dal partito quelli che annunciano di votare come cazzo gli pare. E sì, lo so benissimo che faranno le riforme col PdL, non che sia fisicamente impossibile fare diverso sia per gli uni che per gli altri, visto che non c'è nessun altro.

Abbastanza pietoso vedere qualche astensionista furioso gioire per la "mazzata" dell'astensione aumentata di ben il 4% portando l'affluenza all'80%. Sicuramente la classe politica è lì che trema (avete presente qual è l'affluenza in altri paesi come, che so, gli USA?).

Quanto al PdL, be', sappiamo cosa aspettarci dalle dichiarazioni della campagna elettorale e dalla sua storia:
- Tremonti ripeterà per tre-quattro anni che le tasse non può tagliarle come pensava, al quinto anno non lo dirà nemmeno più e se ne fregherà
- Tremonti venderà altre parti del patrimonio statale, misura che come si sa aggiusta in maiera strutturale i conti
- Alitalia con ogni probabilità finirà in una cordata-pagliacciata italiana che alla fine farà pagare il conto ai soliti
- Martino (che è il probabile ministro della difesa) ha già detto che bisogno tornare in Iraq
- Prova periodica di salute mentale per i giudici, naturalmente verificata da un ministro che riferisce a Berlusconi e quindi con la massima cura per l'oggettività dell'esame
- Se si conferma la tadizione, bilanci fuori dai parametri europei tanto poi le multe le pagano gli stessi che pagheranno i problemi di Alitalia
- Riduzione dei costi della politica: tagliando le province? Ma no, la lega ci tiene e Maroni ha già detto di tagliare le prefetture, che sono francesi e napoleoniche (come incidentalmente gran parte delle istituzioni comuni dei vari sistemi amministrativi europei)
- Lotta la terrorismo: si riannunceranno attentati che mai sono esistiti (es. San Petronio a Bologna), si permetterà a servizi segreti stranieri e alleati di fare allegramente incursioni non autorizzate e in violazione dei diritti umani sul nostro territorio, e si equiparerà musulmani e mediorientali a terroristi di default
- Naturalmente il ponte di Messina, che non serve a un cazzo alla Sicilia e ci costerà una fortuna. Bene, perché dopo Alitalia, ritorno in Iraq e multe europee magari ci avanzava qualcosa
- Federalismo fiscale: vedremo quanto sarà felice il nordico Veneto di dover restituire i soldi che riceve in eccesso al Lazio.

Vorrei dire "Cazzi vostri, io domani vado in Inghilterra", ma ancora non mi è riuscita.

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12.4.08

Ma il meglio esiste? 

Come a tutte le elezioni torna la questione sul votare "il meno peggio"; potrei linkarne migliaia di altri di blog con lo stesso argomento e tono, sia chiaro, non è una polemica personale. Ci metterei Beppe Grillo, ma ho deciso che era troppo ridicolo come esempio dopo che, genio più che mai, ci rivela di sapere chi sarà eletto se i risultati saranno quelli che ha previsto lui; iscrizione istantanea e gratuita all'esclusivo club "Grazie al Cazzo" di Ovvio sullo Scontato.

Ora, il punto è che non si vuole votare un compromesso ma qualcosa di qualità. Ho provato quindi ad applicare lo stesso ragionamento ad altre cose che ho nella mia vita e...
- Niente più auto: la Meriva si comporta bene, ma avrei preferito che fosse più bassa, con un cruscotto meno tedesco e magari 3 porte a benzina.
- Niente più console: il Wii è bello ma è vero che è un po' caro e avrei preferito un HD credibile e un po' più di potenza grafica.
- Niente computer: MacOSX, Windows e Linux hanno tutti dei pregi e alcuni significativi difetti.
- Niente HD Recorder, perché speravo di registrare direttamente in formato DivX (tecnicamente possibile) e usarlo per controllare il satellite.
- Già, niente satellite perché Sky in passato si era comportata male, anche se mi ci trovo meglio che con la TV normale.
- Niente V-Amp per la mia chitarra perché l'ideale sarebbe avere un ampli (ce l'ho, ma sto in condominio).
- E naturalmente niente chitarra, perché il Floyd-Rose della mia chitarra è scomodo e rognoso in termini di manutenzione, mentre le ponte fisso non si adattano bene al mio modo di suonare.

E mi sono fermato qui altrimenti rimanevo in mutande. E considerato che sia lo slip che il boxer hanno pregi e difetti...
A proposito, quanti di voi fanno il loro lavoro ideale? Certo, il lavoro è una necessità, ma anche governare un paese è una necessità.
Quindi gradirei ancora una volta che chi sceglie di non-votare evitasse di guardare chi vota come un povero coglione che abbocca all'amo del primo politico che passa.

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La promessa dell'ultimo secondo 

Domanda: è possibile fidarsi di uno che tira fuori promesse rilevanti per il suo governo solo all'ultimo momento?
Soprattutto quando la promessa si basa sull'uso di un "tesoretto" di cui chi promette nega l'esistenza ("se fosse vero quello che dice Veltroni", il che vuol dire che secondo lui non lo è). Così potrà serenamente dire "Eh, io volevo, ma gli altri erano cattivi e i soldi non c'erano". Che è più o meno quello che ha detto tutte le volte che non ha fatto i tagli di tasse promessi.

Io continuo a pensare che un politico serio non dovrebbe aver bisogno di certi giochetti. Se hai un programma puoi dirlo da subito, dire che hai paura che ti copino è una presa per il culo. Una delle tante.

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10.4.08

J'accuse la gauche (et NapoleTon) 

Ovvero: perché voto PD quando qualsiasi tipo di test mi darebbe come elettore di Socialisti o Sinistra Arcobaleno.

Il fatto è che la sinistra-sinistra mi fa incazzare. Fatemi citare un'involontario mito di Internet.

Guardatemi (ok, è retorica): perché ho la faccia incazzata?
Perché respiro aria di massimalismo, aria di idealismo candido e peloso, l'aria che c'è quando uno è al governo e vede che è difficile ottenere le cose e allora fanno tutti le questioni principio. [Bravo, eh? Suona sgrammaticato uguale :D]

Per me la questione è molto semplice: c'è della gente che ti manda lì per combattere per principi e diritti, e se lo fa è perché ne ha bisogno. Se ne ha bisogno, allora 2 su 10 è meglio di 0.
Nessuno dice di dire "ok, prendo due e grazie tante". Digli "Prendo 2, e ne riparleremo perché io ci credo", ma intanto prendi quei cazzo di due diritti invece che prendere niente e poi andare a dire che sei il meglio perché piuttosto che avere poco prendi niente. I diritti non si conquistano così.
Certo, è molto comodo dire "eh ma noi volevamo il cambiamento vero" e tenersi così saldi i voti di protesta di chi non vede altra soluzione in chi gli promette molto meno. Se non fosse che magari chi promette 4 gli darà quei 2 di cui sopra mentre da chi promette 10 non avranno niente.

