22.3.07
Rispondere "sarebbe"cortesia
Già, è tanto che non riguardo la pagina del blog che non mi ero nemmeno accorto che qualcuno aveva risposto al mio ultimo post (primo e al momento unico commento, per i chi si fosse perso).
Orbene, provvedo.
Sì, la polarizzazione vale sempre in entrambe le direzioni, perché a quello serve. È un sistema se vogliamo raffinato per un sistema politico per avere un miglior controllo della situazione. Non a caso in Italia si sta cercando ancora di forzare un sistema bipolare rigidissimo, cosa che dal punto di vista della dialettica politica e dell'espressione delle diverse posizioni della popolazione è una discreta porcata a mio avviso.
La polarizzazione di comodo ha he ti dà un modello semplificato e "testato" a cui conformarti (risposte prefabbricate in caso di contraddittorio, ecc) e ti dà anche qualcuno che ti attaccherà sicuramente, dandoti quindi un motivo in più per stare dalla parte che almeno dice di esserti più vicina. Ovviamente per fare questo bisogna abbandonare qualsiasi "logica strategica" dotata di senso.
Facciamo un bellissimo esempio: il famigerato Concordato. Non mi piace, né nella sostanza né nella forma, né negli effetti.
Tuttavia sono arrivato alla conclusione che chi dice "Risolviamo il problema: aboliamo del tutto il Concordato" non stia ragionando lucidamente oppure voglia peggiorare la situazione per la logica di cui sopra.
Pensiamoci un attimo: il Concordato fa alcune concessioni e al tempo stesso indica alcuni confini (effettivamente difficili da gestire) all'azione politica della Chiesa. Nella sua forma attuale non viene nemmeno troppo rispettato, nel senso che, per quanto si voglia essere elastici, dire (è SOLO un esempio, non facciamone il cardine della discussione) "Non andate a votare al referendum" è oggettivamente un'interferenza politica, laddove la "questione etica" si sarebbe potuta tutelare tranquillamente parlando dell'argomento vita/aborto/genetica con altre modalità. OK.
Ma vediamo cosa succede se si abolisce il Concordato, ovviamente nell'ottica del laicato più "agguerrito" che considera l'altra parte massimamente malvagia.
Ok, via tante belle concessioni, ma via anche tutti i freni. Cosa succede a questo punto? Che SE l'altra parte è come si diceva massimamente malvagia e SE l'altra parte ha effettivamente il potere che le si attribuisce sulla politica (due condizioni che, sia pure in termini diversi da quelli qui indicati, non sono del tutte lontane da alcune frange ecclesiastiche, purtroppo molto ben collocate), può tranquillamente riprendersi tutti i vantaggi che aveva prima (la mancanza di Concordato non vieta mica di fare leggi pro-Chiesa, anzi), aggiungerci un po' di interessi E non tenersi nemmeno i limiti che in teoria ha adesso.
Insomma, se la polarizzazione e il pericolo indicato reciprocamente dagli estremisti delle due parti fossero veri, dovrebbe essere la Chiesa a volere l'abolizione o il superamento del Concordato, e i laici paradossalmente a difenderlo.
Ah, prima che me ne scordi, la "furibonda battaglia" era quella per la legge elettorale, la frase mi è venuta fuori un po' storta purtroppo.
Tornando al discorso principale: per quanto riguarda il dirsi forti o deboli ovviamente dipende dal momento. Dire che il mondo è secolarizzato faceva comodo nello stesso momento ai clericali ("presto, bisogna difendere la Chiesa") e agli anticlericali ("visto che ormai è roba vecchia?"), dire che il mondo NON è secolarizzato faceva comodo nello stesso momento agli anticlericali ("presto, bisogno difendere la ragione") che ai clericali ("visto che la Chiesa è forte come non mai?"). La cosa demenziale è che cambiano posizione assieme, il che dovrebbe essere l'ennesima dimostrazione che c'è una situazione di comodo tra le due parti (e non vado oltre perché il complottismo del "se la ridono dietro le quinte alle spalle nostre" l'ho sempre trovato poco credibile e troppo al sapore di Illuminati).
Negli USA "bisogno" dell'intervento cattolico non c'è, ma proprio perché lì la Chiesa è in posizione non solidissima (tanto peggio dopo gli scandali della pedofilia per i quali tra l'altro un ora molto noto esponente della Congrega per la Dottrina della Fede era indagato per un sostanziale tentativo di insabbiamento, nonostante il lavoro nell'era GPII per riallacciare rapporti più solidi) deve prendere voce su temi molto sentiti dalla popolazione. E questo va non contro ma pro il fatto che il Vaticano possa esprimere una posizione su un tema senza che sia necessariamente una cosa rivolta a interferire con la politica italiana (con cui peraltro Ratzinger cerca di "sporcarsi le mani" il meno possibile, comprensibilmente).
