17.11.09
Sinistra, dove sei?
Oppure, come oggi, quando ti fa girare le balle pure la base. Perché a non dire o fare cose di sinistra non c'è solo il partito, certo volte.
Sono settimane che si parla della manifestazione contro Berlusconi, manifestazione più che legittima ma assolutamente inutile. Se ne possono fare anche mille, ma resta una manifestazione di gente che ha votato contro Berlusconi che gli ricorda che sì, non ha votato per lui e non lo vuole lì dov'è.
E questo nella speranza di smuovere uno che non batterebbe ciglio nemmeno se gli manifestassero sotto la finestra quattro milioni di elettori suoi.
Ditemi che sono cinico, se volete.
Nel frattempo, in un piccolo villaggio nell'Armorica, chiamato Regione Emilia-Romagna, stava succedendo una cosa semplice ma molto importante: si lavorava per dare diritti alle convivenze. Tutta da giocare, sia chiarò, ma è lì e potrebbe avere la maggioranza per passare.
Senza massimi sistemi su nomi, tradizioni e pugnette varie. Semplicemente se la gente convive stabilmente potrà avere più diritti (per inciso, questo vale anche per gli anziani poveri, che fanno molta poca scena ma i problemi li hanno lo stesso).
Vedremo cosa ne verrà fuori, ma intanto chiedetevi una cosa: perché una manifestazione dall'esito scontato (come pure scontate sono le liti) tiene la prima pagina da un pezzo e nemmeno i giornali di sinistra schiodano una cosa simile dalla cronaca locale? E non credo che sia stato un grande hit nemmeno nella tanto adorata blogosfera.
Pensateci. Se siete voi i primi a scordarsi del perché state a sinistra, come pensate che se lo ricordi un partito?
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26.10.09
Post primarie (parte 2)
Ok, ammetto che non ha vinto né il candidato che rappresentava alcune istanze a cui tenevo né quello che ho votato effettivamente (per mille altre ragioni). In realtà, come già scrivevo, tutti i candidati avevano grandi punti di interesse e grandi lati che mi preoccupavano, quindi per molti versi casco in piedi.
Come risultati, non tanto percentuali quanto di conseguenze, per ora non mi lamento.
Pre-commento a tutto quanto segue così non lo devo ripetere ogni volta: si gradirebbero FATTI, NON PUGNETTE, OK? Fotte sega delle belle parole se poi non si va alle sedute parlamentari, se la gente fa il cazzo che vuole e le leggi promesse non si fanno. Consideratelo copincollato dopo ogni frase.
Primo riferimento del neo-segretario: lavoro e precarietà. Bene, era ora di tornare a temi un po' più seri.
Non che le proteste su diritti e civiltà siano sbagliate, ma ormai eravamo arrivati al delirio per cui qualsiasi minchiata veniva trasformata in una colossale perdita di tempo con proteste in cui gli oppositori a Berlusconi si dichiaravano scandalizzati e avversari di Berlusconi. Poco utile.
No al dialogo, sì al confronto. Funziona meglio quando la spiega dicendo che le leggi si fanno, si emendano e si votano in Parlamento con gli strumenti (ottimi e abbondanti) che la legge già dà. E il PD le sue proposte le porterà direttamente in Parlamento. Bene.
Il segretario non è necessariamente il candidato premier. OTTIMO, 30 e lode. Altra cosa che dico da tempo e di cui sono assolutamente a favore. La gestione di un partito richiede lavoro, sovrapporla alla presidenza del consiglio è una pessima idea e crea una combinazione (governo+parlamento perfettamente sovrapposti) a cui sono assolutamente contrario (principio della separazione dei poteri). È anche "moralmente" giusto in caso di alleanze.
Solo una cosa: sta poi al partito rispettare l'incarico del premier e non usare questa situazione per un ricatto continuo (e qui la presenza di D'Alema continua a preoccuparmi molto).
Rutelli dichiara: "me ne vado da Casini e non da solo". Benissimo, il personaggio non l'ho mai sopportato tantomeno per le manie di persecuzione; chi si ricorda la sceneggiata di "pane e cicoria"? Sono assolutamente convinto, come quando parlavo delle primarie, che chi è contrario al funzionamento del partito faccia benissimo a levarsi dai piedi. Possibilmente evitando di accusare un partito storicamente debole in qualsiasi presa di posizione di essere una tana di estremisti.
Insomma, se il futuro dovesse (sottolineo l'ipotetica, che poi mi danno tutti del fanatico) seguire queste premesse e alcuni punti programmatici di Bersani che molto apprezzavo già prima, si può sperare bene.
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Post primarie (parte 1)
Ora, è abbastanza indiscutibile che la richiesta di un formale impegno a votare PD alle prossime elezioni sia demenziale. È anche bene però precisare una cosa: la segretezza del voto è violata quando in qualche modo viene "testimoniato" il voto che si è dato. Dire "io voterò X" non è violazione del segreto. Rimane una stronzata, chiariamoci.
