26.5.07

L'insostenibile leggerezza dell'imbarazzo 

C'è una parola bellissima che gira in questi giorni, ed è "IMBARAZZO".

L'ho trovata sul sito del referendum elettorale, un sito che mostra come si possa aprire un'iniziativa correttissima sapendo fin dall'inizio che anche in caso di successo il fallimento sarà totale.
Mi spiego: uno dei promotori del referendum è Mario Segni. L'uomo che spinse il referendum per l'uninominale e sull'onda di questo trionfo venne eletto solo grazie al recupero proporzionale. Questo dovrebbe già dare una buona idea della situazione.

Ora, i quesiti referendari sono tutti giusti e utili. Quelli di Camera e Senato eliminano i premi di maggioranza (porcata immonda da cancellare col napalm, per quanto mi riguarda) e la possibilità di andare in coalizione, cosa che costringe quindi a singole liste. Il terzo elimina le candidature multiple.
E fin qui l'effetto è positivo, peccato che la sostanza delle cose non cambi... per nulla.

Vediamo i primi due quesiti.
Togliere il premio di maggioranza è sacrosanto, punto. Penso che se non si hanno i voti per governare allora non si deve poter governare e basta. Nessuno obbliga a fare un muro contro muro, anzi sono i partiti a volerlo per il loro comodo (della fregatura che si è rivelato il bipolarismo in Italia ne riparlerò poi, forse).
Andiamo a vedere cosa succede togliendo le coalizioni. Con questa modifica esistono solo le liste singole, il che significa che i partiti più piccoli devono per forza aggregarsi per non venire tagliati fuori dai blocchi al 4 e all'8 per cento. Sembra bellissimo, ma come influisce sulla stabilità dei governi?
La risposta dei promotori è che, dopo essersi presentati assieme, i partiti si troverebbero IN IMBARAZZO davanti agli elettori a litigare dopo le elezioni.
Non ridete! C'è qualcuno che ci crede, un po' di rispetto per gli ottimisti.
Ora, stiamo parlando dei partiti che scrivono una legge ammettendo che è una porcata, di gente che firma una legge dicendo che non l'aveva poi letta, di gente che rifiuta di uniformarsi a un programma che ha firmato perché in realtà a firmare ha saltato la pagina oppure c'era scritta una linea di indirizzo e non il provvedimento specifico, gente che IL PRIMO GIORNO dopo le elezioni cambia schieramento!
E qualcuno pensa che questi si sentano in imbarazzo a dire che non vanno d'accordo solo perché alle elezioni il simbolo di lista era unico?
Il terzo quesito non presenta imbarazzo, a parte il mio nel leggere quali grandi cambiamenti ci si aspettano da un ritocco insignificante. Ora, la candidatura multipla è una cosa sconcia e che giustamente va abbattuta, ma va abbattuta assieme al ripristino dell'uninominale, così se uno perde perde E BASTA. Ma qual è la tesi dei referendari?
Loro dicono, giustamente, che visto che chi ha candidature multiple decide poi dove venire eletto, può di conseguenza scegliere in quali seggi far "salire" i secondi e in quale no. Di conseguenza, abolire la candidatura multipla, impedirebbe ai partiti di scegliere come gli pare chi fare eleggere.
NON RIDETE! Dai, non posso dirvelo in continuazione...
A me viene da piangere, invece. Perché finché il sistema è proporzionale e le liste le fanno gli stessi partiti che prima decidevano chi "far muovere", francamente mi sembra non cambi una mazza. Ok, lo dovranno decidere prima delle elezioni invece che dopo, ma state tranquilli che i "blindati" resteranno dove gli serve, ovvero in alto nella lista e, dove si divida in senso regionale, solo nelle regioni più sicure.

Insomma, tutti i quesiti sono belli e gli effetti positivi, ma la sostanza, quella che conta, non cambierà di un millimetro. Continueranno a scannarsi e a far eleggere chi vogliono, ragazzi, mettetevelo in testa.

Il che ci porta al problema di coda, ovvero, "l'incazzato che siamo milioni".

