2.3.08

Ultime dichiarazioni 

Se non altro le campagne elettorali sono sempre prodighe di dichiarazioni interessanti.

Berlusconi:
Nel 2006, nelle ultime elezioni, la sinistra ha vinto in una notte di spogli e di brogli. Ricordiamocelo sempre.

Quali siano questi brogli non s'è mai saputo e mai dimostrato, per non parlare del fatto che subire brogli apparentemente così macroscopici quando si controlla il ministero dell'interno suona abbastanza ridicolo.

Storace:
Berlusconi vincerà. La partita su chi governerà l'Italia è finita. Noi però impediremo a Berlusconi di allearsi con chi perde le elezioni, cioè Veltroni. E' possibile un accordo parlamentare con il Popolo delle libertà non sulla fiducia al governo ma sui provvedimenti. E' chiaro che se vogliono portare la sinistra al governo, noi lo impediremo in tutti i modi.

Ovvero Berlusconi ha la maggioranza, decide (per ipotesi) di governare assieme al PD (che almeno un 30 percento dovrà pure avercelo anche nei sondaggi più pessimisti), ma Storace non glielo fa mica fare, no no. Per fermare Storace ci vuole minimo minimo il 102%, mica cazzi.

Mastella sui "contatti chiusi" con Berlusconi:
E chi li ha aperti i contatti? Noi andremo per la nostra strada, da soli in tutta Italia. Non facciamo alcuna elemosina, spero solo che gli italiani non scelgano Berlusconi come premier.

...ma poi:
il Cavaliere ha dichiarato più volte che la riconoscenza è tutto. Poi è bastato il no di un Fini o un Maroni qualunque per sconfessarlo

È più che evidente che proprio non ci voleva andare col PdL, quindi.

Fini:
Non avevo dubbi della dignità politica
dell'onorevole Mastella.

Neanch'io, ma ho come il sospetto che non vogliamo dire esattamente la stessa cosa.

Bassolino, sul perché non si dimette:
il dovere di dare il mio contributo a De Gennaro

Vorrà assicurarsi che De Gennaro abbia un bel posto di lavoro garantito a vita?

Per chiudere, Casini:
Noi siamo alternativi a Berlusconi ma anche a Veltroni.

Questo è stile, cazzo. Chapeau.

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22.2.08

Il soprannaturale esiste 

E se non ci credete, guardate le notizie degli ultimi giorni.

Tanto per fare un esempio, De Mita, Casini e compagnia stanno di fatto rimettendo in piedi la DC (la chiamino come vogliono, ma è la DC). E questo non sarebbe tanto soprannaturale, se non per la rianimazione di un partito defunto (ma il cui spirito continuava ad aleggiare).
Nel frattempo la Rosa Bianca (che in realtà non si chiama così però intanto si chiama così, don't ask), che per ora prende tempo sulla questione dello zombi-centro, fa sapere che Mastella non lo vuole come alleato!
Ripeto: Mastella che fa schifo PURE ai DC. Mica cazzi, eh?

E poi la CEI ne dice una buona, osservando che la lista antiabortista di Ferrara è una minchiata e pure inutile. Se vogliamo, più che di miracolo si potrebbe parlare di uno straccio di lungimiranza strategica; per quanto mi riguarda Ferrara sta solo battendo cassa al PdL col ricatto di farsi trombare allo sbarramento e far quindi sprecare un paio di punti di voti di destra.
In ogni caso un evento rilevante; ci manca solo che all'Avvenire imparino che le conseguenze sulla società di leggi come la 194 sono una cosa non proprio analizzabile in una riga e mezza.

E per finire, pensate pensate: il PdL non candiderà condannati o gente con procedimenti penali aperti. Sì, è solo una bozza, ma lo dice Bondi. Ops, dimenticavo: non se il processo è notoriamente "politico".
Vabbé col soprannaturale, ma non esageriamo...

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20.1.08

Strabismo per due 

Ha sempre un sapore triste vedere un politico che, attaccando la magistratura per un'inchiesta su di lui, dice che non difende sé stesso ma i pover cittadini che non hanno visibilità sui media. Perché, se è vero che il procuratore Maffei soffre di "strabismo" giudiziario, allora anche Mastella farebbe bene a fare un giro dall'oculista.
Mastella ha infatti dichiarato che contro questa giustizia che, tra le altre cose, usa le malvage intercettazioni contro cui lui si batte, combatte perché "loro distruggono le famiglie". Ed è anche per questo che lui si è dimesso, per potersi difendere "da cittadino comune".

Ora, forse io ho un concetto di cittadino diverso da Mastella, ma non mi risulta che il "cittadino comune" possa imporre alla maggioranza di governo di approvare una relazione in cui si stabilisce che le azioni della procura che lo accusa sono illegittime/illegali/distorte/ecc., impegnando di fatto il nuovo ministro della giustizia (ovvero il Presidente del Consiglio) a provvedere contro di essa; pena, in caso contrario, la caduta del governo.

Ma mettiamo da parte queste quisquilie e andiamo al sodo. Mastella dice che questa giustizia colpisce le famiglie, e che lui le vuole difendere. Lui vuole bene ai cittadini. E infatti si è battuto contro le intercettazioni. Ok.
Ora vorrei sapere dov'era Mastella quando è stata estesa di un anno la normativa "antiterrorismo" sulla data retention:
http://gazzette.comune.jesi.an.it/2005/173/1.htm
Stranamente non ricordo intraversamenti, minacce di uscita dal governo (e dire che gli vengono facili) o altre contestazioni.