Molto diversa la richiesta di appoggiare il PD come progetto.
Onestamente del "ma io voglio dire la mia" è una, scusate il francese, epica stronzata. Se uno vuole "dire" ci sono mille sedi. Con le primarie si partecipa a una decisione, non a un parere, e questo parere vincola le attività di altre persone.
Ora vorrei che mi spiegaste per quale assurdo motivo uno che non ha alcuna intenzione di supportare il PD nemmeno dall'esterno dovrebbe decidere chi si ritroveranno come segretario i tesserati, quelle che l'impegno se lo prendono eccome.
Mi sembra lo stesso, parimenti assurdo ragionamento per cui Beppe Grillo, oppositore del PD, doveva aver diritto a partecipare alle primarie come candidato.
Qualcuno ha scritto addirittura che è un diritto perché c'è il bipolarismo, a cui lui è contrario, e quindi DEVE poter decidere lui chi c'è nel partito di opposizione più grande.
Che il bipolarismo o peggio bipartitismo sia una cosa orrenda lo condivido e lo dico da anni. La soluzione però non è dare spinta ulteriore alle due forze principali. Il bipolarismo non è una legge: il giorno che votate partiti che creino una situazione inadatta il bipolarismo salta. Quindi andate a fondare o a sostenere quei partiti invece di pretendere controllo su qualcosa che nemmeno volete appoggiare.
Non commento nemmeno i casi di gente che dice "non so il programma, non conosco i candidati, ma voglio votare e non voglio impegni perché non so niente". Non sai un cazzo (per tua stessa ammissione) e vuoi prendere decisioni che influenzano gli altri, ma senza beccarti tu quel vincolo che vuoi mettere a loro? Per carità, stai pure alla larga e ne guadagneranno tutti.
Mi rendo conto che ormai il fatto di dover prendere una responsabilità o un impegno sembri una bestemmia in questo paese, ma così gira il mondo; o meglio dovrebbe, e sarebbe un mondo migliore.
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24.10.09
Brevi pensieri sulle primarie
Ci lamentiamo, giustamente, del fatto che i partiti sono diventati entità pressoché autocratiche fuori da qualunque contributo per i cittadini. Il bipolarismo ha peggiorato enormemente il problema. Molte delle polemiche sulle primarie si basano su questioni di regolamento: come gestire l'eventuale pareggio, la questione della registrazione e così via.
Si perde il punto centrale: la possibilità di influenzare in maniera rilevante la vita di un partito senza necessariamente farne parte. Questo in un momento in cui altre forze politiche con un sistema anche solo concettualmente analogo non ce ne sono. Acclamazione, autoproclamazione, tutto tranne un'occasione di chiedere agli elettori il loro parere.
E questo, bene o male, col tempo sta succedendo. Chi si ricorda le prime primarie? Servivano di fatto solo a legittimare ulteriormente la scelta di Prodi. Le seconde primarie? Sostanzialmente solo a confermare Veltroni.
Al terzo giro invece siamo già a una corsa tutt'altro che scontata, piacciano o meno i soggetti in gara. Una gara vera, indipendentemente dalla qualità dei candidati; che saranno pure stati prevedibili, ma intanto hanno già perso la certezza del risultato.
E questo basterebbe a dire quanto l'evento, sinistra o meno, sia importante.
Poi possiamo discutere finché si vuole se sia meglio far scegliere solo i tesserati o tutti i potenziali elettori (in questo la formula attuale non mi dispiace: scelgano gli elettori, e chi si impegna direttamente nel partito resti la scelta per lo spareggio), o se si odia di più la primaria di conferma ("Ah, è tutta una presa in giro") o quella vera ("Ah, non sanno nemmeno scegliersi un leader"), o ancora se il partito sia irrimediabilmente spacciato a prescindere perché non ha un candidato ideale (ma vi prego, non un Obama all'italiana).
Ma resta un fatto: se un cittadino (direi di sinistra ma credo che anche altri vorrebbero avere questa possibilità) vuole farsi sentire, questa è una (non l'unica, naturalmente) possibilità per farlo.
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Obiezione d'incoscienza
Stavolta (non che sia nemmeno questa una grande novità, a dire il vero) si parla di estendere l'obiezione di coscienza anche ai farmacisti per "non collaborare direttamente o indirettamente alla fornitura di prodotti che hanno per scopo scelte chiaramente immorali, come per esempio l'aborto e l'eutanasia".
Avrei a riguardo una serie di semplici obiezioni.
