19.8.05
E' andata così!
Me l'aveva detto il ginecologo: vedrai, al monitoraggio del 3 agosto (la mia DPP) con la pressione che ti ritrovi secondo me ti ricoverano.
Era anche ora... 9 mesi a controllare la pressione senza poter prendere antiipertensivi (mi danno immediatamente il mal di testa, che non va via neanche con il paracetamolo... 9 mesi di mal di testa no eh!!). Infatti dopo eco e monitoraggio mi mandano al pronto soccorso con il foglio per il ricovero. Per fortuna io e mio marito giravamo da giorni con la valigia nel bagagliaio!!
Ormai è la terza volta in un mese che mi ricovero lì al S. Orsola e quindi la trafila la so. Come sempre appena arrivo in reparto mi tirano via settecento provette di sangue e siccome sono anche sovrappeso mi fanno il solito screening per la gestosi... NON CE L'HO LA GESTOSI CRIBBIO!!, volevo urlarglielo ormai... era il terzo ricovero!! Ormai lo sapranno, mi dicevo, e invece niente... di nuovo la raccolta delle urine, 24 ore a pisciare in un bidone... ma stavolta con la megapanza non ce la faccio e vado dalle ostetriche a mendicare un bicchiere (certo che anche farla nel bicchiere... vabbè...)
Incavolata come una biscia in agosto (appunto) aspetto che mi dicano cosa vogliono fare, visto che al PS avevano parlato di induzione oggi o domani... come al solito prudenza s'impone, in quel reparto lì, quindi per oggi non se ne fa niente. Tra l'altro, dopo i prelievi mi rimandano giù in ambulatorio a rifare la stessa ecografia della mattina... quando mi vedono giù mi fanno "Ma lei non era già venuta stamattina?" E io: "Eh già..." Ma si parlano?? Comunque altra eco, la bimba sta sempre bene, secondo loro, e io mi rassegno a ore di noia. Prima di dormire mi appioppano l'antiipertensivo a viva forza e mi faccio la notte col mal di testa. Sentitamente ringrazio e cerco di dormire.
4 agosto, mattina. Finalmente arriva il giro di visite e comincio a richiedere che mi facciano questa induzione, visto che la pressione non va giù (quando mi agito, tra l'altro, mi sale anche peggio!). Dopo un momento in cui pare che mi vogliano tenere lì ad libitum senza farmi niente (telefono in lacrime a mia madre) arriva una dottoressa che mi dice che mi indurranno dopo poco.
Ritelefono a mia madre che poveretta soffre anche di cuore e a momenti le viene uno smalvino.
Telefono anche a mio marito al lavoro e a lui lo smalvino gli viene proprio: "Amore preparati che mi inducono tra poco, potrei partorire in qualunque momento da stasera, tieniti pronto." Lui dice di sentirsi come nel test dell'alce che usano per le macchine, solo che l'alce è lui...
Ore 11: tracciato, poi induzione e un altro po' di tracciato. Il gel non brucia, nonostante quello che mi dicono le ostetriche, in compenso le contrazioni partono quasi subito. Ore 13, sto ancora bene anche se ho poco appetito (mi lasciano mangiare), vedo i miei e mio marito che passano nell'ora di visita. Ore 14 comincio a sentirmi molto meno bene. Edo, il marito della Moni - la Moni ha partorito la Giulia la sera prima a due porte di distanza da me, che flash!! - viene a dirmi che ci son visite e infatti in camera con la Moni ci sono Ste e (se non ricordo male) Vale (ciao ragazze!) Io campano poco perchè comincio a non sentirmi benissimo, tra l'altro col mal di testa la notte prima non avevo dormito, quindi le saluto e poi appoggiandomi al mio fedele marito me ne vado a fare due passi, che dicono che velocizza la cosa.
Ore 15, fine dell'ora di visita, comincio anche a camminare meno anche perchè ho un sonno che spacca. Carolina, che è ricoverata con me e che conosco dal corso preparto, mi offre di camminare insieme (tra l'altro scoprirò dopo che le ho "rubato" il posto: avrebbero dovuto indurre lei invece di me, ma la mia pressione mi ha dato la precedenza) ma io declino e vado a contorcermi sul letto. A questo punto le contrazioni le sento piuttosto spesso e fanno abbastanza male.
