15.2.07
Mangiabambini, mangiapreti, mangiatutto lui mangia...
Commento volentieri un paio di post.
Mi scuso se ognitanto mancherò di chiarezza ma sono due notti che non dormo, ormai, ma altrimenti non rispondo mai.
Cominciamo dalla sinistra "estrema".
Francamente la sinistra vera e propria mi ha molto deluso da quando c'è questo governo, molto più interessata a fare notizia e "farsi sentire" che a risolvere i problemi, al punto che ci siamo ritrovati con lo storico commento "La legge elettorale va benissimo così e non c'è motivo di cambiarla". Vergogna.
Ora, cose come la questione Vicenza possono essere discutibili su molti livelli ma almeno restano posizioni che già si conoscevano. Ma che qualcuno che ha dato (in teoria) furibonda battaglia se ne venga fuori con sparate del genere è vergognoso. Poi non metto in dubbio che l'idea di un futuro governo che possa dire "Non rompere tanto la maggioranza l'abbiamo lo stesso" faccia paura a chi si trova certe rendite di posizione, ma che almeno non cerchino di farlo passare come onesta politica. Vergogna.
Passiamo alla questione dell'anticlericalismo (parte finale del post linkato).
Attualmente mi risulta di essere mio malgrado nel campo degli anticlericali, cosa piuttosto comica da molti punti di vista e dimostrazione del successo di chi ha voluto (per propri interessi da ambo le parti) spaccare in due il paese.
Chiariamoci: io non sono contro il clero che dice ai cattolici come vivere, sono contro il clero che dice ai non cattolici come vivere e glielo vuole imporre, insomma una sorta di "salvezza forzata" che, a norma divina almeno, non avrebbe alcun valore. Non è che uno stupratore diventa santo di castità solo perché gli hai mezzo di fianco un tizio con la mazza ferrata che gli dice ogni dieci secondi "prova solo a guardare una ragazza e questo te lo ritrovi nell'intestino senza ingoiare". O almeno così mi avevano insegnato a catechismo (esempio a parte, si intende). Poi è ovvio e comprensibile che si voglia difendere dal male *subìto* le possibili vittime, ma ci sono diversi casi in cui la definizione di male inizia a diventare troppo vaga.
Detto questo, sono anni che dico che ci siano non poche istanze veramente assurde tra gli anticlericali, motivo per cui presso di loro a volte risulto come una specie di don Camillo in borghese.
Uno dei classici è "la religione è una truffa ideata per controllare il mondo". Questa è bellissima, perché i primi cristiani dovevano essere dotati di spettacolare lungimiranza o di incredibile idiozia, viste le persecuzioni che hanno oggettivamente subito. Se ti trovi in una situazione così non è che dici "Dai, persevero così tra qualche secolo gli faccio un mazzo tanto e me la pagano". Notare tra parentesi la similitudine con le tesi complottiste anti-semite: se gli ebrei avessero veramente complottato da sempre per controllare il mondo vorrebbe dire che sono i peggiori complottatori della storia.
Un altro classico è "la religione cause le guerre", e anche qui francamente mi viene abbastanza da ridere. La religione è un'ottimo *scusa* per la guerra, ma guarda caso c'è sempre un'altro motivo di qualche tipo, non si è mai vista una guerra puramente e unicamente religiosa, in cui nessuno ci guadagnasse "guarda caso".
Questo in teoria dovrebbe qualificarmi fuori dagli anticlericali, pure, ma il campo neutro è stato sostanzialmente annullato. Cosa che come si diceva fa comodissimo a entrambi i gruppi che possono dirsi più rappresentativi di quanto siano. E la cosa bella è che finiscono per dire le stesse cose.
Tanto per fare un esempio, la questione della secolarizzazione non la invocano solo gli anticlericali ma anche il Vaticano stesso (se ben ricordo proprio con te la questione del distacco dei fedeli dalla pratica religiosa a Bologna venne menzionata da un monsignore, tacerò le percentuali).
