31.1.07

Microsoft: chi vuoi minacciare oggi? 


Leggo un'interessante notizia sulle iniziative anti-pirateria di Microsoft, che a quanto pare ha deciso di dare una svolta ai suoi rapporti con l'utenza aziendale. Riassumendo quanto riportato da Punto Informatico (che peraltro riprende da ZDNet):
1. Microsoft manda in giro questionari sul numero di licenze acquistate, numero di postazioni effettivamente attive, ecc. Se salta fuori, anche da controlli loro, che i numeri non tornano, c'è caso di beccarsi una denuncia. E fin qui non ci sarebbe niente di male, loro diritto se davanti a un sospetto concreto.
2. Se uno non risponde, dopo due settimane arriva un sollecito. In caso di mancata reazione al questionario dopo il sollecito, la MS passa il nome alla BSA che può procedere per vie legali.
Ora, il punto n.2 nelle mie misere e forse ignoranti vedute di utente è una minaccia.
Non si capisce bene a che titolo MS si ritenga in diritto di avere informazioni sul funzionamento di aziende terze, solo per il fatto che ne usano i prodotti. Non si capisce bene in base a cosa quindi diventa "sospetto di pirateria", e quindi denunciabile a mezzo BSA, che non si sa perché continua a credersi quasi un distaccamento della Guardia di Finanza.
Ora se non altro chi avesse ancora dei dubbi sa cosa Microsoft intende con "rispetto per il consumatore".
Quasi come si diceva una volta: nessuno è mai stato licenziato per aver comprato IBM, ma minacciato per aver comprato Microsoft sì.

13.1.07

Cercare su Internet: troppo per un giornalista 

Come avrete già notato, ho segnalato in passato qualche "piccola" imprecisione del portale di Repubblica; se vi chiedete perché gli sto ancora dietro è solo perché riconosco che è uno dei pochi portali di giornali leggibile anche quando si usano caratteri e risoluzioni diverse dalla media. Potrebbe essere un ottimo portale.
Se non fosse che puntualmente vanno dietro alla minima vaccata che trovano in rete. O, se trovano una notizia vera, fanno un gran casino, per dirla come va detta.
L'ultima è la notizia di un comico indiano/americano (non nel senso di pellerossa) che pare abbia deriso in maniera offensiva Gandhi in un suo numero comico. E fin qui la notizia è effettivamente vera.
Ma i più esperti di voi avranno notato qualcosa di strano nel video di cui appare un'immagine nel link. Eh, sì, invece che trovare il video incriminato (che si trova in un attimo cercando il nome del comico su Google o su Youtube, o passando sul suo sito ufficiale), i competentissimi intergiornalisti di Repubblica hanno evidentemente cercato direttamente "Gandhi", col risultato di mettere sul loro sito non il video giusto ma una versione in bassa qualità video (sottotitolata in una lingua presumo di ceppo germanico, al momento purtroppo fuori dalla mia competenza) del trailer di Gandhi 2, una presa in giro dei film d'azione degli anni '80 inserita da quel genio di Weird Al Yankovic in "UHF" (in Italia sottotitolato "I videoidioti", mi pare), film di ben 17 anni fa e che pare non abbia offeso nessuno.
Notare che il video "sbagliato" e messo online da Repubblica dura *meno di un minuto*, e che è abbastanza diverso da quanto descritto nell'articolo, ad esempio non c'è l'incriminatissima lap dance né alcuno strip tease.
Certo, se dovessero dare un minuto per controllare i materiali di ogni notizia ci vorrebbe troppo tempo, ma controlleranno invece le notizie che sfuggono ai miei attacchi di cinefilia?

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