L'uso del termine "obiezione di coscienza" è ignobile. Facciamo un po' di storia. L'obiezione di coscienza nacque riguardo al servizio militare. Il servizio militare aveva la particolarità, per chi se lo fosse scordato, di essere obbligatorio. La differenza è abissale. Il diritto all'obiezione, e con un preciso "prezzo" da pagare per esso, venne riconosciuto perché non c'era alcuna scelta per il cittadino riguardo al militare. La scelta di una professione è, invece, totalmente libera, soprattutto per professioni sostanzialmente di "alto profilo" come quella medica o farmaceutica. In pratica la CEI chiede che una persona possa scegliere un lavoro che comporta precisi obblighi e che poi possa togliere quelli che non le sono graditi. Convizioni? Le LORO, e continuiamo a ricordarci che il "chiaramente immorale" riguarda LORO e non tutta la nazione.
Se volete un esempio, di recente un giudice in Lousiana ha rifiutato di sposare una coppia mista perché a suo avviso i figli delle coppie miste sono infelici (notare che i figli potrebbero nascere anche senza matrimonio, ma un razzista a certe banalità non ci arriva). In questo caso la legge gli permetteva una certa discrezionalità che ha usato in maniera bieca, ma il principio rimane: quando la legge indica un dovere, spesso implica anche un diritto.
Questa obiezione, che nulla ha a che fare con la vera obiezione "originale", permetterebbe a dei cittadini di dire che il loro diritto di violare una legge è superiore al diritto degli altri cittadini di goderne. Cosa non priva di precedenti nella storia, ma se me ne trovate uno che non sia esecrabile e vergognoso vi offro una pizza.
Niente di nuovo nell'Italia degli ultimi decenni: se non c'è la legge che mi piace non solo la violo (e se uno se ne assumesse la responsabilità potrebbe anche starci), ma pretendo di non subire alcuna conseguenza. Bello.
Domanda: se questa gente qui potesse riscrivere le leggi che tanto detesta, pensate che vi riconoscerebbe il diritto a violarla per "obiezione di coscienza"?
E dove ci fermiamo? Ognuno chiederà l'obiezione che gli fa comodo? Ci sono correnti di pensiero che dicono che le tasse sono immorali di per sé, facciamo che non le pago più? La "spesa proletaria" per tutti? Solo un paio di esempi. E vi ricordo che per alcuni è la religione a essere immorale, ergo salutate la vostra libertà religiosa il giorno che qualcuno decidesse di "obiettarla". O tutti o nessuno.
E dove ci fermiamo dall'altro lato? Perché il "chiaramente immorale" è lo stesso principio per cui nascono le leggi di stati come l'Iran.
EDIT: Volevate un altro esempio? Buona lettura.
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9.2.09
Lo stato totalitario prossimo venturo

Con ogni probabilità, tra pochi giorni verrà approvata una legge per cui la vita di un cittadino apparterrà allo Stato fino alla morte stessa: al cittadino verrà concesso di esprimere il suo volere senza che questo abbia però alcun valore nei confronti di chi lo curerà. Non esisterà nemmeno più il diritto di rifiutare una terapia.
Se ci pensate, è un ottimo sunto del concetto di stato totalitario.
Se state per strapparvi le vesti e gridare contro la destra, la Chiesa, la sinistra, però, vi consiglio di pensarci. Perché la colpa non è lì. Non è mai lì, in realtà. Se escludiamo i golpe militari, quasi tutte le dittature sono nate con la spinta del popolo, e molto spesso questo stesso popolo ha continuato, in maggioranza, ad accettarne il modo di essere. E questa volta le cose non sono diverse, né in Italia né in molti altri paesi.
Da cosa nasce lo stato totalitario, in fondo? Dalla volontà di uno stato che si estende fino a inglobare ogni anfratto della vita dei cittadini, e questo naturalmente implica l'eliminazione di ogni libertà, perché la libertà significa mancanza di prevedibilità e di controllo. In un certo senso la perdita di libertà è quasi un effetto collaterale. Il problema è che, tutto sommato, è voluta.
Forse è perché ci sentiamo sempre meno capaci di affrontare il mondo, forse è perché non vogliamo dover prendere le decisioni e decidiamo di farle prendere ad altri, fatto sta che le deleghiamo.
Io penso prima di comprare qualcosa a mia figlia, e so che è mia responsabilità che lei non acceda a qualcosa di non adatto. Con gli anni sarà sempre meno facile gestire questo problema, ma è un mio dovere di genitore. Per molti questo dovere è troppo "pesante", ed ecco che la gente protesta perché nel gioco segnlato come VM18 che ha preso al figlio c'è del materiale... per adulti. O magari nemmeno c'è, perché un giornalista stronzo si è inventato un caso su un gioco che non ha mai visto, e di seguito un ministro ha cercato di bloccarne la commercializzazione, e a ruota un'associazione di genitori fa lobby per imporra cosa deve essere prodotto e pubblicato in Italia.
