13.2.08
Ciao Glen

Non conoscevo Glen da vicino. In anni di frequentazione di It.Arti.Musica.Strumenti.Chitarre, però, su alcune persone di cose ne impari.
E Glen faceva parte di quella genia di musicisti che riescono a essere praticamente sempre positivi e creativi, che stanno lì veramente perché gli piace l'idea di dare un buon consiglio a qualcuno e fare qualcosa con altre persone (su Usenet, rendetevi conto). L'unica cosa in grado di distrarlo era il goliardesco entusiasmo per la gnocca; se vi sembra fuori tono per un post del genere sappiate che lui probabilmente avrebbe apprezzato.
Nel mondo della musica ho conosciuto personalmente poche altre persone del genere, e quelle che ho conosciuto me li tengo ben strette.
FateVi un favore: date un ascolto alla sua musica e a quella degli Zizzetope.
Per quanto mi riguarda, stasera la chitarra la lascio nell'angolo.
Eccheccazzo (cit.)
Etichette: addii, chitarra, glen, gnocca, musica
Censori di quarta categoria

Non mi piace chi censura.
Tantomeno in un caso spettacolarmente idiota come quello di cui sopra.
Ora, sul blog da cui proviene troverete quanto volete di peggio o offensivo, ma per qualche bizzarro motivo l'immagine che ha fatto censurare il blog
dai gestori di Splinder dietro segnalazione è quella che vedete, sicuramente irrispettosa ma difficilmente offensiva; chiariamoci, uno si può offendere anche perché l'ho salutato agitando una mano invece che l'altra, ma a quel punto mi sento autorizzato a dargli dell'idiota.
Ora, sul blog in questione, come dicevo, si può dire di tutto (bell'incartamento tra virgole e verbi...), e a me francamente non piace per niente, ma resta un fatto: storicamente la censura ha la brutta abitudine di propagarsi; prima qualcuno censura quello che non ti piace, poi, visto che non sembri offenderti troppo, provano a vedere se gradisci il trattamento con quello che ti piace.
Trattasi di questione di principio, e a questo punto me ne frega poco se tra quando ho saputo della cosa e l'ora in cui scrivo Splinder ha de-censurato (come ho già notato più volte, il web ha per sua natura la spettacolare capacità di cancellare retroattivamente le cazzate, per chi vuole) il blog, e quindi raccolgo l'appello di Niccolò e Uriel e pubblico anch'io.
Etichette: censura
9.2.08
Taxxi!

Devo ammettere che non sono stato affatto contento di quando Bersani ha ceduto nelle trattative con i tassisti. Non fosse altro perché significava mostrarsi deboli per qualsiasi altra rivendicazione: se una categoria può usare dimostrazioni di forza (illegittime) per far annullare una riforma, tutti gli altri potranno comprensibilmente pretendere lo stesso trattamento; e chi invece non può bloccare il funzionamento del paese diventa più debole.
C'è chi considera queste situazioni le dimostrazioni di una tipicità tutta italiana, di quelle che ci fanno presumibilmente ridere dietro da tutto il mondo. Ad esempio dalla Francia, dove regn... governa un pallutissimo Sarkozy foriero di una politica di destra pragmatica ed efficiente.
A quanto pare, tralasciando le menate sull'odio Francia-Italia di Repubblica (e altre sul come il singolo italiano viene visto all'estero), le cose non vanno proprio così: a quanto pare, i tassisti francesi si sono incazzati anche prima che da noi, con rapidissimo (e, per carità, pragmatico ed efficiente) tappeto rosso.
Credo che questa sia stata la vignetta meno laboriosa di tutta la mia "carriera" di satiro.
Etichette: bersani, destra, francia, italia, liberalizzazioni, manifestazioni, sarkozy, taxi
Si può fare...

Tempo per il post adesso non ce l'ho, ma visto che la connessione col capolavoro di Mel Brooks l'hanno notata tutti ne approfitto per mettere online la vignetta prima che qualcuno mi ritenga seguitore di mode. Seguitori di mode! Su Rieducational Channel!
Etichette: frankenstein junior, Partito Democratico, si può fare, sinistra, veltroni, yes we can
8.2.08
Gomblotti, gomblotti...
L'importante è stabilire e ricordarsi costantemente che è il male. Un po' il principio di "dai una sberla a tua moglie; tu non sai perché ma lei sì".