Ovviamente fa comodo a entrambi: gli anticlericali possono farsi vedere vincenti, e il Vaticano può fare la vittima; entrambi clamorosamente fuori bersaglio.
Un po' come quando il Vaticano dice che ha convinto gli italiani a non votare al referendum e gli anticlericali lo accusano della stessa cosa, quando in realtà la percentuale di astenuti non è particolarmente lontana da casi precedenti.
Quanto alle dichiarazioni di Ratzinger, a prescindere dai singoli casi spesso ci si dimentica che non pensa sempre e solo all'Italia. Le recenti dichiarazioni sulla legge naturale ecc sono riferibili anche a ciò che succede in altre nazioni (ricordiamoci che in Spagna lo scontro sulle unioni di fatto, nonostante la legge, non è ancora del tutto chiuso, e che negli USA, dove la Chiesa sta cercando di recuperare terreno, la questione scientifica è sempre molto sentita). In questo senso spesso l'Italia si sente troppo importante; francamente per questo paese basta e avanza la CEI, non abbiamo tutte queste colpe da scontare.
Sulle unioni civili il problema resta fondamentalmente uno: questa legge impone forse qualcosa a qualcuno? No, e questo è oggettivo e indiscutibile.
La legge dà una possibilità di fare una cosa *diversa* a chi la volesse. Il che significa che il buon cattolico può senza il minimo problema seguire le sue regole senza danno alcuno. Chi non è cattolico invece... be', non si capisce perché quello che gli è concesso fare della sua vita debba dipendere dalla Chiesa Cattolica.
Perché in fondo la questione è: che differenza c'è tra uno stato religioso e uno non-religioso se nel secondo ogni norma deve avere il beneplacito di un'istituzione religiosa ben precisa? Ovvero: come io non cattolico devo permettere al cattolico di vivere da tale, non dovrebbe forse il cattolico permettere a me di vivere a modo mio finché questo non crea un danno diretto?
Dire che la gente in presenza dei DiCo non si sposerebbe più (comicissima la dichiarazione "Noi non difendiamo il matrimonio cattolico, protestiamo perché vogliamo salvare quello civile", vergognosa come quella della legge elettorale dei Comunisti Italiani) significa dire che la gente *non vuole* sposarsi ma per qualche motivo si sente costretta a farlo. Ottimo modo per ridurre la famiglia a una costrizione burocratica e, di fatto, ucciderla.
Io ritengo che una famiglia sia una cosa seria, e quindi deve essere costruita solo se la gente ci crede davvero: quindi ben venga qualcosa che permetta di distinguere la famiglia "piena" da altre forme di unione, che pure lo Stato deve, in quanto fenomeno che *nasce dal popolo*, sostenere in quanto momento di aggregazione e costruzione tra le persone.
Chiedere assolutamente e subito il contro-matrimonio mi sembra un po' una vaccata folcloristica, un po' come recitare le preghiere al contrario. Ritengo che si possa fare di più rispetto al registro burocratico per quanto riguarda le coppie omosessuali e simili, questo sì (perché sono indubbiamente in grado di produrre un'unione affettivamente equivalente a quella del matrimonio), ma il bisogno di usare il particolare simbolo del matrimonio tradizionale mi sembra l'ultimo dei problemi. Ma dire che nessun'altra forma di unione debba esistere è stupido come dire che una preghiera vale solo se reciti la "formula ufficiale", come se Dio fosse un servizio di assistenza telefonica a comando vocale.
E, ma su questo forse ci tornerò con calma in futuro, negli ultimi anni il Vaticano a mio avviso ha svilito e burocratizzato orrendamente la figura divina. Per sua fortuna, a dargli man forte, ha i suoi peggiori avversari.
Mi scuso se ognitanto mancherò di chiarezza ma sono due notti che non dormo, ormai, ma altrimenti non rispondo mai.