C'è una figura che appare misticamente in giro per la rete e per le strade, spesso nel blog di Beppe Grillo, che è esattamente la classica persona che dice, in varie versioni, "Sono incazzato come una iena, anzi siamo in milioni e milioni e li odiamo tutti. Facciamo che adesso non votiamo più/scriviamo 'brutti ladri' nella scheda, così voglio vedere cosa fanno."
A me fanno tenerezza per vari motivi.
Il primo è che glielo posso dire anch'io "cosa fanno": niente. Niente perché buttando il voto nel cesso gli hai appena facilitato di rimanere esattamente dove sono, perché loro i voti di un loro seguito li hanno. E questo non è per criticare il diritto all'astensione: è giustissimo che chi non si sente rappresentato o non ritiene soddisfacente nessuna proposta possa scegliere di non votare. Ma pensare che questo faccia "cadere" qualcuno è ridicolo.
Passiamo al secondo fatto: "Siamo milioni".
Milioni vuol dire tanto, ma tanto davvero. Ipotizziamo che questi milioni siano 3. E sono buono, perché a sentire questi è praticamente tutta la popolazione. 3 milioni corrispondono circa all'8%, che su 618 seggi della Camera (gli altri 12 sono per gli italiani all'estero) fa, tenetevi forte, 49 seggi!!!!
Ve lo riscrivo meglio, per essere chiari:

QUARANTANOVE SEGGI
(e più di 20 al Senato)


Confrontiamo l'effetto con quello di scrivere "brutti ladri", soprattutto considerando che il numero di "milioni" implicati sarebbe molto maggiore di quello che dico io, visto che c'è chi parla di far invalidare le elezioni per astensionismo.
Se scrivo brutti ladri... vengono eletti quelli candidati soliti.
Se tra questi milioni e milioni di onesti che sanno tutti quali sono le soluzioni (solitamente elementari) per risolvere gran parte dei problemi dello Stato facessero un'accidenti di lista, una lista civica o come la volete chiamare, avrebbero una quantità di seggi tale da tenere per le palle qualunque governo di destra o sinistra stia provando, con uno scarto ridicolo visti gli ultimi risultati, a governare nella totale instabilità. Sbaverebbero come lumache per 50 voti in più (per non parlare dei 20 al Senato), e sarebbero certo pronti a dei bei compromessi.

Ma questo non succede. No, perché dentro di sé questi milioni sanno anche una cosa: che non appena ti candidi e vieni eletto, la gente ha il brutto vizio di metterti di fianco agli altri e fare confronti. Basta vedere fenomeni come la Lega, usuratissimi dal dover spiegare perché, una volta arrivati nella stanza dei bottoni, siano riusciti a non fare sostanzialmente una mazza dei loro proclami deliranti (in compenso fuori dalla stanza dei bottoni hanno rischiato di disintegrare i risparmi di non si quante persone, bravi); o come molta sinistra faccia un briciolo di fatica a spiegare alla sua base perché manifesta con sé stessa, contro sé stessa, di fianco a sé stessa, assieme ai Cugini di Campagna e via così.
E finché ti lamenti e basta sei inattaccabile. Ma sai benissimo che probabilmente, se vai lì in mezzo allo schifo, non farai niente di diverso.
Perché in fondo la classe dirigente altro non è che lo specchio di un paese. E questa classe dirigente è votata anche da milioni di persone a cui, a ragione o torto che sia, va benissimo così com'è.
Abbiamo un'altra classe dirigente e milioni di italiani a suo supporto? Benissimo, esprimiamo questa cazzo di classe dirigente una volta per tutte.
Ma finiamola di pensare che si possa cambiare una nazione facendo "BAUSETTE!" a persone che governano un paese da decenni, o dicendo "Eh eh, quando voglio li faccio cadere", dove il quando in realtà è mai.

Non so se è più la nazione (con riserva sui singoli, grazie a Ronnie James) o chi ci governa (che ammetto di aver votato) a mettermi, appunto, in imbarazzo.

Parlare a caSo 

La lingua italiana sta diventando superflua. Lo si vede facilmente perché la gente usa le parole completamente a... caso, diciamo.

Il primo esempio è il più "sottile" se vogliamo, nel senso che l'interpretazione immagino dipenda molto dalla parte politica. Ci sono le amministrative, e stamattina Prodi parla di questioni di politica nazionale a un convegno.
Ovviamente l'opposizione si incazza e dice che è stato violato il silenzio elettorale. Il che, considerato che le elezioni amministrative nulla hanno a che fare con Finanziaria e provvedimenti di quella scala, è un argomento di solidità dubbia.
A meno naturalmente che non si dia retta a chi dice che le elezioni hanno validità nazionale. Sensatissimo, se non venisse da chi, perdendo delle amministrative per 11 regioni a 3, disse che non era un voto nazionale.
Ma questo è niente, in politica tutto vale (anche se mi pare che l'unico governo "recente" a crollare per un botto alle amministrative sia stato un governo D'Alema).