Questo è successo troppe volte quando ho scelto di dare il voto a formazioni teoricamente più vicine alle mie idee. Purtroppo sono una persona molto pratica e, visto che la massa critica per dare qualcosa (sempre che ne abbiano veramente il coraggio) con questa linea i politici della sinistra-sinistra non ce l'hanno, allora tanto vale andare da chi promette poco e, magari, qualcosina almeno manterrà.

E non si sa mai che in futuro (la politica è lenta a cambiare, quella italiana anche di più) una formazione con consenso sufficientemente vasto sPS: Bertinotti sarebbe capace di dire che i trovi ad avere forza e pressione dal suo pubblico tali da poter decidere di mettere giù i piedi e cambiare veramente qualcosa.
Probabilmente non sarà Veltroni e nemmeno chi verrà subito dopo di lui, ma a mio modo di vedere è la scelta migliore (o meno peggiore, fate voi) che ho.

Come diceva la canzone dell'altro giorno?

If there's a new way / I'll be the first in line / but it better work this time

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9.4.08

Campagna elettorale e amicizie 

Diciamocelo: discutere, anche di politica, tra amici è interessante e istruttivo, soprattutto se le opinioni sono diverse.
Fare invece campagna elettorale sugli amici non è questa gran cosa.

Io non so voi, ma sono giunto alla conclusione che se una persona è mia amica (vera, non quelli che sopporti perché sono amici degli amici e te li ritrovi tra i piedi ma non vuoi noie) ho la tendenza a rispettarne l'intelligenza e le scelte. Ovviamente uno può scegliere anche di circondarsi di chiunque gli passi attorno, e questo potrebbe essere il motivo per cui di amici ne ho relativamente pochi, ma ormai ho deciso così.

Ora, se io rispetto intelligenza e scelte vuol dire che, anche se non le condivido, sono in grado di vederci un senso e una logica.
Bene, se vedo un senso e una logica... con che faccia da culo gli vado a fare la predica?
Anche perché, diciamolo, se uno è così vocale nella sua espressione politica, molto probabilmente i suddetti amici saranno già a conoscenza di quello che pensa.

Viva le discussioni e abbasso le prediche.

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Perdi i tuoi amici col Partito Democratico! 

Walter ha voglia di caucus. TANTA voglia di caucus. Tanta che ognitanto si scorda che quello che funziona in America non è detto vada bene con la mentalità italiana. Così mi ritrovo in buchetta, tra i tanti volantini promozionali, quello con 12 azioni per far vincere le elezioni al PD... oppure perdere tutti i miei amici :D
Guardiamo queste 12 azioni:
(i pigri saltino direttamente al prossimo post per il mio parere più condensato)

1. Invito a cena con PD
Ti fanno invitare a cena cinque amiche e amici indecisi, a cui già che ci sei spieghi perché è importante votare PD. Se sono molto affamati probabilmente resisteranno fino al dolce, altrimenti li hai già persi al secondo.

2. Bandierine in auto e in bici
Ritaglia la bandierina in fondo al volantino e mettila sul tuo mezzo (bici, auto, motorino). Almeno regalerai un sorriso al tuo quartiere.

3. Ti mando una foto
Col cellulare fai una foto al cimbolo del PD; nota, qui dicono che lo trovi sul sito, e allora che cazzo scatti? Scaricalo, coglione! A parte questo, devi mandarlo a cinque persone che conosci invitandole a votare PD; il volantino specifica pure che puoi farlo anche per le elezioni. Ottimo, per come funziona la mente italiana se lo fai quel giorno regali 5 vuoti al PdL, è praticamente scientifico. Quelli dei giorni prima ti considereranno per sempre un cagacazzo ed è già buona se si astengano.

4. Un aperitivo democratico
Invita tutti i condomini a un aperitivo con la scusa dello scrocco, se la tua fama non è già troppo alta causa punti precedenti. Probabilmente scroccheranno con gioia e ti diranno "certo che voto PD" con un ghigno sinistro e vagamente compassionevole. E mi raccomando, ricordiamoci il lato più tristemente fighetto del PD...

5. Se telefonando...
Telefoni a 5 persone che conosci che sono indecise. Puoi ripeterlo il giorno prima delle elezioni. Al che ti faranno notare che fuori dalle elezioni non te li cagavi da sei mesi e ti odieranno per sempre.

6. Facciamo festa!
Con un gruppo di amici fai una "festa elettorale": ognuno porta da mangiare e si convincono gli indecisi, al limite si affitta un locale. L'iniziativa avrà successo, ne sono sicuro: ormai sanno tutti che c'è un pirla che distribuisce cibo gratis pensando di tirarne fuori voti.

7. Sostieni la raccolta di fondi
Visto che non hai già speso abbastanza tra cene, aperitivi e puttane (sai quanti voti potresti guadaganre regalando un paio di mignotte agli amici indecisi?), fai un'offerta. Questa si può salvare, tutto sommato, sono anche abbastanza moderni da permetterti di farlo con la carta di credito via Internet.

8. Demovideo
Mandi un video su Internet in cui spieghi perché votare, e se gli piace lo mettono anche sul sito del PD. L'utile e il dilettevole: il PD ci guadagna spot gratis e tu usi l'unico mezzo di comunicazione che ti è rimasto ora che gli amici non ti possono più vedere.

9. Valanga di SMS e di email
Manda alla tua rubrica (sempre che ci sia rimasto qualcuno) un messaggio in cui spieghi perché votare PD. Sul sito del PD trovi già i modelli. Insomma, un'orgia di spam, mi piace. Basta con "consiglia agli amici, fai le feste", vaffanculo: SI SPAMMA ALLA GRANDE!

10. Il giorno delle elezioni c'è bisogno di te
Aiuta la gente a votare e sorveglia la regolarità delle elezioni come rappresentante di lista. Ti farai due coglioni così, ma ormai sarà l'unico modo per poter stare ancora in compagnia di esseri umani, ora che il quartiere ha chiesto il tuo esilio.

11. Volantini fai da te
Sai quanto ci costa stampare tutta questa roba? Ecco, fai tu e distribuisci, così almeno ti resta un hobby.

12. A Veltroni chiedo
Metti i tagliandini nelle buchette dei vicini così che possano chiedere a Walter di dirti di non rompergli più i coglioni. Forse dopo riprenderanno pure a parlarti.

Per fortuna di Walter, molto probabilmente il simpatizzante medio si fermerà al primo punto: cene gratis? Ma siamo scemi? :D

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7.4.08

Bonus track: Veltroni e l'astensione 

Walter, io ti voto e penso che per la situazione italiana non sei nemmeno questa scelta tremenda MA ANCHE penso che ognitanto dici un po' di stronzate.
"Dobbiamo parlare a coloro i quali pensano di astenersi, ricordando loro che l'astensione alle elezioni è il comportamento più disastroso perchè è uno strumento dell'indifferenza." (Walter Veltroni)
Walter, io non so come dirtelo, ma... lo sanno benissimo, è per quello che non votano. Credo che in Italia al momento abbiamo uno degli elettorati astensionisti più tragicamente coscienti dell'Occidente moderno.
Di ragioni ne hanno tonnellate, sanno perché altri invece votano ma questo non gli farà certo cambiare idea, l'unico che può convincerli (ma per la prossima volta, non certo questa) sei te se fai un lavoro come si deve.
Io capisco coinvolgere la base, ma chiedere i miracoli è un po' troppo, non ti pare?