Ore 16, passa la visita e un medico alto con l'aria funerea mi avvisa che a) con la pressione alta può anche darsi di dover ricorrere a un cesareo d'urgenza b) con il mio peso il cesareo è un brutto lavoro, e lui non è contento. Immaginatevi come sto bene. Ma poi passa un'ostetrica e mi dice che in reparto lo chiamano "Lo Iettatore" e di stare tranquilla. Vabbè... passano i minuti, mi contorco sul letto, arrivano le 17 e arriva anche il momento del controllo ostetrico, mi fa la dottoressa: "Ma lei è ancora bellina, per me non sta ancora partorendo..." Cosa vuol dire che sono bellina? Mi sento un cesso... comunque mi convocano in ambulatorio per la visita ostetrica e invece sono dilatata di 3 cm: via in sala travaglio-parto.
Non mi par vero.
Raccolgo il nécessaire di Elisabetta, chiamo mio marito (che si sente sempre più alce) e seguo l'infermiera verso la sala parto.
Per fortuna a seguirmi c'è l'ostetrica Marina, una delle persone più carine e gentili di tutto il S. Orsola. Mi porta in una sala parto bellissima con una splendida vista di alberi, intanto le contrazioni cominciano ad essere sempre più intense. Mi sdraio, flebo, adempimenti burocratici vari, mi viene un tremito della madonna (ma mi dicono che è normale, e dopo passa) poi arriva mio marito. Per l'epidurale decidono di aspettare un po', io intanto ho le contrazioni ogni minuto e mi contorco ascoltando la radio (ricordo qualcosa a proposito degli Spandau Ballet che mi ha fatto perfino abbastanza ridere).
L'anestesista arriva alle 19.15, fanno uscire Antonio e cominciano a bucarmi la schiena in svariati punti mentre Marina mi tiene chiusa a metà tipo Motorola e io comincio a sentire voglia di spingere... improvvisamente sono le 19.45 (secondo me; secondo mio marito il computo è diverso, ma l'unica cosa che mi ricordo con chiarezza è l'orologio a muro!) e mi fanno stendere di nuovo, Marina mi visita e dice: "Ah però!" e io: "Che succede?!" e lei: "Succede che partorisci!" e io penso, Oddio ci siamo... arriva la mia bimba... sta succedendo veramente...
D'un tratto la stanza è piena di gente, il letto si trasforma, mi mettono i piedi in due supporti e in mano ho due enormi maniglioni, ma da dove sono sbucati? Mi sembra di essere Actarus nella testa di Goldrake. Mi attacco forte e via a spingere... sono quasi le 8 di sera. E uno, due, tre... PLOP, arriva Elisabetta! Sono le 20.15, quando guardo l'orologio quasi non ci credo. Io e Antonio ci guardiamo, uno sguardo che non dimenticherò mai, e diciamo "E' arrivata!"
Purtroppo il destino ci mette ancora i bastoni tra le ruote: Elisabetta non piange! Io mi allarmo subito, ma faccio giusto in tempo a vedere la schiena della mia bimba mentre i medici la gettano in una culla ed escono di corsa dalla stanza dicendo ad Antonio "No, lei stia qui!" Panico, ansia, una paura tremenda... intanto la dottoressa mentre mi munge il cordone (ho fatto la donazione del sangue cordonale, anche se qualche giorno dopo mi scriveranno che siccome è poco non lo useranno) mi fa: "Non si preoccupi, la bimba sta bene." Ma come fa a dirlo? E' sempre stata qui!!
Pochissimo dopo sento piangere da fuori (tenete presente che è passata una manciata di secondi, anche se a me è sembrata una vita!) e appena entra un'infermiera la aggredisco: "Era la mia bimba quella? Sta bene?" Mi dicono che va tutto bene, dovrà farsi un paio d'ore di incubatrice, ma Antonio può andare a vederla. Lo spedisco fuori intanto che mi pesano la placenta e mi danno 2 punti e poi mi lasciano lì per un paio d'ore con la flebo. Antonio torna ogni tanto e ci divertiamo a telefonare a tutto il mondo e a mandare milioni di sms.
