17.11.09
Sinistra, dove sei?
Ci sono momenti in cui ci vuole un po' di "tough love", di quei momenti in cui ci girano le balle e si parla al politico che non capisce la base.
Oppure, come oggi, quando ti fa girare le balle pure la base. Perché a non dire o fare cose di sinistra non c'è solo il partito, certo volte.
Sono settimane che si parla della manifestazione contro Berlusconi, manifestazione più che legittima ma assolutamente inutile. Se ne possono fare anche mille, ma resta una manifestazione di gente che ha votato contro Berlusconi che gli ricorda che sì, non ha votato per lui e non lo vuole lì dov'è.
E questo nella speranza di smuovere uno che non batterebbe ciglio nemmeno se gli manifestassero sotto la finestra quattro milioni di elettori suoi.
Ditemi che sono cinico, se volete.
Nel frattempo, in un piccolo villaggio nell'Armorica, chiamato Regione Emilia-Romagna, stava succedendo una cosa semplice ma molto importante: si lavorava per dare diritti alle convivenze. Tutta da giocare, sia chiarò, ma è lì e potrebbe avere la maggioranza per passare.
Senza massimi sistemi su nomi, tradizioni e pugnette varie. Semplicemente se la gente convive stabilmente potrà avere più diritti (per inciso, questo vale anche per gli anziani poveri, che fanno molta poca scena ma i problemi li hanno lo stesso).
Vedremo cosa ne verrà fuori, ma intanto chiedetevi una cosa: perché una manifestazione dall'esito scontato (come pure scontate sono le liti) tiene la prima pagina da un pezzo e nemmeno i giornali di sinistra schiodano una cosa simile dalla cronaca locale? E non credo che sia stato un grande hit nemmeno nella tanto adorata blogosfera.
Pensateci. Se siete voi i primi a scordarsi del perché state a sinistra, come pensate che se lo ricordi un partito?
Oppure, come oggi, quando ti fa girare le balle pure la base. Perché a non dire o fare cose di sinistra non c'è solo il partito, certo volte.
Sono settimane che si parla della manifestazione contro Berlusconi, manifestazione più che legittima ma assolutamente inutile. Se ne possono fare anche mille, ma resta una manifestazione di gente che ha votato contro Berlusconi che gli ricorda che sì, non ha votato per lui e non lo vuole lì dov'è.
E questo nella speranza di smuovere uno che non batterebbe ciglio nemmeno se gli manifestassero sotto la finestra quattro milioni di elettori suoi.
Ditemi che sono cinico, se volete.
Nel frattempo, in un piccolo villaggio nell'Armorica, chiamato Regione Emilia-Romagna, stava succedendo una cosa semplice ma molto importante: si lavorava per dare diritti alle convivenze. Tutta da giocare, sia chiarò, ma è lì e potrebbe avere la maggioranza per passare.
Senza massimi sistemi su nomi, tradizioni e pugnette varie. Semplicemente se la gente convive stabilmente potrà avere più diritti (per inciso, questo vale anche per gli anziani poveri, che fanno molta poca scena ma i problemi li hanno lo stesso).
Vedremo cosa ne verrà fuori, ma intanto chiedetevi una cosa: perché una manifestazione dall'esito scontato (come pure scontate sono le liti) tiene la prima pagina da un pezzo e nemmeno i giornali di sinistra schiodano una cosa simile dalla cronaca locale? E non credo che sia stato un grande hit nemmeno nella tanto adorata blogosfera.
Pensateci. Se siete voi i primi a scordarsi del perché state a sinistra, come pensate che se lo ricordi un partito?
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9.2.08
Taxxi!

Devo ammettere che non sono stato affatto contento di quando Bersani ha ceduto nelle trattative con i tassisti. Non fosse altro perché significava mostrarsi deboli per qualsiasi altra rivendicazione: se una categoria può usare dimostrazioni di forza (illegittime) per far annullare una riforma, tutti gli altri potranno comprensibilmente pretendere lo stesso trattamento; e chi invece non può bloccare il funzionamento del paese diventa più debole.
C'è chi considera queste situazioni le dimostrazioni di una tipicità tutta italiana, di quelle che ci fanno presumibilmente ridere dietro da tutto il mondo. Ad esempio dalla Francia, dove regn... governa un pallutissimo Sarkozy foriero di una politica di destra pragmatica ed efficiente.
A quanto pare, tralasciando le menate sull'odio Francia-Italia di Repubblica (e altre sul come il singolo italiano viene visto all'estero), le cose non vanno proprio così: a quanto pare, i tassisti francesi si sono incazzati anche prima che da noi, con rapidissimo (e, per carità, pragmatico ed efficiente) tappeto rosso.
Credo che questa sia stata la vignetta meno laboriosa di tutta la mia "carriera" di satiro.
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