Ma forse (eufemismo) siamo alla solita questione alla Berlusconi: le leggi vanno bene finché non toccano il proprio interesse e la magistratura è "giusta e degna di fiducia" tranne, guarda un po', quella che indaga su di te (e che, per inciso, è sempre legata a un singolo magistrato psicopatico, che stranamente riesce a convincere tutto il resto della "catena burocratica" riguardo ai procedimenti).
Io, sciocciamente, pensavo che la propria innocenza o l'inconsistenza delle accuse si potesse dimostrare in tribunale, qualunque cosa esca sui giornali (che, fino a prova contraria, non mi risulta abbiano valore di prova in tribunale).

Come già detto in passato, devo riconoscere a Mastella una discreta abilità: col bel gesto delle doppie dimissioni ha fatto la figura di quello che non usa il potere politico, e poi con un (molto meno elegante) ricatto politico (comunicato per altro da Fabris, per non rovinare la scena) chiede (eufemismo) a Prodi di fargli il lavoro sporco.
Dal punto di vista "tecnico" non posso che fargli tanto di cappello.

In appendice metto un paio di altri esempi di come ormai sia normale rispondere alle azioni (giuste o sbagliate che si ritengano) del potere giudiziario tramite il semplice escamotage di sparare assurdità totalmente prive di senso, un po' come il mitico Bertinotti di Guzzanti:

1. Mastella e signora hanno dichiarato che sono perseguitati dalla magistratura per il loro impegno cattolico.
Sarebbe SPLENDIDO vedere un qualunque cattolico proveniente dai paesi in cui DAVVERO essere cattolici (o di qualsiasi altro culto oppresso sul serio) è un problema dirgli cosa ne pensa. Certo, non potrei garantire per la loro salute dopo l'incontro.

2. Cuffaro, governatore della Sicilia, è stato condannato a cinque anni per favoreggiamento. Ha dichiarato che non si dimetterà perché non è stato condannato per associazione mafiosa e quindi è chiaro che è dimostrata la sua innocenza.
Il bispensiero a quest'uomo gli fa una sega, per dirla come va detta.

AGGIUNTA
3. Dimenticavo, parlando di terrorismo, che una delle tante scuse per la "stretta" era il rischio attentati palesato, per esempio, dal "progetto" di attentato a S.Petronio a Bologna, dove c'è un affresco, basato sulla Divina Commedia, in cui Maometto bruciava all'Inferno. Quattro presunti terroristi vennero arrestati mentre studiavano l'affresco.
In realtà, leggevo qualche giorno fa (e non mi pare fosse stato precisato prima), si trattava di quattro dipendenti del ministero dell'industria siriano, regolarmente in visita in Italia per lavoro e che avevano deciso di visitare la chiesa (magari incuriositi proprio dall'affresco, perché no). Sono rimasti a disposizione delle forze dell'ordine il tempo minimo per i chiarimentio e poi subito lasciati andare. Peccato che invece la campagna su "a momenti facevano saltare S.Petronio" sia andata avanti molto più a lungo.
E adesso che si fa, arrestiamo tutti i musulmani che aprono una copia della Divina Commedia?

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20.10.07

Chapeau, monsieur Clemente 

C'è un tipico modo di intendere la critica alla politica attuale che è considerare i politici degli idioti. Il bello è che viene da chiedersi come mai proprio questi idioti siano arrivati così in alto. Qualche caso ci può essere (ad esempio un noto cespuglio che semina bombe dove ai terroristi fa più comodo), ma in generale la voglia di quei posti è tale che le capacità per prenderli ci vogliono eccome (per esempio pensate che la mafia dia i suoi voti al primo che capita?).

Prendiamo Clemente Mastella.
Piagnucoloso, permaloso, e tante altre cose che finiscono in -oso e difficilmente sono considerabili complimenti. Ma non stupido. Niente affatto stupido, perché se lo fosse probabilmente al suo posto ci sarebbe qualcun altro. Essendo furbo invece c'è lui, e probabilmente ci resterà: del perché ne ha dato dimostrazione in questi giorni, in cui l'unica alternativa che ha avuto davanti era vincere la partita.

Tutto comincia dall'inchiesta "Why Not?" del PM De Magistris di Bari. Mastella viene indagato.
Guarda caso negli stessi giorni chiede il trasferimento di De Magistris.
Primo punto critico: se De Magistris viene trasferito Mastella si può dire che abbia "vinto", almeno per il momento.
Non va così, per ora (la decisione mi pare sia ancora in sospeso presso il CSM), ma vediamo cosa innesca la mossa.
Il problema è che a questo punto De Magistris sta indagando su chi ne chiede il trasferimento. Questo crea quindi un conflitto di interessi, se così si può dire (tecnicamente si parla di incompatibilità).
Le alternative sono a questo punto due: astenersi dall'inchiesta o no.
Se si astiene, possiamo dire che Mastella abbia "vinto".
Ancora una volta NON va così, ma che succede?
Succede che, essendoci un'incompatibilità e non essendosi lui astenuto l'inchiesta gli viene avocata PROPRIO per quell'incompatibilità, creata PROPRIO un'iniziativa di Mastella.
Possiamo dire che, per il momento, Mastella abbia decisamente "vinto" questo scontro. Quando riguardiamo indietro, ci accorgiamo che tutti gli sbocchi della vicenda erano sempre modi diversi per vincerla.

Chiamatelo pure stupido.

Chapeau.

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