Come dicevo, questo è niente.
Perché in Italia ci sono anche dei veri e propri pazzi.
Io non trovo altro modo per definire gente che, sulla riapertura di una discarica, è arrivata a dire che si sente abbandonata dallo Stato (e questo ci può stare) e quindi:
- Chiede l'annessione a San Marino
...Scordandosi di chiedera a sé stessa che accidenti gliene possa fregare a San Marino di un comune pugliese
- Chiede l'intervento dei caschi blu dell'ONU, cito testualmente, "per le violenze che lo Stato italiano sta mettendo in atto contro la popolazione locale"
...Per quanto i contingenti ONU servano al giorno d'oggi relativamente a poco, hanno comunque cose SERIE di cui occuparsi. Mi sembra di sentire Bossi che paragonava il Nord Italia a Scozia e Irlanda, se solo avesse provato a dirlo da quelle parti l'avrebbero steso a colpi di vanga.
- Annuncia che qui inizia la GUERRA CIVILE
La GUERRA CIVILE, cazzo. Ma si rendono conto questi dementi di cosa significa GUERRA CIVILE?
Intanto vorrei che quel simpatico sindaco che invoca l'ONU e chiede l'annessione a San Marino e tutto il suo consiglio comunale si dimettessero, visto che da quello Stato che li opprime vengono (tra le altre cose) pagati e a cui in teoria hanno giurato fedeltà in quanto suoi funzionari.
Poi vorrei sapere se quella persona immonda che ha parlato di guerra civile è pronta a prendere un fucile e ammazzare la gente che vede in giro fuori dal suo paesino o anche solo qualsiasi rappresentante dello Stato italiano, perché forse non sa che la guerra civile significa AMMAZZARE LA GENTE.
Gente così mi fa quasi venir voglia di diventare fascista...

20.5.07

I numeri di Dio 

No, niente cabala oggi :D
Semplicemente sono stati pubblicati i risultati di una ricerca secondo cui l'Islam batterebbe il cattolicesimo per 1322 a 1115 milioni di fedeli.
Una di quelle curiosità inutili da Settimana Enigmistica o da statistiche mondiali CIA.
Dato peraltro viziatissimo (credo non dai ricercatori quanto dalla stampa) in quanto non ha minimamente senso confrontare i fedeli di una religione con i fedeli di una setta che fa parte di una religione più ampia (no, setta non è dispregiativo, anche se in Italia ce ne siamo scordati). Al limite si può dire che la confessione più ampia dell'Islam batte comunque la Chiesa Cattolica con i suoi 1152 milioni di fedeli.

Certo, parlare di battere è demenziale, come lo è dare un qualsiasi valore comparativo "competitivo" alla cosa.
A meno di non tirare in mezzo quelle teorie secondo cui il divino scompare se non c'è più chi gli crede, il che però comporterebbe la sparizione dell'intero universo; a volte ci sentiamo un po' troppo importanti, e magari dovremmo leggere meno massime sugli alberi che cadano in foreste disabitate.

Però qualcuno la statistica l'ha presa troppo sul serio. E, ci scommetto fin d'ora, anche qualche esponente degli "altri" coinvolti si farà sicuramente sentire, per far vedere che loro hanno più successo. Partita di calcio o marketing, non so quale delle due idee possa fare più schifo, ma sicuramente ci sarà da entrambi i campi. Questo per chiarire che questo post è strettamente neutrale, non si sa mai.

Comunque sia, parlando delle dichiarazioni "già uscite", il Consiglio Pontificio per il dialogo interreligioso (quelli a cui Benedetto XVI ha più o meno chiesto a che accidenti servono poco dopo il suo insediamento) ha dichiarato che le statistiche non sono necessariamente attendibili, e che l'unica ad averne di perfettamente accurate è la Chiesa Cattolica perché ci sono i dati dei battesimi.
La prima parte ricorda un po' la destra, con la richiesta continua di ricontare i voti.
La seconda è molto discutibile. Senza entrare nel merito del fatto che sia giusto o meno, considerare come conto "dati certi, senza margini di errore" (testuale da monsignor Felix Machado) quelli di un sacramento eseguito in gran parte su minori non in grado di intendere e di volere richiede nel caso migliore una notevole ingenuità, nel peggiore una malafede sfacciata.
Il che non vuol dire che i dati "altrui" (che non so come vengano rilevati) siano più affidabili, ma di certo rendere tutt'altro che sicuro al 100% il dato del Vaticano.

