24.10.09
Obiezione d'incoscienza
La CEI mi ha un po' rotto i coglioni (non che sia una novità, me ne rendo conto).
Stavolta (non che sia nemmeno questa una grande novità, a dire il vero) si parla di estendere l'obiezione di coscienza anche ai farmacisti per "non collaborare direttamente o indirettamente alla fornitura di prodotti che hanno per scopo scelte chiaramente immorali, come per esempio l'aborto e l'eutanasia".
Avrei a riguardo una serie di semplici obiezioni.
L'uso del termine "obiezione di coscienza" è ignobile. Facciamo un po' di storia. L'obiezione di coscienza nacque riguardo al servizio militare. Il servizio militare aveva la particolarità, per chi se lo fosse scordato, di essere obbligatorio. La differenza è abissale. Il diritto all'obiezione, e con un preciso "prezzo" da pagare per esso, venne riconosciuto perché non c'era alcuna scelta per il cittadino riguardo al militare. La scelta di una professione è, invece, totalmente libera, soprattutto per professioni sostanzialmente di "alto profilo" come quella medica o farmaceutica. In pratica la CEI chiede che una persona possa scegliere un lavoro che comporta precisi obblighi e che poi possa togliere quelli che non le sono graditi. Convizioni? Le LORO, e continuiamo a ricordarci che il "chiaramente immorale" riguarda LORO e non tutta la nazione.
Se volete un esempio, di recente un giudice in Lousiana ha rifiutato di sposare una coppia mista perché a suo avviso i figli delle coppie miste sono infelici (notare che i figli potrebbero nascere anche senza matrimonio, ma un razzista a certe banalità non ci arriva). In questo caso la legge gli permetteva una certa discrezionalità che ha usato in maniera bieca, ma il principio rimane: quando la legge indica un dovere, spesso implica anche un diritto.
Questa obiezione, che nulla ha a che fare con la vera obiezione "originale", permetterebbe a dei cittadini di dire che il loro diritto di violare una legge è superiore al diritto degli altri cittadini di goderne. Cosa non priva di precedenti nella storia, ma se me ne trovate uno che non sia esecrabile e vergognoso vi offro una pizza.
Niente di nuovo nell'Italia degli ultimi decenni: se non c'è la legge che mi piace non solo la violo (e se uno se ne assumesse la responsabilità potrebbe anche starci), ma pretendo di non subire alcuna conseguenza. Bello.
Domanda: se questa gente qui potesse riscrivere le leggi che tanto detesta, pensate che vi riconoscerebbe il diritto a violarla per "obiezione di coscienza"?
E dove ci fermiamo? Ognuno chiederà l'obiezione che gli fa comodo? Ci sono correnti di pensiero che dicono che le tasse sono immorali di per sé, facciamo che non le pago più? La "spesa proletaria" per tutti? Solo un paio di esempi. E vi ricordo che per alcuni è la religione a essere immorale, ergo salutate la vostra libertà religiosa il giorno che qualcuno decidesse di "obiettarla". O tutti o nessuno.
E dove ci fermiamo dall'altro lato? Perché il "chiaramente immorale" è lo stesso principio per cui nascono le leggi di stati come l'Iran.
EDIT: Volevate un altro esempio? Buona lettura.
Stavolta (non che sia nemmeno questa una grande novità, a dire il vero) si parla di estendere l'obiezione di coscienza anche ai farmacisti per "non collaborare direttamente o indirettamente alla fornitura di prodotti che hanno per scopo scelte chiaramente immorali, come per esempio l'aborto e l'eutanasia".
Avrei a riguardo una serie di semplici obiezioni.