PS: ma una volta non era la destra che si preoccupava dell'astensionismo?

PPS: vorrei rassicurare chi si sentisse in ansia per lo stato di salute di Bossi, viste le ultime dichiarazioni. C'è una concreta possibilità che non sia malato, ma che sia semplicemente stronzo.

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Pubblicità progresso: ADOTTA UN CAZZARO! 


Sono un uomo molto cattivo.
Pensate, un povero malato gira per l'Italia a declamare i suoi deliri e io lo prendo pure in giro.
Ma per fortuna c'è Silvio Berlusconi, un uomo di carità che sa vedere oltre la grigia maschera della malattia e che ha deciso di accogliere presso la sua coalizione questo pover'uomo, proteggendolo dal duro contatto con la realtà.
E questo è molto bello, perché il povero Bossi è un uomo che soffre ma che è integerrimo nella morale. Pensate, un politico disonesto per spillare soldi ai contribuenti potrebbe prendere i figli come portaborse, lui invece ha preso i figli come portaborse ma al tempo stesso ha candidato in parlamento il suo medico personale, tanto per dirne una. Mica come quella gentaglia dei partiti vecchi.
E Silvio lo soccorre. Silvio lo sorregge mentre la gente ride (o si preoccupa) per le sparate sui milioni di soldati nordisti improvvisati. È commovente, no?
E allora anche io, cinico e misantropo, per un momento voglio sostenere questa iniziativa, perché in Italia è pieno di cazzari che ogni anno vengono lasciati bradi in giro a infilarsi in chissà quali guai e magari venire denunciati. Pensateci, trovatene uno anche voi e smentite prontamente le puttanate che dice, così tranquillizzate anche chi le sente.

Pubblicità progresso:
ADOTTA UN CAZZARO!


E poi non dite che non ho senso civico.

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Suonala ancora, Umberto! 


Non si rassegna. Una volta, nei racconti, ne trovavi uno in ogni bar, ma lui è vero, e incredibilmente potrebbe tra pochi giorni partecipare al governo del paese.
Chiariamoci, non che in Italia manchino idioti e cialtroni in politica, ovunque guardiamo, ma in questo caso parliamo di un genuino pazzo delirante che da qualche decennio blatera di milioni di psicopatici pronti a imbracciare il fucile contro non si sa che cacchio di cosa che gli fa, a turno, girare le balle.
Ora, passi essere un simpatizzante, passi essere un elettore, passi pensare che forse non è solo il duecentesimo capopopolo del cazzo (categoria che IMHO andrebbe fucilata di default, in questo paese) che si inventa battaglie che MAI vorrà vincere (vai a spiegare ai veneti che col federalismo fiscale dovranno RESTITUIRE dei soldi A ROMA), ma io penso a questi ipotetici dieci milioni di tizi armati, e sapete che vi dico?

Dico che vorrei veramente vederli questi dieci milioni di teste di cazzo che si alzano la mattina e decidono di andare in giro ad ammazzare la gente perché al Bossi gli tira il culo come sono piazzati i simboli sulla scheda elettorale (la loro sensibilità al problema potrebbe anche essere chiara dimostrazione di idiozia e incapacità dei gesti più semplici come mettere una croce su un tondino).

Insomma, io sono curioso, e peccato che Bossi non legga i blog di un povero sfigato come me (meglio sfigato che stronzo, per carità), perché il mio invito sarebbe proprio questo:
Dai Umberto, facci vedere questi dieci milioni di stronzi che ci facciamo quattro risate!

Ubi Bossi, vignettam disegno.

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Se fai fatica a votare... 

...non farlo.

Diciamocelo sinceramente: votare NON È così difficile.
Magari è difficile, difficilissimo trovare una formazione di cui fidarsi e tutto il resto, ma non venitemi a dire che mettere uno straccio di croce su un pezzo di carta è troppo complicato.
Rendiamoci conto: in periodo elettorale spiegazioni su come funziona la scheda le trovate dove vi pare, e c'è pure tutto il tempo che si vuole per memorizzare adeguatamente il simbolo della formazione preferita.
Ma qualcuno, come tradizione, si lamenta che votare con queste schede è troppo difficile perché le coalizioni non sono ben isolate. Notare che le coalizioni sono ben... due.

Ora, forse sto diventando un po' fascista con gli anni, ma inizio a pensare che se di votare non te ne frega abbastanza da poter perdere cinque minuti a guardare uno spot, trenta secondi a memorizzare un simbolo (niente ti vieta di portarti uno dei tanti fac simile che si trovano nella cabina come riferimento), e direi finanche un minuto nella cabina per fare bene attenzione a quello che combini... allora francamente non è la scheda ma sei tu che stai buttando il tuo diritto di voto nel cesso.

Se ci ricordassimo che la democrazia non significa "governo amico e capace senza alcuno sforzo" ma che invece tutte queste cose (la stessa democrazia inclusa) sono cose che bisogna guadagnarsi continuamente FORSE questo paese funzionerebbe meglio. FORSE (mai mettere limiti all'improvvidenza).

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6.4.08

Gli astuti terroristi 

Per fortuna che c'è Gianfranco Fini a difenderci dal terrorismo più infido e diabolico.
Vi siete mai chiesti quali complicati codici usi Al-Qaeda per pianificare i suoi attacchi? Come abbia fatto a prepare l'11 settembre senza che gli USA se ne accorgessero?
Crittografia? No. Canali informatici protetti? Ma neanche. Strette di mano massoniche? Ma che.
L'infido musulmano (che ha ormai scalzato il vecchio e più imbarazzante infido ebreo) per comunicare illegalmente... parla nella sua lingua. Ach, veramente diabolico.
"Lo Stato ha il diritto di pretendere che nelle moschee le preghiere si facciano in italiano perché così saremmo sicuri che si tratti di predicazione religiosa e non d'istigazione all'odio nei confronti delle altre religioni". Lo ha affermato in un comizio a Frosinone il presidente di An Gianfranco Fini.

Occhio, stranieri di qualunque nazione: sappiamo che parlate la vostra lingua solo per fregarci, ma Fini è più furbo e vi sente comunque!

PS aggiornato: a quanto leggo, Fini vuole anche toglierci l'incomodo di votare le liste che non hanno abbastanza possibilità di vincere le elezioni. Che uomo premuroso!

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Liste civiche 

Ho un atteggiamento variabile nei confronti delle liste civiche. Molto spesso sono solo un gruppetto di simpatici leccapiedi in cerca di identità propria o messi assieme per distrarre voti di area altrui. A volte però sono vere, e tutto sommato ne apprezzo l'intento; se avessimo un sistema uninominale potrebbero anche avere possibilità e fare cose interessanti.

Comunque sia, a questo giro è il turno della lista civica "Per il bene comune". A me questo tipo di cose fa sempre ridere perché col nome dovresti esprimere una posizione, qualcosa che ti distingue dagli altri, e ancora non mi pare che ci sia un partito "del male comune", se escludiamo il Misantropo e Cthulhu.

