26.10.09
Post primarie (parte 2)
Brevi commenti al risultato (ho ripreso un po' gusto a scrivere, lo ammetto).
Ok, ammetto che non ha vinto né il candidato che rappresentava alcune istanze a cui tenevo né quello che ho votato effettivamente (per mille altre ragioni). In realtà, come già scrivevo, tutti i candidati avevano grandi punti di interesse e grandi lati che mi preoccupavano, quindi per molti versi casco in piedi.
Come risultati, non tanto percentuali quanto di conseguenze, per ora non mi lamento.
Pre-commento a tutto quanto segue così non lo devo ripetere ogni volta: si gradirebbero FATTI, NON PUGNETTE, OK? Fotte sega delle belle parole se poi non si va alle sedute parlamentari, se la gente fa il cazzo che vuole e le leggi promesse non si fanno. Consideratelo copincollato dopo ogni frase.
Primo riferimento del neo-segretario: lavoro e precarietà. Bene, era ora di tornare a temi un po' più seri.
Non che le proteste su diritti e civiltà siano sbagliate, ma ormai eravamo arrivati al delirio per cui qualsiasi minchiata veniva trasformata in una colossale perdita di tempo con proteste in cui gli oppositori a Berlusconi si dichiaravano scandalizzati e avversari di Berlusconi. Poco utile.
No al dialogo, sì al confronto. Funziona meglio quando la spiega dicendo che le leggi si fanno, si emendano e si votano in Parlamento con gli strumenti (ottimi e abbondanti) che la legge già dà. E il PD le sue proposte le porterà direttamente in Parlamento. Bene.
Il segretario non è necessariamente il candidato premier. OTTIMO, 30 e lode. Altra cosa che dico da tempo e di cui sono assolutamente a favore. La gestione di un partito richiede lavoro, sovrapporla alla presidenza del consiglio è una pessima idea e crea una combinazione (governo+parlamento perfettamente sovrapposti) a cui sono assolutamente contrario (principio della separazione dei poteri). È anche "moralmente" giusto in caso di alleanze.
Solo una cosa: sta poi al partito rispettare l'incarico del premier e non usare questa situazione per un ricatto continuo (e qui la presenza di D'Alema continua a preoccuparmi molto).
Rutelli dichiara: "me ne vado da Casini e non da solo". Benissimo, il personaggio non l'ho mai sopportato tantomeno per le manie di persecuzione; chi si ricorda la sceneggiata di "pane e cicoria"? Sono assolutamente convinto, come quando parlavo delle primarie, che chi è contrario al funzionamento del partito faccia benissimo a levarsi dai piedi. Possibilmente evitando di accusare un partito storicamente debole in qualsiasi presa di posizione di essere una tana di estremisti.
Insomma, se il futuro dovesse (sottolineo l'ipotetica, che poi mi danno tutti del fanatico) seguire queste premesse e alcuni punti programmatici di Bersani che molto apprezzavo già prima, si può sperare bene.
Ok, ammetto che non ha vinto né il candidato che rappresentava alcune istanze a cui tenevo né quello che ho votato effettivamente (per mille altre ragioni). In realtà, come già scrivevo, tutti i candidati avevano grandi punti di interesse e grandi lati che mi preoccupavano, quindi per molti versi casco in piedi.
Come risultati, non tanto percentuali quanto di conseguenze, per ora non mi lamento.
Pre-commento a tutto quanto segue così non lo devo ripetere ogni volta: si gradirebbero FATTI, NON PUGNETTE, OK? Fotte sega delle belle parole se poi non si va alle sedute parlamentari, se la gente fa il cazzo che vuole e le leggi promesse non si fanno. Consideratelo copincollato dopo ogni frase.
Primo riferimento del neo-segretario: lavoro e precarietà. Bene, era ora di tornare a temi un po' più seri.
Non che le proteste su diritti e civiltà siano sbagliate, ma ormai eravamo arrivati al delirio per cui qualsiasi minchiata veniva trasformata in una colossale perdita di tempo con proteste in cui gli oppositori a Berlusconi si dichiaravano scandalizzati e avversari di Berlusconi. Poco utile.
No al dialogo, sì al confronto. Funziona meglio quando la spiega dicendo che le leggi si fanno, si emendano e si votano in Parlamento con gli strumenti (ottimi e abbondanti) che la legge già dà. E il PD le sue proposte le porterà direttamente in Parlamento. Bene.
Il segretario non è necessariamente il candidato premier. OTTIMO, 30 e lode. Altra cosa che dico da tempo e di cui sono assolutamente a favore. La gestione di un partito richiede lavoro, sovrapporla alla presidenza del consiglio è una pessima idea e crea una combinazione (governo+parlamento perfettamente sovrapposti) a cui sono assolutamente contrario (principio della separazione dei poteri). È anche "moralmente" giusto in caso di alleanze.
Solo una cosa: sta poi al partito rispettare l'incarico del premier e non usare questa situazione per un ricatto continuo (e qui la presenza di D'Alema continua a preoccuparmi molto).
Rutelli dichiara: "me ne vado da Casini e non da solo". Benissimo, il personaggio non l'ho mai sopportato tantomeno per le manie di persecuzione; chi si ricorda la sceneggiata di "pane e cicoria"? Sono assolutamente convinto, come quando parlavo delle primarie, che chi è contrario al funzionamento del partito faccia benissimo a levarsi dai piedi. Possibilmente evitando di accusare un partito storicamente debole in qualsiasi presa di posizione di essere una tana di estremisti.
Insomma, se il futuro dovesse (sottolineo l'ipotetica, che poi mi danno tutti del fanatico) seguire queste premesse e alcuni punti programmatici di Bersani che molto apprezzavo già prima, si può sperare bene.
Etichette: bersani, pd, primarie, risultati, rutelli
Post primarie (parte 1)
Ho visto discutere molto sulla questione del supporto al PD richiesto a chi partecipa alle primarie.
Ora, è abbastanza indiscutibile che la richiesta di un formale impegno a votare PD alle prossime elezioni sia demenziale. È anche bene però precisare una cosa: la segretezza del voto è violata quando in qualche modo viene "testimoniato" il voto che si è dato. Dire "io voterò X" non è violazione del segreto. Rimane una stronzata, chiariamoci.
Molto diversa la richiesta di appoggiare il PD come progetto.