L'uso del termine "obiezione di coscienza" è ignobile. Facciamo un po' di storia. L'obiezione di coscienza nacque riguardo al servizio militare. Il servizio militare aveva la particolarità, per chi se lo fosse scordato, di essere obbligatorio. La differenza è abissale. Il diritto all'obiezione, e con un preciso "prezzo" da pagare per esso, venne riconosciuto perché non c'era alcuna scelta per il cittadino riguardo al militare. La scelta di una professione è, invece, totalmente libera, soprattutto per professioni sostanzialmente di "alto profilo" come quella medica o farmaceutica. In pratica la CEI chiede che una persona possa scegliere un lavoro che comporta precisi obblighi e che poi possa togliere quelli che non le sono graditi. Convizioni? Le LORO, e continuiamo a ricordarci che il "chiaramente immorale" riguarda LORO e non tutta la nazione.
Se volete un esempio, di recente un giudice in Lousiana ha rifiutato di sposare una coppia mista perché a suo avviso i figli delle coppie miste sono infelici (notare che i figli potrebbero nascere anche senza matrimonio, ma un razzista a certe banalità non ci arriva). In questo caso la legge gli permetteva una certa discrezionalità che ha usato in maniera bieca, ma il principio rimane: quando la legge indica un dovere, spesso implica anche un diritto.
Questa obiezione, che nulla ha a che fare con la vera obiezione "originale", permetterebbe a dei cittadini di dire che il loro diritto di violare una legge è superiore al diritto degli altri cittadini di goderne. Cosa non priva di precedenti nella storia, ma se me ne trovate uno che non sia esecrabile e vergognoso vi offro una pizza.
Niente di nuovo nell'Italia degli ultimi decenni: se non c'è la legge che mi piace non solo la violo (e se uno se ne assumesse la responsabilità potrebbe anche starci), ma pretendo di non subire alcuna conseguenza. Bello.
Domanda: se questa gente qui potesse riscrivere le leggi che tanto detesta, pensate che vi riconoscerebbe il diritto a violarla per "obiezione di coscienza"?
E dove ci fermiamo? Ognuno chiederà l'obiezione che gli fa comodo? Ci sono correnti di pensiero che dicono che le tasse sono immorali di per sé, facciamo che non le pago più? La "spesa proletaria" per tutti? Solo un paio di esempi. E vi ricordo che per alcuni è la religione a essere immorale, ergo salutate la vostra libertà religiosa il giorno che qualcuno decidesse di "obiettarla". O tutti o nessuno.
E dove ci fermiamo dall'altro lato? Perché il "chiaramente immorale" è lo stesso principio per cui nascono le leggi di stati come l'Iran.
EDIT: Volevate un altro esempio? Buona lettura.
Etichette: CEI, diritti, legge, obiezione, religione, stato, stato etico
18.12.08
Stasera si va a dottrina, come diceva mia nonna

Attenzione: questo blog esegue opera di indottrinamento e statolatria, e penetra illegittimamente nelle vostre vite. Anzi no, scusate, io non insegno educazione civica. Chiariamoci, sono sempre anticlericale, se non altro perché al giorno è più facile prendersi quest'etichetta di quant'era farsi chiamare comunista da Berlusconi negli anni '90. Ma l'onore della statolatria ancora non me l'hanno riconosciuto.
Cos'è la statolatria? Buona domanda.
Secondo il Vaticano (citato da fonti notoriamente e anticlericali come ADNKronos, ANSA, AGI) lo stato (spagnolo ma con una linea che si diffonde in tutta Europa, probabilmente esportato assieme al format di Genesis) entra nelle vite dei suoi cittadini. E come entra? Dalle scuole, decise dallo stato e con materie scelte dallo stato, materie di indottrinamento (sic). Sì, perché dovete sapere che in Spagna il feroce Zapatero ha messo tra le materie di scuola "Educazione alla cittadinanza e ai diritti umani", in pratica la cara e vecchia educazione civica che andrebbe insegnata in ogni paese civile.
