20.1.08
Strabismo per due
Ha sempre un sapore triste vedere un politico che, attaccando la magistratura per un'inchiesta su di lui, dice che non difende sé stesso ma i pover cittadini che non hanno visibilità sui media. Perché, se è vero che il procuratore Maffei soffre di "strabismo" giudiziario, allora anche Mastella farebbe bene a fare un giro dall'oculista.
Mastella ha infatti dichiarato che contro questa giustizia che, tra le altre cose, usa le malvage intercettazioni contro cui lui si batte, combatte perché "loro distruggono le famiglie". Ed è anche per questo che lui si è dimesso, per potersi difendere "da cittadino comune".
Ora, forse io ho un concetto di cittadino diverso da Mastella, ma non mi risulta che il "cittadino comune" possa imporre alla maggioranza di governo di approvare una relazione in cui si stabilisce che le azioni della procura che lo accusa sono illegittime/illegali/distorte/ecc., impegnando di fatto il nuovo ministro della giustizia (ovvero il Presidente del Consiglio) a provvedere contro di essa; pena, in caso contrario, la caduta del governo.
Ma mettiamo da parte queste quisquilie e andiamo al sodo. Mastella dice che questa giustizia colpisce le famiglie, e che lui le vuole difendere. Lui vuole bene ai cittadini. E infatti si è battuto contro le intercettazioni. Ok.
Ora vorrei sapere dov'era Mastella quando è stata estesa di un anno la normativa "antiterrorismo" sulla data retention:
http://gazzette.comune.jesi.an.it/2005/173/1.htm
Stranamente non ricordo intraversamenti, minacce di uscita dal governo (e dire che gli vengono facili) o altre contestazioni.
Ma forse (eufemismo) siamo alla solita questione alla Berlusconi: le leggi vanno bene finché non toccano il proprio interesse e la magistratura è "giusta e degna di fiducia" tranne, guarda un po', quella che indaga su di te (e che, per inciso, è sempre legata a un singolo magistrato psicopatico, che stranamente riesce a convincere tutto il resto della "catena burocratica" riguardo ai procedimenti).
Io, sciocciamente, pensavo che la propria innocenza o l'inconsistenza delle accuse si potesse dimostrare in tribunale, qualunque cosa esca sui giornali (che, fino a prova contraria, non mi risulta abbiano valore di prova in tribunale).
Come già detto in passato, devo riconoscere a Mastella una discreta abilità: col bel gesto delle doppie dimissioni ha fatto la figura di quello che non usa il potere politico, e poi con un (molto meno elegante) ricatto politico (comunicato per altro da Fabris, per non rovinare la scena) chiede (eufemismo) a Prodi di fargli il lavoro sporco.
Dal punto di vista "tecnico" non posso che fargli tanto di cappello.
In appendice metto un paio di altri esempi di come ormai sia normale rispondere alle azioni (giuste o sbagliate che si ritengano) del potere giudiziario tramite il semplice escamotage di sparare assurdità totalmente prive di senso, un po' come il mitico Bertinotti di Guzzanti:
1. Mastella e signora hanno dichiarato che sono perseguitati dalla magistratura per il loro impegno cattolico.
Sarebbe SPLENDIDO vedere un qualunque cattolico proveniente dai paesi in cui DAVVERO essere cattolici (o di qualsiasi altro culto oppresso sul serio) è un problema dirgli cosa ne pensa. Certo, non potrei garantire per la loro salute dopo l'incontro.
2. Cuffaro, governatore della Sicilia, è stato condannato a cinque anni per favoreggiamento. Ha dichiarato che non si dimetterà perché non è stato condannato per associazione mafiosa e quindi è chiaro che è dimostrata la sua innocenza.
Il bispensiero a quest'uomo gli fa una sega, per dirla come va detta.
AGGIUNTA
3. Dimenticavo, parlando di terrorismo, che una delle tante scuse per la "stretta" era il rischio attentati palesato, per esempio, dal "progetto" di attentato a S.Petronio a Bologna, dove c'è un affresco, basato sulla Divina Commedia, in cui Maometto bruciava all'Inferno. Quattro presunti terroristi vennero arrestati mentre studiavano l'affresco.
In realtà, leggevo qualche giorno fa (e non mi pare fosse stato precisato prima), si trattava di quattro dipendenti del ministero dell'industria siriano, regolarmente in visita in Italia per lavoro e che avevano deciso di visitare la chiesa (magari incuriositi proprio dall'affresco, perché no). Sono rimasti a disposizione delle forze dell'ordine il tempo minimo per i chiarimentio e poi subito lasciati andare. Peccato che invece la campagna su "a momenti facevano saltare S.Petronio" sia andata avanti molto più a lungo.