Si chiama censura e colpisce tutti, ma nasce dal fatto che qualcuno non vuole dover pensare a quello che compra. Si delega ad altri, così tuo figlio cresce un po' più figlio del MOIGE e un po' meno figlio tuo. Un po' come quando tuo figlio cresceva un po' più figlio del fascio e meno figlio tuo.
O ancora quelli che ritengo pessimi cattolici sono talmente saldi nella loro fede da chiedere ai politici leggi che obblighino tutti a comportarsi come cattolici, anche quando la decisione colpisce solo e unicamente chi la prende, come nel caso del testamento biologico. Io non sono cristiano ma io non posso decidere sulla mia vita perché altri hanno paura di decidere (o non decidere) sulla propria. Sono loro, che dovrebbe guardare senza paura a un aldilà chiaro, ad avere una paura fottuta, ma sono io, per cui l'aldilà è l'ignoto totale, a non poter scegliere sulla fine della mia vita.
O ancora si vuole la massima sorveglianza (come una celebre proposta per cui agenti di polizia dovevano pedinare i ragazzi per dire chi frequentavano ai genitori, che questi lo chiedessero o meno) e la condanna a priori di categorie di popolazione indipendentemente dalle colpe dei singoli perché non vogliamo chiederci come mai si arriva a certe situazioni e cosa possiamo fare per avere una società le cui meccaniche di base producano sicurezza.
Ogni volta che scegliamo di non voler scegliere, qualcosa si intromette in quella fenditura e sceglie per noi. E non possiamo riprendercela quando vogliamo.
Lo stato totalitario tornerà per un semplice motivo: che l'abbiamo scelto.
Io mi metto avanti e vi regalo una bandiera di prova.
Etichette: attualità, politica, populismo, responsabilità, scelte, sicurezza, testamento biologico, totalitarismo
13.1.09
Unione degli Atei Agnostici Irragionevoli
Mi piaceva, e tanto, l'iniziativa originale, che esprimeva in fondo un messaggio di tolleranza in cui mi riconosco. Chiariamoci, non tolleranza del più furbo che ha capito come va il mondo verso l'ignorante superstizioso che segue la religione, che comunque sarebbe già un notevole passo avanti per l'UAAR, ma un messaggio decisamente positivo riguardo alla vita.
L'UAAR l'ha trasformata nel solito pistolotto arrogante di chi ha la verità assoluta. Cosa interessante visto che si parla di qualcosa di inconoscibile. E no, non basta non avere i mezzi per conoscere una cosa per dire che non esiste (anzi, "farsi scudo" con la scienza in discorsi del genere mi sembra abbastanza patetico).
Però è affascinante constatare come la gente sia capace di contro qualcosa non solo quando è pro-qualcos'altro ma anche quando, in teoria, non è pro-niente...
PS: e, ripassate, la, punteggiatura, cazzo. Forse Dio non esiste, ma l'italiano sì .
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18.12.08
Stasera si va a dottrina, come diceva mia nonna

Attenzione: questo blog esegue opera di indottrinamento e statolatria, e penetra illegittimamente nelle vostre vite. Anzi no, scusate, io non insegno educazione civica. Chiariamoci, sono sempre anticlericale, se non altro perché al giorno è più facile prendersi quest'etichetta di quant'era farsi chiamare comunista da Berlusconi negli anni '90. Ma l'onore della statolatria ancora non me l'hanno riconosciuto.
Cos'è la statolatria? Buona domanda.
Secondo il Vaticano (citato da fonti notoriamente e anticlericali come ADNKronos, ANSA, AGI) lo stato (spagnolo ma con una linea che si diffonde in tutta Europa, probabilmente esportato assieme al format di Genesis) entra nelle vite dei suoi cittadini. E come entra? Dalle scuole, decise dallo stato e con materie scelte dallo stato, materie di indottrinamento (sic). Sì, perché dovete sapere che in Spagna il feroce Zapatero ha messo tra le materie di scuola "Educazione alla cittadinanza e ai diritti umani", in pratica la cara e vecchia educazione civica che andrebbe insegnata in ogni paese civile.
Ma non solo. Anche in Italia, dove l'unica materia di indottrinamento presente nelle scuole pubbliche è l'insegnamento della religione cattolica e quindi si gradirebbe un attimo di decenza in certe dichiarazioni, è in atto una persecuzione anticristiana!
la persecuzione anticristiana non avviene solo fuori d'Italia: anche in Italia accade, attraverso norme di legge, sentenze della magistratura, comportamenti irridenti il Vangelo, il Santo Padre, la Chiesa, la dottrina cattolicaOra, io non so bene che visione del mondo abbia Angelo Amato, prefetto della Congregazione vaticana per la causa dei santi, e spero francamente di non doverla mai vedere in azione, ma quella che cita con tanto disprezzo è la comunissima separazione tra Stato e Chiesa che esiste da qualche secolo, più che una nuova moda.
Visto che (per ora) non siamo in Iran, rinfresco la memoria a monsignor Amato.