Al che mi sono detto "Perché no?", e vi presento quindi la nuova, spettacolare lista civica che sconquasserà la politica italiana e riformerà la nazione (ma anche no):

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3.4.08

Il concetto di responsabilità 

[Sì, è lungo, ma consideratelo 3 post combinati. PS: e lo uso pure bene :P]
[PPS: contiene volgarità, sono stressato]

Onestamente non è che abbia molta voglia di bloggare in campagna elettorale, a questo giro, forse anche perché ho parecchie altre cose importanti da seguire e forse perché la campagna è oggettivamente noiosa (e questo, badate, per una volta è forse anche un bene).
Però ci sono cose che mi fanno frullare lo stesso.
Una in particolare sono gli opportunisti del cazzo. Prendiamo, giusto per par condicio, Ferrara e la Binetti. Li distinguete perché Ferrara è quello (purtroppo) furbo.

Ferrara è un colossale ipocrita. Come tutti gli ipocriti furbi ci guadagna praticamente sempre, altrimenti ce ne saremmo scordati da anni. Ma in qualche modo, soprattutto con la raffinatissima tecnica del "Ti dò un calcio nei coglioni, ti insulto, e poi dico che ho grandi valori", ce lo troviamo tra i piedi.
Quando uno così ti va a fare il comizio della sua lista di pongo in Piazza Maggiore a Bologna, però, dovresti pensare che stai sbagliando qualcosa se gli tiri di tutto e lui ha la faccia di uno che orgasma.
"Ma Ferrara è lo schifo, quindi gli tiro sassi"
Ecco, bravo pirla. La prima parte è vera e dimostrabile scientificamente. La seconda è la pirlata con cui lo fai finire in prima pagina, lo fai diventare vittima e lo nutri sapientemente di quella merda in cui sguazza gioiosamente.
Come si diceva: Ferrara è furbo, o almeno più dei suoi avversari.

Ora veniamo alla Binetti.
C'è un buffo concetto in Italia, ovvero che si fa sempre quel cazzo che si vuole perché le responsabilità le hanno solo gli altri.
Ad esempio c'erano nell'Unione quelli che:
- Ho firmato il programma ma non tutte quelle pagine
- Ho firmato il programma ma non dicevo sul serio
- Il programma non lo firmo però voglio venire lo stesso e avere la degustazione
- Il programma lo firmo perché tanto credo che non presenterai mai quelle norme
Ora, chi ha un atteggiamento simile alla domanda "Ma sarai mica stronzo?" dovrebbe rispondere "Sì, certo" senza esitazioni e con un bel sorriso.
Invece no, loro "ci hanno la morale". Ad esempio la Binetti si fa eleggere dal PD ma da sempre ci fa sapere che se il partito decide di votare una legge che non le va lei se ne frega e fa quello che le pare. Per carità, nel SUO caso è un diritto perché lei ha la morale elevata e quindi i froci le fanno schifo (diciamola come si dice). Naturalmente voglio vedere cosa direbbe se un altro del PD alla legge che piace a lei dicesse "Vaffanculo, non te la voto".
Mi chiedo sempre perché questa gente il partito che vuole non se lo fa, invece che farsi piazzare in lista e poi fottersene allegramente del fatto che un partito è una *collettività*.
Anche perché, diciamolo, non vedo come, in quest'ottica, la Binetti possa garantire che invece voterà quello che non le piace anche se non ci sono questioni morali di mezzo.

Chiudiamo la carrellata con la sanità.
Ultimamente emerge sempre più il problema dell'obiezione in campo medico e farmaceutico, il caso più recente quello di due ragazze di Siena a cui è stata negata la pillola del giorno dopo. Notare: NON pillola abortiva, questa è considerata ANTICONCENZIONALE.
Motivo? Si obietta.
Ora, forse io sono un feroce oscurantista distruggi-principi e provoca guerre che odia la famiglia e mangia i bambini, ma questo estendersi dell'obiezione di coscienza mi sembra una stronzata pazzesca.
L'obiezione di coscienza nasceva in un quadro molto particolare, ovvero quello in cui lo Stato ti obbligava a fare qualcosa che consideravi moralmente riprovevole per il semplice fatto che eri nato sul suo territorio (con pochissime eccezioni).
Ora, lo Stato non mi risulta arruoli a forza farmacisti (o poverelli) o medici.
Posso capire, comunque, che uno non voglia ESEGUIRE gli aborti, essendo una questione tanto grave (certo, basterebbe lavorare in altri rami, non è che la medicina sia proprio piccola come campo, ma tant'è).
Inizio a non capire quando uno dice che non vuole vendere o prescrivere farmaci (a cui uno avrebbe legalmente diritto) con cui altri possono fare la cosa disapprovata, perché in questo caso non solo eserciti la tua libertà ma calpesti quella altrui. Ci sono tanti altri mestieri bellissimi.
Se poi iniziamo pure a dire che ci si può rifiutare di fare qualsiasi cosa che possa diventare non-punitiva di una condotta che noi disapproviamo il risultato è che il concetto di servizio pubblico va a finire nel cesso. Anche perché a questo punto chiunque dovrebbe avere diritto di applicare il concetto come gli pare in tutti i campi (dai, facciamo che uno può obiettare all'uguaglianza tra etnie e dire che i negri nel suo locale non ci entrano, e gli si deve pure fare i complimenti).
A questi simpatici signori (che tanto non leggeranno mai il mio blog) comunico allora che, per obiezione di coscienza contro l'ipocrisia, decido di obiettare al rispetto per la loro etica di gomma e li mando serenamente a cagare. Almeno *IO* non faccio danni a nessuno.

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20.3.08

Canzone elettorale 

Vorrei oggi riportare un testo di un grandissimo brano del 1986 (sì, 22 anni fa) che, come accade, si adatta in maniera molto interessante alla situazione odierna.

Per i meno colti, è "Peace Sells... but who's Buying?" dei Megadeth

What do you mean I don't believe in God?
Talk to him every day
What do you mean I don't support your system?
I go to court when I have to
What do you mean I can't get to work on time?
Got nothing better to do
What do you mean I don't pay my bills?
Why do you think I'm broke? Huh?

If there's a new way
I'll be the first in line
But it better work this time

What do you mean I hurt your feelings?
I didn't know you had any feelings
What do you mean I ain't kind?
Just not your kind
What do you mean I couldn't be President Of the United States of America?
Tell me something, it's still 'We the people', right?

If there's a new way
I'll be the first in line
But it better work this time

Can you put a price on peace?
Peace, peace sells, peace, peace sells
Peace sells, but who's buying?