Cominciamo dalla sinistra "estrema".
Francamente la sinistra vera e propria mi ha molto deluso da quando c'è questo governo, molto più interessata a fare notizia e "farsi sentire" che a risolvere i problemi, al punto che ci siamo ritrovati con lo storico commento "La legge elettorale va benissimo così e non c'è motivo di cambiarla". Vergogna.
Ora, cose come la questione Vicenza possono essere discutibili su molti livelli ma almeno restano posizioni che già si conoscevano. Ma che qualcuno che ha dato (in teoria) furibonda battaglia se ne venga fuori con sparate del genere è vergognoso. Poi non metto in dubbio che l'idea di un futuro governo che possa dire "Non rompere tanto la maggioranza l'abbiamo lo stesso" faccia paura a chi si trova certe rendite di posizione, ma che almeno non cerchino di farlo passare come onesta politica. Vergogna.
Passiamo alla questione dell'anticlericalismo (parte finale del post linkato).
Attualmente mi risulta di essere mio malgrado nel campo degli anticlericali, cosa piuttosto comica da molti punti di vista e dimostrazione del successo di chi ha voluto (per propri interessi da ambo le parti) spaccare in due il paese.
Chiariamoci: io non sono contro il clero che dice ai cattolici come vivere, sono contro il clero che dice ai non cattolici come vivere e glielo vuole imporre, insomma una sorta di "salvezza forzata" che, a norma divina almeno, non avrebbe alcun valore. Non è che uno stupratore diventa santo di castità solo perché gli hai mezzo di fianco un tizio con la mazza ferrata che gli dice ogni dieci secondi "prova solo a guardare una ragazza e questo te lo ritrovi nell'intestino senza ingoiare". O almeno così mi avevano insegnato a catechismo (esempio a parte, si intende). Poi è ovvio e comprensibile che si voglia difendere dal male *subìto* le possibili vittime, ma ci sono diversi casi in cui la definizione di male inizia a diventare troppo vaga.
Detto questo, sono anni che dico che ci siano non poche istanze veramente assurde tra gli anticlericali, motivo per cui presso di loro a volte risulto come una specie di don Camillo in borghese.
Uno dei classici è "la religione è una truffa ideata per controllare il mondo". Questa è bellissima, perché i primi cristiani dovevano essere dotati di spettacolare lungimiranza o di incredibile idiozia, viste le persecuzioni che hanno oggettivamente subito. Se ti trovi in una situazione così non è che dici "Dai, persevero così tra qualche secolo gli faccio un mazzo tanto e me la pagano". Notare tra parentesi la similitudine con le tesi complottiste anti-semite: se gli ebrei avessero veramente complottato da sempre per controllare il mondo vorrebbe dire che sono i peggiori complottatori della storia.
Un altro classico è "la religione cause le guerre", e anche qui francamente mi viene abbastanza da ridere. La religione è un'ottimo *scusa* per la guerra, ma guarda caso c'è sempre un'altro motivo di qualche tipo, non si è mai vista una guerra puramente e unicamente religiosa, in cui nessuno ci guadagnasse "guarda caso".
Questo in teoria dovrebbe qualificarmi fuori dagli anticlericali, pure, ma il campo neutro è stato sostanzialmente annullato. Cosa che come si diceva fa comodissimo a entrambi i gruppi che possono dirsi più rappresentativi di quanto siano. E la cosa bella è che finiscono per dire le stesse cose.
Tanto per fare un esempio, la questione della secolarizzazione non la invocano solo gli anticlericali ma anche il Vaticano stesso (se ben ricordo proprio con te la questione del distacco dei fedeli dalla pratica religiosa a Bologna venne menzionata da un monsignore, tacerò le percentuali).
Ovviamente fa comodo a entrambi: gli anticlericali possono farsi vedere vincenti, e il Vaticano può fare la vittima; entrambi clamorosamente fuori bersaglio.