Ma non solo. Anche in Italia, dove l'unica materia di indottrinamento presente nelle scuole pubbliche è l'insegnamento della religione cattolica e quindi si gradirebbe un attimo di decenza in certe dichiarazioni, è in atto una persecuzione anticristiana!
la persecuzione anticristiana non avviene solo fuori d'Italia: anche in Italia accade, attraverso norme di legge, sentenze della magistratura, comportamenti irridenti il Vangelo, il Santo Padre, la Chiesa, la dottrina cattolicaOra, io non so bene che visione del mondo abbia Angelo Amato, prefetto della Congregazione vaticana per la causa dei santi, e spero francamente di non doverla mai vedere in azione, ma quella che cita con tanto disprezzo è la comunissima separazione tra Stato e Chiesa che esiste da qualche secolo, più che una nuova moda.
Visto che (per ora) non siamo in Iran, rinfresco la memoria a monsignor Amato.
Prendiamo una nazione X popolata di Xesi, in cui sono presenti diverse posizioni religiose dette Y (Yani), W (Wiani) e Z (Ziani). È facile notare (banale insiemistica da elementari) che mentre tutta la popolazione è fatta di Xesi, felici o meno che siano della loro nazione, non tutti sono Yani, Wiani o Ziani.
Per rispettare la libertà religiosa di tutti è quindi necessario stabilire delle leggi che permettano quanto più possibile di vivere secondo le loro credenze, e per lo stesso motivo succederà necessariamente che alcune posizioni dello Stato e della giustizia non corrispondano a quelle di uno di questi gruppi o a nessuno.
Certo, sarebbe molto più facile se, essendo magari Y il culto di maggioranza, tutti dovessero seguirne le regole, ma come dicevo non siano ancora in Iran, ed è inutile che mi agitino ancora davanti alla faccia quella stronzata della tolleranza che diventa relativismo appena è rivolta a una posizione che il Vaticano non apprezza, così è troppo comodo.
Sì, monsignor Amato, lo Stato educa, ed è il suo dovere in quanto Stato. In Italia poi siamo nella situazione grottesca di uno Stato che non educa ai suoi valori ma si fà carico di educare ai valori di una parte anche a nome di chi a quella parte non appartiene. Esattamente che cazzo vuole, di più?
Per chi ritiene che questo post esprima intolleranza verso i credenti: per quanto mi riguarda il Vaticano sta al Cristianesimo come il PD alla Sinistra.
Etichette: diritti, educazione, satira, stato, tolleranza, vaticano, vignette
10.4.08
J'accuse la gauche (et NapoleTon)
Ovvero: perché voto PD quando qualsiasi tipo di test mi darebbe come elettore di Socialisti o Sinistra Arcobaleno.
Il fatto è che la sinistra-sinistra mi fa incazzare. Fatemi citare un'involontario mito di Internet.
Guardatemi (ok, è retorica): perché ho la faccia incazzata?
Perché respiro aria di massimalismo, aria di idealismo candido e peloso, l'aria che c'è quando uno è al governo e vede che è difficile ottenere le cose e allora fanno tutti le questioni principio. [Bravo, eh? Suona sgrammaticato uguale :D]
Per me la questione è molto semplice: c'è della gente che ti manda lì per combattere per principi e diritti, e se lo fa è perché ne ha bisogno. Se ne ha bisogno, allora 2 su 10 è meglio di 0.
Nessuno dice di dire "ok, prendo due e grazie tante". Digli "Prendo 2, e ne riparleremo perché io ci credo", ma intanto prendi quei cazzo di due diritti invece che prendere niente e poi andare a dire che sei il meglio perché piuttosto che avere poco prendi niente. I diritti non si conquistano così.
Certo, è molto comodo dire "eh ma noi volevamo il cambiamento vero" e tenersi così saldi i voti di protesta di chi non vede altra soluzione in chi gli promette molto meno. Se non fosse che magari chi promette 4 gli darà quei 2 di cui sopra mentre da chi promette 10 non avranno niente.