Peace sells, but who's buying?
No, no, no, no, no!
Peace sells
Peace sells



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15.3.08

E chi lo sapeva che il Tibet era in Cina? (The privilege of Evil) 

Sì, è più o meno così che potrebbero suonare molte reazioni sdegnate a quello che sta succedendo in Tibet in questo momento.
Il fenomeno è affascinante, a pensarci.
Non è che la situazione tibetana sia proprio proprio una novità.
Ma la Cina, come ci insegnano gli USA, non è più nella lista nera per il non-rispetto dei diritti umani; questo probabilmente perché George Bush è un convinto e dichiarato sostenitore della tortura (motiva la cosa dicendo che così si ottengono i risultati). In questo senso abbiamo molto da imparare.
Insomma, la Cina è cattiva, vaffanculo, diciamolo. Ci sono mille ragioni storiche e non per quello che sta facendo, ma sono ragioni che l'Europa non può condividere a meno di non voler negare quasi tutti i pilastri su cui si regge.
Ma la Cina ci piace, ci seduce. O meglio seduce alcuni, probabilmente lo stesso tipo di persona che apre attività in Cina, quelle attività dove si scopre spesso che i capi più duri e violenti in Cina sono non i cinesi ma gli occidentali (un esperimento scientifico dimostra che messi in posizione di potere coartante diventiamo delle merde, chiunque siamo, e questa è una dimostrazione pratica).
Vorremmo avere il potere che ha il sistema cinese sui suoi sottoposti. Vorremmo usare quello che dovremmo considerare un mostro per spingere la nostra economia, tanto il mostro comunista da odiare l'abbiamo sepolto con l'URSS, adesso è poco cortese.
E allora abbiamo dato le Olimpiadi alla Cina con la scusa che forse li facevano diventare buoni; motivazione ufficiale patetica. E abbiamo detto "dai, sappiamo come sono, violano tutto quello in cui crediamo ma pazienza, mica sono mediorientali".
Del resto si sa: la popolazione si controlla con un supernemico alla volta, due fanno sembrare il sistema incapace. Soprattutto quando lo è.
Quando la concorrenza cinese ha iniziato a colpire le nostre produzioni locali si sono usati argomenti di ogni tipo, ma mai qualche spot in cui si sia tirato fuori la questione di cosa ottiene un lavoratore dal produrre quella merce. Perché vorremmo avere quei lavoratori e far pagare da europei (come le mitiche magliettine Ferrari...).

Insomma, questa storiaccia del Tibet ci prende un po' alla sprovvista perché non volevamo che la Cina cambiasse davvero, volevamo solo sentirla compatibile e pensare che non era poi un brutto problema, magari imparare da lei in questi bei campi come i diritti umani e dei lavoratori, perché la loro economia "cresce".
E allora ecco che improvvisamente ci accorgiamo che era proprio la Cina il paese cattivo che parlava male del simpatico pelato giallorosso giramondo. Ops, e adesso non ci danno neanche modo di spazzare la cosa sotto al tappeto, facendo questo macello mentre tutti guardano. Maleducati.
Se volete c'è l'ennesima petizione online con cui lavarci la coscienza e con cui il governo cinese si laverà ben altro. Dubito serva a qualcosa per far pressione sui nostri politici, come stanno le cose lo sanno benissimo e i casi sono: o non gliene fotte un cazzo (e quindi non cambierà nulla) o si muoveranno da soli. Oppure se la faranno addosso e chiederanno al governo cinese se gli avanzano due fogli dallo stampato. Punterei su questa.

Scandalizzarsi adesso è inutile. Non puoi scandalizzarti e protestare quando hai ancora i peli del culo dello scandaloso sulla tua lingua. Lo sapevamo.

Per comodità futura, vi anticipo una cosa: il Kurdistan è in Iraq e Turchia (anche se la cosa potrebbe aggiornarsi alla sola Turchia, visti i recenti sviluppi). Sapevatelo, ok?

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14.3.08

L'ipocrisia è un valore? 

Mi rendo conto che il mio livello di cinismo ormai è fuori controllo, ma non posso evitare di chiedermelo: parlando dello Stato, è meglio chi predica bene e razzola male o chi predica male e razzola pure male? La risposta non è banale.

Che più o meno tutte le formazioni politiche classiche, più o meno rinominate, abbiano fatto e facciano schifezze facendo finta di niente è oggettivo. Ok. Prendete pure il PD come esempio, se volete (ci sta, vista l'inclusione di un condannato in lista).
Poi arriva un Berlusconi (ma è solo uno dei possibili esempi) e le porcate che fa non solo se le sistema via legge ma le elogia anche pubblicamente, dal falso in bilancio (segno di un buon amministratore) al lavoro in nero.

Ora: l'ipocrisia NON mi piace. È brutta, e disgustosa alquanto. Ma provo a fare un confronto.

Io sono cresciuto nell'Italia democristiana. Direi che come ipocrisia della politica ce n'è tutta quella che volete, andiamo anche fuori scala. In tutto questo, però, l'ipocrisia imperante ha permesso che io e molti altri venissimo educati al fatto che i principi c'erano; più o meno avanti nella nostra vita abbiamo scoperto che ci si poteva pulire il culo coi suddetti, ma in alcuni ormai il seme era piantato.
Immagino lo scenario in cui crescerebbe la generazione di mia figlia se tutti i politici si berlusconizzassero. I principi a questo punto non solo non ci sono, non solo sono considerati scomodi ma vengono proprio indicati come brutto segno di ciò che impedisce di avere o fare di più. Perché ho il sospetto che un quadro simile sarebbe più nocivo per l'educazione di questi giovani?

Ho l'impressione che l'ipocrisia (solo in alcune delle sue forme) non sia tanto un male quanto un sistema di difesa della società dall'istintivo e inevitabile marciume umano.
Come la febbre: la febbre è brutta e sgradevole, e si combatte perché può ammazzarti, ma è una reazione necessaria al corpo per combattere i mali veri, molto peggiori.

Ecco, dopo un post così mi sento francamente un po' sporco, ma più sincero e... meno ipocrita :D

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13.3.08

Bonus tracks 

Commenti volanti:

"Ho votato centrodestra e se dovessi essere eletto sarei loro vicino sia che vinca, sia che perda" dice Emanuele Filiberto di Savoia, candidato per l'estero alla Camera dei Deputati nella circoscrizione Europa.
Da elettore di sinistra, Emanuele Filiberto, ti ringrazio moltissimo per il contributo :D

"Il grosso pericolo e l’errore è che la Chiesa si faccia dettare l’agenda dagli atei devoti e dai teocon. Tanto più che sulla cattolicità di queste persone si può sicuramente avere più di qualche dubbio. Guai se la Chiesa deve farsi difendere da loro. È un momento difficile. Dobbiamo stare attenti che la fede
non diventi instrumentum regni per chi invece di servire la Chiesa, se ne serve in logiche di potere". Monsignor Plotti, ex-vicepresidente CEI e arcivescovo di Pisa.
Qui (e sulle altre dichiarazioni) ci metterei un amen, che ci sta sempre bene.

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Cavilli democratici (parte 2) 

Perché uno vota se non apprezza il sistema politico?
Il tutto sta in un cavillo della democrazia: l'eleggibilità di tutti.

Come dicevo nell'altro post, un partito di onesti, coerenti, di alti valori ecc. non si trova. Non in Italia, ma in nessuna parte del mondo. Probabilmente in Italia è peggio, ma la questione di fondo non cambia.