Onestamente del "ma io voglio dire la mia" è una, scusate il francese, epica stronzata. Se uno vuole "dire" ci sono mille sedi. Con le primarie si partecipa a una decisione, non a un parere, e questo parere vincola le attività di altre persone.
Ora vorrei che mi spiegaste per quale assurdo motivo uno che non ha alcuna intenzione di supportare il PD nemmeno dall'esterno dovrebbe decidere chi si ritroveranno come segretario i tesserati, quelle che l'impegno se lo prendono eccome.
Mi sembra lo stesso, parimenti assurdo ragionamento per cui Beppe Grillo, oppositore del PD, doveva aver diritto a partecipare alle primarie come candidato.
Qualcuno ha scritto addirittura che è un diritto perché c'è il bipolarismo, a cui lui è contrario, e quindi DEVE poter decidere lui chi c'è nel partito di opposizione più grande.
Che il bipolarismo o peggio bipartitismo sia una cosa orrenda lo condivido e lo dico da anni. La soluzione però non è dare spinta ulteriore alle due forze principali. Il bipolarismo non è una legge: il giorno che votate partiti che creino una situazione inadatta il bipolarismo salta. Quindi andate a fondare o a sostenere quei partiti invece di pretendere controllo su qualcosa che nemmeno volete appoggiare.
Non commento nemmeno i casi di gente che dice "non so il programma, non conosco i candidati, ma voglio votare e non voglio impegni perché non so niente". Non sai un cazzo (per tua stessa ammissione) e vuoi prendere decisioni che influenzano gli altri, ma senza beccarti tu quel vincolo che vuoi mettere a loro? Per carità, stai pure alla larga e ne guadagneranno tutti.
Mi rendo conto che ormai il fatto di dover prendere una responsabilità o un impegno sembri una bestemmia in questo paese, ma così gira il mondo; o meglio dovrebbe, e sarebbe un mondo migliore.
Ora, è abbastanza indiscutibile che la richiesta di un formale impegno a votare PD alle prossime elezioni sia demenziale. È anche bene però precisare una cosa: la segretezza del voto è violata quando in qualche modo viene "testimoniato" il voto che si è dato. Dire "io voterò X" non è violazione del segreto. Rimane una stronzata, chiariamoci.
Molto diversa la richiesta di appoggiare il PD come progetto.
Onestamente del "ma io voglio dire la mia" è una, scusate il francese, epica stronzata. Se uno vuole "dire" ci sono mille sedi. Con le primarie si partecipa a una decisione, non a un parere, e questo parere vincola le attività di altre persone.
Ora vorrei che mi spiegaste per quale assurdo motivo uno che non ha alcuna intenzione di supportare il PD nemmeno dall'esterno dovrebbe decidere chi si ritroveranno come segretario i tesserati, quelle che l'impegno se lo prendono eccome.
Mi sembra lo stesso, parimenti assurdo ragionamento per cui Beppe Grillo, oppositore del PD, doveva aver diritto a partecipare alle primarie come candidato.
Qualcuno ha scritto addirittura che è un diritto perché c'è il bipolarismo, a cui lui è contrario, e quindi DEVE poter decidere lui chi c'è nel partito di opposizione più grande.
Che il bipolarismo o peggio bipartitismo sia una cosa orrenda lo condivido e lo dico da anni. La soluzione però non è dare spinta ulteriore alle due forze principali. Il bipolarismo non è una legge: il giorno che votate partiti che creino una situazione inadatta il bipolarismo salta. Quindi andate a fondare o a sostenere quei partiti invece di pretendere controllo su qualcosa che nemmeno volete appoggiare.
Non commento nemmeno i casi di gente che dice "non so il programma, non conosco i candidati, ma voglio votare e non voglio impegni perché non so niente". Non sai un cazzo (per tua stessa ammissione) e vuoi prendere decisioni che influenzano gli altri, ma senza beccarti tu quel vincolo che vuoi mettere a loro? Per carità, stai pure alla larga e ne guadagneranno tutti.
Mi rendo conto che ormai il fatto di dover prendere una responsabilità o un impegno sembri una bestemmia in questo paese, ma così gira il mondo; o meglio dovrebbe, e sarebbe un mondo migliore.
Etichette: clausole, impegno, pd, primarie
24.10.09
Brevi pensieri sulle primarie
Le primarie del PD sono un strumento imperfetto di un partito in grande crisi, su questo non c'è dubbio; non posso dire nemmeno che tutti i candidati mi soddisfino a pieno, tutti con elementi validi ma anche con grossi punti di dubbio, e soprattutto troppo concentrati sulle primarie rispetto alle questioni politiche in Parlamento. Al tempo stesso le primarie sono, a mio personalissimo avviso, un evento importante.
Ci lamentiamo, giustamente, del fatto che i partiti sono diventati entità pressoché autocratiche fuori da qualunque contributo per i cittadini. Il bipolarismo ha peggiorato enormemente il problema. Molte delle polemiche sulle primarie si basano su questioni di regolamento: come gestire l'eventuale pareggio, la questione della registrazione e così via.
Si perde il punto centrale: la possibilità di influenzare in maniera rilevante la vita di un partito senza necessariamente farne parte. Questo in un momento in cui altre forze politiche con un sistema anche solo concettualmente analogo non ce ne sono. Acclamazione, autoproclamazione, tutto tranne un'occasione di chiedere agli elettori il loro parere.
E questo, bene o male, col tempo sta succedendo. Chi si ricorda le prime primarie? Servivano di fatto solo a legittimare ulteriormente la scelta di Prodi. Le seconde primarie? Sostanzialmente solo a confermare Veltroni.
Al terzo giro invece siamo già a una corsa tutt'altro che scontata, piacciano o meno i soggetti in gara. Una gara vera, indipendentemente dalla qualità dei candidati; che saranno pure stati prevedibili, ma intanto hanno già perso la certezza del risultato.
E questo basterebbe a dire quanto l'evento, sinistra o meno, sia importante.
Poi possiamo discutere finché si vuole se sia meglio far scegliere solo i tesserati o tutti i potenziali elettori (in questo la formula attuale non mi dispiace: scelgano gli elettori, e chi si impegna direttamente nel partito resti la scelta per lo spareggio), o se si odia di più la primaria di conferma ("Ah, è tutta una presa in giro") o quella vera ("Ah, non sanno nemmeno scegliersi un leader"), o ancora se il partito sia irrimediabilmente spacciato a prescindere perché non ha un candidato ideale (ma vi prego, non un Obama all'italiana).
