12.4.08
Ma il meglio esiste?
Come a tutte le elezioni torna la questione sul votare "il meno peggio"; potrei linkarne migliaia di altri di blog con lo stesso argomento e tono, sia chiaro, non è una polemica personale. Ci metterei Beppe Grillo, ma ho deciso che era troppo ridicolo come esempio dopo che, genio più che mai, ci rivela di sapere chi sarà eletto se i risultati saranno quelli che ha previsto lui; iscrizione istantanea e gratuita all'esclusivo club "Grazie al Cazzo" di Ovvio sullo Scontato.
Ora, il punto è che non si vuole votare un compromesso ma qualcosa di qualità. Ho provato quindi ad applicare lo stesso ragionamento ad altre cose che ho nella mia vita e...
- Niente più auto: la Meriva si comporta bene, ma avrei preferito che fosse più bassa, con un cruscotto meno tedesco e magari 3 porte a benzina.
- Niente più console: il Wii è bello ma è vero che è un po' caro e avrei preferito un HD credibile e un po' più di potenza grafica.
- Niente computer: MacOSX, Windows e Linux hanno tutti dei pregi e alcuni significativi difetti.
- Niente HD Recorder, perché speravo di registrare direttamente in formato DivX (tecnicamente possibile) e usarlo per controllare il satellite.
- Già, niente satellite perché Sky in passato si era comportata male, anche se mi ci trovo meglio che con la TV normale.
- Niente V-Amp per la mia chitarra perché l'ideale sarebbe avere un ampli (ce l'ho, ma sto in condominio).
- E naturalmente niente chitarra, perché il Floyd-Rose della mia chitarra è scomodo e rognoso in termini di manutenzione, mentre le ponte fisso non si adattano bene al mio modo di suonare.
E mi sono fermato qui altrimenti rimanevo in mutande. E considerato che sia lo slip che il boxer hanno pregi e difetti...
A proposito, quanti di voi fanno il loro lavoro ideale? Certo, il lavoro è una necessità, ma anche governare un paese è una necessità.
Quindi gradirei ancora una volta che chi sceglie di non-votare evitasse di guardare chi vota come un povero coglione che abbocca all'amo del primo politico che passa.
Ora, il punto è che non si vuole votare un compromesso ma qualcosa di qualità. Ho provato quindi ad applicare lo stesso ragionamento ad altre cose che ho nella mia vita e...
- Niente più auto: la Meriva si comporta bene, ma avrei preferito che fosse più bassa, con un cruscotto meno tedesco e magari 3 porte a benzina.
- Niente più console: il Wii è bello ma è vero che è un po' caro e avrei preferito un HD credibile e un po' più di potenza grafica.
- Niente computer: MacOSX, Windows e Linux hanno tutti dei pregi e alcuni significativi difetti.
- Niente HD Recorder, perché speravo di registrare direttamente in formato DivX (tecnicamente possibile) e usarlo per controllare il satellite.
- Già, niente satellite perché Sky in passato si era comportata male, anche se mi ci trovo meglio che con la TV normale.
- Niente V-Amp per la mia chitarra perché l'ideale sarebbe avere un ampli (ce l'ho, ma sto in condominio).
- E naturalmente niente chitarra, perché il Floyd-Rose della mia chitarra è scomodo e rognoso in termini di manutenzione, mentre le ponte fisso non si adattano bene al mio modo di suonare.
E mi sono fermato qui altrimenti rimanevo in mutande. E considerato che sia lo slip che il boxer hanno pregi e difetti...
A proposito, quanti di voi fanno il loro lavoro ideale? Certo, il lavoro è una necessità, ma anche governare un paese è una necessità.
Quindi gradirei ancora una volta che chi sceglie di non-votare evitasse di guardare chi vota come un povero coglione che abbocca all'amo del primo politico che passa.
Etichette: 2008, astensione, elezioni, meno peggio, politica, voto
13.3.08
Cavilli democratici (parte 2)
Perché uno vota se non apprezza il sistema politico?
Il tutto sta in un cavillo della democrazia: l'eleggibilità di tutti.