Un po' come quando il Vaticano dice che ha convinto gli italiani a non votare al referendum e gli anticlericali lo accusano della stessa cosa, quando in realtà la percentuale di astenuti non è particolarmente lontana da casi precedenti.
Quanto alle dichiarazioni di Ratzinger, a prescindere dai singoli casi spesso ci si dimentica che non pensa sempre e solo all'Italia. Le recenti dichiarazioni sulla legge naturale ecc sono riferibili anche a ciò che succede in altre nazioni (ricordiamoci che in Spagna lo scontro sulle unioni di fatto, nonostante la legge, non è ancora del tutto chiuso, e che negli USA, dove la Chiesa sta cercando di recuperare terreno, la questione scientifica è sempre molto sentita). In questo senso spesso l'Italia si sente troppo importante; francamente per questo paese basta e avanza la CEI, non abbiamo tutte queste colpe da scontare.
Sulle unioni civili il problema resta fondamentalmente uno: questa legge impone forse qualcosa a qualcuno? No, e questo è oggettivo e indiscutibile.
La legge dà una possibilità di fare una cosa *diversa* a chi la volesse. Il che significa che il buon cattolico può senza il minimo problema seguire le sue regole senza danno alcuno. Chi non è cattolico invece... be', non si capisce perché quello che gli è concesso fare della sua vita debba dipendere dalla Chiesa Cattolica.
Perché in fondo la questione è: che differenza c'è tra uno stato religioso e uno non-religioso se nel secondo ogni norma deve avere il beneplacito di un'istituzione religiosa ben precisa? Ovvero: come io non cattolico devo permettere al cattolico di vivere da tale, non dovrebbe forse il cattolico permettere a me di vivere a modo mio finché questo non crea un danno diretto?
Dire che la gente in presenza dei DiCo non si sposerebbe più (comicissima la dichiarazione "Noi non difendiamo il matrimonio cattolico, protestiamo perché vogliamo salvare quello civile", vergognosa come quella della legge elettorale dei Comunisti Italiani) significa dire che la gente *non vuole* sposarsi ma per qualche motivo si sente costretta a farlo. Ottimo modo per ridurre la famiglia a una costrizione burocratica e, di fatto, ucciderla.
Io ritengo che una famiglia sia una cosa seria, e quindi deve essere costruita solo se la gente ci crede davvero: quindi ben venga qualcosa che permetta di distinguere la famiglia "piena" da altre forme di unione, che pure lo Stato deve, in quanto fenomeno che *nasce dal popolo*, sostenere in quanto momento di aggregazione e costruzione tra le persone.
Chiedere assolutamente e subito il contro-matrimonio mi sembra un po' una vaccata folcloristica, un po' come recitare le preghiere al contrario. Ritengo che si possa fare di più rispetto al registro burocratico per quanto riguarda le coppie omosessuali e simili, questo sì (perché sono indubbiamente in grado di produrre un'unione affettivamente equivalente a quella del matrimonio), ma il bisogno di usare il particolare simbolo del matrimonio tradizionale mi sembra l'ultimo dei problemi. Ma dire che nessun'altra forma di unione debba esistere è stupido come dire che una preghiera vale solo se reciti la "formula ufficiale", come se Dio fosse un servizio di assistenza telefonica a comando vocale.
E, ma su questo forse ci tornerò con calma in futuro, negli ultimi anni il Vaticano a mio avviso ha svilito e burocratizzato orrendamente la figura divina. Per sua fortuna, a dargli man forte, ha i suoi peggiori avversari.
Commenti:
Posto che non ho capito a chi ti riferisci con "qualcuno che ha dato (in teoria) furibonda battaglia" (ma anche per me potrebbe essere frutto di un overdose di ore di lavoro negli ultimi giorni), passo alla seconda e più "interessante" (?) parte.
