16.10.07

Populismo 

Sembra che certe cose non si imparino mai.
E stavolta tocca a un guru della sinistra americana riabilitare il populismo. Francamente mi vengono i brividi:

Cos'è il populismo? Populismo significa appellarsi alla popolazione; è un'accusa grave se viene da chi guida l'opinione pubblica. Pensano che la popolazione debba essere tenuta lontana dalla gestione degli affari pubblici. Pensano che la popolazione dovrebbe essere spettatrice e non partecipe.


e ancora (mi scuso per la lunghezza, ma mi sembrerebbe poco serio commentare senza riprendere almeno i punti principali)

le persone responsabili che dovrebbero guidare il Paese devono essere tenute al riparo dalle sue iniziative, dalla sua rabbia. Non è una posizione inusuale; è comune tra i liberal, gli intellettuali democratici e, da loro, si trasferisce alle classi dirigenti. E' chiaro, quindi, perché le persone al potere non agiscono secondo i desideri della popolazione; questo è l'opposto di una democrazia funzionante.


In teoria tutto questo è molto bello e candido, ma fermiamoci un attimo a pensare.
Chi protesta contro la classe politica italiana attuale (proteste per alcuni versi giustissime) dice che il sistema non funziona più perché la gente non è in grado di accorgersi che elegge persone che danneggiano il paese e quindi li rimette sempre lì; direi che è innegabile, visto che in Italia nulla vieta di candidarsi come alternativa e che non esiste altro modo di restare in Parlamento che essere votati. Quindi la gente non capisce o non riesce a ottenere le informazioni necessarie a valutare la situazione.
Allo stesso tempo però si dice che bisogna fare esattamente quello che vuole la gente perché il popolo è quello che decide. Il principio è sacro, ma il ragionamento diventa incoerente.
Il popolo non va bene quando elegge Mastella ma va bene se dice di mandarlo via. Questo può avere senso solo se una parte decide che il suo giudizio vale per quello di tutto il popolo (come nei vari "Non fa quello che voglio io quindi deve andare a casa") e questo, che io sappia, non è democrazia.

La democrazia è, per forza di cose, disfunzionale. La regola democratica vuole che, se il popolo decide di eleggere il più allucinante idiota alla sua guida, l'idiota in questione lo guidi. Usare qualsiasi momento diverso dalle elezioni per decidere se il ruolo affidato dal popolo deve essere mantenuto o meno è MOLTO pericoloso e dovrebbe essere fatto con un grandissimo senso di responsabilità.

Il grande, immenso valore della democrazia non è il fatto di avere qualcuno che fa quello che vuoi tu al posto tuo, ma è il fatto di poter andare tu, se il popolo vorrà fidarsi di te (a torto o ragione che sia), a cambiare o mantenere le cose. E questo significa un sacco di lavoro, purtroppo; motivo per cui venne creato il concetto di politico di professione. Concetto che, ironia della sorte, viene avversato proprio da categorie che allo stesso tempo protestano perché non possono influire sulla politica della nazione, a causa delle difficoltà di lavoro o mancanza del suddetto ecc. ecc.
Ci si potrebbe scrivere un'enciclopedia, e la cosa molto triste è vedere qualcuno che su queste cose, da populista appunto, ci marcia sopra per una guerra sua.
Perché il populismo non è dire di cosa ha bisogno il popolo, ma dire al popolo quello che il popolo vuole sentirsi dire. Il che andrebbe benissimo, se ritenessimo che il nostro paese già sia in grado di fare le scelte migliori possibili; e se le facesse la situazione non sarebbe tremenda come lo è secondo chi protesta.
Come dicevo, ci vorrebbe un'enciclopedia più che un blog, e si andrebbe sicuramente oltre i miei ampi limiti culturali. Però c'erano alcune frasi di un documentario che passava questa sera su History Channel che sono piuttosto adatte al contesto (non sono prese parola per parola):


...diede ascolto alla rabbia dei disoccupati e dei veterani dopo la guerra e diede loro modo di incanalarla. [...] Si propose come un uomo ragionevole, disposto a capire i problemi per realizzare il bene del paese


Il soggetto era un tale Adolf Hitler.

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