Un buon esempio di qualche tempo fa era la mitica catena di S.Antonio sui benefici dei parlamentari, totalmente inventata. Il lato comico era che sarebbe bastato contestare quello che effettivamente hanno i suddetti parlamentari per aprire una polemica più che sostenibile; con questa fregnaccia, invece, i contestati hanno potuto rispedire al mittente e farsi pure passare per vittime (che per certi versi erano, visto che i benefici in questione erano inesistenti).
Un altro esempio è il classicissimo tormentone su papa "Nazinger". Apparentemente il fatto di essersi arruolati nella gioventù hitleriana dopo solo quattordici anni di vita e indottrinamento nella Germania nazista, luogo notoriamente rispettoso e promotore delle vere inclinazioni individuali, rende nazisti straconvinti e impenitenti.
Per carità, è verissimo che altri fecero scelte diverse nella stessa situazione, ma non si può considerare come fosse stata la scelta di un adulto libero, non indottrinato e in un paese "normale". Ci sono tanti altri temi seri su cui le posizioni e le azioni di Ratzinger possono essere criticabili, possibile che bisogni tirar fuori l'unica cosa che è assolutamente priva di valore?
Per queste cose poi una miniera è il blog di Beppe Grillo. Voi mi direte: che lo leggi a fare se pensi che siano idiozie? Per lo stesso motivo per cui mi informo su cosa dicono o fanno Bush, Ratzinger, Berlusconi e così via. Ma restiamo in argomento.
Ricordo un post sul tremendo complotto della società stessa per rendere infelice la gente. In pratica delle ragazze erano salite su un vagone della metropolitana di Milano e si erano messe a cantare; poco stranamente, qualcuno gli aveva fatto notare che rompevano un po' le balle. Nel blog di Grillo questo era un chiaro segno della volontà di limitare la libertà di espressione e di costringere la gente all'infelicità. Il singolo come pericolo temuto dalla società al punto da volerlo attivamente rendere infelice (anzi, renderli infelici uno per uno, i membri della società!), un capolavoro. Chiariamoci: di fronte alla società tutta, il singolo è una cacchetta, siamo in Cina o in Europa o dove volete; la società lo colpirà direttamente solo se acquisisce una "massa" tale da essere rilevante (vedi i personaggi pubblici).
Più inquietante, qualche giorno fa sempre in area Grillo, la tesi per cui l'ex ministro Veronesi letteralmente "creerebbe" il cancro intenzionalmente per arricchirsi con la sua fondazione. La prova? Il fatto che la fondazione è finanziata dalle società che costruiscono e gestiscono gli inceneritori.
Questo per certi versi è un piccolo gioiello della complottistica, perché, effettivamente, gli elementi sono nella "posizione giusta". Il problema è che, invertendo gli operatori, il risultato cambia.
C'è una regola per qualsiasi capitalista furbo: se anche solo la gente pensa che tu provochi un danno di qualche tipo, fai donazioni a riguardo. Magari non te ne frega una mazza, magari lo sai ma lo fai apposta perché ci guadagni, ma in ogni caso fai le donazioni; magari puoi anche aggiungere al miglioramento di immagine qualche detrazione fiscale.
È quindi banale che le società degli inceneritori facciano donazioni a una fondazione contro il cancro.
Per quanto riguarda Veronesi, il suo "complotto" avrebbe molto più senso se avesse una casa farmaceutica, magari. Il che non vuol dire che sia perfetto, geniale o che altro, ma da qui a una specie di dottore pazzo barra genio del male stile film di James Bond ce ne passa. Certo, l'untore è sempre un vecchio classico di successo...
Sempre in tema di inceneritori, c'è chi sostiene che il dramma rifiuti napoletano sia stato creato apposta dai politici per imporre la costruzione degli inceneritori contro la volontà delle genti campane.
Considerato che la crisi dei rifiuti di Napoli si è sviluppata con impressionante costanza negli ultimi vent'anni, non si può dire che i nostri politici manchino di lungimiranza. E hanno anche gusto per la sfida, visto che aspettando tutti questi anni farebbero costruire i loro amati inceneritori proprio nel periodo in cui la coscienza ambientale (o presunta tale) genera le maggiori resistenze possibili.
Certo, la realtà spesso è banale e noiosa.
Per esempio, oggi, nella rubrica degli SMS a un giornale locale, leggo di un cittadino che si inviperisce: la data delle nuove elezioni è stata scelta perché così cade appena dopo il termine per la pensione ai parlamentari, ovvero 2 anni, sei mesi e un giorno.
Il problema è uno solo: le date.
Elezioni 2006: aprile. Elezioni 2008: aprile.