"Attualmente mi risulta di essere mio malgrado nel campo degli anticlericali, cosa piuttosto comica da molti punti di vista"
A parti invertite succede anche a me, visto che credo, nell'ambito del cattolicesimo, di essere ragionevolmente "laico" e mi ritrovo facilmente bollato come "clericale", "bigotto" e via dicendo senza che nessuno si sia preso la briga di chiedermi come la penso sulle specifiche tematiche. Ma questo credo faccia parte del lato peggiore del "laicismo", che dal punto di vista della tolleranza è simile a tanti altri "-ismi", religiosi, filosofici e politici: si fa di ogni erba un fascio alla faccia della (presunta) maggiore capacità di analizzare problematiche e via dicendo (non mi riferisco nello specifico all'autore, faccio un discorso generale).
"(se ben ricordo proprio con te la questione del distacco dei fedeli dalla pratica religiosa a Bologna venne menzionata da un monsignore, tacerò le percentuali)"
Verissimo, confermo. Ma proprio questo è il punto, se è vero, e forse è vero, che le indicazioni della Chiesa le segue il 3-4% della popolazione, perché farne uno scontro col risultato di fare pure pubblicità a tesi che nessuno comunque seguirebbe ?
"in Spagna lo scontro sulle unioni di fatto, nonostante la legge, non è ancora del tutto chiuso"
A proposito di questo, riporto una frase letta su un giornale, non mi ricordo se in una intervista o in una lettera, dove si diceva "In Spagna sono un paese più moderno, lì la Chiesa non ha fatto la stessa opposizione che fa in Italia"... ora, io non ricordo i giornali, ma non mi pare che la Chiesa in Spagna l'abbia mandata giù così facilmente, però fa comodo farci sembrare (noi, Italia) più arretrati di quello che siamo.
"negli USA, dove la Chiesa sta cercando di recuperare terreno, la questione scientifica è sempre molto sentita"
Non credo che gli USA siano l'esempio migliore, perché per cose tipo la lotta al darwinismo non c'è certo bisogno della Chiesa Cattolica, ci sono tante Chiese protestanti di varia ispirazione che se la cavano benissimo anche da sole: Bush non mi pare sia cattolico.
E comunque anche il dibattito sulla scienza per me è "fuori bersaglio": io non ho grosse difficoltà a conciliare scienza e religione, visto che tutto sommato si occupano di ambiti diversi. Mi dà un po' sui nervi che se dico che sono cattolico mi si venga a dire, che so, che non ritengo valida la teoria di Darwin, o il Big Bang o altre cose del genere.
E lo stesso vale in altri ambiti in cui il fatto di credere, professare o praticare una religione ti "bolla" immediatamente indipendentemente dalle proprie idee reali sulle diverse istanze.
Il discorso sullo stato religioso o non religioso è giusto. Però può essere "scivoloso" in tempi di integrazione multiculturale: perché comunque anche rimanendo ai valori dello stato laico, magari si impongono delle limitazioni a persone che hanno un sistema di valori diverso e quindi vedono il mondo e la società in maniera diversa. In tempi di "relativismo", chi decide che lo "stato europeo tipo" è quello "giusto" quanto ad organizzazione della società ?
La questione dei DiCo IMHO al momento è un paravento perché ognuno cerca di tirare acqua al suo mulino: la Chiesa, o meglio la CEI, cerca di imporre un controllo politico sui parlamentari cattolici, una certa parte di sinistra "vetero anticlericale" cerca di approfittarne per spurgare la coalizione dalla componente cattolica, la destra non vede l'ora di diventare il riferimento politico dei cattolici per avere una rendita di posizione nel futuro. E di mezzo ci va gente che ascolta le varie posizione e magari ha una sua opinione diversa dalle 2/3 "istituzionalizzate" da giornali e TV e ci terrebbe a non essere velocemente catalogata in una delle caselline predisposte...