Questo è successo troppe volte quando ho scelto di dare il voto a formazioni teoricamente più vicine alle mie idee. Purtroppo sono una persona molto pratica e, visto che la massa critica per dare qualcosa (sempre che ne abbiano veramente il coraggio) con questa linea i politici della sinistra-sinistra non ce l'hanno, allora tanto vale andare da chi promette poco e, magari, qualcosina almeno manterrà.
E non si sa mai che in futuro (la politica è lenta a cambiare, quella italiana anche di più) una formazione con consenso sufficientemente vasto sPS: Bertinotti sarebbe capace di dire che i trovi ad avere forza e pressione dal suo pubblico tali da poter decidere di mettere giù i piedi e cambiare veramente qualcosa.
Probabilmente non sarà Veltroni e nemmeno chi verrà subito dopo di lui, ma a mio modo di vedere è la scelta migliore (o meno peggiore, fate voi) che ho.
Come diceva la canzone dell'altro giorno?
If there's a new way / I'll be the first in line / but it better work this time
Il fatto è che la sinistra-sinistra mi fa incazzare. Fatemi citare un'involontario mito di Internet.
Guardatemi (ok, è retorica): perché ho la faccia incazzata?
Perché respiro aria di massimalismo, aria di idealismo candido e peloso, l'aria che c'è quando uno è al governo e vede che è difficile ottenere le cose e allora fanno tutti le questioni principio. [Bravo, eh? Suona sgrammaticato uguale :D]
Per me la questione è molto semplice: c'è della gente che ti manda lì per combattere per principi e diritti, e se lo fa è perché ne ha bisogno. Se ne ha bisogno, allora 2 su 10 è meglio di 0.
Nessuno dice di dire "ok, prendo due e grazie tante". Digli "Prendo 2, e ne riparleremo perché io ci credo", ma intanto prendi quei cazzo di due diritti invece che prendere niente e poi andare a dire che sei il meglio perché piuttosto che avere poco prendi niente. I diritti non si conquistano così.
Certo, è molto comodo dire "eh ma noi volevamo il cambiamento vero" e tenersi così saldi i voti di protesta di chi non vede altra soluzione in chi gli promette molto meno. Se non fosse che magari chi promette 4 gli darà quei 2 di cui sopra mentre da chi promette 10 non avranno niente.
Questo è successo troppe volte quando ho scelto di dare il voto a formazioni teoricamente più vicine alle mie idee. Purtroppo sono una persona molto pratica e, visto che la massa critica per dare qualcosa (sempre che ne abbiano veramente il coraggio) con questa linea i politici della sinistra-sinistra non ce l'hanno, allora tanto vale andare da chi promette poco e, magari, qualcosina almeno manterrà.
E non si sa mai che in futuro (la politica è lenta a cambiare, quella italiana anche di più) una formazione con consenso sufficientemente vasto sPS: Bertinotti sarebbe capace di dire che i trovi ad avere forza e pressione dal suo pubblico tali da poter decidere di mettere giù i piedi e cambiare veramente qualcosa.
Probabilmente non sarà Veltroni e nemmeno chi verrà subito dopo di lui, ma a mio modo di vedere è la scelta migliore (o meno peggiore, fate voi) che ho.
Come diceva la canzone dell'altro giorno?
If there's a new way / I'll be the first in line / but it better work this time
Etichette: 2008, conquiste, diritti, elezioni, pd, politica, sinistra, socialisti
7.4.08
Se fai fatica a votare...
...non farlo.
Diciamocelo sinceramente: votare NON È così difficile.
Magari è difficile, difficilissimo trovare una formazione di cui fidarsi e tutto il resto, ma non venitemi a dire che mettere uno straccio di croce su un pezzo di carta è troppo complicato.
Rendiamoci conto: in periodo elettorale spiegazioni su come funziona la scheda le trovate dove vi pare, e c'è pure tutto il tempo che si vuole per memorizzare adeguatamente il simbolo della formazione preferita.
Ma qualcuno, come tradizione, si lamenta che votare con queste schede è troppo difficile perché le coalizioni non sono ben isolate. Notare che le coalizioni sono ben... due.