E adesso che si fa, arrestiamo tutti i musulmani che aprono una copia della Divina Commedia?
Mastella ha infatti dichiarato che contro questa giustizia che, tra le altre cose, usa le malvage intercettazioni contro cui lui si batte, combatte perché "loro distruggono le famiglie". Ed è anche per questo che lui si è dimesso, per potersi difendere "da cittadino comune".
Ora, forse io ho un concetto di cittadino diverso da Mastella, ma non mi risulta che il "cittadino comune" possa imporre alla maggioranza di governo di approvare una relazione in cui si stabilisce che le azioni della procura che lo accusa sono illegittime/illegali/distorte/ecc., impegnando di fatto il nuovo ministro della giustizia (ovvero il Presidente del Consiglio) a provvedere contro di essa; pena, in caso contrario, la caduta del governo.
Ma mettiamo da parte queste quisquilie e andiamo al sodo. Mastella dice che questa giustizia colpisce le famiglie, e che lui le vuole difendere. Lui vuole bene ai cittadini. E infatti si è battuto contro le intercettazioni. Ok.
Ora vorrei sapere dov'era Mastella quando è stata estesa di un anno la normativa "antiterrorismo" sulla data retention:
http://gazzette.comune.jesi.an.it/2005/173/1.htm
Stranamente non ricordo intraversamenti, minacce di uscita dal governo (e dire che gli vengono facili) o altre contestazioni.
Ma forse (eufemismo) siamo alla solita questione alla Berlusconi: le leggi vanno bene finché non toccano il proprio interesse e la magistratura è "giusta e degna di fiducia" tranne, guarda un po', quella che indaga su di te (e che, per inciso, è sempre legata a un singolo magistrato psicopatico, che stranamente riesce a convincere tutto il resto della "catena burocratica" riguardo ai procedimenti).
Io, sciocciamente, pensavo che la propria innocenza o l'inconsistenza delle accuse si potesse dimostrare in tribunale, qualunque cosa esca sui giornali (che, fino a prova contraria, non mi risulta abbiano valore di prova in tribunale).
Come già detto in passato, devo riconoscere a Mastella una discreta abilità: col bel gesto delle doppie dimissioni ha fatto la figura di quello che non usa il potere politico, e poi con un (molto meno elegante) ricatto politico (comunicato per altro da Fabris, per non rovinare la scena) chiede (eufemismo) a Prodi di fargli il lavoro sporco.
Dal punto di vista "tecnico" non posso che fargli tanto di cappello.
In appendice metto un paio di altri esempi di come ormai sia normale rispondere alle azioni (giuste o sbagliate che si ritengano) del potere giudiziario tramite il semplice escamotage di sparare assurdità totalmente prive di senso, un po' come il mitico Bertinotti di Guzzanti:
1. Mastella e signora hanno dichiarato che sono perseguitati dalla magistratura per il loro impegno cattolico.
Sarebbe SPLENDIDO vedere un qualunque cattolico proveniente dai paesi in cui DAVVERO essere cattolici (o di qualsiasi altro culto oppresso sul serio) è un problema dirgli cosa ne pensa. Certo, non potrei garantire per la loro salute dopo l'incontro.
2. Cuffaro, governatore della Sicilia, è stato condannato a cinque anni per favoreggiamento. Ha dichiarato che non si dimetterà perché non è stato condannato per associazione mafiosa e quindi è chiaro che è dimostrata la sua innocenza.
Il bispensiero a quest'uomo gli fa una sega, per dirla come va detta.
AGGIUNTA
3. Dimenticavo, parlando di terrorismo, che una delle tante scuse per la "stretta" era il rischio attentati palesato, per esempio, dal "progetto" di attentato a S.Petronio a Bologna, dove c'è un affresco, basato sulla Divina Commedia, in cui Maometto bruciava all'Inferno. Quattro presunti terroristi vennero arrestati mentre studiavano l'affresco.
In realtà, leggevo qualche giorno fa (e non mi pare fosse stato precisato prima), si trattava di quattro dipendenti del ministero dell'industria siriano, regolarmente in visita in Italia per lavoro e che avevano deciso di visitare la chiesa (magari incuriositi proprio dall'affresco, perché no). Sono rimasti a disposizione delle forze dell'ordine il tempo minimo per i chiarimentio e poi subito lasciati andare. Peccato che invece la campagna su "a momenti facevano saltare S.Petronio" sia andata avanti molto più a lungo.
E adesso che si fa, arrestiamo tutti i musulmani che aprono una copia della Divina Commedia?
Etichette: cittadini comuni, complementi di faccia come il culo comparata, Cuffaro, data retention, diritti, giustizia, immunità, intercettazioni, magistratura, mastella, notizie, terrorismo