Ma resta un fatto: se un cittadino (direi di sinistra ma credo che anche altri vorrebbero avere questa possibilità) vuole farsi sentire, questa è una (non l'unica, naturalmente) possibilità per farlo.
Ci lamentiamo, giustamente, del fatto che i partiti sono diventati entità pressoché autocratiche fuori da qualunque contributo per i cittadini. Il bipolarismo ha peggiorato enormemente il problema. Molte delle polemiche sulle primarie si basano su questioni di regolamento: come gestire l'eventuale pareggio, la questione della registrazione e così via.
Si perde il punto centrale: la possibilità di influenzare in maniera rilevante la vita di un partito senza necessariamente farne parte. Questo in un momento in cui altre forze politiche con un sistema anche solo concettualmente analogo non ce ne sono. Acclamazione, autoproclamazione, tutto tranne un'occasione di chiedere agli elettori il loro parere.
E questo, bene o male, col tempo sta succedendo. Chi si ricorda le prime primarie? Servivano di fatto solo a legittimare ulteriormente la scelta di Prodi. Le seconde primarie? Sostanzialmente solo a confermare Veltroni.
Al terzo giro invece siamo già a una corsa tutt'altro che scontata, piacciano o meno i soggetti in gara. Una gara vera, indipendentemente dalla qualità dei candidati; che saranno pure stati prevedibili, ma intanto hanno già perso la certezza del risultato.
E questo basterebbe a dire quanto l'evento, sinistra o meno, sia importante.
Poi possiamo discutere finché si vuole se sia meglio far scegliere solo i tesserati o tutti i potenziali elettori (in questo la formula attuale non mi dispiace: scelgano gli elettori, e chi si impegna direttamente nel partito resti la scelta per lo spareggio), o se si odia di più la primaria di conferma ("Ah, è tutta una presa in giro") o quella vera ("Ah, non sanno nemmeno scegliersi un leader"), o ancora se il partito sia irrimediabilmente spacciato a prescindere perché non ha un candidato ideale (ma vi prego, non un Obama all'italiana).
Ma resta un fatto: se un cittadino (direi di sinistra ma credo che anche altri vorrebbero avere questa possibilità) vuole farsi sentire, questa è una (non l'unica, naturalmente) possibilità per farlo.
Etichette: cambiamento, democrazia, pd, politica, primarie
14.4.08
Risultati delle elezioni
E così il PdL ha vinto.
Unico lato positivo della cosa il fatto che siano stati spazzati via tanti soggetti a sinistra che hanno tradito gioiosamente il loro elettorato al grido di "O tutto o niente" quando anche un minimo passo sarebbe stato una conquista. Perché è lì che tanta gente non ha proprio votato.
Il PD male non è andato, visto che con un distacco del 12% ha subito "solo" il 7%. Oppure Berlusconi è un cazzaro, naturalmente, il che ci può stare benissimo. Che Veltroni approfitti di 5 anni di relax per dare un'identità più definita al partito, meno ma anche e più palle. E possibilmente fuori dal partito quelli che annunciano di votare come cazzo gli pare. E sì, lo so benissimo che faranno le riforme col PdL, non che sia fisicamente impossibile fare diverso sia per gli uni che per gli altri, visto che non c'è nessun altro.
Abbastanza pietoso vedere qualche astensionista furioso gioire per la "mazzata" dell'astensione aumentata di ben il 4% portando l'affluenza all'80%. Sicuramente la classe politica è lì che trema (avete presente qual è l'affluenza in altri paesi come, che so, gli USA?).
Quanto al PdL, be', sappiamo cosa aspettarci dalle dichiarazioni della campagna elettorale e dalla sua storia:
- Tremonti ripeterà per tre-quattro anni che le tasse non può tagliarle come pensava, al quinto anno non lo dirà nemmeno più e se ne fregherà
- Tremonti venderà altre parti del patrimonio statale, misura che come si sa aggiusta in maiera strutturale i conti
- Alitalia con ogni probabilità finirà in una cordata-pagliacciata italiana che alla fine farà pagare il conto ai soliti
- Martino (che è il probabile ministro della difesa) ha già detto che bisogno tornare in Iraq
- Prova periodica di salute mentale per i giudici, naturalmente verificata da un ministro che riferisce a Berlusconi e quindi con la massima cura per l'oggettività dell'esame
- Se si conferma la tadizione, bilanci fuori dai parametri europei tanto poi le multe le pagano gli stessi che pagheranno i problemi di Alitalia
- Riduzione dei costi della politica: tagliando le province? Ma no, la lega ci tiene e Maroni ha già detto di tagliare le prefetture, che sono francesi e napoleoniche (come incidentalmente gran parte delle istituzioni comuni dei vari sistemi amministrativi europei)
- Lotta la terrorismo: si riannunceranno attentati che mai sono esistiti (es. San Petronio a Bologna), si permetterà a servizi segreti stranieri e alleati di fare allegramente incursioni non autorizzate e in violazione dei diritti umani sul nostro territorio, e si equiparerà musulmani e mediorientali a terroristi di default
- Naturalmente il ponte di Messina, che non serve a un cazzo alla Sicilia e ci costerà una fortuna. Bene, perché dopo Alitalia, ritorno in Iraq e multe europee magari ci avanzava qualcosa
- Federalismo fiscale: vedremo quanto sarà felice il nordico Veneto di dover restituire i soldi che riceve in eccesso al Lazio.
Vorrei dire "Cazzi vostri, io domani vado in Inghilterra", ma ancora non mi è riuscita.
Unico lato positivo della cosa il fatto che siano stati spazzati via tanti soggetti a sinistra che hanno tradito gioiosamente il loro elettorato al grido di "O tutto o niente" quando anche un minimo passo sarebbe stato una conquista. Perché è lì che tanta gente non ha proprio votato.
Il PD male non è andato, visto che con un distacco del 12% ha subito "solo" il 7%. Oppure Berlusconi è un cazzaro, naturalmente, il che ci può stare benissimo. Che Veltroni approfitti di 5 anni di relax per dare un'identità più definita al partito, meno ma anche e più palle. E possibilmente fuori dal partito quelli che annunciano di votare come cazzo gli pare. E sì, lo so benissimo che faranno le riforme col PdL, non che sia fisicamente impossibile fare diverso sia per gli uni che per gli altri, visto che non c'è nessun altro.