Finalmente due ore dopo mi staccano la flebo e dalla porta entra una culla con le ruote... ma sì... E' LA MIA BIMBA! E' LA MIA LISAB!! Ci guardiamo. E' bellissima. E' lei.
Torniamo in reparto e le altre ragazze sono tutte sveglie, ricordo di aver passato non so più quanto tempo in giro a far delle chiacchiere, con tutte che si stupivano di quanto stessi bene...
mi sa che era ancora l'effetto dell'analgesia... il giorno dopo ero un po' meno arzilla! Peccato per i primi problemi (Elisabetta non riesce ad attaccarsi al seno, di notte ha freddo, continua a vomitare, respira male dal nasino) ma le ostetriche del reparto danno una grossa mano e sono molto gentili. Com'è come non è, sabato sera siamo a casa!
19 agosto: oggi LisaB compie 15 giorni precisi; il nasino è sempre un po' rumoroso, l'allattamento è artificiale e sono iniziate le colichette, ma tutto sommato sta benone e cresce.
E io mi incanto a guardarla ogni minuto.
Era anche ora... 9 mesi a controllare la pressione senza poter prendere antiipertensivi (mi danno immediatamente il mal di testa, che non va via neanche con il paracetamolo... 9 mesi di mal di testa no eh!!). Infatti dopo eco e monitoraggio mi mandano al pronto soccorso con il foglio per il ricovero. Per fortuna io e mio marito giravamo da giorni con la valigia nel bagagliaio!!
Ormai è la terza volta in un mese che mi ricovero lì al S. Orsola e quindi la trafila la so. Come sempre appena arrivo in reparto mi tirano via settecento provette di sangue e siccome sono anche sovrappeso mi fanno il solito screening per la gestosi... NON CE L'HO LA GESTOSI CRIBBIO!!, volevo urlarglielo ormai... era il terzo ricovero!! Ormai lo sapranno, mi dicevo, e invece niente... di nuovo la raccolta delle urine, 24 ore a pisciare in un bidone... ma stavolta con la megapanza non ce la faccio e vado dalle ostetriche a mendicare un bicchiere (certo che anche farla nel bicchiere... vabbè...)
Incavolata come una biscia in agosto (appunto) aspetto che mi dicano cosa vogliono fare, visto che al PS avevano parlato di induzione oggi o domani... come al solito prudenza s'impone, in quel reparto lì, quindi per oggi non se ne fa niente. Tra l'altro, dopo i prelievi mi rimandano giù in ambulatorio a rifare la stessa ecografia della mattina... quando mi vedono giù mi fanno "Ma lei non era già venuta stamattina?" E io: "Eh già..." Ma si parlano?? Comunque altra eco, la bimba sta sempre bene, secondo loro, e io mi rassegno a ore di noia. Prima di dormire mi appioppano l'antiipertensivo a viva forza e mi faccio la notte col mal di testa. Sentitamente ringrazio e cerco di dormire.
4 agosto, mattina. Finalmente arriva il giro di visite e comincio a richiedere che mi facciano questa induzione, visto che la pressione non va giù (quando mi agito, tra l'altro, mi sale anche peggio!). Dopo un momento in cui pare che mi vogliano tenere lì ad libitum senza farmi niente (telefono in lacrime a mia madre) arriva una dottoressa che mi dice che mi indurranno dopo poco.
Ritelefono a mia madre che poveretta soffre anche di cuore e a momenti le viene uno smalvino.
Telefono anche a mio marito al lavoro e a lui lo smalvino gli viene proprio: "Amore preparati che mi inducono tra poco, potrei partorire in qualunque momento da stasera, tieniti pronto." Lui dice di sentirsi come nel test dell'alce che usano per le macchine, solo che l'alce è lui...