Ora, forse sto diventando un po' fascista con gli anni, ma inizio a pensare che se di votare non te ne frega abbastanza da poter perdere cinque minuti a guardare uno spot, trenta secondi a memorizzare un simbolo (niente ti vieta di portarti uno dei tanti fac simile che si trovano nella cabina come riferimento), e direi finanche un minuto nella cabina per fare bene attenzione a quello che combini... allora francamente non è la scheda ma sei tu che stai buttando il tuo diritto di voto nel cesso.
Se ci ricordassimo che la democrazia non significa "governo amico e capace senza alcuno sforzo" ma che invece tutte queste cose (la stessa democrazia inclusa) sono cose che bisogna guadagnarsi continuamente FORSE questo paese funzionerebbe meglio. FORSE (mai mettere limiti all'improvvidenza).
Diciamocelo sinceramente: votare NON È così difficile.
Magari è difficile, difficilissimo trovare una formazione di cui fidarsi e tutto il resto, ma non venitemi a dire che mettere uno straccio di croce su un pezzo di carta è troppo complicato.
Rendiamoci conto: in periodo elettorale spiegazioni su come funziona la scheda le trovate dove vi pare, e c'è pure tutto il tempo che si vuole per memorizzare adeguatamente il simbolo della formazione preferita.
Ma qualcuno, come tradizione, si lamenta che votare con queste schede è troppo difficile perché le coalizioni non sono ben isolate. Notare che le coalizioni sono ben... due.
Ora, forse sto diventando un po' fascista con gli anni, ma inizio a pensare che se di votare non te ne frega abbastanza da poter perdere cinque minuti a guardare uno spot, trenta secondi a memorizzare un simbolo (niente ti vieta di portarti uno dei tanti fac simile che si trovano nella cabina come riferimento), e direi finanche un minuto nella cabina per fare bene attenzione a quello che combini... allora francamente non è la scheda ma sei tu che stai buttando il tuo diritto di voto nel cesso.
Se ci ricordassimo che la democrazia non significa "governo amico e capace senza alcuno sforzo" ma che invece tutte queste cose (la stessa democrazia inclusa) sono cose che bisogna guadagnarsi continuamente FORSE questo paese funzionerebbe meglio. FORSE (mai mettere limiti all'improvvidenza).
Etichette: 2008, brogli, democrazia, difficoltà, diritti, elezioni, politica, schede
20.1.08
Strabismo per due
Ha sempre un sapore triste vedere un politico che, attaccando la magistratura per un'inchiesta su di lui, dice che non difende sé stesso ma i pover cittadini che non hanno visibilità sui media. Perché, se è vero che il procuratore Maffei soffre di "strabismo" giudiziario, allora anche Mastella farebbe bene a fare un giro dall'oculista.
Mastella ha infatti dichiarato che contro questa giustizia che, tra le altre cose, usa le malvage intercettazioni contro cui lui si batte, combatte perché "loro distruggono le famiglie". Ed è anche per questo che lui si è dimesso, per potersi difendere "da cittadino comune".
Ora, forse io ho un concetto di cittadino diverso da Mastella, ma non mi risulta che il "cittadino comune" possa imporre alla maggioranza di governo di approvare una relazione in cui si stabilisce che le azioni della procura che lo accusa sono illegittime/illegali/distorte/ecc., impegnando di fatto il nuovo ministro della giustizia (ovvero il Presidente del Consiglio) a provvedere contro di essa; pena, in caso contrario, la caduta del governo.
Ma mettiamo da parte queste quisquilie e andiamo al sodo. Mastella dice che questa giustizia colpisce le famiglie, e che lui le vuole difendere. Lui vuole bene ai cittadini. E infatti si è battuto contro le intercettazioni. Ok.
Ora vorrei sapere dov'era Mastella quando è stata estesa di un anno la normativa "antiterrorismo" sulla data retention:
http://gazzette.comune.jesi.an.it/2005/173/1.htm
Stranamente non ricordo intraversamenti, minacce di uscita dal governo (e dire che gli vengono facili) o altre contestazioni.
