23.7.06

Repubblica: il giornalismo con la Q maiuscola 



Non so se sono io che sono ipercritico, ma a volte il sito di Repubblica sembra al livello del peggior giornaletto hobbystico. Trascurerò il fatto di aver buttato un momento drammatico della crisi nucleare con Corea del Nord in fondo alla pagina (neanche come seconda notizia) nei giorni della finale dei mondiali solo perché preferisco concentrarmi sui due requisiti basilari per un qualunque giornalisti:
- sapere di cosa si parla
- conoscere la lingua che si usa
Può sembrare una banalità, ma a quanto pare non è sempre facile.
Per il primo caso citerò la spettacolare rubrica tecnologica, che tra abboccare a fake e scoprire come grandi novità cose vecchie di oltre un anno riesce pure a divertirci con una mostra di ignoranza pari a quella di un critico musicale che consideri Sgt. Pepper un disco dei Rolling Stones. Vorrei aggiungere che in origine avevano pure messo Tomb Rider. Per i meno esperti, la PlayStation è prodotta da Sony, gigante del settore e "rivale" durissima di Nintendo.
Per il secondo, tra le tante che vedo (congiuntivi sbagliati, frasi a metà, ecc), citerò un gioiellino fresco fresco: gli squali che "vanno in trans" (e ci terrei a far notare che è ripetuta due volte, quindi non è un errore di battitura).
Ora, è bene far notare che non è certo solo Repubblica a fare questi errori, ma il problema rimane (non credo nel fatto che se si sbaglia in tanti allora si ha ragione): fa troppa fatica imparare le capacità *di base* di un lavoro?

(e aggiungo che, dal punto di vista della gestione di un sito di notizie, non fa gran figura mettere puntualmente nelle ultim'ora alle 18 una notizia che hai messo già alle 9 di mattina dello stesso giorno)

6.7.06

Troppo pochi??? 

Ultimo argomento ecclesiale per negare a persone dello stesso sesso di costruirsi una vita assieme (il che sarebbe una delle basi di ogni società umana, tra l'altro): se ci sono le unioni omosessuali c'è la denatalità e quindi la popolazione invecchia.
Ora, vediamo di fare un paio di ragionamenti:
1. Mettiamo che uno sia omosessuale (non bi) e non può "sposare" il suo compagno perché non si fanno i PACS. Secondo voi allora fa un matrimonio "naturale" con seguito di 15 figli?
2. Se decidesse allora di fare il matrimonio "naturale" (che schifo di termine), sarebbe una famiglia solida e felice (e quindi adatta per crescere dei figli) una nata da una costrizione? Per carità, in famiglie orrende sono nate persone fantastiche, ma non mi sembra bello pensarle fin da prima.
3. Se ci sono i PACS gli eterosessuali vanno a fare matrimoni omo di colpo?
4. Qualcuno si sta scordando che c'è un piccolissimo problema di sovrappopolazione sul pianeta. Ovvero, il sistema "regge" perché gran parte del pianeta ha molto meno di quello che abbiamo noi nel ricco e felice Occidente. Se per esempio tutti i cinesi e gli indiani consumassero in termini di energia e risorse quanto consumano gli americani (ma bastano anche i consumi europei, temo), il fatto di avere qualcuno che paghi le pensioni sarà l'ultimo problema del mondo. A inizio secolo se non sbaglio la Cina aveva 100 milioni di abitanti, ora 1 miliardo: se continua questa progressione... diciamo che prima o poi la popolazione scenderà per motivi molto meno pacifici di quelli paventati dal Vaticano.

Più che un consiglio per il bene della famiglia, mi sa che questo è un consiglio pericoloso per tutti...

5.7.06

Spettacolo a Dortmund 

Niente da fare, come gli Iron Maiden dal vivo non c'è nessuno. Se penso che questo tour (Death on the Road) me lo sono perso mi viene tristezza, per fortuna c'è almeno il bellissimo DVD registrato in terra di Germania...
Come? La partita?
Francamente avevo quasi pensato di guardarla. Per quanto il calcio non mi piaccia era un sottofondo come un altro per la cena, e non è che mi dispiaccia se l'Italia fa bella figura in una competizione internazionale.
Poi sono iniziati i caroselli... mezz'ora prima della partita.
Questa è una cosa che detesto, il tifo "totale", quello per cui presumibilmente tutti devono per forza sicuramente tifare.
Non tifare a calcio in Italia è come essere non credenti: gran parte della gente non riesce a concepirlo e tendenzialmente pensa che lo fai solo per provocare. In quanto non credente e non tifoso sono in una posizione discretamente invidiabile, una sorta di misterioso UFO in barba e capelli lunghi.
Poi la squadra vince (complimenti, ho letto che hanno giocato bene), e ripartono i caroselli. Ovviamente se tra due giorni c'è un qualunque pubblico evento e qualcuno si scaccola troppo forte alla mattina il Carlino (e forse non solo lui) titolerà sull'immonda devastazione che ignoti vandali hanno scatenato sulla città chiedendo la perpetua chiusura a qualunque attività non sportiva dell'intera regione.
Infine la parte più odiosa, quella che veramente mi disgusta: la gente che inizia a insultare "gli altri". C'è questa misteriosa tendenza nel tifo a non voler solo vincere, ma offendere l'avversario oltre il fatto sportivo, proprio offenderlo "perché è dell'altra parte". E mi fa schifo.
È per questo che preferisco guardarmi il concerto. La gente guarda la partita per poi odiare qualcuno. La musica almeno unisce un po' (con un paio di caveat molto grossi visto che il pubblico italiano ad esempio ha la simpatica abitudine di insultare o prendere a sassate i gruppi che non gli piacciono ai festival, tanto per ricordare che paese civile che siamo).
Bella partita, (presumo) bel gioco, bene i premi e bello il vitello. Ma non obbligatemi a festeggiare.

4.7.06

Quando non sai se applaudire o incazzarti 

Partiamo dalla notizia: un uomo condannato a perdita della patria potestà per aver mandato i figli a mendicare. E fin qui uno direbbe "Bene, giustissimo, era ora."
Poi guardi bene e leggi che la sentenza conferma la perdita temporanea (4 mesi) della suddetta patria potestà in seguito al fatto che costringeva i figli a mendicare, e pure in "condizioni avverse" (giusto per aggravare qualcosa che dovrebbe essere già non aggravabile); nota a margine, che immagino al giorno d'oggi sappiano comunque tutti, che questa attività significa essere solidamente inseriti nel mondo criminale.
A quel punto ci pensi e dici: come sarebbe 4 mesi? Ma tu la devi perdere a vita la potestà, anzi tu non li devi vedere MAI PIÙ in tutta la tua vita, immondo bastardo. Dovresti avere il divieto di avvicinarti a meno di 50 metri da quei ragazzini, altroché riprenderteli dopo quattro mesi e magari menarli perché non si facciano più beccare...
Insomma, possibile si lotti contro lo sfruttamento minorile per avere poi risultati così miseri?

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