Ma dettagli di comunicazione a parte, il problema resta il fatto che venga data importanza a quella che è solo una statistica, come se ci fosse paura di non essere più abbastanza "in" da presentarsi (parliamo sempre di miliardi di persone) a nuove persone. E sicuramente adesso arriverà qualche radicale trionfante e qualche islamico troppo eccitabile a mettersi a litigare col Pontificio Consiglio per vedere chi è che vince e chi è che perde, ma sono abbastanza sicuro che tutto questo giro non avrà nulla a che fare coi veri principi del cattolicesimo, dell'Islam e del laicismo. Come al solito, si potrebbe dire.

12.5.07

Più schermaglie civili per tutti 

Avevano detto che non sarebbe stata una manifestazione politica ma solo una richiesta di attenzione alla famiglia; addirittura a un certo punto erano "benvenuti tutti". A guardare certe interviste non era nemmeno una manifestazione, ma una festa per divertirsi.
Tra parentesi, bella mossa questa, molto professionale, sinceramente e senza polemica. Come insegna la storia della politica, se vuoi portare qualcuno ad ascoltarti la cosa migliore è mettere attorno al discorso qualcosa di gradevole.

Poi però salta fuori che qui "ecco, ci sono anche i bambini, che bello", quando se seguivano i genitori nelle manifestazioni sulle questioni della scuola che pure li riguardavano era uno spregevole uso dei bambini.

Poi arriva un tizio pelato, tecnicamente *pubblico peccatore* con DUE famiglie (una delle quali costituisce scandalo e turbamento per la comunità) che dice che chi sta a sinistra si contraddice a essere cattolico.
Come vedere uno che passa a 180 smarmittato davanti a una scuola gridando "Rispettate il codice della strada, pirati!".

Poi un tizio dice, in un italiano orrendamente sgrammaticato, che lui è lì perché tutto comincia proprio "da quella prima famiglia di Nazareth". Ora, non so quanto avesse bevuto o da quanti decenni non vedesse una bibbia, ma che io sappia la famiglia di Nazareth non era certo la prima e soprattutto tutto la si può considerare tranne che una famiglia tradizionale.

Poi naturalmente c'è Pezzotta, quello che diceva "ma sì, Berlusconi ci darà retta" (s'è visto), con un discorso pieno di no agli "altri", perché la manifestazione era costruttiva e pro-famiglia.
Non so se derivi dal passato povero dell'Italia, ma alla fine torniamo sempre qui. Se c'è aria di un problema allora non si dice "Ho bisogno di qualcosa" ma "Ho bisogno di qualcosa, e voglio che sia tolto a X".
La riforma sulle carte prepagate, tanto per fare un altro esempio, ha avuto un utile effetto di trasparenza dei costi per l'utente finale, ma tanta gente invece ha approvato perché voleva togliere dei soldi a quei delinquenti che gli fanno costare tanto il telefonino. Di tre possibilità (la trasparenza, il risparmio, il danneggiare altri) la cosa che più ha riscosso successo è fare danno.
Pagheremmo più tasse se in cambio avessimo la possibilità di prendere a calci nei denti qualcuno, ne sono quasi sicuro.

C'è un'indagine per un possibile gravissimo caso di pedofilia ed ecco che da un parte hai il comitato per liberare gli accusati e dall'altro quello per buttare via la chiave. E ti chiedi se sappiano a cosa serve un giudice o se l'abbiano scambiato per il televoto.

E alla fine la gente decide che per difendere la sua famiglia la cosa migliore è mettere il numero chiuso. La famiglia diventa un più un principio fondante ma uno standard ISO basato sulla forma.
Col risultato che in un solo rapido colpo si umiliano sia la famiglia che i principi religiosi che sarebbero alla base della difesa della famiglia in questione. Forse qualcuno ha letto male e ha capito: "Al prossimo tuo spaccagli i denti, perché sei meglio di lui".

4.5.07

Terrorismo elettorale 

Questa è una delle storie più assurde di cui mi sia (purtroppo) capitato di scrivere.
Un ragazzo cinese di Fort Bend, USA, è stato arrestato per aver creato una mappa della sua scuola in un videogioco. L'accusa? Terrorismo.

