28.10.07

Senza vignetta 

Perché cosa creo una vignetta a fare quando la realtà lascia indietro di svariate lunghezza la cosa più delirante che posso inventarmi?

http://www.repubblica.it/2007/10/sezioni/esteri/iraq-120/lonely-planet/lonely-planet.html

Per un po' vedrò di sperare in una smentita, in una bufala. Non si sa mai...

20.10.07

Chapeau, monsieur Clemente 

C'è un tipico modo di intendere la critica alla politica attuale che è considerare i politici degli idioti. Il bello è che viene da chiedersi come mai proprio questi idioti siano arrivati così in alto. Qualche caso ci può essere (ad esempio un noto cespuglio che semina bombe dove ai terroristi fa più comodo), ma in generale la voglia di quei posti è tale che le capacità per prenderli ci vogliono eccome (per esempio pensate che la mafia dia i suoi voti al primo che capita?).

Prendiamo Clemente Mastella.
Piagnucoloso, permaloso, e tante altre cose che finiscono in -oso e difficilmente sono considerabili complimenti. Ma non stupido. Niente affatto stupido, perché se lo fosse probabilmente al suo posto ci sarebbe qualcun altro. Essendo furbo invece c'è lui, e probabilmente ci resterà: del perché ne ha dato dimostrazione in questi giorni, in cui l'unica alternativa che ha avuto davanti era vincere la partita.

Tutto comincia dall'inchiesta "Why Not?" del PM De Magistris di Bari. Mastella viene indagato.
Guarda caso negli stessi giorni chiede il trasferimento di De Magistris.
Primo punto critico: se De Magistris viene trasferito Mastella si può dire che abbia "vinto", almeno per il momento.
Non va così, per ora (la decisione mi pare sia ancora in sospeso presso il CSM), ma vediamo cosa innesca la mossa.
Il problema è che a questo punto De Magistris sta indagando su chi ne chiede il trasferimento. Questo crea quindi un conflitto di interessi, se così si può dire (tecnicamente si parla di incompatibilità).
Le alternative sono a questo punto due: astenersi dall'inchiesta o no.
Se si astiene, possiamo dire che Mastella abbia "vinto".
Ancora una volta NON va così, ma che succede?
Succede che, essendoci un'incompatibilità e non essendosi lui astenuto l'inchiesta gli viene avocata PROPRIO per quell'incompatibilità, creata PROPRIO un'iniziativa di Mastella.
Possiamo dire che, per il momento, Mastella abbia decisamente "vinto" questo scontro. Quando riguardiamo indietro, ci accorgiamo che tutti gli sbocchi della vicenda erano sempre modi diversi per vincerla.

Chiamatelo pure stupido.

Chapeau.

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16.10.07

Populismo 

Sembra che certe cose non si imparino mai.
E stavolta tocca a un guru della sinistra americana riabilitare il populismo. Francamente mi vengono i brividi:

Cos'è il populismo? Populismo significa appellarsi alla popolazione; è un'accusa grave se viene da chi guida l'opinione pubblica. Pensano che la popolazione debba essere tenuta lontana dalla gestione degli affari pubblici. Pensano che la popolazione dovrebbe essere spettatrice e non partecipe.


e ancora (mi scuso per la lunghezza, ma mi sembrerebbe poco serio commentare senza riprendere almeno i punti principali)

le persone responsabili che dovrebbero guidare il Paese devono essere tenute al riparo dalle sue iniziative, dalla sua rabbia. Non è una posizione inusuale; è comune tra i liberal, gli intellettuali democratici e, da loro, si trasferisce alle classi dirigenti. E' chiaro, quindi, perché le persone al potere non agiscono secondo i desideri della popolazione; questo è l'opposto di una democrazia funzionante.


In teoria tutto questo è molto bello e candido, ma fermiamoci un attimo a pensare.
Chi protesta contro la classe politica italiana attuale (proteste per alcuni versi giustissime) dice che il sistema non funziona più perché la gente non è in grado di accorgersi che elegge persone che danneggiano il paese e quindi li rimette sempre lì; direi che è innegabile, visto che in Italia nulla vieta di candidarsi come alternativa e che non esiste altro modo di restare in Parlamento che essere votati. Quindi la gente non capisce o non riesce a ottenere le informazioni necessarie a valutare la situazione.
Allo stesso tempo però si dice che bisogna fare esattamente quello che vuole la gente perché il popolo è quello che decide. Il principio è sacro, ma il ragionamento diventa incoerente.
Il popolo non va bene quando elegge Mastella ma va bene se dice di mandarlo via. Questo può avere senso solo se una parte decide che il suo giudizio vale per quello di tutto il popolo (come nei vari "Non fa quello che voglio io quindi deve andare a casa") e questo, che io sappia, non è democrazia.