Come tra l'aprile 2006 e l'aprile 2008 possano passare 2 anni, sei mesi e un giorno, devo ancora spiegarmelo.
La cosa buffa è che durante i giorni della crisi si era detto che una speranza per il governo potevano essere proprio tutti i parlamentari "nuovi" che volevano arrivare al termine per la pensione.
Ma, anche qui, la realtà è noiosa, e metterci qualche cattiveria ai propri danni la rende più sopportabile.
Naturalmente in nessuno di questi casi il pensiero del "complotto" ha alcuna utilità nel risolvere i problemi veri, ma in fondo risolveri richiede tempo e fatica, e gran parte dei problemi della società non vengono risolti entro gli anni di vita di chi inizia a occuparsene. E allora perché farlo?
Etichette: cancro, complotti, elezioni, inceneritori, ipocrisia, papa, parlamento, pigrizia, psicosi
6.2.08
Se sei negro nessuno può sentirti urlare...
Quand'ero piccolo ricordo che avevamo un compagno, di scuola o oratorio non mi sovviene, nero. Anzi, al tempo era negro. Non c'era niente di offensivo nel termine, non fosse altro perché a Bologna sentivo usare più spesso "marocchino", solitamente per definire chiunque venga da più a sud dei confini provinciali.
Poi arrivò il politically correct, e da allora non è più stato negro. Non che sia diventato bianco, ma "negro" era diventato esclusivamente razzista; non a causa di chi lo usava, paradossalmente, ma di chi non voleva usarlo. Nel frattempo i bolognesi continuarono a usare la parola "marocchino" con tutto lo spregio che potevano desiderare. Oppure "di colore" con la faccia di chi si aspetta di vedere un clown pittato nelle maniera più assurde; per tacere del fatto che bianco e nero sono entrambi non-colori.
Col tempo poi marocchino ha ceduto il posto a nordafricano e viene usato solo per gente effettivamente nordafricana (più qualcuno troppo abbronzato, ma se lo ferma la polizia vorrai mica che sia italiano), non risolvendo il fatto che se tu dici "di colore" o "nordafricano" sputando per terra e bestemmiando forse esprimi un'ombra più razzismo che a dire "Oggi ti presento un mio amico, è quel ragazzo negro con la maglia a quadri alla festa".
Quello che la brigata politically correct (macellatori di lingue e promotori di ipocrisia come pochi se ne sono visti nel XX secolo) non ha mai voluto capire è che le parole non hanno potere in sé, ma solo attraverso il significato che gli si fa dare.
Tanto che tutte le istanze di negritudine di questo mondo (anche quelle altrocolorate o negrizzate da status non etnici) continuano a prendersi le loro raffiche di calci nelle palle, ma se si lamentano gli rispondono "Cazzo vuoi ancora che già ti rispetto, diversamente bianco? Ecco, neanche sai cos'è la gratitudine!"
Ecco, continuo a pensare che la soluzione migliore sia "diversamente bianco".
PS: e non chiedetemi perché bloggo una banalità simile oggi, non ne ho la minima idea neanch'io. Negri :P
Etichette: diversamente bianchi, ipocrisia, negri, politically correct, psiche umana, razzismo, vecchi classici
3.2.08
Polemica per il gusto di...
Comunque sia, oggi si litiga sulla 194.
Il paradosso è che questa volta il problema non è l'aborto ma quello che succede dopo (il che viene collegato non si sa bene perché al discorso di Ratzinger sull'aborto in sé).
Il tutto nasce da un documento in cui professori delle facoltà di Medicina di Roma sostengono che, una volta effettuato l'aborto, SE il neonato dovesse essere vivo, in quel caso va rianimato.
La cosa comica è che, mentre scoppia la polemica, il ministro (ormai ex) Turco fa notare che la 194 non c'entra una mazza. Non se la fila nessuno, ovviamente, del resto i giornalisti sono già lì che raccolgono dichiarazioni, quindi non si può mica dire "no, guardate, in realtà è una stronzata".
Tecnicamente parlando, il principio enunciato è quasi banale (lo sarebbe, nel leggendario paese normale, ormai locato ben oltre i paradisi più o meno terrestri e Shangri-La).
Pensiamoci: quando viene eseguito l'aborto, il neonato e la madre sono, come ben sappiamo, fisicamente legati in un essere sostanzialmente unico (ok, gli eventuali medici in ascolto rabbrividiranno, ma spero di aver reso l'idea).
Una volta eseguito l'aborto, il neonato è una persona oggettivamente separata dalla madre.