In questo senso è interessante notare che in Italia al tempo stesso ci lamentiamo che il Vaticano ha troppo peso (e su questo concordo, ma c'è un problema storico-geografico che ormai non si può riparare), ma al tempo stesso spesso "vogliamo" pensare il Vaticano come qualcosa di particolarmente rivolto all'Italia.
Quanto alla questione scientifica, è e sarà sempre per forza fuori bersaglio per chiunque abbia una formazione religiosa un minimo decente. Ricordo che la base per rendere uno scontro del genere insensato a me venne insegnata, non ricordo se a religione o a catechismo, comunque molti anni fa da ambienti "non sospetti" con una semplicissima frase:
Ovvio che poi la cosa ha una complessità e una ricchezza maggiori, ma questo dovrebbe rendere l'idea a chiunque ritenga le cose incompatibili di come possano esistere posizioni non conflittuali. Se vogliamo, questo è un tipo di estremismo che mostra grande ignoranza e/o mancanza di civiltà (nel senso di rifiuto di riflettere nell'ottica altrui) da parte di chi estremizza.
Quanto allo stato laico, a mio avviso deve proprio rifarsi alla stessa ottica della questione scienza/religione: stato e religione non dovrebbero nemmeno essere in conflitto. Ma questo perché uno stato non dovrebbe indottrinare i suoi cittadini in NESSUNA direzione. Dovrebbe, questo sì, dare strumenti di conoscenza (che non sono strumenti di giudizio) a cui poi il cittadino si possa appoggiare. Come dico spesso, il sistema politico sarebbe in "difficoltà" molto maggiori, o forse in condizioni migliori, se gli italiani a scuola studiassero un po' la costituzione e il funzionamento di una società moderna (anche solo dal punto di vista "meccanico", non sociologico). Questo perché capirebbero il perché esistano certi meccanismi più o meno gradevoli e perché saprebbero che certe cose sono o non sono possibili. Al momento invece ci facciamo facilmente trascinare da chiunque spari la prima frase a effetto senza riflettere sulle implicazioni.
Ma questo richiede una crescita molto maggiore e molto più critica di qualunque riforma o referendum, e non fa "comodo" a nessuno, nemmeno a chi ne avrebbe bisogno, perché richiede un impegno critico continuo in prima persona rispetto a quello che abbiamo attorno. E in fondo se abbiamo dei "dipendenti" tanto vale farli pensare al posto nostro, visto che li paghiamo (vedi come un'attribuzione sbagliata può girarsi contro l'intento "ufficiale" di chi la esprime?).
Orbene, provvedo.
Sì, la polarizzazione vale sempre in entrambe le direzioni, perché a quello serve. È un sistema se vogliamo raffinato per un sistema politico per avere un miglior controllo della situazione. Non a caso in Italia si sta cercando ancora di forzare un sistema bipolare rigidissimo, cosa che dal punto di vista della dialettica politica e dell'espressione delle diverse posizioni della popolazione è una discreta porcata a mio avviso.
La polarizzazione di comodo ha he ti dà un modello semplificato e "testato" a cui conformarti (risposte prefabbricate in caso di contraddittorio, ecc) e ti dà anche qualcuno che ti attaccherà sicuramente, dandoti quindi un motivo in più per stare dalla parte che almeno dice di esserti più vicina. Ovviamente per fare questo bisogna abbandonare qualsiasi "logica strategica" dotata di senso.
Facciamo un bellissimo esempio: il famigerato Concordato. Non mi piace, né nella sostanza né nella forma, né negli effetti.
Tuttavia sono arrivato alla conclusione che chi dice "Risolviamo il problema: aboliamo del tutto il Concordato" non stia ragionando lucidamente oppure voglia peggiorare la situazione per la logica di cui sopra.
Pensiamoci un attimo: il Concordato fa alcune concessioni e al tempo stesso indica alcuni confini (effettivamente difficili da gestire) all'azione politica della Chiesa. Nella sua forma attuale non viene nemmeno troppo rispettato, nel senso che, per quanto si voglia essere elastici, dire (è SOLO un esempio, non facciamone il cardine della discussione) "Non andate a votare al referendum" è oggettivamente un'interferenza politica, laddove la "questione etica" si sarebbe potuta tutelare tranquillamente parlando dell'argomento vita/aborto/genetica con altre modalità. OK.
Ma vediamo cosa succede se si abolisce il Concordato, ovviamente nell'ottica del laicato più "agguerrito" che considera l'altra parte massimamente malvagia.
Ok, via tante belle concessioni, ma via anche tutti i freni. Cosa succede a questo punto? Che SE l'altra parte è come si diceva massimamente malvagia e SE l'altra parte ha effettivamente il potere che le si attribuisce sulla politica (due condizioni che, sia pure in termini diversi da quelli qui indicati, non sono del tutte lontane da alcune frange ecclesiastiche, purtroppo molto ben collocate), può tranquillamente riprendersi tutti i vantaggi che aveva prima (la mancanza di Concordato non vieta mica di fare leggi pro-Chiesa, anzi), aggiungerci un po' di interessi E non tenersi nemmeno i limiti che in teoria ha adesso.