La democrazia è, per forza di cose, disfunzionale. La regola democratica vuole che, se il popolo decide di eleggere il più allucinante idiota alla sua guida, l'idiota in questione lo guidi. Usare qualsiasi momento diverso dalle elezioni per decidere se il ruolo affidato dal popolo deve essere mantenuto o meno è MOLTO pericoloso e dovrebbe essere fatto con un grandissimo senso di responsabilità.

Il grande, immenso valore della democrazia non è il fatto di avere qualcuno che fa quello che vuoi tu al posto tuo, ma è il fatto di poter andare tu, se il popolo vorrà fidarsi di te (a torto o ragione che sia), a cambiare o mantenere le cose. E questo significa un sacco di lavoro, purtroppo; motivo per cui venne creato il concetto di politico di professione. Concetto che, ironia della sorte, viene avversato proprio da categorie che allo stesso tempo protestano perché non possono influire sulla politica della nazione, a causa delle difficoltà di lavoro o mancanza del suddetto ecc. ecc.
Ci si potrebbe scrivere un'enciclopedia, e la cosa molto triste è vedere qualcuno che su queste cose, da populista appunto, ci marcia sopra per una guerra sua.
Perché il populismo non è dire di cosa ha bisogno il popolo, ma dire al popolo quello che il popolo vuole sentirsi dire. Il che andrebbe benissimo, se ritenessimo che il nostro paese già sia in grado di fare le scelte migliori possibili; e se le facesse la situazione non sarebbe tremenda come lo è secondo chi protesta.
Come dicevo, ci vorrebbe un'enciclopedia più che un blog, e si andrebbe sicuramente oltre i miei ampi limiti culturali. Però c'erano alcune frasi di un documentario che passava questa sera su History Channel che sono piuttosto adatte al contesto (non sono prese parola per parola):


...diede ascolto alla rabbia dei disoccupati e dei veterani dopo la guerra e diede loro modo di incanalarla. [...] Si propose come un uomo ragionevole, disposto a capire i problemi per realizzare il bene del paese


Il soggetto era un tale Adolf Hitler.

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14.10.07

Les primarie 

Un paio di pensieri volanti (postati in ritardo perché ultimamente Blogger pubblica quando gli pare).

Affluenza assolutamente positiva, oltre i 3 milioni. Questa non è solo una questione riguardante la sinistra ma il paese in generale. La gente si rende conto che se è importante incazzarsi è anche importante usare tutte le occasioni possibili per influenzare il processo democratico.
Qualcuno ha già osservato che alle precedenti primarie i votanti erano 4 milioni, ma guardiamo ad alcuni fattori: voto di protesta contro Berlusconi e prime primarie del paese. Stavolta invece non c'era l'effetto novità e il voto riguarda parte di una coalizione divisa e al governo con tutte le difficoltà che si sanno. Senza contare le campagne contro ogni genere di rapporto tra cittadini e politica di Grillo e simili e, ultimo ma non meno importante, il fatto che a votare non ci va chi segue un'intera coalizione ma solo una parte.

Per quanto riguarda i risultati veri e propri, sono tutto sommato abbastanza contento, anche se sono diversi dalle mie previsioni. NOTA: al momento di scrivere avevo solo le prime proiezioni
Sulla vittoria di Veltroni non c'erano dubbi, e tutto sommato è un bene: sa comunicare bene alla gente, anche se a volte mostra un'attitudine al bispensiero inquietante (riproposta alla grande da Crozza stasera). Il problema era l'eventualità che il centro non si sentisse rappresentato, con tutte le conseguenze che potevano esserci (dall'uscita agli elettori che potrebbero non fidarsi in futuro). Sia come sia, alla fine ho votato Letta, pensando che avesse più possibilità lui rispetto alla Bindi di fare "massa" e quindi bilanciare il tutto.
E invece c'è un Veltroni al 75% e la Bindi seconda arrivata con 13-14%. Se, personalmente, Veltroni l'avrei preferito al 70%, sono molto contento che al secondo ci sia la Bindi.
Sia chiaro, da molte delle sue opinioni mi separa qualche oceano, ma tendo a rispettare il fatto che abbia lavorato su questioni (in teoria) in conflitto con le sue posizioni con molta serietà, effettuando qualcosa che assomigliava non poco a un mezzo suicidio politico (es. i DiCo).
Sia come sia, il centro dovrebbe avere il suo spazio e, per una volta, si è premiato qualcuno più per le azioni che per l'immagine.

Ora il più (ed è un più mica da poco) è che questa premessa venga tradotta concretamente in una forza positiva. Ugualmente importante è che i cittadini si ricordino anche in futuro che il loro prendere parte alla vita politica del paese non è un optional ma è parte integrante della democrazia (fermo restando che tenersene fuori è un diritto).

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