Abbastanza pietoso vedere qualche astensionista furioso gioire per la "mazzata" dell'astensione aumentata di ben il 4% portando l'affluenza all'80%. Sicuramente la classe politica è lì che trema (avete presente qual è l'affluenza in altri paesi come, che so, gli USA?).
Quanto al PdL, be', sappiamo cosa aspettarci dalle dichiarazioni della campagna elettorale e dalla sua storia:
- Tremonti ripeterà per tre-quattro anni che le tasse non può tagliarle come pensava, al quinto anno non lo dirà nemmeno più e se ne fregherà
- Tremonti venderà altre parti del patrimonio statale, misura che come si sa aggiusta in maiera strutturale i conti
- Alitalia con ogni probabilità finirà in una cordata-pagliacciata italiana che alla fine farà pagare il conto ai soliti
- Martino (che è il probabile ministro della difesa) ha già detto che bisogno tornare in Iraq
- Prova periodica di salute mentale per i giudici, naturalmente verificata da un ministro che riferisce a Berlusconi e quindi con la massima cura per l'oggettività dell'esame
- Se si conferma la tadizione, bilanci fuori dai parametri europei tanto poi le multe le pagano gli stessi che pagheranno i problemi di Alitalia
- Riduzione dei costi della politica: tagliando le province? Ma no, la lega ci tiene e Maroni ha già detto di tagliare le prefetture, che sono francesi e napoleoniche (come incidentalmente gran parte delle istituzioni comuni dei vari sistemi amministrativi europei)
- Lotta la terrorismo: si riannunceranno attentati che mai sono esistiti (es. San Petronio a Bologna), si permetterà a servizi segreti stranieri e alleati di fare allegramente incursioni non autorizzate e in violazione dei diritti umani sul nostro territorio, e si equiparerà musulmani e mediorientali a terroristi di default
- Naturalmente il ponte di Messina, che non serve a un cazzo alla Sicilia e ci costerà una fortuna. Bene, perché dopo Alitalia, ritorno in Iraq e multe europee magari ci avanzava qualcosa
- Federalismo fiscale: vedremo quanto sarà felice il nordico Veneto di dover restituire i soldi che riceve in eccesso al Lazio.
Vorrei dire "Cazzi vostri, io domani vado in Inghilterra", ma ancora non mi è riuscita.
Etichette: 2008, elezioni, pd, Pdl, politica, previsioni, ritorno al futuro
10.4.08
J'accuse la gauche (et NapoleTon)
Ovvero: perché voto PD quando qualsiasi tipo di test mi darebbe come elettore di Socialisti o Sinistra Arcobaleno.
Il fatto è che la sinistra-sinistra mi fa incazzare. Fatemi citare un'involontario mito di Internet.
Guardatemi (ok, è retorica): perché ho la faccia incazzata?
Perché respiro aria di massimalismo, aria di idealismo candido e peloso, l'aria che c'è quando uno è al governo e vede che è difficile ottenere le cose e allora fanno tutti le questioni principio. [Bravo, eh? Suona sgrammaticato uguale :D]
Per me la questione è molto semplice: c'è della gente che ti manda lì per combattere per principi e diritti, e se lo fa è perché ne ha bisogno. Se ne ha bisogno, allora 2 su 10 è meglio di 0.
Nessuno dice di dire "ok, prendo due e grazie tante". Digli "Prendo 2, e ne riparleremo perché io ci credo", ma intanto prendi quei cazzo di due diritti invece che prendere niente e poi andare a dire che sei il meglio perché piuttosto che avere poco prendi niente. I diritti non si conquistano così.
Certo, è molto comodo dire "eh ma noi volevamo il cambiamento vero" e tenersi così saldi i voti di protesta di chi non vede altra soluzione in chi gli promette molto meno. Se non fosse che magari chi promette 4 gli darà quei 2 di cui sopra mentre da chi promette 10 non avranno niente.
Questo è successo troppe volte quando ho scelto di dare il voto a formazioni teoricamente più vicine alle mie idee. Purtroppo sono una persona molto pratica e, visto che la massa critica per dare qualcosa (sempre che ne abbiano veramente il coraggio) con questa linea i politici della sinistra-sinistra non ce l'hanno, allora tanto vale andare da chi promette poco e, magari, qualcosina almeno manterrà.
E non si sa mai che in futuro (la politica è lenta a cambiare, quella italiana anche di più) una formazione con consenso sufficientemente vasto sPS: Bertinotti sarebbe capace di dire che i trovi ad avere forza e pressione dal suo pubblico tali da poter decidere di mettere giù i piedi e cambiare veramente qualcosa.
Probabilmente non sarà Veltroni e nemmeno chi verrà subito dopo di lui, ma a mio modo di vedere è la scelta migliore (o meno peggiore, fate voi) che ho.
Come diceva la canzone dell'altro giorno?
If there's a new way / I'll be the first in line / but it better work this time
Il fatto è che la sinistra-sinistra mi fa incazzare. Fatemi citare un'involontario mito di Internet.
Guardatemi (ok, è retorica): perché ho la faccia incazzata?
Perché respiro aria di massimalismo, aria di idealismo candido e peloso, l'aria che c'è quando uno è al governo e vede che è difficile ottenere le cose e allora fanno tutti le questioni principio. [Bravo, eh? Suona sgrammaticato uguale :D]
Per me la questione è molto semplice: c'è della gente che ti manda lì per combattere per principi e diritti, e se lo fa è perché ne ha bisogno. Se ne ha bisogno, allora 2 su 10 è meglio di 0.
Nessuno dice di dire "ok, prendo due e grazie tante". Digli "Prendo 2, e ne riparleremo perché io ci credo", ma intanto prendi quei cazzo di due diritti invece che prendere niente e poi andare a dire che sei il meglio perché piuttosto che avere poco prendi niente. I diritti non si conquistano così.
Certo, è molto comodo dire "eh ma noi volevamo il cambiamento vero" e tenersi così saldi i voti di protesta di chi non vede altra soluzione in chi gli promette molto meno. Se non fosse che magari chi promette 4 gli darà quei 2 di cui sopra mentre da chi promette 10 non avranno niente.
