20.7.08
Happy Popes!

Povero Ratzie, lui ci prova, solo che è un po' lento. Del resto alla sua età non è facile cambiare opinione. Ma ci sta arrivando, e gli va riconosciuto. E chissà che tra qualche anno non gli venga in mente che chi non la pensa come lui non è un aspirante nazista sanguinario. Ok, forse questo è chiedere troppo. E adesso speriamo che metta anche in pratica quanto detto.
Etichette: fonzie, giustizia, papa, pedofili, preti, ratzinger, sydney, vignette
13.3.08
Museo dei pesi e delle misure di Arcore
Cito:
Il ragionamento filerebbe più che liscio, solo che un paio di particolari sono lievemente sbagliati. Vediamoli:
- Gli imam che fanno apologia di terrorismo nelle moschee li arrestano e li espellono, come già successo. Se non fanno apologia li lasciamo torturare alla CIA.
- Le moschee non sono l'equivalente di un'università. Non a caso nessuno impedisce al Papa di parlare in chiesa.
- La parola al Papa non l'ha negata nessuno. Alcuni professori della Sapienza hanno chiesto che il Papa non venisse invitato a inaugurare l'anno accademico. Ne è nata una polemica per cui il Vaticano ha rifiutato l'invito per evitare (testuale) contestazioni; un po' infantile ma ben pensata. Resta che il divieto non c'è stato, e la contestazione è un diritto.
- La famosa lettera non era particolarmente incivile quanto stupida in diverse argomentazioni e "strategicamente" (nel conflitto laicità-Vaticano) demenziale. Credo che lo staff comunicazioni di Ratzinger dovrebbe mandare panettoni e omaggi natalizi agli autori della lettera per almeno tre-quattro anni. Non conteneva comunque niente che potesse realmente impedire o rendere "pericolosa" la visita in questione. Non a caso il Vaticano ha cercato tutto sommato di minimizzare la questione dopo aver "segnato".
- Perché i musulmani sono automaticamente integralisti e i fedeli delle altre religioni no?
Mi rendo conto che sono inezie che non cambiano il valore dell'affermazione di Berlusconi per quella che è: una minchiata.
"Mi indigna vivere in un Paese nel quale si consente di parlare anche agli imam che nelle moschee fanno apologia del terrorismo, ma si nega la parola al Santo Padre nella maggiore università italiana." Lo afferma Silvio Berlusconi in un'intervista al settimanale 'Chi'.
Il ragionamento filerebbe più che liscio, solo che un paio di particolari sono lievemente sbagliati. Vediamoli:
- Gli imam che fanno apologia di terrorismo nelle moschee li arrestano e li espellono, come già successo. Se non fanno apologia li lasciamo torturare alla CIA.
- Le moschee non sono l'equivalente di un'università. Non a caso nessuno impedisce al Papa di parlare in chiesa.
- La parola al Papa non l'ha negata nessuno. Alcuni professori della Sapienza hanno chiesto che il Papa non venisse invitato a inaugurare l'anno accademico. Ne è nata una polemica per cui il Vaticano ha rifiutato l'invito per evitare (testuale) contestazioni; un po' infantile ma ben pensata. Resta che il divieto non c'è stato, e la contestazione è un diritto.
- La famosa lettera non era particolarmente incivile quanto stupida in diverse argomentazioni e "strategicamente" (nel conflitto laicità-Vaticano) demenziale. Credo che lo staff comunicazioni di Ratzinger dovrebbe mandare panettoni e omaggi natalizi agli autori della lettera per almeno tre-quattro anni. Non conteneva comunque niente che potesse realmente impedire o rendere "pericolosa" la visita in questione. Non a caso il Vaticano ha cercato tutto sommato di minimizzare la questione dopo aver "segnato".
- Perché i musulmani sono automaticamente integralisti e i fedeli delle altre religioni no?
Mi rendo conto che sono inezie che non cambiano il valore dell'affermazione di Berlusconi per quella che è: una minchiata.
Etichette: Berlusconi, imam, papa, sapienza, terrorismo
8.2.08
Gomblotti, gomblotti...
La vita è sempre più facile da gestire quando si ha qualcosa su cui scaricare i propri problemi, indipendentemente dal fatto che ne sia la causa specifica, e a volte anche indipendentemente dal fatto che il qualcosa faccia ciò di cui è accusato.
L'importante è stabilire e ricordarsi costantemente che è il male. Un po' il principio di "dai una sberla a tua moglie; tu non sai perché ma lei sì".
