25.1.08
Un dubbio
Considerando la maggioranza che aveva a disposizione il governo Prodi, è durato molto più del previsto (governi con molto più margine sono caduti molto prima).
Come ha detto qualcuno, potevano farlo cadere praticamente quando volevano. Per cui si presume che qualcosa sia cambiato dal momento in cui l'opposizione voleva tenerlo in vita e oggi. Qualche scusa per lasciar passare la fiducia si trovava sicuramente.
Il dubbio che viene è che l'Unione abbia fatto abbastanza "lavoro sporco" da rendere accettabile di vincere le elezioni e dover prendere in mano il paese di nuovo. Insomma, Prodi avrebbe "veramente" migliorato le cose, altrimenti perché andare a elezioni per poi dover prendere misure d'emergenza e probabilmente impopolari (cosa che un populista come Berlusconi detesta)?
Comunque sia, complimenti a Prodi per aver affrontato la crisi in maniera seria anche sotto il profilo "formale". Per il resto spero (ma ci credo poco) che il Partito Democratico possa riservare qualche sorpresa alle elezioni.
Nel frattempo, Berlusconi ha già annunciato che finalmente potrà procedere alla riforma della giustizia. Sento già male al culo.
Come ha detto qualcuno, potevano farlo cadere praticamente quando volevano. Per cui si presume che qualcosa sia cambiato dal momento in cui l'opposizione voleva tenerlo in vita e oggi. Qualche scusa per lasciar passare la fiducia si trovava sicuramente.
Il dubbio che viene è che l'Unione abbia fatto abbastanza "lavoro sporco" da rendere accettabile di vincere le elezioni e dover prendere in mano il paese di nuovo. Insomma, Prodi avrebbe "veramente" migliorato le cose, altrimenti perché andare a elezioni per poi dover prendere misure d'emergenza e probabilmente impopolari (cosa che un populista come Berlusconi detesta)?
Comunque sia, complimenti a Prodi per aver affrontato la crisi in maniera seria anche sotto il profilo "formale". Per il resto spero (ma ci credo poco) che il Partito Democratico possa riservare qualche sorpresa alle elezioni.
Nel frattempo, Berlusconi ha già annunciato che finalmente potrà procedere alla riforma della giustizia. Sento già male al culo.
Etichette: Berlusconi, governo, Partito Democratico, Prodi, risanamento, sfiducia, Unione
24.1.08
Calma, dignità e classe
Da Repubblica.It, l'UDEUR mostra tutta la sua profonda cultura politica e democratica:
16:00 Barbato si scaglia contro Cusumano: pezzo di merda
Al grido di "pezzo di merda" il senatore tommaso Barbato, capogruppo dell'Udeur a palazzo Madama, è corso in aula mentre dal video fuori dall'aula stava ascoltando la dichiarazione di voto di Nuccio Cusumano.
16:03 Malore di Cusumano il Aula per le urla di Barbato
Al termine del suo discorso nell'aula del Senato il senatore dell'Udeur Nuccio Cusumano si è sentito male. Il malore è arrivato dopo che il capogruppo del Campanile Barbato è entrato in Aula e andandogli incontro gli ha urlato in faccia "Pagliaccio, venduto". In aula intanto era scoppiato l'inferno con insulti - "cesso", "troia" e "frocio" - indirizzati a Cusumano. Il senatore è stato soccorso da colleghi e commessi, mentre il presidente Marini ha sospeso la seduta per cinque minuti. Cusumano, dopo essersi messo a piangere, si è sdraiato tra i banchi circondato dai colleghi, in attesa dell'arrivo del medico.
16:11 "Barbato ha sputato a Cusumano"
Non si è limitato all'improperio in Transatlantico, ma una volta entrato in aula Tommaso Barbato si è diretto verso il banco del collega di partito dell'Udeur, Nuccio Cusumano, e gli ha "sputato in faccia, cercando anche di colpirlo", facendogli con le mani il segno della pistola. Cusumano, sentitosi aggredito, "è svenuto" e quindi il presidente Marini ha sospeso la seduta dell'aula per alcuni minuti. A riferire ai giornalisti quanto accaduto nell'emiciclo è il senatore Sergio De Gregorio, leader del Movimento degli italiani all'estero.
Calma, dignità e classe, per l'appunto.