Ore 11: tracciato, poi induzione e un altro po' di tracciato. Il gel non brucia, nonostante quello che mi dicono le ostetriche, in compenso le contrazioni partono quasi subito. Ore 13, sto ancora bene anche se ho poco appetito (mi lasciano mangiare), vedo i miei e mio marito che passano nell'ora di visita. Ore 14 comincio a sentirmi molto meno bene. Edo, il marito della Moni - la Moni ha partorito la Giulia la sera prima a due porte di distanza da me, che flash!! - viene a dirmi che ci son visite e infatti in camera con la Moni ci sono Ste e (se non ricordo male) Vale (ciao ragazze!) Io campano poco perchè comincio a non sentirmi benissimo, tra l'altro col mal di testa la notte prima non avevo dormito, quindi le saluto e poi appoggiandomi al mio fedele marito me ne vado a fare due passi, che dicono che velocizza la cosa.
Ore 15, fine dell'ora di visita, comincio anche a camminare meno anche perchè ho un sonno che spacca. Carolina, che è ricoverata con me e che conosco dal corso preparto, mi offre di camminare insieme (tra l'altro scoprirò dopo che le ho "rubato" il posto: avrebbero dovuto indurre lei invece di me, ma la mia pressione mi ha dato la precedenza) ma io declino e vado a contorcermi sul letto. A questo punto le contrazioni le sento piuttosto spesso e fanno abbastanza male.
Ore 16, passa la visita e un medico alto con l'aria funerea mi avvisa che a) con la pressione alta può anche darsi di dover ricorrere a un cesareo d'urgenza b) con il mio peso il cesareo è un brutto lavoro, e lui non è contento. Immaginatevi come sto bene. Ma poi passa un'ostetrica e mi dice che in reparto lo chiamano "Lo Iettatore" e di stare tranquilla. Vabbè... passano i minuti, mi contorco sul letto, arrivano le 17 e arriva anche il momento del controllo ostetrico, mi fa la dottoressa: "Ma lei è ancora bellina, per me non sta ancora partorendo..." Cosa vuol dire che sono bellina? Mi sento un cesso... comunque mi convocano in ambulatorio per la visita ostetrica e invece sono dilatata di 3 cm: via in sala travaglio-parto.
Non mi par vero.
Raccolgo il nécessaire di Elisabetta, chiamo mio marito (che si sente sempre più alce) e seguo l'infermiera verso la sala parto.
Per fortuna a seguirmi c'è l'ostetrica Marina, una delle persone più carine e gentili di tutto il S. Orsola. Mi porta in una sala parto bellissima con una splendida vista di alberi, intanto le contrazioni cominciano ad essere sempre più intense. Mi sdraio, flebo, adempimenti burocratici vari, mi viene un tremito della madonna (ma mi dicono che è normale, e dopo passa) poi arriva mio marito. Per l'epidurale decidono di aspettare un po', io intanto ho le contrazioni ogni minuto e mi contorco ascoltando la radio (ricordo qualcosa a proposito degli Spandau Ballet che mi ha fatto perfino abbastanza ridere).
L'anestesista arriva alle 19.15, fanno uscire Antonio e cominciano a bucarmi la schiena in svariati punti mentre Marina mi tiene chiusa a metà tipo Motorola e io comincio a sentire voglia di spingere... improvvisamente sono le 19.45 (secondo me; secondo mio marito il computo è diverso, ma l'unica cosa che mi ricordo con chiarezza è l'orologio a muro!) e mi fanno stendere di nuovo, Marina mi visita e dice: "Ah però!" e io: "Che succede?!" e lei: "Succede che partorisci!" e io penso, Oddio ci siamo... arriva la mia bimba... sta succedendo veramente...
D'un tratto la stanza è piena di gente, il letto si trasforma, mi mettono i piedi in due supporti e in mano ho due enormi maniglioni, ma da dove sono sbucati? Mi sembra di essere Actarus nella testa di Goldrake. Mi attacco forte e via a spingere... sono quasi le 8 di sera. E uno, due, tre... PLOP, arriva Elisabetta! Sono le 20.15, quando guardo l'orologio quasi non ci credo. Io e Antonio ci guardiamo, uno sguardo che non dimenticherò mai, e diciamo "E' arrivata!"
