26.10.09
Post primarie (parte 2)
Brevi commenti al risultato (ho ripreso un po' gusto a scrivere, lo ammetto).
Ok, ammetto che non ha vinto né il candidato che rappresentava alcune istanze a cui tenevo né quello che ho votato effettivamente (per mille altre ragioni). In realtà, come già scrivevo, tutti i candidati avevano grandi punti di interesse e grandi lati che mi preoccupavano, quindi per molti versi casco in piedi.
Come risultati, non tanto percentuali quanto di conseguenze, per ora non mi lamento.
Pre-commento a tutto quanto segue così non lo devo ripetere ogni volta: si gradirebbero FATTI, NON PUGNETTE, OK? Fotte sega delle belle parole se poi non si va alle sedute parlamentari, se la gente fa il cazzo che vuole e le leggi promesse non si fanno. Consideratelo copincollato dopo ogni frase.
Primo riferimento del neo-segretario: lavoro e precarietà. Bene, era ora di tornare a temi un po' più seri.
Non che le proteste su diritti e civiltà siano sbagliate, ma ormai eravamo arrivati al delirio per cui qualsiasi minchiata veniva trasformata in una colossale perdita di tempo con proteste in cui gli oppositori a Berlusconi si dichiaravano scandalizzati e avversari di Berlusconi. Poco utile.
No al dialogo, sì al confronto. Funziona meglio quando la spiega dicendo che le leggi si fanno, si emendano e si votano in Parlamento con gli strumenti (ottimi e abbondanti) che la legge già dà. E il PD le sue proposte le porterà direttamente in Parlamento. Bene.
Il segretario non è necessariamente il candidato premier. OTTIMO, 30 e lode. Altra cosa che dico da tempo e di cui sono assolutamente a favore. La gestione di un partito richiede lavoro, sovrapporla alla presidenza del consiglio è una pessima idea e crea una combinazione (governo+parlamento perfettamente sovrapposti) a cui sono assolutamente contrario (principio della separazione dei poteri). È anche "moralmente" giusto in caso di alleanze.
Solo una cosa: sta poi al partito rispettare l'incarico del premier e non usare questa situazione per un ricatto continuo (e qui la presenza di D'Alema continua a preoccuparmi molto).
Rutelli dichiara: "me ne vado da Casini e non da solo". Benissimo, il personaggio non l'ho mai sopportato tantomeno per le manie di persecuzione; chi si ricorda la sceneggiata di "pane e cicoria"? Sono assolutamente convinto, come quando parlavo delle primarie, che chi è contrario al funzionamento del partito faccia benissimo a levarsi dai piedi. Possibilmente evitando di accusare un partito storicamente debole in qualsiasi presa di posizione di essere una tana di estremisti.
Insomma, se il futuro dovesse (sottolineo l'ipotetica, che poi mi danno tutti del fanatico) seguire queste premesse e alcuni punti programmatici di Bersani che molto apprezzavo già prima, si può sperare bene.
Ok, ammetto che non ha vinto né il candidato che rappresentava alcune istanze a cui tenevo né quello che ho votato effettivamente (per mille altre ragioni). In realtà, come già scrivevo, tutti i candidati avevano grandi punti di interesse e grandi lati che mi preoccupavano, quindi per molti versi casco in piedi.
Come risultati, non tanto percentuali quanto di conseguenze, per ora non mi lamento.
Pre-commento a tutto quanto segue così non lo devo ripetere ogni volta: si gradirebbero FATTI, NON PUGNETTE, OK? Fotte sega delle belle parole se poi non si va alle sedute parlamentari, se la gente fa il cazzo che vuole e le leggi promesse non si fanno. Consideratelo copincollato dopo ogni frase.
Primo riferimento del neo-segretario: lavoro e precarietà. Bene, era ora di tornare a temi un po' più seri.
Non che le proteste su diritti e civiltà siano sbagliate, ma ormai eravamo arrivati al delirio per cui qualsiasi minchiata veniva trasformata in una colossale perdita di tempo con proteste in cui gli oppositori a Berlusconi si dichiaravano scandalizzati e avversari di Berlusconi. Poco utile.
No al dialogo, sì al confronto. Funziona meglio quando la spiega dicendo che le leggi si fanno, si emendano e si votano in Parlamento con gli strumenti (ottimi e abbondanti) che la legge già dà. E il PD le sue proposte le porterà direttamente in Parlamento. Bene.
Il segretario non è necessariamente il candidato premier. OTTIMO, 30 e lode. Altra cosa che dico da tempo e di cui sono assolutamente a favore. La gestione di un partito richiede lavoro, sovrapporla alla presidenza del consiglio è una pessima idea e crea una combinazione (governo+parlamento perfettamente sovrapposti) a cui sono assolutamente contrario (principio della separazione dei poteri). È anche "moralmente" giusto in caso di alleanze.
Solo una cosa: sta poi al partito rispettare l'incarico del premier e non usare questa situazione per un ricatto continuo (e qui la presenza di D'Alema continua a preoccuparmi molto).
Rutelli dichiara: "me ne vado da Casini e non da solo". Benissimo, il personaggio non l'ho mai sopportato tantomeno per le manie di persecuzione; chi si ricorda la sceneggiata di "pane e cicoria"? Sono assolutamente convinto, come quando parlavo delle primarie, che chi è contrario al funzionamento del partito faccia benissimo a levarsi dai piedi. Possibilmente evitando di accusare un partito storicamente debole in qualsiasi presa di posizione di essere una tana di estremisti.
Insomma, se il futuro dovesse (sottolineo l'ipotetica, che poi mi danno tutti del fanatico) seguire queste premesse e alcuni punti programmatici di Bersani che molto apprezzavo già prima, si può sperare bene.
Etichette: bersani, pd, primarie, risultati, rutelli
9.2.08
Taxxi!

Devo ammettere che non sono stato affatto contento di quando Bersani ha ceduto nelle trattative con i tassisti. Non fosse altro perché significava mostrarsi deboli per qualsiasi altra rivendicazione: se una categoria può usare dimostrazioni di forza (illegittime) per far annullare una riforma, tutti gli altri potranno comprensibilmente pretendere lo stesso trattamento; e chi invece non può bloccare il funzionamento del paese diventa più debole.
C'è chi considera queste situazioni le dimostrazioni di una tipicità tutta italiana, di quelle che ci fanno presumibilmente ridere dietro da tutto il mondo. Ad esempio dalla Francia, dove regn... governa un pallutissimo Sarkozy foriero di una politica di destra pragmatica ed efficiente.
A quanto pare, tralasciando le menate sull'odio Francia-Italia di Repubblica (e altre sul come il singolo italiano viene visto all'estero), le cose non vanno proprio così: a quanto pare, i tassisti francesi si sono incazzati anche prima che da noi, con rapidissimo (e, per carità, pragmatico ed efficiente) tappeto rosso.
Credo che questa sia stata la vignetta meno laboriosa di tutta la mia "carriera" di satiro.
Etichette: bersani, destra, francia, italia, liberalizzazioni, manifestazioni, sarkozy, taxi