Questo significa che il suo mantenimento in vita non incide più direttamente sulla persona della madre, naturalmente. Se la gravidanza in sé era il problema, è stata rimossa, l'avere un figlio non voluto pure, in quanto esiste il non riconoscimento dei figli (e se questa possibilità venisse ricordata più spesso avremmo qualche neonato in meno nei cassonetti). Come ricordato da un membro del comitato nazionale di bioetica, si può assumere che sia implicito l'abbandono giuridico (occhio, non è un'accusa ma solo il nome tecnico di quanto detto prima).
Insomma, le due vite sono separate a tutti gli effetti. Se l'aborto era dovuto a qualche malformazione, il peso dell'affrontarla ugualmente non ricade sulla madre.
A questo punto è più che comprensibile che il parere della madre sulla rianimazione sia di fatto irrilevante. Non trovo che senso abbia il lasciar morire intenzionalmente il neonato. È quasi più pietoso quanto si fa quando si sopprimono gli animali, a confronto (se ci vedete dello humor nero, c'è tutto).
Ora, probabilmente questa vi sarà sembrata la fiera della banalità. Esatto, e dovrebbe anche esserlo. Peccato che mezzo spettro politico sia lì a scannarsi non accorgendosi nemmeno che il problema di cui parlano... non c'entra una mazza.
E via con l'UDEUR che dice che è evidente la necessità di aggiornare la 194 (peccato che già la legge preveda in sostanza il principio indicato dal documento, con l'unico distinguo sul coinvolgimento della famiglia), Mantovano di AN che tira in mezzo la questione della Sapienza e un non ben chiarito "dato di realtà", la segretaria dei Radicali che sembra riferirsi al problema della nascita di bambini malformati, Angius che parla di settimane di attacchi alla 194 (se è per questo ci sono da mesi, peccato che non c'entri una mazza col documento), e per finire un po' di attivisti pro-194 che sono andati a contestare a riguardo Ferrara e la Binetti, che approvavano il documento (probabilmente in quanto per loro era anti-194, viste le posizioni di Ferrara a riguardo).
Insomma, un'epico scontro per decidere se era ball o strike... in una partita di basket.
Etichette: aborto, bioetica, rianimazione
1.2.08
Ipse dixerunt (si scriverà così?)
Comincio dalle primarie USA su Repubblica:
Durante il dibattito l'ex first lady ha rilevato come lei e Obama divergano sì su temi anche essenziali quali assistenza sanitaria, riforme economiche e politica estera; ma "basta semplicemente guardarci, e si può senz'altro affermare che noi siamo la stessa cosa", ha sottolineato, enfatizzando il comune obiettivo di strappare la presidenza agli avversari repubblicani.
Differenze su assistenza sanitaria, riforme economiche e politica estera "ma siamo la stessa cosa". Oddio oddio oddio, gli abbiamo passato il virus della sinistra italiana.
Sinistra italiana che, a dire il vero, di essere tutta "la stessa cosa" non lo direbbe mai, piuttosto la morte (o la caduta del governo, a scelta).
Dettaglio però molto importante di cui dovrebbe tenere conto l'Italia: da LORO, congresso e presidenza NON sono la stessa cosa, indi un ticket di questo tipo ha un effetto molto diverso dei terrificanti poli blindati italiani.
Come al solito, esportiamo la roba e dopo funziona meglio all'estero che da noi. Se fossero vere le leggende popolari (e, diciamolo, fondamentalmente razziste), a lavorare per tutto il mandato con Obama Hillary potrebbe restituire un certo favore a suo marito :D
In termini di "bonus track", un pronunciamento ecclesiale su un recente studio scientifico.
La mia impressione è che il SIR, come molti altri soggetti costantemente impegnati nella disputa scienza vs religione, si sia perso per strada una questione fondamentale: la conoscenza non ha un fine in sé stessa.
Per lo stesso motivo per cui non è l'invenzione della dinamite a fare di Nobel un assassino e per cui chi ha studiato l'energia nucleare non diventa automaticamente assassino di tutti gli abitanti di Hiroshima e Nagasaki, né Mendel diventa responsabile dell'eugenetica nazista, studiare la riproduzione e le varie possibilità che conoscenza e tecnologia apre non significa prendere posizione a favore o meno di un certo tipo di riproduzione.
E allora non ha nessun senso battersi contro la ricerca, non più di quanto avesse senso nella preistoria se qualcuno avesse detto "Ma sapete che questi "coltelli" che stiamo inventando potrebbero essere una cattiva idea? Possiamo farci del male! Lasciamo perdere, dai."