Purtroppo il destino ci mette ancora i bastoni tra le ruote: Elisabetta non piange! Io mi allarmo subito, ma faccio giusto in tempo a vedere la schiena della mia bimba mentre i medici la gettano in una culla ed escono di corsa dalla stanza dicendo ad Antonio "No, lei stia qui!" Panico, ansia, una paura tremenda... intanto la dottoressa mentre mi munge il cordone (ho fatto la donazione del sangue cordonale, anche se qualche giorno dopo mi scriveranno che siccome è poco non lo useranno) mi fa: "Non si preoccupi, la bimba sta bene." Ma come fa a dirlo? E' sempre stata qui!!
Pochissimo dopo sento piangere da fuori (tenete presente che è passata una manciata di secondi, anche se a me è sembrata una vita!) e appena entra un'infermiera la aggredisco: "Era la mia bimba quella? Sta bene?" Mi dicono che va tutto bene, dovrà farsi un paio d'ore di incubatrice, ma Antonio può andare a vederla. Lo spedisco fuori intanto che mi pesano la placenta e mi danno 2 punti e poi mi lasciano lì per un paio d'ore con la flebo. Antonio torna ogni tanto e ci divertiamo a telefonare a tutto il mondo e a mandare milioni di sms.
Finalmente due ore dopo mi staccano la flebo e dalla porta entra una culla con le ruote... ma sì... E' LA MIA BIMBA! E' LA MIA LISAB!! Ci guardiamo. E' bellissima. E' lei.
Torniamo in reparto e le altre ragazze sono tutte sveglie, ricordo di aver passato non so più quanto tempo in giro a far delle chiacchiere, con tutte che si stupivano di quanto stessi bene...
mi sa che era ancora l'effetto dell'analgesia... il giorno dopo ero un po' meno arzilla! Peccato per i primi problemi (Elisabetta non riesce ad attaccarsi al seno, di notte ha freddo, continua a vomitare, respira male dal nasino) ma le ostetriche del reparto danno una grossa mano e sono molto gentili. Com'è come non è, sabato sera siamo a casa!
19 agosto: oggi LisaB compie 15 giorni precisi; il nasino è sempre un po' rumoroso, l'allattamento è artificiale e sono iniziate le colichette, ma tutto sommato sta benone e cresce.
E io mi incanto a guardarla ogni minuto.
15.8.05
Tale padre, tale bimba?

Interno sera, soggiorno illuminato soft. La mamma dà il biberon alla cucciola di 10 giorni. (La foto è di quando ne aveva 2, però - sabato sera, prima pappa a casa di ritorno dall'ospedale).
L'augusto padre, dalla cucina, rutta.
La tenera mammina, alla bimba: "Hai sentito cos'ha fatto papà?"
Bebè: "Burp."
Qualis pater talis filia? Mi sa di sì! Aiuto!
E a questo punto non mi resta che condividere la notizia che oggi Elisabetta ha raggiunto i 3 chili (raggiungendo e superando il peso della nascita) e che quindi ricominciamo a respirare dopo i primi giorni a tentoni tra latte materno e artificiale e grandi mali di pancia. Purtroppo il mio latte a LisaB non piace, ma pare che con l'artificiale campi benone, staremo a vedere. L'unico vero cruccio è che la cucciola si nutre di Nidina 1 PE formula liquida, prodotta dalla Nestlè... speriamo di poter cambiare marca presto...
13.8.05
Risposte e riassetti
E con il post di oggi su Carpe Platypus diventa definitivo il nuovo assetto di questi due blog (appunto Carpe Platypus e PaperBlog). Il PaperBlog diventa più stabilmente diario della famiglia pinguina mentre il Carpe Platypus ospita trattazioni più estese (ed eventualmente noiose, lo ammetto).
Rimando quindi lì il buon Roberto, e aggiungo qui un appunto che ho dimenticato nell'altro post.