16:00 Barbato si scaglia contro Cusumano: pezzo di merda
Al grido di "pezzo di merda" il senatore tommaso Barbato, capogruppo dell'Udeur a palazzo Madama, è corso in aula mentre dal video fuori dall'aula stava ascoltando la dichiarazione di voto di Nuccio Cusumano.
16:03 Malore di Cusumano il Aula per le urla di Barbato
Al termine del suo discorso nell'aula del Senato il senatore dell'Udeur Nuccio Cusumano si è sentito male. Il malore è arrivato dopo che il capogruppo del Campanile Barbato è entrato in Aula e andandogli incontro gli ha urlato in faccia "Pagliaccio, venduto". In aula intanto era scoppiato l'inferno con insulti - "cesso", "troia" e "frocio" - indirizzati a Cusumano. Il senatore è stato soccorso da colleghi e commessi, mentre il presidente Marini ha sospeso la seduta per cinque minuti. Cusumano, dopo essersi messo a piangere, si è sdraiato tra i banchi circondato dai colleghi, in attesa dell'arrivo del medico.
16:11 "Barbato ha sputato a Cusumano"
Non si è limitato all'improperio in Transatlantico, ma una volta entrato in aula Tommaso Barbato si è diretto verso il banco del collega di partito dell'Udeur, Nuccio Cusumano, e gli ha "sputato in faccia, cercando anche di colpirlo", facendogli con le mani il segno della pistola. Cusumano, sentitosi aggredito, "è svenuto" e quindi il presidente Marini ha sospeso la seduta dell'aula per alcuni minuti. A riferire ai giornalisti quanto accaduto nell'emiciclo è il senatore Sergio De Gregorio, leader del Movimento degli italiani all'estero.
Calma, dignità e classe, per l'appunto.
I più uguali

Premessa: questo post si può considerare un attacco alla Chiesa.
Seconda premessa: Chiesa non significa cristianesimo o cattolicesimo, né significa i cattolici in quanto tali, né necessariamente tutto il clero. Purtroppo però la Chiesa ha come esponenti principali e determinanti un papa e, in Italia, il presidente della CEI.
Chiarito lo "scope" del termine Chiesa usato in questo post, passo all'ennesima dichiarazione del cardinale Bagnasco (cito da Kataweb, ma lo trovate in doc anche su ChiesaCattolica.It):
"Conferendo diritti e privilegi alle persone conviventi, apparentemente non si tolgono diritti e privilegi ai coniugi, ma si sottrae di fatto ai diritti e ai privilegi dei coniugi il motivo che è alla loro radice, ossia l’istituto matrimoniale che nessuno – a questo punto − può avere l’interesse a rendere inutile o pleonastico, o a offuscare con iniziative, quali il divorzio breve, che avrebbero la forza di incidere sulla mentalità e il costume, inducendo atteggiamenti di deresponsabilizzazione."
Quindi il problema non è tutelare il matrimonio (giusto), non è (giusto) sostenerlo, non è renderlo "vantaggioso" rispetto ad altre soluzioni meno impegnative per chi le contrae (comprensibile), ma si chiede di negare qualsiasi diritto a scelte diverse perché questo potrebbe anche minimante intaccare la situazione di "massimo vantaggio".
Insomma, ancora una volta non si chiede di essere sostenuti e tutelati nelle proprie scelte ma di penalizzare quelle altrui (perché dire "io devo avere tutti i privilegi possibili e gli altri non meno ma proprio nessuno" è esattamente questo) in base a precetti morali non necessariamente condivisi dagli altri in questione. Questo, vorrei ricordarlo, in uno Stato ufficialmente laico ma che già si fa carico di parte del processo di indottrinamento.
Che io sappia, uno Stato che impone un particolare modello di vita (sia questo religioso o anche solo "etico") raramente viene considerato civile. Senza voler fare un paragone diretto con questi casi (ma ad alcuni potremmo avvicinarci pericolosamente, proseguendo su questa strada), ecco qualche esempio storico di "modelli di vita imposti": Russia (sovietica), Italia (fascista), USA (esportazione della democrazia), Iran (attuale).
D'altro canto, ci sono un paio di passi della Bibbia di sicuro interesse a riguardo:
"Se qualcuno poi non vi accoglierà e non darà ascolto alle vostre parole, uscite da quella casa o da quella città e scuotete la polvere dai vostri piedi"
Il che mi sembra ben diverso dall'atteggiamento di Bagnasco, francamente poco apprezzabile anche secondo le regole della nostra Costituzione, che vorrebbe tutti uguali (non che Bagnasco sia contro ma, per citare, esige di essere più uguale degli altri).
