9.2.09

Lo stato totalitario prossimo venturo 


Con ogni probabilità, tra pochi giorni verrà approvata una legge per cui la vita di un cittadino apparterrà allo Stato fino alla morte stessa: al cittadino verrà concesso di esprimere il suo volere senza che questo abbia però alcun valore nei confronti di chi lo curerà. Non esisterà nemmeno più il diritto di rifiutare una terapia.
Se ci pensate, è un ottimo sunto del concetto di stato totalitario.
Se state per strapparvi le vesti e gridare contro la destra, la Chiesa, la sinistra, però, vi consiglio di pensarci. Perché la colpa non è lì. Non è mai lì, in realtà. Se escludiamo i golpe militari, quasi tutte le dittature sono nate con la spinta del popolo, e molto spesso questo stesso popolo ha continuato, in maggioranza, ad accettarne il modo di essere. E questa volta le cose non sono diverse, né in Italia né in molti altri paesi.
Da cosa nasce lo stato totalitario, in fondo? Dalla volontà di uno stato che si estende fino a inglobare ogni anfratto della vita dei cittadini, e questo naturalmente implica l'eliminazione di ogni libertà, perché la libertà significa mancanza di prevedibilità e di controllo. In un certo senso la perdita di libertà è quasi un effetto collaterale. Il problema è che, tutto sommato, è voluta.
Forse è perché ci sentiamo sempre meno capaci di affrontare il mondo, forse è perché non vogliamo dover prendere le decisioni e decidiamo di farle prendere ad altri, fatto sta che le deleghiamo.

Io penso prima di comprare qualcosa a mia figlia, e so che è mia responsabilità che lei non acceda a qualcosa di non adatto. Con gli anni sarà sempre meno facile gestire questo problema, ma è un mio dovere di genitore. Per molti questo dovere è troppo "pesante", ed ecco che la gente protesta perché nel gioco segnlato come VM18 che ha preso al figlio c'è del materiale... per adulti. O magari nemmeno c'è, perché un giornalista stronzo si è inventato un caso su un gioco che non ha mai visto, e di seguito un ministro ha cercato di bloccarne la commercializzazione, e a ruota un'associazione di genitori fa lobby per imporra cosa deve essere prodotto e pubblicato in Italia.
Si chiama censura e colpisce tutti, ma nasce dal fatto che qualcuno non vuole dover pensare a quello che compra. Si delega ad altri, così tuo figlio cresce un po' più figlio del MOIGE e un po' meno figlio tuo. Un po' come quando tuo figlio cresceva un po' più figlio del fascio e meno figlio tuo.

O ancora quelli che ritengo pessimi cattolici sono talmente saldi nella loro fede da chiedere ai politici leggi che obblighino tutti a comportarsi come cattolici, anche quando la decisione colpisce solo e unicamente chi la prende, come nel caso del testamento biologico. Io non sono cristiano ma io non posso decidere sulla mia vita perché altri hanno paura di decidere (o non decidere) sulla propria. Sono loro, che dovrebbe guardare senza paura a un aldilà chiaro, ad avere una paura fottuta, ma sono io, per cui l'aldilà è l'ignoto totale, a non poter scegliere sulla fine della mia vita.

O ancora si vuole la massima sorveglianza (come una celebre proposta per cui agenti di polizia dovevano pedinare i ragazzi per dire chi frequentavano ai genitori, che questi lo chiedessero o meno) e la condanna a priori di categorie di popolazione indipendentemente dalle colpe dei singoli perché non vogliamo chiederci come mai si arriva a certe situazioni e cosa possiamo fare per avere una società le cui meccaniche di base producano sicurezza.

Ogni volta che scegliamo di non voler scegliere, qualcosa si intromette in quella fenditura e sceglie per noi. E non possiamo riprendercela quando vogliamo.
Lo stato totalitario tornerà per un semplice motivo: che l'abbiamo scelto.
Io mi metto avanti e vi regalo una bandiera di prova.

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15.10.08

Lezioni di storia 


«La politica scolastica del partito clericale non può essere in Italia che una sola: deprimere la scuola pubblica, non far nulla per migliorarla e più largamente dotarla; favorire le scuole private confessionali con sussidi pubblici, e con sedi d’esami, con pareggiamenti; rafforzata a poco a poco la scuola privata confessionale e disorganizzata la scuola pubblica, sopprimere
al momento opportuno questa e presentare come unica salvatrice della
gioventù quella. Programma terribilmente pericoloso perchè non richiede nessuno sforzo di lotta attenta ed attiva ma solo di una tranquilla e costante inerzia, troppo comoda per i nostri burocrati e per i nostri politicanti, troppo facile per l’oligarchia opportunista che ci sgoverna».

G. SALVEMINI, Che cosa è la laicità (1907), in ID., Scritti sulla
scuola, p.891.


(dal bolso)

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20.4.08

Breaking news: tedesco muore in un incidente aereo in Francia! 

20 Aprile 2008, ore 14:04, dalle ultim'ora di Repubblica:
Roma, 13:28
AVIAZIONE: NOVANT'ANNI FA MORIVA IL "BARONE ROSSO"

Voi direte "Ma staranno parlando di una rievocazione".
No, nemmeno per sbaglio. Anzi, hanno pure sbagliato giorno! Riporto il resto della "notizia":
Il 21 aprile del 1918 a Vaux sur Somme, sul fronte francese, viene abbattuto dal nemico il barone Manfred von Richthofen, il piu' grande talento della storia dell'aviazione, conosciuto gia' all'epoca come il 'Barone Rosso' per aver fatto dipingere, quasi per sida, di quel colore il suo aereo per farsi identificare meglio. Una figura a cavallo tra due ere, meta' condottiero medievale e meta' soldato tecnologico, protagonista di quella Grande Guerra che a sua volta segno' un importante spartiacque tra la vecchia e la nuova concezione dell'evento bellico. Nato il 2 Maggio 1892 a Breslau, nella Slesia, da famiglia molto facoltosa, il giovane asso ottiene ben ottanta vittorie aeree confermate durante l'intero conflitto prima di essere abbattuto. Accade il 21 aprile 1918. Quasi per pudore, nessuno dei militari alleati intende rivendicarne l'uccisione che viene attribuita al capitano Roy Brown. Questi, tuttavia, non rivendica l'abbattimento, che e' infatti probabilmente merito del sergente Popkin o dell'artigliere Robert Buie della contraerea australiana. Richtofen viene sepolto dagli inglesi e la sua bara salutata dalla rituale salva di fucile, con una cerimonia identica a quella riservata agli alti ufficiali inglesi. Un caccia inglese sorvola il campo-base tedesco di Cappy lanciando il seguente messaggio: 'Al corpo d'aviazione tedesco. Il cavaliere barone Manfred von Richtofen e' stato ucciso in battaglia il 21 aprile 1918 e seppellito con tutti gli onori militari'. Non aveva nemmeno ventisei anni.

Insomma, io capisco che di domenica non succede un cazzo, ma qui si esagera...

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