1.2.08
Relativisti? Tié! (o I più uguali parte 2)

Piccola premessa. Questo non è un NUOVO attacco alle gerarchie vaticane, ma un VECCHIO attacco, nel senso che doveva essere la parte seconda di un post precedente, poi rimasta incastrata nelle pastoie della crisi di governo e altre faccende assortite. Non accanimento, quindi ma completamento.
In realtà, a dirla tutta, non è nemmeno un attacco.
Anzi, io oggi dico che Papa Benedetto XVI HA RAGIONE e voglio anzi riproporre il suo messaggio per la Giornata della comunicazione.
In particolare ho apprezzato questo passaggio:
Occorre evitare che i media diventino il megafono del materialismo economico e del relativismo etico, vere piaghe del nostro tempo. Essi possono e devono invece contribuire a far conoscere la verità sull’uomo, difendendola davanti a coloro che tendono a negarla o a distruggerla. Si può anzi dire che la ricerca e la presentazione della verità sull’uomo costituiscono la vocazione più alta della comunicazione sociale. Utilizzare a questo fine tutti i linguaggi, sempre più belli e raffinati di cui i media dispongono, è un compito esaltante affidato in primo luogo ai responsabili ed agli operatori del settore.
Giusto, giustissimo, bravo. Anzi, aggiungo:
L’uomo ha sete di verità, è alla ricerca della verità; lo dimostrano anche l’attenzione e il successo registrati da tanti prodotti editoriali, programmi o fiction di qualità, in cui la verità, la bellezza e la grandezza della persona, inclusa la sua dimensione religiosa, sono riconosciute e ben rappresentate.
Splendido, assolutamente.
Recupero anche un passaggio iniziale, sempre importantissimo:
I media, nel loro insieme, non sono soltanto mezzi per la diffusione delle idee, ma possono e devono essere anche strumenti al servizio di un mondo più giusto e solidale. Non manca, purtroppo, il rischio che essi si trasformino invece in sistemi volti a sottomettere l’uomo a logiche dettate dagli interessi dominanti del momento. E’ il caso di una comunicazione usata per fini ideologici o per la collocazione di prodotti di consumo mediante una pubblicità ossessiva. Con il pretesto di rappresentare la realtà, di fatto si tende a legittimare e ad imporre modelli distorti di vita personale, familiare o sociale.
E io quindi APPLAUDO questi sani principi, e voglio iniziare una sana battaglia contro il relativismo nei media per la Verità in cui credo.
Tanto per cominciare, c'è in Italia un gruppo di potere che usa i media per fini ideologici e, col pretesto di rappresentare la realtà, cerca di imporre un modello di vita distorto e che nega la bellezza e la grandezza delle persone, vuole sottomettere chi non condivide le sue idee al suo interesse e si oppone a legami e solidarietà non conformi ai suoi modelli.
In nome di Benedetto XVI: fermate Joseph Ratzinger.
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