Forse sono stupido (del resto secondo Ratzinger sono tra i responsabili delle guerre nel mondo), ma continuo a pensare che un principio fondamentale della società, e principio fondante dello stesso istituto del matrimonio (altro che la fantomatica "legge naturale" che si sente invocare puntualmente), sia che, dato che l'uomo è più "forte" in gruppo, è giusto e doveroso accettare e incoraggiare qualsiasi situazione in cui più persone vogliono costruire qualcosa assieme (unica eccezione: quando si costruisce qualcosa per danneggiare la comunità).
Questa è la base della società umana prima ancora del matrimonio (che è oggettivamente una forma di unione particolare). E il problema non è tanto che il Vaticano preferisca un tipo di unione particolare, ma l'assurda pretesa di impedirne altri.
In realtà il problema matrimonio/unioni di fatto è solo una manifestazione del solito, inevitabile problema: il relativismo.
Se, per assurdo, stesse a me e a Ratzinger decidere come deve vivere la gente in Italia, il risultato sarebbe che, dato che io sono relativista (brutto, cattivo e pagano) i cattolici devono poter vivere da cattolici ma che, dato che Ratzinger non è relativista (e quindi buono e tollerante) gli altri si devono adeguare perché in ogni caso l'unico bene è quello che viene comportandosi da cattolici.
Forse, a questo punto, mi viene da dire che sono stupido io, e che dovrei fare come Ratzinger e Bagnasco, ovvero rifiutare di riconoscere qualsiasi dignità a chi ha idee diverse dalle mie (secondo il modello non-relativista di Ratzinger, per me lui dovrebbe essere un truffatore ciarlatano che governa un'incivile totalitarismo teocratico).
Ma io ho dei principi e infatti, nonostante uno come me per la Chiesa sia il massimo del male: per rispetto della mia compagna e di chi mi stava attorno mi sono sposato in chiesa, ho permesso che mia figlia venisse battezzata (nota curiosa: per la Chiesa un non credente non può "permettere" che la figlia sia battezzata come impegno per l'altro coniuge, deve per forza impegnarsi alla crescita cristiana del figlio anche lui), e mia figlia andrà l'anno prossimo a un asilo cattolico. Nessuno poteva costringermi a farlo, ma l'ho fatto lo stesso (e per quanto riguarda l'atteggiamento della Chiesa me ne sto amaramente pentendo).
Nel frattempo i maggiori esponenti della Chiesa si battono perché chi ha idee diverse non abbia diritti e, per essere ben chiari, ricordano che non ne deve avere nessuno. E mi chiedo in quale campo verrà la prossima richiesta di "togliere diritti" o rendere "superiore" o privilegato chi segue un modello conforme.
A questo punto, mi chiedo, perché non dovrei dare ragione a Ratzinger e decidere che il mio punto di vista è oggettivamente giusto e portatore di bene e che chi non lo condivide non deve avere diritti?
Semplice: io ho alcuni principi superiori al mio interesse. Ratzinger e Bagnasco no.
Purtroppo il modello di pensiero italiano è più vicino ai secondi che a me (un buon esempio se ne ha in un vecchio post dei Bolsi), e finché non si finisce in una minoranza si pensa che tutto sommato il problema non è così grave.
Se non fosse il concetto su sui si appoggia qualsiasi totalirasmo in fieri non sarebbe neanche tanto preoccupante (no, non sto dicendo che stia nascendo una dittatura in Italia, esistono più forme di totalitarismo).
Etichette: Bagnasco, CEI, laicità, ratzinger, relativismo, religione, stato etico, tolleranza, totalitarismo
20.1.08
Strabismo per due
Ha sempre un sapore triste vedere un politico che, attaccando la magistratura per un'inchiesta su di lui, dice che non difende sé stesso ma i pover cittadini che non hanno visibilità sui media. Perché, se è vero che il procuratore Maffei soffre di "strabismo" giudiziario, allora anche Mastella farebbe bene a fare un giro dall'oculista.
Mastella ha infatti dichiarato che contro questa giustizia che, tra le altre cose, usa le malvage intercettazioni contro cui lui si batte, combatte perché "loro distruggono le famiglie". Ed è anche per questo che lui si è dimesso, per potersi difendere "da cittadino comune".