Il problema è che in democrazia nessuno vieta di presentarsi ma, chissà perché, appena si parla di presentare nuove formazioni i miliardi di cittadini infuriati col sistema scompaiono e si rinuncia perché sicuramente si fallirebbe di fronte ai colossi.
In parte è vero: i colossi hanno grandi mezzi di comunicazione. In parte è falso: guardate che porcilaia sono le liste dei simboli alle elezioni (quelli approvati, non quelli nei seggi) e vi renderete conto che qualunque cretino può presentarsi.
Farsi votare è difficile perché, a causa del paradigma del politico per forza disonesto, nessuno vi considererà superiori alle altre schifezze del sistema. Ma siete sicuri che questo paradigma non venga applicato, non sempre a ragione, anche ai politici veri?

Da questo si possono ricavare due cose: se i partiti italiani fanno schifo, c'è comunque una forbice di tolleranza per cui a seconda della preferenza politica la gente li giudicherà meglio o peggio di quanto sono realmente; questo, incidentalmente, non significa mandare giù qualsiasi schifezza facciano.
La seconda è che se nessuna forza politica vi rappresenta, potete sempre crearla. A essere cattivi questo renderebbe poco difendibile l'astensionismo, ma non sono così severo. Vero è però che, di tutti i non-rappresentati, nessuno presenta 'ste benedette formazioni (no, le pagliacciate di Grillo non valgono).

La democrazia moderna si è fondata in buona parte perché la gente si è rimboccata la maniche e si è sporcata le mani per avere delle conquiste. Oggi siamo troppo impegnati o troppo pigri. Niente di male, sia chiaro.
Ma se qualcuno si prende la responsabilità della propria inazione e accetta di scegliere tra chi si mette in campo per governare, rispettate la sua scelta.
Grazie.

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Bellafighismo astensionista (parte 1) 

Ho sempre pensato (e continuo a pensare) che l'astensione sia una scelta pienamente legittima, se motivata; come tutte le scelte, del resto.
Quello che mi sta un po' sulle palle è quando chi fa questa legittima scelta poi se la tira dicendo, più o meno velatamente (spesso meno), che chi vota è un cogliono perché vota formazioni contenenti varie quantità e gradazioni di elementi legati al polifosfato compattato organico civile (merda fumante).
Questo si chiama essere superficiali (nel migliore dei casi) o essere fighetti del cazzo che vogliono tirarsela (nel peggiore). Ok non votare, ma almeno non fatemi le prediche dicendo che se chi governa non vi piace è colpa degli stronzi che votano: la democrazia funziona così, tirarsi fuori dalla gara è lecito ma non dà alcuna superiorità.
Né votare per una formazione toglie il diritto a essere più o meno scontenti dell'operato di chi va in parlamento. Non mi risulta che sia necessario essere esaltati sbavanti per votare una formazione politica.

In particolare è debole la questione "In quel partito c'è una merda, chi lo vota è prila". Logicamente fa acqua da tutte le parti. Potrei passarlo col maggioritario, col proporzionale è delirante.
Il fatto che la Binetti sia un personaggio stupido, alquanto ipocrita e assolutamente inaffidabile non significa che votando la sua formazione si elegga solo lei. Ad alcuni il bilancio che se ne ricava non piace e quindi preferisce non votare: ok, ad altri però risulta diverso e ridurre la questione ai singoli X o Y è oggettivamente stupido.

A meno che non ci sia al mondo un partito composto solo di persone limpide, coerenti e così via. Chissà perché scommetto che non c'è. La soluzione ve la posto nella parte 2.

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12.3.08

Lotta di classe nell'Italia del XXI secolo 

A rischio di sentirmi dare del fascista ignorante, sono sinceramente convinto che l'ottica da lotta di classe non abbia vere possibilità di creare giustizia sociale al giorno d'oggi in Italia.
I confini sono cambiati troppo rispetto a una volta, e la gente non ha né la forza né la voglia per agire con una forza sufficiente sul sistema politico e sociale che la circonda; come prova del nove, continua a votare gente che detesta invece che cercare di produrre nuove formazioni per cambiare le cose e prendersi la responsabilità di quanto ne consegue. Non ne faccio necessariamente una colpa, come non la faccio a chi si astiene, ma è una scelta; bisogna però essere disposti ad accettarne le conseguenze.

Ora, in un'Italia come quella attuale volere ancora lo scontro frontale è inutile. Non abbiamo nemmeno una classe politica adatta a gestire uno scontro del genere, e siamo storicamente troppo orientati alla soluzione comoda e a breve termine (vantaggi di categoria, massimalismo peloso della sinistra estrema, ecc.) per trarne vere conquiste.
Per il principio del divide et impera continuare in un'ottica di lotta in una condizione simile significa finire il giro di chiodi nella bara della nazione.
Il problema quindi non è se la lotta di classe è bella o brutta, ma se possiamo fisicamente permettercela (sempre che siamo in grado di portarla avanti seriamente). Io penso di no.

Veltroni è furbo, questo sì. Perché dire che bisogna creare soluzioni politiche già basate sulla ricomposizione dei conflitti non è una genialata, ma dovrebbe essere una banalità. Forse il suo punto di forza è che i "dovrebbe" in Italia non funzionano mai.

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10.3.08

Devo essermi perso qualcosa... 

Che fine ha fatto l'apologia di fascismo?
Non che sia il primo o un caso isolato, purtroppo, ma nel partito della "libertà" un fascista sarebbe pure un pochino fuori posto.

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4.3.08

Buoi e asini 

È sempre interessante notare la reazione dei nostri politici a eventi critici.
Dopo gli eventi di Molfetta, un possente coro di politici si è levato dal Parlamento gridando più o meno:

Prodi, brutta merda, noi abbiamo approvato da un pezzo le nuove norme per la sicurezza sul lavoro, perché non hai ancora messo fuori il decreto?


Il governo, "messo alle strette" (di solito il comunicato che segue a queste iniziative ha sempre una formula del genere), provvede e domani approverà il decreto.
Ora, voglio fare l'ingenuo: se il decreto è approvato da un pezzo e la materia è tanto grave e urgente, perché il governo lo si "mette alle strette" solo dopo un altro incidente grave?
Perché a quel punto mi viene, come dire, da sospettare che il significato vero sia:

Prodi, brutta merda che naturalmente governi da solo nella tua fortezza al Polo Nord e noi non ti abbiamo mai visto né conosciuto, ti rendi conto che se lo approvavi due giorni fa il decreto noi potevamo farci belli e dire "Eh, una tragedia ma noi abbiamo già provveduto quindi ci frega una mazzi, saluti e figli maschi, applaudite prego"?


Ma io sono malizioso, si sa.

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2.3.08

Ultime dichiarazioni 

Se non altro le campagne elettorali sono sempre prodighe di dichiarazioni interessanti.

Berlusconi:
Nel 2006, nelle ultime elezioni, la sinistra ha vinto in una notte di spogli e di brogli. Ricordiamocelo sempre.

Quali siano questi brogli non s'è mai saputo e mai dimostrato, per non parlare del fatto che subire brogli apparentemente così macroscopici quando si controlla il ministero dell'interno suona abbastanza ridicolo.

Storace:
Berlusconi vincerà. La partita su chi governerà l'Italia è finita. Noi però impediremo a Berlusconi di allearsi con chi perde le elezioni, cioè Veltroni. E' possibile un accordo parlamentare con il Popolo delle libertà non sulla fiducia al governo ma sui provvedimenti. E' chiaro che se vogliono portare la sinistra al governo, noi lo impediremo in tutti i modi.