Un buon esempio di qualche tempo fa era la mitica catena di S.Antonio sui benefici dei parlamentari, totalmente inventata. Il lato comico era che sarebbe bastato contestare quello che effettivamente hanno i suddetti parlamentari per aprire una polemica più che sostenibile; con questa fregnaccia, invece, i contestati hanno potuto rispedire al mittente e farsi pure passare per vittime (che per certi versi erano, visto che i benefici in questione erano inesistenti).
Un altro esempio è il classicissimo tormentone su papa "Nazinger". Apparentemente il fatto di essersi arruolati nella gioventù hitleriana dopo solo quattordici anni di vita e indottrinamento nella Germania nazista, luogo notoriamente rispettoso e promotore delle vere inclinazioni individuali, rende nazisti straconvinti e impenitenti.
Per carità, è verissimo che altri fecero scelte diverse nella stessa situazione, ma non si può considerare come fosse stata la scelta di un adulto libero, non indottrinato e in un paese "normale". Ci sono tanti altri temi seri su cui le posizioni e le azioni di Ratzinger possono essere criticabili, possibile che bisogni tirar fuori l'unica cosa che è assolutamente priva di valore?
Per queste cose poi una miniera è il blog di Beppe Grillo. Voi mi direte: che lo leggi a fare se pensi che siano idiozie? Per lo stesso motivo per cui mi informo su cosa dicono o fanno Bush, Ratzinger, Berlusconi e così via. Ma restiamo in argomento.
Ricordo un post sul tremendo complotto della società stessa per rendere infelice la gente. In pratica delle ragazze erano salite su un vagone della metropolitana di Milano e si erano messe a cantare; poco stranamente, qualcuno gli aveva fatto notare che rompevano un po' le balle. Nel blog di Grillo questo era un chiaro segno della volontà di limitare la libertà di espressione e di costringere la gente all'infelicità. Il singolo come pericolo temuto dalla società al punto da volerlo attivamente rendere infelice (anzi, renderli infelici uno per uno, i membri della società!), un capolavoro. Chiariamoci: di fronte alla società tutta, il singolo è una cacchetta, siamo in Cina o in Europa o dove volete; la società lo colpirà direttamente solo se acquisisce una "massa" tale da essere rilevante (vedi i personaggi pubblici).
Più inquietante, qualche giorno fa sempre in area Grillo, la tesi per cui l'ex ministro Veronesi letteralmente "creerebbe" il cancro intenzionalmente per arricchirsi con la sua fondazione. La prova? Il fatto che la fondazione è finanziata dalle società che costruiscono e gestiscono gli inceneritori.
Questo per certi versi è un piccolo gioiello della complottistica, perché, effettivamente, gli elementi sono nella "posizione giusta". Il problema è che, invertendo gli operatori, il risultato cambia.
C'è una regola per qualsiasi capitalista furbo: se anche solo la gente pensa che tu provochi un danno di qualche tipo, fai donazioni a riguardo. Magari non te ne frega una mazza, magari lo sai ma lo fai apposta perché ci guadagni, ma in ogni caso fai le donazioni; magari puoi anche aggiungere al miglioramento di immagine qualche detrazione fiscale.
È quindi banale che le società degli inceneritori facciano donazioni a una fondazione contro il cancro.
Per quanto riguarda Veronesi, il suo "complotto" avrebbe molto più senso se avesse una casa farmaceutica, magari. Il che non vuol dire che sia perfetto, geniale o che altro, ma da qui a una specie di dottore pazzo barra genio del male stile film di James Bond ce ne passa. Certo, l'untore è sempre un vecchio classico di successo...
Sempre in tema di inceneritori, c'è chi sostiene che il dramma rifiuti napoletano sia stato creato apposta dai politici per imporre la costruzione degli inceneritori contro la volontà delle genti campane.
Considerato che la crisi dei rifiuti di Napoli si è sviluppata con impressionante costanza negli ultimi vent'anni, non si può dire che i nostri politici manchino di lungimiranza. E hanno anche gusto per la sfida, visto che aspettando tutti questi anni farebbero costruire i loro amati inceneritori proprio nel periodo in cui la coscienza ambientale (o presunta tale) genera le maggiori resistenze possibili.
Certo, la realtà spesso è banale e noiosa.
Per esempio, oggi, nella rubrica degli SMS a un giornale locale, leggo di un cittadino che si inviperisce: la data delle nuove elezioni è stata scelta perché così cade appena dopo il termine per la pensione ai parlamentari, ovvero 2 anni, sei mesi e un giorno.
Il problema è uno solo: le date.
Elezioni 2006: aprile. Elezioni 2008: aprile.
Come tra l'aprile 2006 e l'aprile 2008 possano passare 2 anni, sei mesi e un giorno, devo ancora spiegarmelo.