La Sony PSP non è propriamente una risposta al Nintendo DS perché i due sistemi sono stati sviluppati in contemporanea e, al tempo, nessuno sapeva esattamente cosa avesse in mente Nintendo (si credeva a un Game Boy Advance più potente) ma una vera "strada propria" di Sony nel mercato dei dispositivi portatili. Questione di punti di vista comunque.
Agli altri lettori/avventori, buon proseguimento (e dai che forse Pam posta qualcosa, prossimamente).
PS: l'alce ringrazia sentitamente di auguri, visite, messaggi e quant'altro ricevuto ;)
Rimando quindi lì il buon Roberto, e aggiungo qui un appunto che ho dimenticato nell'altro post.
La Sony PSP non è propriamente una risposta al Nintendo DS perché i due sistemi sono stati sviluppati in contemporanea e, al tempo, nessuno sapeva esattamente cosa avesse in mente Nintendo (si credeva a un Game Boy Advance più potente) ma una vera "strada propria" di Sony nel mercato dei dispositivi portatili. Questione di punti di vista comunque.
Agli altri lettori/avventori, buon proseguimento (e dai che forse Pam posta qualcosa, prossimamente).
PS: l'alce ringrazia sentitamente di auguri, visite, messaggi e quant'altro ricevuto ;)
4.8.05
L'alce e la locomotiva
Ho passato gli ultimi nove mesi della mia vita nei panni di un alce. Avete presente uno di quegli alci con corna grandi e lisce che a quanto pare vengono schivati in continuazione dagli automobilisti? Ecco, quello.
Solo che il mio Alce Ego si trovava di notte in un luogo buio (essendo appunto notte), con solo una luce in lontananza. Troppo tardi egli si accorgeva che la luce era la più classica delle locomotive, a caldaia spianata e fischiante per chiedere di cederle il passo.
Ogni volta che parlavo con Pam il fischio era sempre più forte finché non mi sono accorto che avevo le zampe incastrate nei binari, e che la locomotiva non aveva la minima intenzione di frenare.
Oggi la locomotiva è arrivata. Non si è fermata, ma in compenso l'alce ha fatto un gran salto e, libero dai binari, si è appeso alla locomotiva e adesso è lì che, un po' sudato in verità, le fa da polena mentre questa prosegue il suo viaggio. Forse le porterà fortuna, al peggio avere un alce a disposizione può sempre far comodo, o magari quella locomotiva all'alce gli si affezionerà pure.
L'alce un po' ci spera.
Benvenuta, Lisa B.
Solo che il mio Alce Ego si trovava di notte in un luogo buio (essendo appunto notte), con solo una luce in lontananza. Troppo tardi egli si accorgeva che la luce era la più classica delle locomotive, a caldaia spianata e fischiante per chiedere di cederle il passo.
Ogni volta che parlavo con Pam il fischio era sempre più forte finché non mi sono accorto che avevo le zampe incastrate nei binari, e che la locomotiva non aveva la minima intenzione di frenare.
Oggi la locomotiva è arrivata. Non si è fermata, ma in compenso l'alce ha fatto un gran salto e, libero dai binari, si è appeso alla locomotiva e adesso è lì che, un po' sudato in verità, le fa da polena mentre questa prosegue il suo viaggio. Forse le porterà fortuna, al peggio avere un alce a disposizione può sempre far comodo, o magari quella locomotiva all'alce gli si affezionerà pure.
L'alce un po' ci spera.
Benvenuta, Lisa B.
E come si usa dire nel gioioso mondo dell'aeronautica civile...
BRACE!
(pron. "breis")
(pron. "breis")
Filologia coprodinamica e fenomenologia meteorica
Quando si aspetta da un momento all'altro la possibile nascita della propria primogenita, capita che si cerchi di alleviare la tensione nei modi più improbabili; col che non voglio sostenere che certe vaccate io e Pam normalmente non le discutiamo, però di solito ce le teniamo per noi.
Comunque sia, ieri Pam mi avvertiva che il bagno era occupato in quanto era in corso un download; io ho contestato che trattavasi palesemente di upload. Mi rimane quindi il dubbio: dare una maggiore rilevanza al concetto di scarico come ricezione e di upload/caricamento come invio verso l'esterno (ergo download=pappa e upload=cacca) oppure allo scarico come invio verso l'esterno e al caricamento come ricezione (ergo upload=pappa e download=cacca)? Quando arriverà questa bimba riuscirò ancora a usare il bagno?