Ma forse (eufemismo) siamo alla solita questione alla Berlusconi: le leggi vanno bene finché non toccano il proprio interesse e la magistratura è "giusta e degna di fiducia" tranne, guarda un po', quella che indaga su di te (e che, per inciso, è sempre legata a un singolo magistrato psicopatico, che stranamente riesce a convincere tutto il resto della "catena burocratica" riguardo ai procedimenti).
Io, sciocciamente, pensavo che la propria innocenza o l'inconsistenza delle accuse si potesse dimostrare in tribunale, qualunque cosa esca sui giornali (che, fino a prova contraria, non mi risulta abbiano valore di prova in tribunale).
Come già detto in passato, devo riconoscere a Mastella una discreta abilità: col bel gesto delle doppie dimissioni ha fatto la figura di quello che non usa il potere politico, e poi con un (molto meno elegante) ricatto politico (comunicato per altro da Fabris, per non rovinare la scena) chiede (eufemismo) a Prodi di fargli il lavoro sporco.
Dal punto di vista "tecnico" non posso che fargli tanto di cappello.
In appendice metto un paio di altri esempi di come ormai sia normale rispondere alle azioni (giuste o sbagliate che si ritengano) del potere giudiziario tramite il semplice escamotage di sparare assurdità totalmente prive di senso, un po' come il mitico Bertinotti di Guzzanti:
1. Mastella e signora hanno dichiarato che sono perseguitati dalla magistratura per il loro impegno cattolico.
Sarebbe SPLENDIDO vedere un qualunque cattolico proveniente dai paesi in cui DAVVERO essere cattolici (o di qualsiasi altro culto oppresso sul serio) è un problema dirgli cosa ne pensa. Certo, non potrei garantire per la loro salute dopo l'incontro.
2. Cuffaro, governatore della Sicilia, è stato condannato a cinque anni per favoreggiamento. Ha dichiarato che non si dimetterà perché non è stato condannato per associazione mafiosa e quindi è chiaro che è dimostrata la sua innocenza.
Il bispensiero a quest'uomo gli fa una sega, per dirla come va detta.
AGGIUNTA
3. Dimenticavo, parlando di terrorismo, che una delle tante scuse per la "stretta" era il rischio attentati palesato, per esempio, dal "progetto" di attentato a S.Petronio a Bologna, dove c'è un affresco, basato sulla Divina Commedia, in cui Maometto bruciava all'Inferno. Quattro presunti terroristi vennero arrestati mentre studiavano l'affresco.
In realtà, leggevo qualche giorno fa (e non mi pare fosse stato precisato prima), si trattava di quattro dipendenti del ministero dell'industria siriano, regolarmente in visita in Italia per lavoro e che avevano deciso di visitare la chiesa (magari incuriositi proprio dall'affresco, perché no). Sono rimasti a disposizione delle forze dell'ordine il tempo minimo per i chiarimentio e poi subito lasciati andare. Peccato che invece la campagna su "a momenti facevano saltare S.Petronio" sia andata avanti molto più a lungo.
E adesso che si fa, arrestiamo tutti i musulmani che aprono una copia della Divina Commedia?
Mastella ha infatti dichiarato che contro questa giustizia che, tra le altre cose, usa le malvage intercettazioni contro cui lui si batte, combatte perché "loro distruggono le famiglie". Ed è anche per questo che lui si è dimesso, per potersi difendere "da cittadino comune".
Ora, forse io ho un concetto di cittadino diverso da Mastella, ma non mi risulta che il "cittadino comune" possa imporre alla maggioranza di governo di approvare una relazione in cui si stabilisce che le azioni della procura che lo accusa sono illegittime/illegali/distorte/ecc., impegnando di fatto il nuovo ministro della giustizia (ovvero il Presidente del Consiglio) a provvedere contro di essa; pena, in caso contrario, la caduta del governo.