La cosa buffa è che durante i giorni della crisi si era detto che una speranza per il governo potevano essere proprio tutti i parlamentari "nuovi" che volevano arrivare al termine per la pensione.
Ma, anche qui, la realtà è noiosa, e metterci qualche cattiveria ai propri danni la rende più sopportabile.
Naturalmente in nessuno di questi casi il pensiero del "complotto" ha alcuna utilità nel risolvere i problemi veri, ma in fondo risolveri richiede tempo e fatica, e gran parte dei problemi della società non vengono risolti entro gli anni di vita di chi inizia a occuparsene. E allora perché farlo?
L'importante è stabilire e ricordarsi costantemente che è il male. Un po' il principio di "dai una sberla a tua moglie; tu non sai perché ma lei sì".
Un buon esempio di qualche tempo fa era la mitica catena di S.Antonio sui benefici dei parlamentari, totalmente inventata. Il lato comico era che sarebbe bastato contestare quello che effettivamente hanno i suddetti parlamentari per aprire una polemica più che sostenibile; con questa fregnaccia, invece, i contestati hanno potuto rispedire al mittente e farsi pure passare per vittime (che per certi versi erano, visto che i benefici in questione erano inesistenti).
Un altro esempio è il classicissimo tormentone su papa "Nazinger". Apparentemente il fatto di essersi arruolati nella gioventù hitleriana dopo solo quattordici anni di vita e indottrinamento nella Germania nazista, luogo notoriamente rispettoso e promotore delle vere inclinazioni individuali, rende nazisti straconvinti e impenitenti.
Per carità, è verissimo che altri fecero scelte diverse nella stessa situazione, ma non si può considerare come fosse stata la scelta di un adulto libero, non indottrinato e in un paese "normale". Ci sono tanti altri temi seri su cui le posizioni e le azioni di Ratzinger possono essere criticabili, possibile che bisogni tirar fuori l'unica cosa che è assolutamente priva di valore?
Per queste cose poi una miniera è il blog di Beppe Grillo. Voi mi direte: che lo leggi a fare se pensi che siano idiozie? Per lo stesso motivo per cui mi informo su cosa dicono o fanno Bush, Ratzinger, Berlusconi e così via. Ma restiamo in argomento.
Ricordo un post sul tremendo complotto della società stessa per rendere infelice la gente. In pratica delle ragazze erano salite su un vagone della metropolitana di Milano e si erano messe a cantare; poco stranamente, qualcuno gli aveva fatto notare che rompevano un po' le balle. Nel blog di Grillo questo era un chiaro segno della volontà di limitare la libertà di espressione e di costringere la gente all'infelicità. Il singolo come pericolo temuto dalla società al punto da volerlo attivamente rendere infelice (anzi, renderli infelici uno per uno, i membri della società!), un capolavoro. Chiariamoci: di fronte alla società tutta, il singolo è una cacchetta, siamo in Cina o in Europa o dove volete; la società lo colpirà direttamente solo se acquisisce una "massa" tale da essere rilevante (vedi i personaggi pubblici).
Più inquietante, qualche giorno fa sempre in area Grillo, la tesi per cui l'ex ministro Veronesi letteralmente "creerebbe" il cancro intenzionalmente per arricchirsi con la sua fondazione. La prova? Il fatto che la fondazione è finanziata dalle società che costruiscono e gestiscono gli inceneritori.
Questo per certi versi è un piccolo gioiello della complottistica, perché, effettivamente, gli elementi sono nella "posizione giusta". Il problema è che, invertendo gli operatori, il risultato cambia.
C'è una regola per qualsiasi capitalista furbo: se anche solo la gente pensa che tu provochi un danno di qualche tipo, fai donazioni a riguardo. Magari non te ne frega una mazza, magari lo sai ma lo fai apposta perché ci guadagni, ma in ogni caso fai le donazioni; magari puoi anche aggiungere al miglioramento di immagine qualche detrazione fiscale.
È quindi banale che le società degli inceneritori facciano donazioni a una fondazione contro il cancro.
Per quanto riguarda Veronesi, il suo "complotto" avrebbe molto più senso se avesse una casa farmaceutica, magari. Il che non vuol dire che sia perfetto, geniale o che altro, ma da qui a una specie di dottore pazzo barra genio del male stile film di James Bond ce ne passa. Certo, l'untore è sempre un vecchio classico di successo...
Sempre in tema di inceneritori, c'è chi sostiene che il dramma rifiuti napoletano sia stato creato apposta dai politici per imporre la costruzione degli inceneritori contro la volontà delle genti campane.