Come dicevo nell'altro post, un partito di onesti, coerenti, di alti valori ecc. non si trova. Non in Italia, ma in nessuna parte del mondo. Probabilmente in Italia è peggio, ma la questione di fondo non cambia.
Il problema è che in democrazia nessuno vieta di presentarsi ma, chissà perché, appena si parla di presentare nuove formazioni i miliardi di cittadini infuriati col sistema scompaiono e si rinuncia perché sicuramente si fallirebbe di fronte ai colossi.
In parte è vero: i colossi hanno grandi mezzi di comunicazione. In parte è falso: guardate che porcilaia sono le liste dei simboli alle elezioni (quelli approvati, non quelli nei seggi) e vi renderete conto che qualunque cretino può presentarsi.
Farsi votare è difficile perché, a causa del paradigma del politico per forza disonesto, nessuno vi considererà superiori alle altre schifezze del sistema. Ma siete sicuri che questo paradigma non venga applicato, non sempre a ragione, anche ai politici veri?
Da questo si possono ricavare due cose: se i partiti italiani fanno schifo, c'è comunque una forbice di tolleranza per cui a seconda della preferenza politica la gente li giudicherà meglio o peggio di quanto sono realmente; questo, incidentalmente, non significa mandare giù qualsiasi schifezza facciano.
La seconda è che se nessuna forza politica vi rappresenta, potete sempre crearla. A essere cattivi questo renderebbe poco difendibile l'astensionismo, ma non sono così severo. Vero è però che, di tutti i non-rappresentati, nessuno presenta 'ste benedette formazioni (no, le pagliacciate di Grillo non valgono).
La democrazia moderna si è fondata in buona parte perché la gente si è rimboccata la maniche e si è sporcata le mani per avere delle conquiste. Oggi siamo troppo impegnati o troppo pigri. Niente di male, sia chiaro.
Ma se qualcuno si prende la responsabilità della propria inazione e accetta di scegliere tra chi si mette in campo per governare, rispettate la sua scelta.
Grazie.
Il tutto sta in un cavillo della democrazia: l'eleggibilità di tutti.
Come dicevo nell'altro post, un partito di onesti, coerenti, di alti valori ecc. non si trova. Non in Italia, ma in nessuna parte del mondo. Probabilmente in Italia è peggio, ma la questione di fondo non cambia.
Il problema è che in democrazia nessuno vieta di presentarsi ma, chissà perché, appena si parla di presentare nuove formazioni i miliardi di cittadini infuriati col sistema scompaiono e si rinuncia perché sicuramente si fallirebbe di fronte ai colossi.
In parte è vero: i colossi hanno grandi mezzi di comunicazione. In parte è falso: guardate che porcilaia sono le liste dei simboli alle elezioni (quelli approvati, non quelli nei seggi) e vi renderete conto che qualunque cretino può presentarsi.
Farsi votare è difficile perché, a causa del paradigma del politico per forza disonesto, nessuno vi considererà superiori alle altre schifezze del sistema. Ma siete sicuri che questo paradigma non venga applicato, non sempre a ragione, anche ai politici veri?
Da questo si possono ricavare due cose: se i partiti italiani fanno schifo, c'è comunque una forbice di tolleranza per cui a seconda della preferenza politica la gente li giudicherà meglio o peggio di quanto sono realmente; questo, incidentalmente, non significa mandare giù qualsiasi schifezza facciano.
La seconda è che se nessuna forza politica vi rappresenta, potete sempre crearla. A essere cattivi questo renderebbe poco difendibile l'astensionismo, ma non sono così severo. Vero è però che, di tutti i non-rappresentati, nessuno presenta 'ste benedette formazioni (no, le pagliacciate di Grillo non valgono).
La democrazia moderna si è fondata in buona parte perché la gente si è rimboccata la maniche e si è sporcata le mani per avere delle conquiste. Oggi siamo troppo impegnati o troppo pigri. Niente di male, sia chiaro.
Ma se qualcuno si prende la responsabilità della propria inazione e accetta di scegliere tra chi si mette in campo per governare, rispettate la sua scelta.
Grazie.
Etichette: astensione, democrazia, eleggibilità, elezioni, politica, rispetto, voto