Nel frattempo venivamo presi anche da dubbi lessicali sulla natura del meteorismo. Devo dire che chi ha coniato questo termine doveva essere dotato di grande senso dell'umorismo. Per i meno colti replico la definizione da garzantilinguistica.it: "rigonfiamento dell'addome per accumulo di gas nell'intestino o nello stomaco".
Definizione che, è vero, sottovaluta le tragiche conseguenze del rigonfiamento, ma che è un buon punto di partenza. Notare anche, per chi ricorda un celebre film di Montesano, il cui titolo ho obliato, l'etimo proveniente da "sollevamento" (cfr "Ja' fatto posto!", chiedo scusa per la pessima traslitterazioen dell'idioma romanesco).
Ora, il mio dubbio viene dal fatto che il finissimo coniatore ha ovviamente voluto prendere come cardine descrittivo del fenomeno non il rigonfiamento ma proprio la conseguenza, come ci conferma la definizione di meteora: "meteorite che si consuma totalmente nel passaggio attraverso l'atmosfera, lasciando una scia luminosa".
Come noterete, il termine di origine suggerisce una ben più solida origine del fenomeno, ma soprattutto riesce con grande efficacia a descriverne l'intera dinamica piuttosto che limitarsi a indicare lo stadio intermedio.
Rimane un unico inquietante dubbio: in caso di scie mi sa che si passa a ben altro e devastante fenomeno, se poi sono luminose suggerisco una urgentissima visita medica.
E dopo avervi disgustato il più possibile, pensiero della serata: posso ritenermi in un rapporto di forte intimità e privo di tabù se imbastisco discussioni del genere con la donna della mia vita? :D
Comunque sia, ieri Pam mi avvertiva che il bagno era occupato in quanto era in corso un download; io ho contestato che trattavasi palesemente di upload. Mi rimane quindi il dubbio: dare una maggiore rilevanza al concetto di scarico come ricezione e di upload/caricamento come invio verso l'esterno (ergo download=pappa e upload=cacca) oppure allo scarico come invio verso l'esterno e al caricamento come ricezione (ergo upload=pappa e download=cacca)? Quando arriverà questa bimba riuscirò ancora a usare il bagno?
Nel frattempo venivamo presi anche da dubbi lessicali sulla natura del meteorismo. Devo dire che chi ha coniato questo termine doveva essere dotato di grande senso dell'umorismo. Per i meno colti replico la definizione da garzantilinguistica.it: "rigonfiamento dell'addome per accumulo di gas nell'intestino o nello stomaco".
Definizione che, è vero, sottovaluta le tragiche conseguenze del rigonfiamento, ma che è un buon punto di partenza. Notare anche, per chi ricorda un celebre film di Montesano, il cui titolo ho obliato, l'etimo proveniente da "sollevamento" (cfr "Ja' fatto posto!", chiedo scusa per la pessima traslitterazioen dell'idioma romanesco).
Ora, il mio dubbio viene dal fatto che il finissimo coniatore ha ovviamente voluto prendere come cardine descrittivo del fenomeno non il rigonfiamento ma proprio la conseguenza, come ci conferma la definizione di meteora: "meteorite che si consuma totalmente nel passaggio attraverso l'atmosfera, lasciando una scia luminosa".
Come noterete, il termine di origine suggerisce una ben più solida origine del fenomeno, ma soprattutto riesce con grande efficacia a descriverne l'intera dinamica piuttosto che limitarsi a indicare lo stadio intermedio.
Rimane un unico inquietante dubbio: in caso di scie mi sa che si passa a ben altro e devastante fenomeno, se poi sono luminose suggerisco una urgentissima visita medica.
E dopo avervi disgustato il più possibile, pensiero della serata: posso ritenermi in un rapporto di forte intimità e privo di tabù se imbastisco discussioni del genere con la donna della mia vita? :D