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"Attualmente mi risulta di essere mio malgrado nel campo degli anticlericali, cosa piuttosto comica da molti punti di vista"
A parti invertite succede anche a me, visto che credo, nell'ambito del cattolicesimo, di essere ragionevolmente "laico" e mi ritrovo facilmente bollato come "clericale", "bigotto" e via dicendo senza che nessuno si sia preso la briga di chiedermi come la penso sulle specifiche tematiche. Ma questo credo faccia parte del lato peggiore del "laicismo", che dal punto di vista della tolleranza è simile a tanti altri "-ismi", religiosi, filosofici e politici: si fa di ogni erba un fascio alla faccia della (presunta) maggiore capacità di analizzare problematiche e via dicendo (non mi riferisco nello specifico all'autore, faccio un discorso generale).
"(se ben ricordo proprio con te la questione del distacco dei fedeli dalla pratica religiosa a Bologna venne menzionata da un monsignore, tacerò le percentuali)"
Verissimo, confermo. Ma proprio questo è il punto, se è vero, e forse è vero, che le indicazioni della Chiesa le segue il 3-4% della popolazione, perché farne uno scontro col risultato di fare pure pubblicità a tesi che nessuno comunque seguirebbe ?
"in Spagna lo scontro sulle unioni di fatto, nonostante la legge, non è ancora del tutto chiuso"
A proposito di questo, riporto una frase letta su un giornale, non mi ricordo se in una intervista o in una lettera, dove si diceva "In Spagna sono un paese più moderno, lì la Chiesa non ha fatto la stessa opposizione che fa in Italia"... ora, io non ricordo i giornali, ma non mi pare che la Chiesa in Spagna l'abbia mandata giù così facilmente, però fa comodo farci sembrare (noi, Italia) più arretrati di quello che siamo.
"negli USA, dove la Chiesa sta cercando di recuperare terreno, la questione scientifica è sempre molto sentita"
Non credo che gli USA siano l'esempio migliore, perché per cose tipo la lotta al darwinismo non c'è certo bisogno della Chiesa Cattolica, ci sono tante Chiese protestanti di varia ispirazione che se la cavano benissimo anche da sole: Bush non mi pare sia cattolico.
E comunque anche il dibattito sulla scienza per me è "fuori bersaglio": io non ho grosse difficoltà a conciliare scienza e religione, visto che tutto sommato si occupano di ambiti diversi. Mi dà un po' sui nervi che se dico che sono cattolico mi si venga a dire, che so, che non ritengo valida la teoria di Darwin, o il Big Bang o altre cose del genere.
E lo stesso vale in altri ambiti in cui il fatto di credere, professare o praticare una religione ti "bolla" immediatamente indipendentemente dalle proprie idee reali sulle diverse istanze.
Il discorso sullo stato religioso o non religioso è giusto. Però può essere "scivoloso" in tempi di integrazione multiculturale: perché comunque anche rimanendo ai valori dello stato laico, magari si impongono delle limitazioni a persone che hanno un sistema di valori diverso e quindi vedono il mondo e la società in maniera diversa. In tempi di "relativismo", chi decide che lo "stato europeo tipo" è quello "giusto" quanto ad organizzazione della società ?
La questione dei DiCo IMHO al momento è un paravento perché ognuno cerca di tirare acqua al suo mulino: la Chiesa, o meglio la CEI, cerca di imporre un controllo politico sui parlamentari cattolici, una certa parte di sinistra "vetero anticlericale" cerca di approfittarne per spurgare la coalizione dalla componente cattolica, la destra non vede l'ora di diventare il riferimento politico dei cattolici per avere una rendita di posizione nel futuro. E di mezzo ci va gente che ascolta le varie posizione e magari ha una sua opinione diversa dalle 2/3 "istituzionalizzate" da giornali e TV e ci terrebbe a non essere velocemente catalogata in una delle caselline predisposte...