Ma mettiamo da parte queste quisquilie e andiamo al sodo. Mastella dice che questa giustizia colpisce le famiglie, e che lui le vuole difendere. Lui vuole bene ai cittadini. E infatti si è battuto contro le intercettazioni. Ok.
Ora vorrei sapere dov'era Mastella quando è stata estesa di un anno la normativa "antiterrorismo" sulla data retention:
http://gazzette.comune.jesi.an.it/2005/173/1.htm
Stranamente non ricordo intraversamenti, minacce di uscita dal governo (e dire che gli vengono facili) o altre contestazioni.
Ma forse (eufemismo) siamo alla solita questione alla Berlusconi: le leggi vanno bene finché non toccano il proprio interesse e la magistratura è "giusta e degna di fiducia" tranne, guarda un po', quella che indaga su di te (e che, per inciso, è sempre legata a un singolo magistrato psicopatico, che stranamente riesce a convincere tutto il resto della "catena burocratica" riguardo ai procedimenti).
Io, sciocciamente, pensavo che la propria innocenza o l'inconsistenza delle accuse si potesse dimostrare in tribunale, qualunque cosa esca sui giornali (che, fino a prova contraria, non mi risulta abbiano valore di prova in tribunale).
Come già detto in passato, devo riconoscere a Mastella una discreta abilità: col bel gesto delle doppie dimissioni ha fatto la figura di quello che non usa il potere politico, e poi con un (molto meno elegante) ricatto politico (comunicato per altro da Fabris, per non rovinare la scena) chiede (eufemismo) a Prodi di fargli il lavoro sporco.
Dal punto di vista "tecnico" non posso che fargli tanto di cappello.
In appendice metto un paio di altri esempi di come ormai sia normale rispondere alle azioni (giuste o sbagliate che si ritengano) del potere giudiziario tramite il semplice escamotage di sparare assurdità totalmente prive di senso, un po' come il mitico Bertinotti di Guzzanti:
1. Mastella e signora hanno dichiarato che sono perseguitati dalla magistratura per il loro impegno cattolico.
Sarebbe SPLENDIDO vedere un qualunque cattolico proveniente dai paesi in cui DAVVERO essere cattolici (o di qualsiasi altro culto oppresso sul serio) è un problema dirgli cosa ne pensa. Certo, non potrei garantire per la loro salute dopo l'incontro.
2. Cuffaro, governatore della Sicilia, è stato condannato a cinque anni per favoreggiamento. Ha dichiarato che non si dimetterà perché non è stato condannato per associazione mafiosa e quindi è chiaro che è dimostrata la sua innocenza.
Il bispensiero a quest'uomo gli fa una sega, per dirla come va detta.
AGGIUNTA
3. Dimenticavo, parlando di terrorismo, che una delle tante scuse per la "stretta" era il rischio attentati palesato, per esempio, dal "progetto" di attentato a S.Petronio a Bologna, dove c'è un affresco, basato sulla Divina Commedia, in cui Maometto bruciava all'Inferno. Quattro presunti terroristi vennero arrestati mentre studiavano l'affresco.
In realtà, leggevo qualche giorno fa (e non mi pare fosse stato precisato prima), si trattava di quattro dipendenti del ministero dell'industria siriano, regolarmente in visita in Italia per lavoro e che avevano deciso di visitare la chiesa (magari incuriositi proprio dall'affresco, perché no). Sono rimasti a disposizione delle forze dell'ordine il tempo minimo per i chiarimentio e poi subito lasciati andare. Peccato che invece la campagna su "a momenti facevano saltare S.Petronio" sia andata avanti molto più a lungo.
E adesso che si fa, arrestiamo tutti i musulmani che aprono una copia della Divina Commedia?
Etichette: cittadini comuni, complementi di faccia come il culo comparata, Cuffaro, data retention, diritti, giustizia, immunità, intercettazioni, magistratura, mastella, notizie, terrorismo