Prendiamo una nazione X popolata di Xesi, in cui sono presenti diverse posizioni religiose dette Y (Yani), W (Wiani) e Z (Ziani). È facile notare (banale insiemistica da elementari) che mentre tutta la popolazione è fatta di Xesi, felici o meno che siano della loro nazione, non tutti sono Yani, Wiani o Ziani.
Per rispettare la libertà religiosa di tutti è quindi necessario stabilire delle leggi che permettano quanto più possibile di vivere secondo le loro credenze, e per lo stesso motivo succederà necessariamente che alcune posizioni dello Stato e della giustizia non corrispondano a quelle di uno di questi gruppi o a nessuno.
Certo, sarebbe molto più facile se, essendo magari Y il culto di maggioranza, tutti dovessero seguirne le regole, ma come dicevo non siano ancora in Iran, ed è inutile che mi agitino ancora davanti alla faccia quella stronzata della tolleranza che diventa relativismo appena è rivolta a una posizione che il Vaticano non apprezza, così è troppo comodo.
Sì, monsignor Amato, lo Stato educa, ed è il suo dovere in quanto Stato. In Italia poi siamo nella situazione grottesca di uno Stato che non educa ai suoi valori ma si fà carico di educare ai valori di una parte anche a nome di chi a quella parte non appartiene. Esattamente che cazzo vuole, di più?
Per chi ritiene che questo post esprima intolleranza verso i credenti: per quanto mi riguarda il Vaticano sta al Cristianesimo come il PD alla Sinistra.
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6.12.08
Sì, sono d'accordo... ma con chi stavo parlando?
Hanno così deciso di rivedere tagli e scelte per rispondere alle richieste... della CEI.
Dev'essere un raro esempio fuori-rete di attacco "man in the middle"...
Chiariamoci, non è tanto la CEI che mi fa incazzare quanto il governo (sai che novità), anche se vorrei discutere un paio di cose:
Qui - aveva detto ancora - si vuole la scuola statale e la scuola commerciale, lo stato e il mercato ma non il privato sociale che rappresentiamo noiMi sembra che monsignor Bruno Stenco non abbia chiara la situazione: quando mai questo governo (e mica solo lui, purtroppo) ha "voluto" la scuola statale?
Gli aiuti per l'educazione religiosa dei figli sono un diritto inalienabileIl mio amico Benny, in arte Ben16, a cui farei notare che però sarebbe ora di darsi delle priorità. Facciamo così: gli aiuti alle scuole cattoliche OPPURE i prof di religione nelle scuole pubbliche (e sappiamo benissimo che non sono economicamente equivalenti). Non puoi farti assumere stabilmente migliaia di professori di religione su cui lo Stato non ha neppure una vera giurisdizione (chi sa di legge mi perdoni l'approssimazione brutale) mentre si lasciano in precariato insegnanti di tutte le materie vere e poi lamentarti pure. Il diritto a educare religiosamente non significa che lo Stato debba pagare personalmente per questa educazione in tutte le sedi esistenti.
Trivial Pursuit per i più accaniti seguitori (seguitori! Su Rieducational Channel!) delle vicende TV: i finanziamenti ripristinati equivalgono a circa 130 milioni di Euro che prima non si trovavano. A quale celebre multa comminata annualmente alla nostra nazione corrisponde approssimativamente questa cifra?
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3.12.08
Bravo Silvio: che Europa sia!
L'Europa ha detto che bisogna rialzare l'IVA a Sky per portarla a quella dei concorrenti altrimenti apre una procedura d'infrazione e ci multa. Benissimo fa Berlusconi a rispettare questa richiesta.
A questo punto non vedo l'ora di vedergli soddisfare la Corte di Giustizia Europea da cui veniamo multati di 130 milioni di euro l'anno (mica pochi, in periodi di crisi) per le frequenze non concesse a Europa 7 quando un'altra rete (4) trasmette senza concessione in tutto il territorio nazionale.
Ma ho il sospetto che QUESTI 130 milioni l'anno non siano un problema per le casse dello Stato, vero?
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Meglio morti che rompiballe

È notizia di questi giorni che il Vaticano abbia, tutto sommato prevedibilmente, contestato una proposta per la richiesta di depenalizzazione dell'omosessualità nel mondo in quanto discriminazione.
Ora, chiariamo una cosa: la proposta non servirà comunque a una mazza. Non me li vedo paesi come l'Iran a cambiare politica per una cosa del genere. Come ho detto più volte, però, sono fermamente convinto che diritti e altre conquiste di civiltà vadano fatte un passo alla volta, anche quando il passo sembra insignificante.
