3.12.08
Meglio morti che rompiballe

È notizia di questi giorni che il Vaticano abbia, tutto sommato prevedibilmente, contestato una proposta per la richiesta di depenalizzazione dell'omosessualità nel mondo in quanto discriminazione.
Ora, chiariamo una cosa: la proposta non servirà comunque a una mazza. Non me li vedo paesi come l'Iran a cambiare politica per una cosa del genere. Come ho detto più volte, però, sono fermamente convinto che diritti e altre conquiste di civiltà vadano fatte un passo alla volta, anche quando il passo sembra insignificante.
Allo stesso tempo, come da incipit, non posso dire che la reazione vaticana alla cosa mi abbia sorpreso (per cui sì, lo scandalo dell'Arcigay mi sembra un po' forzato). Quello che speravo, però, era che tirassero fuori una ragione più sensata. Cito l'arcivescovo da una fonte di sicuro non avversa:
Tutto ciò che va in favore del rispetto e della tutela delle persone fa parte del nostro patrimonio umano e spirituale. Il Catechismo della Chiesa cattolica, dice, e non da oggi, che nei confronti delle persone omosessuali si deve evitare ogni marchio di ingiusta discriminazione. Ma qui, la questione è un'altra. Con una dichiarazione di valore politico, sottoscritta da un gruppo di paesi, si chiede agli Stati ed ai meccanismi internazionali di attuazione e controllo dei diritti umani di aggiungere nuove categorie protette dalla discriminazione, senza tener conto che, se adottate, esse creeranno nuove e implacabili discriminazioni. Per esempio, gli Stati che non riconoscono l'unione tra persone dello stesso sesso come "matrimonio" verranno messi alla gogna e fatti oggetto di pressioni.
Ora, fermiamoci un attimo su questo esempio e facciamo due conti.
Nazioni che permettono i matrimoni gay: 6. Quelle che invece permettono un qualsiasi livello di registrazione di una forma di unione (non matrimoniale) sono meno di 20. Paesi totali nell'ONU: 192.
Ora, forse sono un ottimista, ma anche se tra i paesi "permissivi" ce ne sono di assoluto rilievo, non riesco a immaginare quali violente pressioni potrebbero fare su nazioni come USA, Russia, Cina, India e le nazioni islamiche. Riconosco comunque che c'è il rischio che ben 6 nazioni vengano periodicamente a rompere le palle agli altri dicendo che devono consentire i matrimoni gay (facendo più o meno la fine che fanno i testimoni di Geova ogni volta che suonano da me).
So che la petizione è sostenuta da tutti e 25 gli Stati, ma non vedo perché quelli che non hanno i matrimoni gay e hanno firmato dovrebbero farsi pressione da soli. A meno che, la butto lì, lo scopo vero della questione non sia un altro, cosa che sarebbe più logica.
Butto lì un'altra cifra. Nazioni in cui l'omosessualità è punita con la morte o il carcere a vita: 18. Alcune decine di nazioni puniscono con detenzione (si parla di anni di carcere) o multe. Molti sono soggetti "illustri", che certo non si faranno smuovere visto che già violano altri diritti umani già protetti dall'ONU.
Per carità, non sarà il no del Vaticano a cambiare nell'immediato quanta gente muore o sopravvive in quei paesi, ma che la "minaccia" di pressioni ideologiche da qualche nazione sia considerabile un elemento più grave rispetto al fatto che in un numero ben superiore di nazioni ci sia gente che viene uccisa o incarcerata... mi sembra così lampantemente allucinante che mi permetto di commentarlo alla mia solita rozza ma soprattutto anarcoide maniera (cit. Repubblica 2006).
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