Questo è successo troppe volte quando ho scelto di dare il voto a formazioni teoricamente più vicine alle mie idee. Purtroppo sono una persona molto pratica e, visto che la massa critica per dare qualcosa (sempre che ne abbiano veramente il coraggio) con questa linea i politici della sinistra-sinistra non ce l'hanno, allora tanto vale andare da chi promette poco e, magari, qualcosina almeno manterrà.
E non si sa mai che in futuro (la politica è lenta a cambiare, quella italiana anche di più) una formazione con consenso sufficientemente vasto sPS: Bertinotti sarebbe capace di dire che i trovi ad avere forza e pressione dal suo pubblico tali da poter decidere di mettere giù i piedi e cambiare veramente qualcosa.
Probabilmente non sarà Veltroni e nemmeno chi verrà subito dopo di lui, ma a mio modo di vedere è la scelta migliore (o meno peggiore, fate voi) che ho.
Come diceva la canzone dell'altro giorno?
If there's a new way / I'll be the first in line / but it better work this time
Etichette: 2008, conquiste, diritti, elezioni, pd, politica, sinistra, socialisti
9.4.08
Perdi i tuoi amici col Partito Democratico!
Walter ha voglia di caucus. TANTA voglia di caucus. Tanta che ognitanto si scorda che quello che funziona in America non è detto vada bene con la mentalità italiana. Così mi ritrovo in buchetta, tra i tanti volantini promozionali, quello con 12 azioni per far vincere le elezioni al PD... oppure perdere tutti i miei amici :D
Guardiamo queste 12 azioni:
(i pigri saltino direttamente al prossimo post per il mio parere più condensato)
1. Invito a cena con PD
Ti fanno invitare a cena cinque amiche e amici indecisi, a cui già che ci sei spieghi perché è importante votare PD. Se sono molto affamati probabilmente resisteranno fino al dolce, altrimenti li hai già persi al secondo.
2. Bandierine in auto e in bici
Ritaglia la bandierina in fondo al volantino e mettila sul tuo mezzo (bici, auto, motorino). Almeno regalerai un sorriso al tuo quartiere.
3. Ti mando una foto
Col cellulare fai una foto al cimbolo del PD; nota, qui dicono che lo trovi sul sito, e allora che cazzo scatti? Scaricalo, coglione! A parte questo, devi mandarlo a cinque persone che conosci invitandole a votare PD; il volantino specifica pure che puoi farlo anche per le elezioni. Ottimo, per come funziona la mente italiana se lo fai quel giorno regali 5 vuoti al PdL, è praticamente scientifico. Quelli dei giorni prima ti considereranno per sempre un cagacazzo ed è già buona se si astengano.
4. Un aperitivo democratico
Invita tutti i condomini a un aperitivo con la scusa dello scrocco, se la tua fama non è già troppo alta causa punti precedenti. Probabilmente scroccheranno con gioia e ti diranno "certo che voto PD" con un ghigno sinistro e vagamente compassionevole. E mi raccomando, ricordiamoci il lato più tristemente fighetto del PD...
5. Se telefonando...
Telefoni a 5 persone che conosci che sono indecise. Puoi ripeterlo il giorno prima delle elezioni. Al che ti faranno notare che fuori dalle elezioni non te li cagavi da sei mesi e ti odieranno per sempre.
6. Facciamo festa!
Con un gruppo di amici fai una "festa elettorale": ognuno porta da mangiare e si convincono gli indecisi, al limite si affitta un locale. L'iniziativa avrà successo, ne sono sicuro: ormai sanno tutti che c'è un pirla che distribuisce cibo gratis pensando di tirarne fuori voti.
7. Sostieni la raccolta di fondi
Visto che non hai già speso abbastanza tra cene, aperitivi e puttane (sai quanti voti potresti guadaganre regalando un paio di mignotte agli amici indecisi?), fai un'offerta. Questa si può salvare, tutto sommato, sono anche abbastanza moderni da permetterti di farlo con la carta di credito via Internet.
8. Demovideo
Mandi un video su Internet in cui spieghi perché votare, e se gli piace lo mettono anche sul sito del PD. L'utile e il dilettevole: il PD ci guadagna spot gratis e tu usi l'unico mezzo di comunicazione che ti è rimasto ora che gli amici non ti possono più vedere.
9. Valanga di SMS e di email
Manda alla tua rubrica (sempre che ci sia rimasto qualcuno) un messaggio in cui spieghi perché votare PD. Sul sito del PD trovi già i modelli. Insomma, un'orgia di spam, mi piace. Basta con "consiglia agli amici, fai le feste", vaffanculo: SI SPAMMA ALLA GRANDE!
10. Il giorno delle elezioni c'è bisogno di te
Aiuta la gente a votare e sorveglia la regolarità delle elezioni come rappresentante di lista. Ti farai due coglioni così, ma ormai sarà l'unico modo per poter stare ancora in compagnia di esseri umani, ora che il quartiere ha chiesto il tuo esilio.
11. Volantini fai da te
Sai quanto ci costa stampare tutta questa roba? Ecco, fai tu e distribuisci, così almeno ti resta un hobby.
12. A Veltroni chiedo
Metti i tagliandini nelle buchette dei vicini così che possano chiedere a Walter di dirti di non rompergli più i coglioni. Forse dopo riprenderanno pure a parlarti.
Per fortuna di Walter, molto probabilmente il simpatizzante medio si fermerà al primo punto: cene gratis? Ma siamo scemi? :D
Guardiamo queste 12 azioni:
(i pigri saltino direttamente al prossimo post per il mio parere più condensato)
1. Invito a cena con PD
Ti fanno invitare a cena cinque amiche e amici indecisi, a cui già che ci sei spieghi perché è importante votare PD. Se sono molto affamati probabilmente resisteranno fino al dolce, altrimenti li hai già persi al secondo.
2. Bandierine in auto e in bici
Ritaglia la bandierina in fondo al volantino e mettila sul tuo mezzo (bici, auto, motorino). Almeno regalerai un sorriso al tuo quartiere.
3. Ti mando una foto
Col cellulare fai una foto al cimbolo del PD; nota, qui dicono che lo trovi sul sito, e allora che cazzo scatti? Scaricalo, coglione! A parte questo, devi mandarlo a cinque persone che conosci invitandole a votare PD; il volantino specifica pure che puoi farlo anche per le elezioni. Ottimo, per come funziona la mente italiana se lo fai quel giorno regali 5 vuoti al PdL, è praticamente scientifico. Quelli dei giorni prima ti considereranno per sempre un cagacazzo ed è già buona se si astengano.