Allo stesso tempo, come da incipit, non posso dire che la reazione vaticana alla cosa mi abbia sorpreso (per cui sì, lo scandalo dell'Arcigay mi sembra un po' forzato). Quello che speravo, però, era che tirassero fuori una ragione più sensata. Cito l'arcivescovo da una fonte di sicuro non avversa:
Tutto ciò che va in favore del rispetto e della tutela delle persone fa parte del nostro patrimonio umano e spirituale. Il Catechismo della Chiesa cattolica, dice, e non da oggi, che nei confronti delle persone omosessuali si deve evitare ogni marchio di ingiusta discriminazione. Ma qui, la questione è un'altra. Con una dichiarazione di valore politico, sottoscritta da un gruppo di paesi, si chiede agli Stati ed ai meccanismi internazionali di attuazione e controllo dei diritti umani di aggiungere nuove categorie protette dalla discriminazione, senza tener conto che, se adottate, esse creeranno nuove e implacabili discriminazioni. Per esempio, gli Stati che non riconoscono l'unione tra persone dello stesso sesso come "matrimonio" verranno messi alla gogna e fatti oggetto di pressioni.
Ora, fermiamoci un attimo su questo esempio e facciamo due conti.
Nazioni che permettono i matrimoni gay: 6. Quelle che invece permettono un qualsiasi livello di registrazione di una forma di unione (non matrimoniale) sono meno di 20. Paesi totali nell'ONU: 192.
Ora, forse sono un ottimista, ma anche se tra i paesi "permissivi" ce ne sono di assoluto rilievo, non riesco a immaginare quali violente pressioni potrebbero fare su nazioni come USA, Russia, Cina, India e le nazioni islamiche. Riconosco comunque che c'è il rischio che ben 6 nazioni vengano periodicamente a rompere le palle agli altri dicendo che devono consentire i matrimoni gay (facendo più o meno la fine che fanno i testimoni di Geova ogni volta che suonano da me).
So che la petizione è sostenuta da tutti e 25 gli Stati, ma non vedo perché quelli che non hanno i matrimoni gay e hanno firmato dovrebbero farsi pressione da soli. A meno che, la butto lì, lo scopo vero della questione non sia un altro, cosa che sarebbe più logica.
Butto lì un'altra cifra. Nazioni in cui l'omosessualità è punita con la morte o il carcere a vita: 18. Alcune decine di nazioni puniscono con detenzione (si parla di anni di carcere) o multe. Molti sono soggetti "illustri", che certo non si faranno smuovere visto che già violano altri diritti umani già protetti dall'ONU.
Per carità, non sarà il no del Vaticano a cambiare nell'immediato quanta gente muore o sopravvive in quei paesi, ma che la "minaccia" di pressioni ideologiche da qualche nazione sia considerabile un elemento più grave rispetto al fatto che in un numero ben superiore di nazioni ci sia gente che viene uccisa o incarcerata... mi sembra così lampantemente allucinante che mi permetto di commentarlo alla mia solita rozza ma soprattutto anarcoide maniera (cit. Repubblica 2006).
Etichette: diritti umani, omosessualità, ONU, pressioni, satira, vaticano, vignette
2.12.08
Dichiarazioni commentate
Berlusconi: Il provvedimento danneggia anche Mediaset che stava per far partire una TV ad abbonamento
Io: Strano, visto che modifica una norma del 1997 che parlava di satellite e TV via cavo ma non del digitale terrestre, su cui lavora Mediaset.
Berlusconi: Mette fine a un privilegio che riguarda solo Sky. La legge precedente era fatta dalla sinistra amica di Sky.
Io: Se il privilegio riguardava solo Sky come fa a colpire anche Mediaset? Ops... A parte questo è interessante come la sinistra abbia favorito Sky Italia nel 1997, quando Sky non esisteva. C'era invece Telepiù, di cui faceva parte anche Mediaset (non che lo ritenga un provvedimento pro-Mediaset, sia chiaro).
Maggioranza (non ricordo chi): il provvedimento comunque deve prima passare in Parlamento.
Io: No, dai, seriamente...
Veltroni: Un provvedimento che colpisce le famiglie perché i tifosi su Sky ci guardano le partite.
Io: Per fortuna che Walter ci fa notare quello che sapevano già tutti, ovvero che la posta in palio è il calcio. Peccato che dica anche una grossa stronzata, non tanto nell'informazione quanto nell'approccio. Da mesi si parla di contestare l'azione del governo su ricerca, istruzione, previdenza e così via, e te metti sullo stesso piano il costo di vedere le partite di calcio? Ma che cazzo di priorità hai, Walter???? Se un problema rilevante per le famiglie fosse il costo delle partite di calcio in TV allora questo paese andrebbe veramente a gonfie vele. E lo dico da abbonato Sky (senza il pacchetto calcio e senza la formula 1, che tutti i loro commerciali mi credono gay).
Berlusconi: Questo no, questo è un colpo basso. Non è la difesa dell'azienda, è un attacco strumentale e scriteriato al governo mosso da una tv a pagamento.