Ovvero Berlusconi ha la maggioranza, decide (per ipotesi) di governare assieme al PD (che almeno un 30 percento dovrà pure avercelo anche nei sondaggi più pessimisti), ma Storace non glielo fa mica fare, no no. Per fermare Storace ci vuole minimo minimo il 102%, mica cazzi.

Mastella sui "contatti chiusi" con Berlusconi:
E chi li ha aperti i contatti? Noi andremo per la nostra strada, da soli in tutta Italia. Non facciamo alcuna elemosina, spero solo che gli italiani non scelgano Berlusconi come premier.

...ma poi:
il Cavaliere ha dichiarato più volte che la riconoscenza è tutto. Poi è bastato il no di un Fini o un Maroni qualunque per sconfessarlo

È più che evidente che proprio non ci voleva andare col PdL, quindi.

Fini:
Non avevo dubbi della dignità politica
dell'onorevole Mastella.

Neanch'io, ma ho come il sospetto che non vogliamo dire esattamente la stessa cosa.

Bassolino, sul perché non si dimette:
il dovere di dare il mio contributo a De Gennaro

Vorrà assicurarsi che De Gennaro abbia un bel posto di lavoro garantito a vita?

Per chiudere, Casini:
Noi siamo alternativi a Berlusconi ma anche a Veltroni.

Questo è stile, cazzo. Chapeau.

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15.2.08

La sindrome di Ferrara 


No, Uriel, questa volta non sono affatto d'accordo.

Ferrara non è un coglione, e sai perché? Perché "coglione" implica stupidità, incapacità di capire veramente la portata di ciò che si esprime.

Ferrara invece è cinicamente lucido e pienamente a conoscenza delle implicazioni di quanto fa e dice, al massimo avrà il dubbio se il risultato del suo atteggiamento porti più o meno efficientemente al traguardo che gli interessa.

Io penso che il male vero non sia mai la bestia urlante, quella ne è solo un sottoprodotto. La qualità del male è in personaggi del genere.

Se sapessi di poter avere solo figli con la testa di Ferrara, però, non abortirei. Passerei direttamente a una più sicura sterilizzazione permanente; in fondo non odio il mondo COSÌ tanto.

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22.12.07

Lack of communication 

C'è una costante nella storia della sinistra italiana, oltre all'incapacità di andare d'accordo per più di 30 secondi consecutivi, ed è l'incapacità di comunicare la propria azione. Anche solo in senso propagandistico: chiunque ci tiene a rendere più pubblico possibile un provvedimento che ritiene rilevante. Eppure la sinistra non lo sa fare. Lo dice, ma non saprà mai spararlo a prima notizia come una sana strategia vorrebbe.

Prendiamo un paio di eventi di questi giorni. Non sono passati del tutto sotto silenzio, ma sono convinto che un altro politico a caso li avrebbe ultrapubblicizzati e proposti come un, che so, nuovo miracolo :D

Il primo è il cambiamento del prezzo della benzina. Quando ormai lo stesso fatto che Bersani dovesse incontrare i "petrolieri" veniva visto con un certo scetticismo riguardo all'utilità e alla sincerità della cosa, ecco che l'Agip (dello Stato) abbassa il prezzo della benzina di 6 centesimi al litro e si impegna ad aggiornare ogni 2 mesi il suo prezzo per stare sulla media europea. È prevedibile che col tempo la concorrenza dovrà adeguarsi.
Ora, questa quota equivale più o meno al maggior costo industriale del carburante in Italia, che non aveva particolari giustificazioni. Certo, stava partendo un'indagine antitrust a riguardo, ma si sa che in Italia a volte queste si traducono in una multa pagata e nessun cambiamento. E, senza falsi moralismi, è vero che sarebbe stato imbarazzante per lo Stato il fatto che ci venisse coinvolta anche la sua compagnia.
Resta il fatto che non era un provvedimento banale, visto che significa anche per lo Stato rinunciare a guadagni in tasse e in entrate come azionista.
Il risultato però è che il tanto richiesto calo ci sarà (per ora solo sulla rete Agip).
Ed è stato anche comunicato al pubblico, ma mi sarei aspettato maggiore impegno; forse è mancato perché la maggioranza era concentrata su altri problemi. Uno a caso, con cui il provvedimento sarebbe probabilmente stato lanciato a 6 canali unificati, ringrazia.

Altra cosa: la moratoria sulla pena di morte.
Non mi faccio illusioni, non cambierà da un giorno all'altro la posizione delle nazioni che ancora la usano, ma è comunque la dimostrazione che l'Italia a livello internazionale sa fare qualcosa di più che farsi dettare scelte e posizioni da George W. (o meglio, da chi gli tira i fili).
Anche qui, però, penso che altri avrebbero sfruttato meglio la cosa.

Ci sarebbe anche l'incontro di Prodi con Zapatero e Sarkozy (ma come, non c'erano i perfidi comunisti che parlavano solo con altri perfidi comunisti?), ma sarebbe poco serio parlare di un'incontro che non è più di una dichiarazione di intenti, per ora. Tra un 10 anni però potremmo ricordarlo come un momento rilevante.

Tra parentesi, una notizia buona (oggi sono in modalità cronaca): Alitalia ad Air France (e qui c'è ancora lo Stato).
C'è stato il coraggio di affidare fuori d'Italia, contro l'ipotesi più rischiosa di un rilancio tramite una compagnia italiana ma che di Alitalia era più concorrente che altro, e soprattutto che avrebbe sofferto molto di più per reggere l'operazione.
Diciamocelo, non può (e non poteva) essere più considerato un tabù l'idea di vendere una compagnia italiana a un altro paese europeo (e sia chiaro: europeo, non è un dettaglio da poco). L'argomento non è nuovo, per carità, ma il fantasma è stato agitato più volte nei giorni scorsi, compresa una dichiarazione in cui si diceva che cedere ad Air France sarebbe stato come dire "Noi non la sappiamo gestire". Oddio, non so che altro potesse dimostrare la situazione di Alitalia.
E adesso si spera che la scelta dia buoni frutti (ma onestamente non ce la vedo Air France a fallire a causa di Alitalia).

E qui vorrei chiudere con un pensiero, non tanto riguardante la sinistra quanto il paese in sé.
L'Italia, quando e se vuole, è in grado di fare scelte, se non proprio "coraggiose" (termine ingombrante), non banali. Vorrei solo che se lo ricordasse più spesso.

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11.12.07

La sQuola privata 

Interessanti i risultati di una ricerca sulla qualità delle scuole private in Italia.
Riassumendo, non solo le scuole private italiane sono tra le peggiori d'Europa, ma soprattutto sono peggio della scuola pubblica. E questo è di una gravità sconcertante, secondo me.
Rendiamoci conto: ogni anno parte delle tasse vanno in finanziamenti più o meno diretti (e spesso spudoratamente diretti) a questi istituti perché sembra che la scuola pubblica non sia in grado di dare un servizio accettabile, poi salta fuori che tra rette e aiuti di Stato il risultato è peggiore che nella scuola pubblica, spesso massacrata da tagli e mille altri problemi?
A questo punto forse bisognerebbe chiedersi se non sia il caso di ridare quei finanziamenti alla scuola pubblica, visto che evidentemente potrà sfruttarli meglio.
E poi la gente si lamenta degli sprechi interni allo Stato...