4. Un aperitivo democratico
Invita tutti i condomini a un aperitivo con la scusa dello scrocco, se la tua fama non è già troppo alta causa punti precedenti. Probabilmente scroccheranno con gioia e ti diranno "certo che voto PD" con un ghigno sinistro e vagamente compassionevole. E mi raccomando, ricordiamoci il lato più tristemente fighetto del PD...
5. Se telefonando...
Telefoni a 5 persone che conosci che sono indecise. Puoi ripeterlo il giorno prima delle elezioni. Al che ti faranno notare che fuori dalle elezioni non te li cagavi da sei mesi e ti odieranno per sempre.
6. Facciamo festa!
Con un gruppo di amici fai una "festa elettorale": ognuno porta da mangiare e si convincono gli indecisi, al limite si affitta un locale. L'iniziativa avrà successo, ne sono sicuro: ormai sanno tutti che c'è un pirla che distribuisce cibo gratis pensando di tirarne fuori voti.
7. Sostieni la raccolta di fondi
Visto che non hai già speso abbastanza tra cene, aperitivi e puttane (sai quanti voti potresti guadaganre regalando un paio di mignotte agli amici indecisi?), fai un'offerta. Questa si può salvare, tutto sommato, sono anche abbastanza moderni da permetterti di farlo con la carta di credito via Internet.
8. Demovideo
Mandi un video su Internet in cui spieghi perché votare, e se gli piace lo mettono anche sul sito del PD. L'utile e il dilettevole: il PD ci guadagna spot gratis e tu usi l'unico mezzo di comunicazione che ti è rimasto ora che gli amici non ti possono più vedere.
9. Valanga di SMS e di email
Manda alla tua rubrica (sempre che ci sia rimasto qualcuno) un messaggio in cui spieghi perché votare PD. Sul sito del PD trovi già i modelli. Insomma, un'orgia di spam, mi piace. Basta con "consiglia agli amici, fai le feste", vaffanculo: SI SPAMMA ALLA GRANDE!
10. Il giorno delle elezioni c'è bisogno di te
Aiuta la gente a votare e sorveglia la regolarità delle elezioni come rappresentante di lista. Ti farai due coglioni così, ma ormai sarà l'unico modo per poter stare ancora in compagnia di esseri umani, ora che il quartiere ha chiesto il tuo esilio.
11. Volantini fai da te
Sai quanto ci costa stampare tutta questa roba? Ecco, fai tu e distribuisci, così almeno ti resta un hobby.
12. A Veltroni chiedo
Metti i tagliandini nelle buchette dei vicini così che possano chiedere a Walter di dirti di non rompergli più i coglioni. Forse dopo riprenderanno pure a parlarti.
Per fortuna di Walter, molto probabilmente il simpatizzante medio si fermerà al primo punto: cene gratis? Ma siamo scemi? :D
Etichette: 2008, campagna elettorale, elezioni, pd, politica, veltroni
3.4.08
Il concetto di responsabilità
[Sì, è lungo, ma consideratelo 3 post combinati. PS: e lo uso pure bene :P]
[PPS: contiene volgarità, sono stressato]
Onestamente non è che abbia molta voglia di bloggare in campagna elettorale, a questo giro, forse anche perché ho parecchie altre cose importanti da seguire e forse perché la campagna è oggettivamente noiosa (e questo, badate, per una volta è forse anche un bene).
Però ci sono cose che mi fanno frullare lo stesso.
Una in particolare sono gli opportunisti del cazzo. Prendiamo, giusto per par condicio, Ferrara e la Binetti. Li distinguete perché Ferrara è quello (purtroppo) furbo.
Ferrara è un colossale ipocrita. Come tutti gli ipocriti furbi ci guadagna praticamente sempre, altrimenti ce ne saremmo scordati da anni. Ma in qualche modo, soprattutto con la raffinatissima tecnica del "Ti dò un calcio nei coglioni, ti insulto, e poi dico che ho grandi valori", ce lo troviamo tra i piedi.
Quando uno così ti va a fare il comizio della sua lista di pongo in Piazza Maggiore a Bologna, però, dovresti pensare che stai sbagliando qualcosa se gli tiri di tutto e lui ha la faccia di uno che orgasma.
"Ma Ferrara è lo schifo, quindi gli tiro sassi"
Ecco, bravo pirla. La prima parte è vera e dimostrabile scientificamente. La seconda è la pirlata con cui lo fai finire in prima pagina, lo fai diventare vittima e lo nutri sapientemente di quella merda in cui sguazza gioiosamente.
Come si diceva: Ferrara è furbo, o almeno più dei suoi avversari.
Ora veniamo alla Binetti.
C'è un buffo concetto in Italia, ovvero che si fa sempre quel cazzo che si vuole perché le responsabilità le hanno solo gli altri.
Ad esempio c'erano nell'Unione quelli che:
- Ho firmato il programma ma non tutte quelle pagine
- Ho firmato il programma ma non dicevo sul serio
- Il programma non lo firmo però voglio venire lo stesso e avere la degustazione
- Il programma lo firmo perché tanto credo che non presenterai mai quelle norme
Ora, chi ha un atteggiamento simile alla domanda "Ma sarai mica stronzo?" dovrebbe rispondere "Sì, certo" senza esitazioni e con un bel sorriso.
Invece no, loro "ci hanno la morale". Ad esempio la Binetti si fa eleggere dal PD ma da sempre ci fa sapere che se il partito decide di votare una legge che non le va lei se ne frega e fa quello che le pare. Per carità, nel SUO caso è un diritto perché lei ha la morale elevata e quindi i froci le fanno schifo (diciamola come si dice). Naturalmente voglio vedere cosa direbbe se un altro del PD alla legge che piace a lei dicesse "Vaffanculo, non te la voto".
Mi chiedo sempre perché questa gente il partito che vuole non se lo fa, invece che farsi piazzare in lista e poi fottersene allegramente del fatto che un partito è una *collettività*.
Anche perché, diciamolo, non vedo come, in quest'ottica, la Binetti possa garantire che invece voterà quello che non le piace anche se non ci sono questioni morali di mezzo.
Chiudiamo la carrellata con la sanità.
Ultimamente emerge sempre più il problema dell'obiezione in campo medico e farmaceutico, il caso più recente quello di due ragazze di Siena a cui è stata negata la pillola del giorno dopo. Notare: NON pillola abortiva, questa è considerata ANTICONCENZIONALE.