Io: Interessante commento allo spot "difensivo" di Sky. MOLTO interessante per uno che al famoso referendum sulle leggi che discutevano l'assetto televisivo italiano bombardò il pubblico di "brutti cattivi comunisti vogliono far chiudere Mediaset e mandare tutti i dipendenti in mezzo alla strada". La coerenza prima di tutto.
PS: questo non è il famigerato "panino", è solo che grazie a dio ultimamente Veltroni parla meno del solito...
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11.11.08
Gli amici del quartiere
Come molte altre persone uso Facebook e altri network sociali. Lo so, a molti viene l'ansia per la privacy, ma io ho un vantaggio fondamentale: sono abbastanza asociale di mio, ergo sono già abituato a tenermi le mie cose per me. Quindi queste piattaforme mi piacciono, soprattutto se sono fatte bene e ordinate; e possono anche essere molto utili, se uno si ricorda che non sono il suo sbracatoio personale ma situazioni di società.
Quale dubbio allora mi assale, direte?
Semplice: chi "accettare", e presumo sia un dubbio che si pongono in molti.
Su Facebook ho diversi contatti, dai compagni del liceo a gente conosciuta su Internet a colleghi o ex-colleghi.
La prima barriera la metto di solito sul lavoro: il fatto che siamo colleghi non significa che voglia metterti a parte della mia sfera personale o dei miei pareri "ufficiosi" su qualsiasi questione (sarà che in un passato ormai lontano una simile ingenuità ha avuto il suo prezzo, e senza bisogno di Internet).
La seconda barriera è sui conoscenti: sì, ci conosciamo ma questo non significa che abbiamo qualcosa di particolare da condividere. Stesso discorso di prima: non è un giudizio sulla persona (generalmente un individuo è un microuniverso piuttosto complesso e logico al suo interno), solo voglia di evitare un rapporto forzato.
Il problema diventa però complesso quando qualcuno ti si propone. In questo caso non si tratta di non agire ma di scegliere tra un sì e un no, e questo può implicare un'indicazione "forte" verso l'altra persona. Al tempo stesso può far allargare "pericolosamente" la cerchia di persone con cui interagisci.
Personalmente già in passato ho "accettato" qualcuno con cui non c'era tutto questo rapporto, e la cosa non mi preoccupa più di tanto perché quando il rapporto diventa abbastanza distante il risultato è che la persona in questione non farà particolarmente caso a quello che scrivo. Se questa cerchia però si allarga di molto alla fine si passa dal rapporto di semi-fiducia alla piazza.
Non che leggere il mio Facebook riveli chissà che, come potete immaginare, ma più si allarga il pubblico e più un diario per amici, ovvero un'autoesposizione quel po' abbellita per far vedere il lato che preferiamo di noi, diventa una press-release, ovvero una formalissima notifica ritualizzata.
Come potete immaginare non ho particolare interesse per la press-release.
Passiamo quindi al case-study: gli amici del quartiere e magari ex-compagni di scuola che ti chiedono di entrare in lista. Magari li hai visti una volta sola per 30 secondi negli ultimi... ehm... 18 anni circa. Questo rende molto difficile giudicare.
Il fatto che dopo tutto questo tempo la persona ti voglia ricontattare può dipendere dal fatto che effettivamente è curiosa di risentirti oppure dal fatto che aggiunge alla sua lista chiunque abbia incontrato nella sua vita.
Il giudizio diventa un problema, a quel punto. Già su altri network ho serenamente rifiutato gente a cui non volevo esplicitamente essere associato (molto importante sui network lavorativi, IMHO), ma è molto più difficile decidere in situazione "neutrale". In fondo quanto valgono ricordi di 18 anni fa? E parliamo di adolescenza, periodo in cui qualsiasi essere umano da il peggio di sé (me compreso). Insomma, conoscenti paradossalmente sconosciuti.
Voi che fareste?
Etichette: amici, conoscenti, facebook, sconosciuti, social network
15.10.08
Lezioni di storia
«La politica scolastica del partito clericale non può essere in Italia che una sola: deprimere la scuola pubblica, non far nulla per migliorarla e più largamente dotarla; favorire le scuole private confessionali con sussidi pubblici, e con sedi d’esami, con pareggiamenti; rafforzata a poco a poco la scuola privata confessionale e disorganizzata la scuola pubblica, sopprimere
al momento opportuno questa e presentare come unica salvatrice della
gioventù quella. Programma terribilmente pericoloso perchè non richiede nessuno sforzo di lotta attenta ed attiva ma solo di una tranquilla e costante inerzia, troppo comoda per i nostri burocrati e per i nostri politicanti, troppo facile per l’oligarchia opportunista che ci sgoverna».
G. SALVEMINI, Che cosa è la laicità (1907), in ID., Scritti sulla
scuola, p.891.
(dal bolso)
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16.9.08
Purché si cambi?
Prendo alcuni case study: la scuola, il lavoro, Alitalia.