Insomma, se la polarizzazione e il pericolo indicato reciprocamente dagli estremisti delle due parti fossero veri, dovrebbe essere la Chiesa a volere l'abolizione o il superamento del Concordato, e i laici paradossalmente a difenderlo.
Ah, prima che me ne scordi, la "furibonda battaglia" era quella per la legge elettorale, la frase mi è venuta fuori un po' storta purtroppo.
Tornando al discorso principale: per quanto riguarda il dirsi forti o deboli ovviamente dipende dal momento. Dire che il mondo è secolarizzato faceva comodo nello stesso momento ai clericali ("presto, bisogna difendere la Chiesa") e agli anticlericali ("visto che ormai è roba vecchia?"), dire che il mondo NON è secolarizzato faceva comodo nello stesso momento agli anticlericali ("presto, bisogno difendere la ragione") che ai clericali ("visto che la Chiesa è forte come non mai?"). La cosa demenziale è che cambiano posizione assieme, il che dovrebbe essere l'ennesima dimostrazione che c'è una situazione di comodo tra le due parti (e non vado oltre perché il complottismo del "se la ridono dietro le quinte alle spalle nostre" l'ho sempre trovato poco credibile e troppo al sapore di Illuminati).
Negli USA "bisogno" dell'intervento cattolico non c'è, ma proprio perché lì la Chiesa è in posizione non solidissima (tanto peggio dopo gli scandali della pedofilia per i quali tra l'altro un ora molto noto esponente della Congrega per la Dottrina della Fede era indagato per un sostanziale tentativo di insabbiamento, nonostante il lavoro nell'era GPII per riallacciare rapporti più solidi) deve prendere voce su temi molto sentiti dalla popolazione. E questo va non contro ma pro il fatto che il Vaticano possa esprimere una posizione su un tema senza che sia necessariamente una cosa rivolta a interferire con la politica italiana (con cui peraltro Ratzinger cerca di "sporcarsi le mani" il meno possibile, comprensibilmente).
In questo senso è interessante notare che in Italia al tempo stesso ci lamentiamo che il Vaticano ha troppo peso (e su questo concordo, ma c'è un problema storico-geografico che ormai non si può riparare), ma al tempo stesso spesso "vogliamo" pensare il Vaticano come qualcosa di particolarmente rivolto all'Italia.
Quanto alla questione scientifica, è e sarà sempre per forza fuori bersaglio per chiunque abbia una formazione religiosa un minimo decente. Ricordo che la base per rendere uno scontro del genere insensato a me venne insegnata, non ricordo se a religione o a catechismo, comunque molti anni fa da ambienti "non sospetti" con una semplicissima frase:
La scienza cerca il come, la religione il perché
Ovvio che poi la cosa ha una complessità e una ricchezza maggiori, ma questo dovrebbe rendere l'idea a chiunque ritenga le cose incompatibili di come possano esistere posizioni non conflittuali. Se vogliamo, questo è un tipo di estremismo che mostra grande ignoranza e/o mancanza di civiltà (nel senso di rifiuto di riflettere nell'ottica altrui) da parte di chi estremizza.
Quanto allo stato laico, a mio avviso deve proprio rifarsi alla stessa ottica della questione scienza/religione: stato e religione non dovrebbero nemmeno essere in conflitto. Ma questo perché uno stato non dovrebbe indottrinare i suoi cittadini in NESSUNA direzione. Dovrebbe, questo sì, dare strumenti di conoscenza (che non sono strumenti di giudizio) a cui poi il cittadino si possa appoggiare. Come dico spesso, il sistema politico sarebbe in "difficoltà" molto maggiori, o forse in condizioni migliori, se gli italiani a scuola studiassero un po' la costituzione e il funzionamento di una società moderna (anche solo dal punto di vista "meccanico", non sociologico). Questo perché capirebbero il perché esistano certi meccanismi più o meno gradevoli e perché saprebbero che certe cose sono o non sono possibili. Al momento invece ci facciamo facilmente trascinare da chiunque spari la prima frase a effetto senza riflettere sulle implicazioni.
Ma questo richiede una crescita molto maggiore e molto più critica di qualunque riforma o referendum, e non fa "comodo" a nessuno, nemmeno a chi ne avrebbe bisogno, perché richiede un impegno critico continuo in prima persona rispetto a quello che abbiamo attorno. E in fondo se abbiamo dei "dipendenti" tanto vale farli pensare al posto nostro, visto che li paghiamo (vedi come un'attribuzione sbagliata può girarsi contro l'intento "ufficiale" di chi la esprime?).
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