Ora, forse io ho un concetto di cittadino diverso da Mastella, ma non mi risulta che il "cittadino comune" possa imporre alla maggioranza di governo di approvare una relazione in cui si stabilisce che le azioni della procura che lo accusa sono illegittime/illegali/distorte/ecc., impegnando di fatto il nuovo ministro della giustizia (ovvero il Presidente del Consiglio) a provvedere contro di essa; pena, in caso contrario, la caduta del governo.
Ma mettiamo da parte queste quisquilie e andiamo al sodo. Mastella dice che questa giustizia colpisce le famiglie, e che lui le vuole difendere. Lui vuole bene ai cittadini. E infatti si è battuto contro le intercettazioni. Ok.
Ora vorrei sapere dov'era Mastella quando è stata estesa di un anno la normativa "antiterrorismo" sulla data retention:
http://gazzette.comune.jesi.an.it/2005/173/1.htm
Stranamente non ricordo intraversamenti, minacce di uscita dal governo (e dire che gli vengono facili) o altre contestazioni.
Ma forse (eufemismo) siamo alla solita questione alla Berlusconi: le leggi vanno bene finché non toccano il proprio interesse e la magistratura è "giusta e degna di fiducia" tranne, guarda un po', quella che indaga su di te (e che, per inciso, è sempre legata a un singolo magistrato psicopatico, che stranamente riesce a convincere tutto il resto della "catena burocratica" riguardo ai procedimenti).
Io, sciocciamente, pensavo che la propria innocenza o l'inconsistenza delle accuse si potesse dimostrare in tribunale, qualunque cosa esca sui giornali (che, fino a prova contraria, non mi risulta abbiano valore di prova in tribunale).
Come già detto in passato, devo riconoscere a Mastella una discreta abilità: col bel gesto delle doppie dimissioni ha fatto la figura di quello che non usa il potere politico, e poi con un (molto meno elegante) ricatto politico (comunicato per altro da Fabris, per non rovinare la scena) chiede (eufemismo) a Prodi di fargli il lavoro sporco.
Dal punto di vista "tecnico" non posso che fargli tanto di cappello.
In appendice metto un paio di altri esempi di come ormai sia normale rispondere alle azioni (giuste o sbagliate che si ritengano) del potere giudiziario tramite il semplice escamotage di sparare assurdità totalmente prive di senso, un po' come il mitico Bertinotti di Guzzanti:
1. Mastella e signora hanno dichiarato che sono perseguitati dalla magistratura per il loro impegno cattolico.
Sarebbe SPLENDIDO vedere un qualunque cattolico proveniente dai paesi in cui DAVVERO essere cattolici (o di qualsiasi altro culto oppresso sul serio) è un problema dirgli cosa ne pensa. Certo, non potrei garantire per la loro salute dopo l'incontro.
2. Cuffaro, governatore della Sicilia, è stato condannato a cinque anni per favoreggiamento. Ha dichiarato che non si dimetterà perché non è stato condannato per associazione mafiosa e quindi è chiaro che è dimostrata la sua innocenza.
Il bispensiero a quest'uomo gli fa una sega, per dirla come va detta.
AGGIUNTA
3. Dimenticavo, parlando di terrorismo, che una delle tante scuse per la "stretta" era il rischio attentati palesato, per esempio, dal "progetto" di attentato a S.Petronio a Bologna, dove c'è un affresco, basato sulla Divina Commedia, in cui Maometto bruciava all'Inferno. Quattro presunti terroristi vennero arrestati mentre studiavano l'affresco.
In realtà, leggevo qualche giorno fa (e non mi pare fosse stato precisato prima), si trattava di quattro dipendenti del ministero dell'industria siriano, regolarmente in visita in Italia per lavoro e che avevano deciso di visitare la chiesa (magari incuriositi proprio dall'affresco, perché no). Sono rimasti a disposizione delle forze dell'ordine il tempo minimo per i chiarimentio e poi subito lasciati andare. Peccato che invece la campagna su "a momenti facevano saltare S.Petronio" sia andata avanti molto più a lungo.
E adesso che si fa, arrestiamo tutti i musulmani che aprono una copia della Divina Commedia?
Mastella ha infatti dichiarato che contro questa giustizia che, tra le altre cose, usa le malvage intercettazioni contro cui lui si batte, combatte perché "loro distruggono le famiglie". Ed è anche per questo che lui si è dimesso, per potersi difendere "da cittadino comune".