Vediamo i cambiamenti della scuola:
- Classi più grandi, da 25 a 33 alunni
- Abolizione de facto del tempo pieno (va chiesto esplicitamente, e questo significa dover organizzare un gruppo di genitori allo scopo)
- Meno ore anche nel tempo normale (per esempio da 6 a 2 ore di laboratorio la settimana in un ITIS o come si chiama adesso)
Iniziamo dal fatto che lo studente è per forza meno seguito (e io in una classe di 33 ci sono stato). Poi ci sarebbe da ricordare che le famiglie monoreddito non mi sembra siano esattamente in crescita. Quanto ad avere meno ore, forse sono io che sono strano, ma dubito che riducendole i ragazzi imparino di più.
Certo, c'è la contropartita per cui la scuola costa meno grazie ai licenziamenti dei precari, cosa che naturalmente non riguarda gli indispensabili professori di religione che vennero regolarizzati qualche anno fa dalla Moratti (in un momento in cui si tagliavano i fondi alla scuola pubblica) e che sicuramente sono più necessari dei professori di matematica o italiano. Certo, a questo punto si fa prima a dire chiudiamo tutto così costa zero (che sarebbe poi l'ideale berlusconiano, così a occhio).
Il lavoro.
Senza grandi fanfare, guarda un po', il nuovo governo ha abolito la norma del precedente, imperfetta quanto vogliamo, che contrastava le dimissioni in bianco. Affogando il tutto in un provvedimento su "Semplificazione e competitività".
Sarei curioso di sapere quanti lavoratori hanno avuto un guadagno da questa abolizione; o, in alternativa, chi ritiene che le dimissioni in bianco siano qualcosa di buono (uno così vorrei proprio conoscerlo).
Alitalia
Chiariamoci, qui tanta parte della colpa ce l'hanno i sindacati, ma sostenere le loro demenziali posizioni sarebbe stato forse un po' più impegnativo se qualcuno non avesse sbandierato una presunta cordata italiana che al tempo in realtà non esisteva e che ci ha fatto sputtanare trecento di milioni di Euro in più di quanto previsto originariamente. Personalmente avrei preferito che fossero usati per altro.
Ora, il piano Air France era: acquisto della compagnia, 2000 esuberi, varia assistenza ai neolicenziati (indennizzo fino a X anni o al nuovo posto di lavoro), compagnia nel gruppo Air France KLM.
Piano della cordata: lo Stato si piglia la "bad company"(ovvero tutti i debiti) da pagare, 5000 esuberi (in realtà Alitalia+Air One è 20mila persone e il risultato dev'essere 11mila, ma tant'è), compagnia nel "gruppo" Air One (già deboluccia di suo).
Sul probabile risultato effettivo c'è da vedere, l'unica cosa certa e che non vedo un gran miglioramento rispetto alla precedente amministrazione. Se non fosse che la cosa ha ricadute sulle mie tasche di contribuente avrei quasi gusto che la cosa fallisse del tutto per spregio ai sindacati che ho trovato veramente insopportabili.
Ah, andate a chiedere a un napoletano quanta è cambiata la situazione dell'immondizia. Gli ultimi che ho sentito non avevano notato granché.
A questo punto, considerato che la popolarità di Berlusconi aumenta, il mio dubbio è: gli italiani vogliono solo sentire che qualcosa cambia o gli interessa che cambino in meglio?
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29.8.08
"Ma anche" una sega!
Non posso dire se Obama saprà migliorare la situazione degli Stati Uniti (me lo auguro, per loro E per noi), ma la cosa che apprezzo è che almeno sia disposto a proporsi come persona che ha delle posizioni chiare. Equilibrate, bilanciate, ma posizioni, cazzo.
Leggetevelo in inglese (anzi, americano, ma tant'è) e ditemi un po'.
E adesso, Walter, dimmi un po': non noti nessuna differenza? Perché il problema non è "prendere lo stile americano" e nemmeno prendere lo slogan. Dove hai fallito (e dove continui a fallire e a deludere) è nel fatto che, anche se è solo un discorso, è già molto più coraggioso di qualsiasi cosa tu abbia detto (detto, eh, mica pretendo i fatti) da quando esiste l'idea del PD.
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8.8.08
CordataItaliana™
A quanto pare l'italianità si diffonde nel mondo, perché la cordata italiana™ a quanto pare è composta da un'impresa... come dire... straniera. Parole SUE, mica me la invento io; dove abbia visto i 7000 esuberi non si sa bene, forse pensava a quelli della cordata... ehm... italiana.
Grazie alla cordata italiana™ Alitalia avrà un partner internazionale, mica come quell'aziendina del Bergamasco che era Air France-KLM. L'importante è che si tratti con tutta la calma necessaria, non è mica come se la compagnia venisse pagata con i soldi dei contribuenti, no?
E vai con la grandine...
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