Considerato che la crisi dei rifiuti di Napoli si è sviluppata con impressionante costanza negli ultimi vent'anni, non si può dire che i nostri politici manchino di lungimiranza. E hanno anche gusto per la sfida, visto che aspettando tutti questi anni farebbero costruire i loro amati inceneritori proprio nel periodo in cui la coscienza ambientale (o presunta tale) genera le maggiori resistenze possibili.
Certo, la realtà spesso è banale e noiosa.
Per esempio, oggi, nella rubrica degli SMS a un giornale locale, leggo di un cittadino che si inviperisce: la data delle nuove elezioni è stata scelta perché così cade appena dopo il termine per la pensione ai parlamentari, ovvero 2 anni, sei mesi e un giorno.
Il problema è uno solo: le date.
Elezioni 2006: aprile. Elezioni 2008: aprile.
Come tra l'aprile 2006 e l'aprile 2008 possano passare 2 anni, sei mesi e un giorno, devo ancora spiegarmelo.
La cosa buffa è che durante i giorni della crisi si era detto che una speranza per il governo potevano essere proprio tutti i parlamentari "nuovi" che volevano arrivare al termine per la pensione.
Ma, anche qui, la realtà è noiosa, e metterci qualche cattiveria ai propri danni la rende più sopportabile.
Naturalmente in nessuno di questi casi il pensiero del "complotto" ha alcuna utilità nel risolvere i problemi veri, ma in fondo risolveri richiede tempo e fatica, e gran parte dei problemi della società non vengono risolti entro gli anni di vita di chi inizia a occuparsene. E allora perché farlo?
Etichette: cancro, complotti, elezioni, inceneritori, ipocrisia, papa, parlamento, pigrizia, psicosi
1.2.08
Relativisti? Tié! (o I più uguali parte 2)

Piccola premessa. Questo non è un NUOVO attacco alle gerarchie vaticane, ma un VECCHIO attacco, nel senso che doveva essere la parte seconda di un post precedente, poi rimasta incastrata nelle pastoie della crisi di governo e altre faccende assortite. Non accanimento, quindi ma completamento.
In realtà, a dirla tutta, non è nemmeno un attacco.
Anzi, io oggi dico che Papa Benedetto XVI HA RAGIONE e voglio anzi riproporre il suo messaggio per la Giornata della comunicazione.
In particolare ho apprezzato questo passaggio:
Occorre evitare che i media diventino il megafono del materialismo economico e del relativismo etico, vere piaghe del nostro tempo. Essi possono e devono invece contribuire a far conoscere la verità sull’uomo, difendendola davanti a coloro che tendono a negarla o a distruggerla. Si può anzi dire che la ricerca e la presentazione della verità sull’uomo costituiscono la vocazione più alta della comunicazione sociale. Utilizzare a questo fine tutti i linguaggi, sempre più belli e raffinati di cui i media dispongono, è un compito esaltante affidato in primo luogo ai responsabili ed agli operatori del settore.
Giusto, giustissimo, bravo. Anzi, aggiungo:
L’uomo ha sete di verità, è alla ricerca della verità; lo dimostrano anche l’attenzione e il successo registrati da tanti prodotti editoriali, programmi o fiction di qualità, in cui la verità, la bellezza e la grandezza della persona, inclusa la sua dimensione religiosa, sono riconosciute e ben rappresentate.
Splendido, assolutamente.
Recupero anche un passaggio iniziale, sempre importantissimo:
I media, nel loro insieme, non sono soltanto mezzi per la diffusione delle idee, ma possono e devono essere anche strumenti al servizio di un mondo più giusto e solidale. Non manca, purtroppo, il rischio che essi si trasformino invece in sistemi volti a sottomettere l’uomo a logiche dettate dagli interessi dominanti del momento. E’ il caso di una comunicazione usata per fini ideologici o per la collocazione di prodotti di consumo mediante una pubblicità ossessiva. Con il pretesto di rappresentare la realtà, di fatto si tende a legittimare e ad imporre modelli distorti di vita personale, familiare o sociale.
E io quindi APPLAUDO questi sani principi, e voglio iniziare una sana battaglia contro il relativismo nei media per la Verità in cui credo.
Tanto per cominciare, c'è in Italia un gruppo di potere che usa i media per fini ideologici e, col pretesto di rappresentare la realtà, cerca di imporre un modello di vita distorto e che nega la bellezza e la grandezza delle persone, vuole sottomettere chi non condivide le sue idee al suo interesse e si oppone a legami e solidarietà non conformi ai suoi modelli.
In nome di Benedetto XVI: fermate Joseph Ratzinger.
Etichette: comunicazione, despair.com, ideologia, insulti al clero Y rivolucione final, ipocrisia, papa, ratzinger, relativismo