Onestamente della ricerca sarebbe molto più preoccupante il fatto che il corredo genetico così ricavato sia tutt'altro che di "buona qualità", ma un problema ben più importante per il SIR è (testuale) che "anche coppie omosessuali potrebbero avere un figlio biologicamente proprio".
Perché se uno nasce figlio di un assassino, di un dittatore, di uno stupratore e così via non è grave, ma se nasce figlio di una coppia omosessuale chissà che brutti valori che prenderà su.
Nota a margine: la disputa scienza vs religione è, da entrambe le parti, una delle dispute più idiote della storia. Per forza di cose e sana tradizione umana ha di conseguenza fatto una quantità di danni immane.
Io continuo a pensare che chiunque confonda le due cose non ha capito una mazza né di cosa è la scienza né di cosa è la religione.
Di solito la cosa si configura come "La scienza può fare cose brutte" da una parte (seguito da "la ricerca e la conoscenza devono essere censu... ops, controllate), e dall'altra come "La religione dice cose non dimostrabili scientificamente" (seguito da "la scienza è la mia religione").
1. Conoscenza e applicazione sono due cose diverse. Io, come chiunque altro, sono perfettamente in grado di spaccare la testa a qualcuno, ma non per questo ammazzo mia figlia. E anche se è da millenni che l'uomo scrive stronzate l'invenzione della scrittura è oggettivamente positiva.
2. Perché la religione non è scienza, sarebbe come dire che la matematica a livello di endecasillabi è un disastro.
Ognitanto non so chi prenderei più a schiaffoni tra integralisti e "scientisti".
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Relativisti? Tié! (o I più uguali parte 2)

Piccola premessa. Questo non è un NUOVO attacco alle gerarchie vaticane, ma un VECCHIO attacco, nel senso che doveva essere la parte seconda di un post precedente, poi rimasta incastrata nelle pastoie della crisi di governo e altre faccende assortite. Non accanimento, quindi ma completamento.
In realtà, a dirla tutta, non è nemmeno un attacco.
Anzi, io oggi dico che Papa Benedetto XVI HA RAGIONE e voglio anzi riproporre il suo messaggio per la Giornata della comunicazione.
In particolare ho apprezzato questo passaggio:
Occorre evitare che i media diventino il megafono del materialismo economico e del relativismo etico, vere piaghe del nostro tempo. Essi possono e devono invece contribuire a far conoscere la verità sull’uomo, difendendola davanti a coloro che tendono a negarla o a distruggerla. Si può anzi dire che la ricerca e la presentazione della verità sull’uomo costituiscono la vocazione più alta della comunicazione sociale. Utilizzare a questo fine tutti i linguaggi, sempre più belli e raffinati di cui i media dispongono, è un compito esaltante affidato in primo luogo ai responsabili ed agli operatori del settore.
Giusto, giustissimo, bravo. Anzi, aggiungo:
L’uomo ha sete di verità, è alla ricerca della verità; lo dimostrano anche l’attenzione e il successo registrati da tanti prodotti editoriali, programmi o fiction di qualità, in cui la verità, la bellezza e la grandezza della persona, inclusa la sua dimensione religiosa, sono riconosciute e ben rappresentate.
Splendido, assolutamente.
Recupero anche un passaggio iniziale, sempre importantissimo:
I media, nel loro insieme, non sono soltanto mezzi per la diffusione delle idee, ma possono e devono essere anche strumenti al servizio di un mondo più giusto e solidale. Non manca, purtroppo, il rischio che essi si trasformino invece in sistemi volti a sottomettere l’uomo a logiche dettate dagli interessi dominanti del momento. E’ il caso di una comunicazione usata per fini ideologici o per la collocazione di prodotti di consumo mediante una pubblicità ossessiva. Con il pretesto di rappresentare la realtà, di fatto si tende a legittimare e ad imporre modelli distorti di vita personale, familiare o sociale.
E io quindi APPLAUDO questi sani principi, e voglio iniziare una sana battaglia contro il relativismo nei media per la Verità in cui credo.
Tanto per cominciare, c'è in Italia un gruppo di potere che usa i media per fini ideologici e, col pretesto di rappresentare la realtà, cerca di imporre un modello di vita distorto e che nega la bellezza e la grandezza delle persone, vuole sottomettere chi non condivide le sue idee al suo interesse e si oppone a legami e solidarietà non conformi ai suoi modelli.
In nome di Benedetto XVI: fermate Joseph Ratzinger.
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