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16.10.07

Populismo 

Sembra che certe cose non si imparino mai.
E stavolta tocca a un guru della sinistra americana riabilitare il populismo. Francamente mi vengono i brividi:

Cos'è il populismo? Populismo significa appellarsi alla popolazione; è un'accusa grave se viene da chi guida l'opinione pubblica. Pensano che la popolazione debba essere tenuta lontana dalla gestione degli affari pubblici. Pensano che la popolazione dovrebbe essere spettatrice e non partecipe.


e ancora (mi scuso per la lunghezza, ma mi sembrerebbe poco serio commentare senza riprendere almeno i punti principali)

le persone responsabili che dovrebbero guidare il Paese devono essere tenute al riparo dalle sue iniziative, dalla sua rabbia. Non è una posizione inusuale; è comune tra i liberal, gli intellettuali democratici e, da loro, si trasferisce alle classi dirigenti. E' chiaro, quindi, perché le persone al potere non agiscono secondo i desideri della popolazione; questo è l'opposto di una democrazia funzionante.


In teoria tutto questo è molto bello e candido, ma fermiamoci un attimo a pensare.
Chi protesta contro la classe politica italiana attuale (proteste per alcuni versi giustissime) dice che il sistema non funziona più perché la gente non è in grado di accorgersi che elegge persone che danneggiano il paese e quindi li rimette sempre lì; direi che è innegabile, visto che in Italia nulla vieta di candidarsi come alternativa e che non esiste altro modo di restare in Parlamento che essere votati. Quindi la gente non capisce o non riesce a ottenere le informazioni necessarie a valutare la situazione.
Allo stesso tempo però si dice che bisogna fare esattamente quello che vuole la gente perché il popolo è quello che decide. Il principio è sacro, ma il ragionamento diventa incoerente.
Il popolo non va bene quando elegge Mastella ma va bene se dice di mandarlo via. Questo può avere senso solo se una parte decide che il suo giudizio vale per quello di tutto il popolo (come nei vari "Non fa quello che voglio io quindi deve andare a casa") e questo, che io sappia, non è democrazia.

La democrazia è, per forza di cose, disfunzionale. La regola democratica vuole che, se il popolo decide di eleggere il più allucinante idiota alla sua guida, l'idiota in questione lo guidi. Usare qualsiasi momento diverso dalle elezioni per decidere se il ruolo affidato dal popolo deve essere mantenuto o meno è MOLTO pericoloso e dovrebbe essere fatto con un grandissimo senso di responsabilità.

Il grande, immenso valore della democrazia non è il fatto di avere qualcuno che fa quello che vuoi tu al posto tuo, ma è il fatto di poter andare tu, se il popolo vorrà fidarsi di te (a torto o ragione che sia), a cambiare o mantenere le cose. E questo significa un sacco di lavoro, purtroppo; motivo per cui venne creato il concetto di politico di professione. Concetto che, ironia della sorte, viene avversato proprio da categorie che allo stesso tempo protestano perché non possono influire sulla politica della nazione, a causa delle difficoltà di lavoro o mancanza del suddetto ecc. ecc.
Ci si potrebbe scrivere un'enciclopedia, e la cosa molto triste è vedere qualcuno che su queste cose, da populista appunto, ci marcia sopra per una guerra sua.
Perché il populismo non è dire di cosa ha bisogno il popolo, ma dire al popolo quello che il popolo vuole sentirsi dire. Il che andrebbe benissimo, se ritenessimo che il nostro paese già sia in grado di fare le scelte migliori possibili; e se le facesse la situazione non sarebbe tremenda come lo è secondo chi protesta.
Come dicevo, ci vorrebbe un'enciclopedia più che un blog, e si andrebbe sicuramente oltre i miei ampi limiti culturali. Però c'erano alcune frasi di un documentario che passava questa sera su History Channel che sono piuttosto adatte al contesto (non sono prese parola per parola):


...diede ascolto alla rabbia dei disoccupati e dei veterani dopo la guerra e diede loro modo di incanalarla. [...] Si propose come un uomo ragionevole, disposto a capire i problemi per realizzare il bene del paese


Il soggetto era un tale Adolf Hitler.

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14.10.07

Les primarie 

Un paio di pensieri volanti (postati in ritardo perché ultimamente Blogger pubblica quando gli pare).

Affluenza assolutamente positiva, oltre i 3 milioni. Questa non è solo una questione riguardante la sinistra ma il paese in generale. La gente si rende conto che se è importante incazzarsi è anche importante usare tutte le occasioni possibili per influenzare il processo democratico.
Qualcuno ha già osservato che alle precedenti primarie i votanti erano 4 milioni, ma guardiamo ad alcuni fattori: voto di protesta contro Berlusconi e prime primarie del paese. Stavolta invece non c'era l'effetto novità e il voto riguarda parte di una coalizione divisa e al governo con tutte le difficoltà che si sanno. Senza contare le campagne contro ogni genere di rapporto tra cittadini e politica di Grillo e simili e, ultimo ma non meno importante, il fatto che a votare non ci va chi segue un'intera coalizione ma solo una parte.

Per quanto riguarda i risultati veri e propri, sono tutto sommato abbastanza contento, anche se sono diversi dalle mie previsioni. NOTA: al momento di scrivere avevo solo le prime proiezioni
Sulla vittoria di Veltroni non c'erano dubbi, e tutto sommato è un bene: sa comunicare bene alla gente, anche se a volte mostra un'attitudine al bispensiero inquietante (riproposta alla grande da Crozza stasera). Il problema era l'eventualità che il centro non si sentisse rappresentato, con tutte le conseguenze che potevano esserci (dall'uscita agli elettori che potrebbero non fidarsi in futuro). Sia come sia, alla fine ho votato Letta, pensando che avesse più possibilità lui rispetto alla Bindi di fare "massa" e quindi bilanciare il tutto.
E invece c'è un Veltroni al 75% e la Bindi seconda arrivata con 13-14%. Se, personalmente, Veltroni l'avrei preferito al 70%, sono molto contento che al secondo ci sia la Bindi.
Sia chiaro, da molte delle sue opinioni mi separa qualche oceano, ma tendo a rispettare il fatto che abbia lavorato su questioni (in teoria) in conflitto con le sue posizioni con molta serietà, effettuando qualcosa che assomigliava non poco a un mezzo suicidio politico (es. i DiCo).
Sia come sia, il centro dovrebbe avere il suo spazio e, per una volta, si è premiato qualcuno più per le azioni che per l'immagine.

Ora il più (ed è un più mica da poco) è che questa premessa venga tradotta concretamente in una forza positiva. Ugualmente importante è che i cittadini si ricordino anche in futuro che il loro prendere parte alla vita politica del paese non è un optional ma è parte integrante della democrazia (fermo restando che tenersene fuori è un diritto).

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