Dopo qualche lettura, sembra che la storia sia andata più o meno così:
1. I ragazzi della scuola hanno un sito su cui caricare materiali vari; pare che ci fosse anche un compito di creare qualcosa in grafica 3D, ma su questo non sono sicuro.
2. Quale che sia il motivo, questo ragazzo crea una mappa per Counterstrike, simulatore di *anti*terrorismo, costituita dai locali della scuola.
3. La notizia arriva a qualche genitore che protesta con la scuola. A questo punto vi aspettereste che, per quanto ridicola, la cosa si risolva con una lavata di testa o roba del genere (o magari dicendo a chi protesta che è un cretino).
4. No, viene chiamata la polizia.
5. Stranamente, creare una rappresentazione tridimensionale non è ancora punito con la pena di morte da Bush, per cui bisogna trovare una soluzione.
6. AH! SOLUZIONE! Il ragazzo viene indicato come "minaccia terroristica".
7. Visto che la cosa non è abbastanza assurda, la camera del ragazzo, in arresto, viene perquisita alla ricerca di qualcosa che renda credibile questo delirio.
8. Detto fatto! Il ragazzo aveva in camera... UN MARTELLO! L'oggetto viene catalogato come arma.

Risultato? Ragazzo in un centro di riabilitazione per crimine giovanile (almeno 20 giorni, ma la cosa potrebbe essere ridotta se i genitori supereranno nei 20 giorni 4 gradi di procedura), problemi per il diploma visto che non è ben chiaro se potrà tornare nella sua scuola qualunque sia l'esito della questione, e presumibilmente una bella macchia di guano sulla fedina penale.

Ah, dato interessante: nell'area di Fort Bend ci sono delle elezioni in arrivo (12 maggio, credo). Che dite, sarà un movente?
Spero solo che, in pieno stile americano, a questo sconcio segua una bella causa con risarcimento enorme (leggo oggi di una richiesta di 65 *milioni* di dollari per una macchia su un paio di pantaloni, fatevi due risate).

3.5.07

Il terzo stato 

In questi giorni si è verificata una sequenza di eventi che mi ha particolarmente infastidito.
Andiamo con ordine.

Arriva una lettera con pallottola a Bagnasco. I maligni potranno dire che se ne è arrivata una anche a Mastella non dovrebbe esserci granché da preoccuparsi, ma sempre di minaccia si tratta. E giustamente viene data solidarietà contro la minaccia in questione. Fin qui tutto bene.

Qualche giorno dopo però l'Osservatore Romano decide di applicare la dottrina Bush e bolla come "atto di terrorismo" le seguenti frasi:
"Ha ragione il Papa ad essere contro l'evoluzionismo: la Chiesa non si è mai evoluta".

"Mi spiace che la Chiesa non abbia concesso i funerali a Welby dopo averli celebrati per Franco, Pinochet e uno della banda della Magliana".

Ora, si possono dire diverse cose riguardo a queste frasi se le si vuole criticare legittimamente. Ad esempio si può dire che il concerto del primo maggio è orientato ad altri temi, da cui sarebbe bene non togliere l'attenzione. Si può dire che l'argomentazione è banale (per quanto, nel secondo caso, poco obiettabile in quanto si tratta di fatti). Si possono dire tante cose.
Ma non si può fare un parallelo con il terrorismo, questo significa non tanto parlar male di un avversario (che poi, come vuole la tradizione, la cosa sarebbe stata quai ignorata da tutti se l'Osservatore non avesse scatenato un simile putiferio), ma significa capitalizzare sulla minaccia che ha subito un esponente della propria parte, e questo è veramente squallido. Certo, in guerra e presumo in politica tutto è permesso, ma a questo punto bisognerebbe considerare un giornale "normale" anche roba come Libero di Feltri.

Comunque non è tanto questo "incidente" a infastidirmi, visto che era tutto sommato prevedibile.
Il fatto è che, dopo questa minaccia andata in prima notizia su tutti i TG, delle minacce molto chiare sono state inviate alle redazioni bolognesi di alcuni giornali di rilievo. Le "solite" BR minacciano atti di sangue a Bologna.
Credo che un telegiornale o due abbia anche nominato la cosa in qualche angolo, di sicuro non come prima notizia (almeno per quelli che ho visto io). Piogge di solidarietà non me ne risultano; non che la solidità di Calderoli o Bonaiuti possa rassicurarmi molto.

Un giorno dopo la stessa minaccia viene mandata direttamente a Cofferati. E questa volta la notizia è ben presente, per quanto in coda, sui telegiornali, e la solidarietà *al sindaco* arriva.

Mi sembra quindi abbastanza chiaro che per la nostra classe politica la minaccia a un prelato è gravissima e inaccettabile, la minaccia a un sindaco una cosa grave mentre la minaccia a una città... chissà.

Fa un po' pre-rivoluzione francese: primo stato, secondo stato... e il terzo stato cazzi suoi. Stiamo diventando un paese così moderno che siamo sbucati nel passato.

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