Motivo? Si obietta.
Ora, forse io sono un feroce oscurantista distruggi-principi e provoca guerre che odia la famiglia e mangia i bambini, ma questo estendersi dell'obiezione di coscienza mi sembra una stronzata pazzesca.
L'obiezione di coscienza nasceva in un quadro molto particolare, ovvero quello in cui lo Stato ti obbligava a fare qualcosa che consideravi moralmente riprovevole per il semplice fatto che eri nato sul suo territorio (con pochissime eccezioni).
Ora, lo Stato non mi risulta arruoli a forza farmacisti (o poverelli) o medici.
Posso capire, comunque, che uno non voglia ESEGUIRE gli aborti, essendo una questione tanto grave (certo, basterebbe lavorare in altri rami, non è che la medicina sia proprio piccola come campo, ma tant'è).
Inizio a non capire quando uno dice che non vuole vendere o prescrivere farmaci (a cui uno avrebbe legalmente diritto) con cui altri possono fare la cosa disapprovata, perché in questo caso non solo eserciti la tua libertà ma calpesti quella altrui. Ci sono tanti altri mestieri bellissimi.
Se poi iniziamo pure a dire che ci si può rifiutare di fare qualsiasi cosa che possa diventare non-punitiva di una condotta che noi disapproviamo il risultato è che il concetto di servizio pubblico va a finire nel cesso. Anche perché a questo punto chiunque dovrebbe avere diritto di applicare il concetto come gli pare in tutti i campi (dai, facciamo che uno può obiettare all'uguaglianza tra etnie e dire che i negri nel suo locale non ci entrano, e gli si deve pure fare i complimenti).
A questi simpatici signori (che tanto non leggeranno mai il mio blog) comunico allora che, per obiezione di coscienza contro l'ipocrisia, decido di obiettare al rispetto per la loro etica di gomma e li mando serenamente a cagare. Almeno *IO* non faccio danni a nessuno.
[PPS: contiene volgarità, sono stressato]
Onestamente non è che abbia molta voglia di bloggare in campagna elettorale, a questo giro, forse anche perché ho parecchie altre cose importanti da seguire e forse perché la campagna è oggettivamente noiosa (e questo, badate, per una volta è forse anche un bene).
Però ci sono cose che mi fanno frullare lo stesso.
Una in particolare sono gli opportunisti del cazzo. Prendiamo, giusto per par condicio, Ferrara e la Binetti. Li distinguete perché Ferrara è quello (purtroppo) furbo.
Ferrara è un colossale ipocrita. Come tutti gli ipocriti furbi ci guadagna praticamente sempre, altrimenti ce ne saremmo scordati da anni. Ma in qualche modo, soprattutto con la raffinatissima tecnica del "Ti dò un calcio nei coglioni, ti insulto, e poi dico che ho grandi valori", ce lo troviamo tra i piedi.
Quando uno così ti va a fare il comizio della sua lista di pongo in Piazza Maggiore a Bologna, però, dovresti pensare che stai sbagliando qualcosa se gli tiri di tutto e lui ha la faccia di uno che orgasma.
"Ma Ferrara è lo schifo, quindi gli tiro sassi"
Ecco, bravo pirla. La prima parte è vera e dimostrabile scientificamente. La seconda è la pirlata con cui lo fai finire in prima pagina, lo fai diventare vittima e lo nutri sapientemente di quella merda in cui sguazza gioiosamente.
Come si diceva: Ferrara è furbo, o almeno più dei suoi avversari.
Ora veniamo alla Binetti.
C'è un buffo concetto in Italia, ovvero che si fa sempre quel cazzo che si vuole perché le responsabilità le hanno solo gli altri.
Ad esempio c'erano nell'Unione quelli che:
- Ho firmato il programma ma non tutte quelle pagine
- Ho firmato il programma ma non dicevo sul serio
- Il programma non lo firmo però voglio venire lo stesso e avere la degustazione
- Il programma lo firmo perché tanto credo che non presenterai mai quelle norme
Ora, chi ha un atteggiamento simile alla domanda "Ma sarai mica stronzo?" dovrebbe rispondere "Sì, certo" senza esitazioni e con un bel sorriso.
Invece no, loro "ci hanno la morale". Ad esempio la Binetti si fa eleggere dal PD ma da sempre ci fa sapere che se il partito decide di votare una legge che non le va lei se ne frega e fa quello che le pare. Per carità, nel SUO caso è un diritto perché lei ha la morale elevata e quindi i froci le fanno schifo (diciamola come si dice). Naturalmente voglio vedere cosa direbbe se un altro del PD alla legge che piace a lei dicesse "Vaffanculo, non te la voto".
Mi chiedo sempre perché questa gente il partito che vuole non se lo fa, invece che farsi piazzare in lista e poi fottersene allegramente del fatto che un partito è una *collettività*.
Anche perché, diciamolo, non vedo come, in quest'ottica, la Binetti possa garantire che invece voterà quello che non le piace anche se non ci sono questioni morali di mezzo.
Chiudiamo la carrellata con la sanità.
Ultimamente emerge sempre più il problema dell'obiezione in campo medico e farmaceutico, il caso più recente quello di due ragazze di Siena a cui è stata negata la pillola del giorno dopo. Notare: NON pillola abortiva, questa è considerata ANTICONCENZIONALE.
Motivo? Si obietta.
Ora, forse io sono un feroce oscurantista distruggi-principi e provoca guerre che odia la famiglia e mangia i bambini, ma questo estendersi dell'obiezione di coscienza mi sembra una stronzata pazzesca.
L'obiezione di coscienza nasceva in un quadro molto particolare, ovvero quello in cui lo Stato ti obbligava a fare qualcosa che consideravi moralmente riprovevole per il semplice fatto che eri nato sul suo territorio (con pochissime eccezioni).
Ora, lo Stato non mi risulta arruoli a forza farmacisti (o poverelli) o medici.
Posso capire, comunque, che uno non voglia ESEGUIRE gli aborti, essendo una questione tanto grave (certo, basterebbe lavorare in altri rami, non è che la medicina sia proprio piccola come campo, ma tant'è).