Ora, forse io ho un concetto di cittadino diverso da Mastella, ma non mi risulta che il "cittadino comune" possa imporre alla maggioranza di governo di approvare una relazione in cui si stabilisce che le azioni della procura che lo accusa sono illegittime/illegali/distorte/ecc., impegnando di fatto il nuovo ministro della giustizia (ovvero il Presidente del Consiglio) a provvedere contro di essa; pena, in caso contrario, la caduta del governo.
Ma mettiamo da parte queste quisquilie e andiamo al sodo. Mastella dice che questa giustizia colpisce le famiglie, e che lui le vuole difendere. Lui vuole bene ai cittadini. E infatti si è battuto contro le intercettazioni. Ok.
Ora vorrei sapere dov'era Mastella quando è stata estesa di un anno la normativa "antiterrorismo" sulla data retention:
http://gazzette.comune.jesi.an.it/2005/173/1.htm
Stranamente non ricordo intraversamenti, minacce di uscita dal governo (e dire che gli vengono facili) o altre contestazioni.
Ma forse (eufemismo) siamo alla solita questione alla Berlusconi: le leggi vanno bene finché non toccano il proprio interesse e la magistratura è "giusta e degna di fiducia" tranne, guarda un po', quella che indaga su di te (e che, per inciso, è sempre legata a un singolo magistrato psicopatico, che stranamente riesce a convincere tutto il resto della "catena burocratica" riguardo ai procedimenti).
Io, sciocciamente, pensavo che la propria innocenza o l'inconsistenza delle accuse si potesse dimostrare in tribunale, qualunque cosa esca sui giornali (che, fino a prova contraria, non mi risulta abbiano valore di prova in tribunale).
Come già detto in passato, devo riconoscere a Mastella una discreta abilità: col bel gesto delle doppie dimissioni ha fatto la figura di quello che non usa il potere politico, e poi con un (molto meno elegante) ricatto politico (comunicato per altro da Fabris, per non rovinare la scena) chiede (eufemismo) a Prodi di fargli il lavoro sporco.
Dal punto di vista "tecnico" non posso che fargli tanto di cappello.
In appendice metto un paio di altri esempi di come ormai sia normale rispondere alle azioni (giuste o sbagliate che si ritengano) del potere giudiziario tramite il semplice escamotage di sparare assurdità totalmente prive di senso, un po' come il mitico Bertinotti di Guzzanti:
1. Mastella e signora hanno dichiarato che sono perseguitati dalla magistratura per il loro impegno cattolico.
Sarebbe SPLENDIDO vedere un qualunque cattolico proveniente dai paesi in cui DAVVERO essere cattolici (o di qualsiasi altro culto oppresso sul serio) è un problema dirgli cosa ne pensa. Certo, non potrei garantire per la loro salute dopo l'incontro.
2. Cuffaro, governatore della Sicilia, è stato condannato a cinque anni per favoreggiamento. Ha dichiarato che non si dimetterà perché non è stato condannato per associazione mafiosa e quindi è chiaro che è dimostrata la sua innocenza.
Il bispensiero a quest'uomo gli fa una sega, per dirla come va detta.
AGGIUNTA
3. Dimenticavo, parlando di terrorismo, che una delle tante scuse per la "stretta" era il rischio attentati palesato, per esempio, dal "progetto" di attentato a S.Petronio a Bologna, dove c'è un affresco, basato sulla Divina Commedia, in cui Maometto bruciava all'Inferno. Quattro presunti terroristi vennero arrestati mentre studiavano l'affresco.
In realtà, leggevo qualche giorno fa (e non mi pare fosse stato precisato prima), si trattava di quattro dipendenti del ministero dell'industria siriano, regolarmente in visita in Italia per lavoro e che avevano deciso di visitare la chiesa (magari incuriositi proprio dall'affresco, perché no). Sono rimasti a disposizione delle forze dell'ordine il tempo minimo per i chiarimentio e poi subito lasciati andare. Peccato che invece la campagna su "a momenti facevano saltare S.Petronio" sia andata avanti molto più a lungo.
E adesso che si fa, arrestiamo tutti i musulmani che aprono una copia della Divina Commedia?
Etichette: cittadini comuni, complementi di faccia come il culo comparata, Cuffaro, data retention, diritti, giustizia, immunità, intercettazioni, magistratura, mastella, notizie, terrorismo