Inizio a non capire quando uno dice che non vuole vendere o prescrivere farmaci (a cui uno avrebbe legalmente diritto) con cui altri possono fare la cosa disapprovata, perché in questo caso non solo eserciti la tua libertà ma calpesti quella altrui. Ci sono tanti altri mestieri bellissimi.
Se poi iniziamo pure a dire che ci si può rifiutare di fare qualsiasi cosa che possa diventare non-punitiva di una condotta che noi disapproviamo il risultato è che il concetto di servizio pubblico va a finire nel cesso. Anche perché a questo punto chiunque dovrebbe avere diritto di applicare il concetto come gli pare in tutti i campi (dai, facciamo che uno può obiettare all'uguaglianza tra etnie e dire che i negri nel suo locale non ci entrano, e gli si deve pure fare i complimenti).
A questi simpatici signori (che tanto non leggeranno mai il mio blog) comunico allora che, per obiezione di coscienza contro l'ipocrisia, decido di obiettare al rispetto per la loro etica di gomma e li mando serenamente a cagare. Almeno *IO* non faccio danni a nessuno.
Etichette: binetti, ferrara, ipocrisia, medicina, obiezione di coscienza, opportunismo, pd, politica
14.10.07
Les primarie
Un paio di pensieri volanti (postati in ritardo perché ultimamente Blogger pubblica quando gli pare).
Affluenza assolutamente positiva, oltre i 3 milioni. Questa non è solo una questione riguardante la sinistra ma il paese in generale. La gente si rende conto che se è importante incazzarsi è anche importante usare tutte le occasioni possibili per influenzare il processo democratico.
Qualcuno ha già osservato che alle precedenti primarie i votanti erano 4 milioni, ma guardiamo ad alcuni fattori: voto di protesta contro Berlusconi e prime primarie del paese. Stavolta invece non c'era l'effetto novità e il voto riguarda parte di una coalizione divisa e al governo con tutte le difficoltà che si sanno. Senza contare le campagne contro ogni genere di rapporto tra cittadini e politica di Grillo e simili e, ultimo ma non meno importante, il fatto che a votare non ci va chi segue un'intera coalizione ma solo una parte.
Per quanto riguarda i risultati veri e propri, sono tutto sommato abbastanza contento, anche se sono diversi dalle mie previsioni. NOTA: al momento di scrivere avevo solo le prime proiezioni
Sulla vittoria di Veltroni non c'erano dubbi, e tutto sommato è un bene: sa comunicare bene alla gente, anche se a volte mostra un'attitudine al bispensiero inquietante (riproposta alla grande da Crozza stasera). Il problema era l'eventualità che il centro non si sentisse rappresentato, con tutte le conseguenze che potevano esserci (dall'uscita agli elettori che potrebbero non fidarsi in futuro). Sia come sia, alla fine ho votato Letta, pensando che avesse più possibilità lui rispetto alla Bindi di fare "massa" e quindi bilanciare il tutto.
E invece c'è un Veltroni al 75% e la Bindi seconda arrivata con 13-14%. Se, personalmente, Veltroni l'avrei preferito al 70%, sono molto contento che al secondo ci sia la Bindi.
Sia chiaro, da molte delle sue opinioni mi separa qualche oceano, ma tendo a rispettare il fatto che abbia lavorato su questioni (in teoria) in conflitto con le sue posizioni con molta serietà, effettuando qualcosa che assomigliava non poco a un mezzo suicidio politico (es. i DiCo).
Sia come sia, il centro dovrebbe avere il suo spazio e, per una volta, si è premiato qualcuno più per le azioni che per l'immagine.
Ora il più (ed è un più mica da poco) è che questa premessa venga tradotta concretamente in una forza positiva. Ugualmente importante è che i cittadini si ricordino anche in futuro che il loro prendere parte alla vita politica del paese non è un optional ma è parte integrante della democrazia (fermo restando che tenersene fuori è un diritto).
Affluenza assolutamente positiva, oltre i 3 milioni. Questa non è solo una questione riguardante la sinistra ma il paese in generale. La gente si rende conto che se è importante incazzarsi è anche importante usare tutte le occasioni possibili per influenzare il processo democratico.
Qualcuno ha già osservato che alle precedenti primarie i votanti erano 4 milioni, ma guardiamo ad alcuni fattori: voto di protesta contro Berlusconi e prime primarie del paese. Stavolta invece non c'era l'effetto novità e il voto riguarda parte di una coalizione divisa e al governo con tutte le difficoltà che si sanno. Senza contare le campagne contro ogni genere di rapporto tra cittadini e politica di Grillo e simili e, ultimo ma non meno importante, il fatto che a votare non ci va chi segue un'intera coalizione ma solo una parte.
Per quanto riguarda i risultati veri e propri, sono tutto sommato abbastanza contento, anche se sono diversi dalle mie previsioni. NOTA: al momento di scrivere avevo solo le prime proiezioni
Sulla vittoria di Veltroni non c'erano dubbi, e tutto sommato è un bene: sa comunicare bene alla gente, anche se a volte mostra un'attitudine al bispensiero inquietante (riproposta alla grande da Crozza stasera). Il problema era l'eventualità che il centro non si sentisse rappresentato, con tutte le conseguenze che potevano esserci (dall'uscita agli elettori che potrebbero non fidarsi in futuro). Sia come sia, alla fine ho votato Letta, pensando che avesse più possibilità lui rispetto alla Bindi di fare "massa" e quindi bilanciare il tutto.
E invece c'è un Veltroni al 75% e la Bindi seconda arrivata con 13-14%. Se, personalmente, Veltroni l'avrei preferito al 70%, sono molto contento che al secondo ci sia la Bindi.
Sia chiaro, da molte delle sue opinioni mi separa qualche oceano, ma tendo a rispettare il fatto che abbia lavorato su questioni (in teoria) in conflitto con le sue posizioni con molta serietà, effettuando qualcosa che assomigliava non poco a un mezzo suicidio politico (es. i DiCo).
Sia come sia, il centro dovrebbe avere il suo spazio e, per una volta, si è premiato qualcuno più per le azioni che per l'immagine.
Ora il più (ed è un più mica da poco) è che questa premessa venga tradotta concretamente in una forza positiva. Ugualmente importante è che i cittadini si ricordino anche in futuro che il loro prendere parte alla vita politica del paese non è un optional ma è parte integrante della democrazia (fermo restando che tenersene fuori è un diritto).
Etichette: democractico, italia, partito, pd, politica, primarie, sinistra
