26.1.05

Fagioli lessi e cavalli 

Ore 10.30: fagioli lessi. C'è la voglia e aiutano a calmare le nausee. Non ho la forza di commentare (anche perché sono a casa che lavoro con l'influenza, miracoli della vita moderna).

Rewind: due giorni prima, sera.
"Stavo pensando che il rosso magma sembra molto bello". Ecco, ora sapete come ridurre in lacrime un onesto venditore Opel (che si è preso la soddisfazione niente male di venderci un'auto dopo 6 mesi dalla prima visita). Effettivamente, a rivedere le foto, sgargiante è sgargiante e l'effetto pomodoro incombe. E purtroppo (questa volta parere mio) lo Yellow Punch è un giallo non abbastanza banana da essere adatto alla nostra futura auto. Vada per il Rosso Tiziano (mi rifiuto di chiamarlo Titian Red, ne va della mia rispettabilità professionalità).

Avanti veloce: ieri sera, 22.30.
50% di test su un gioco per GBA, ventina di scatti di riferimento effettuati, tutto pronto... buio.
Tutto buio.
Proprio tutto? Tutto no. Un piccolo villaggio della Gallia è ancora illuminato... anzi, a essere precisi è solo il mio studio (che il sottoscritto fanatico tecnocrate ha fatto dotare di circuito indipendente) a essere piombato nell'oscurità. A controlli successivi emerge che qualcosa è saltato, facendo scattare l'interruttore principale. Per essere precisi si tratta del mio PC. No, meglio, del mio PC nuovo. Con giusto un mese di attività sopra. Scegliete voi l'imprecazione (laica, bestemmiare lo trovo poco sensato).

Avanti veloce: stamattina, 11.00.
Un simpatico pensionato che cerca inutilmente di uscire dal tunnel dei workaholic torna dal gelo esterno e mi consegna un alimentatore nuovo e un simpatico boxettino per il pannello frontale del PC (a volte uno vuole saltare le scaramanzie). Monto l'alimentatore... tutto intero, tutto salvo. Mi sento tornato a casa.

Rewind: sera dell'addoloratissimo venditore Opel.
Alla fine non ci crediamo. Ho firmato sul serio. Tra due mesi guiderò una Meriva diesel... stupenda.
Per apprezzare veramente un'auto (come qualsiasi altra cosa) bisogna capirne lo spirito, il concetto essenziale di base. Nella Meriva, spot sulla flessibilità a parte che evocano lugubri situazioni occupazionali, è la praticità. La Meriva è praticità pura, e tutto quello che gira attorno alla praticità quindi si esprime al meglio, al punto che nella breve prova su strada dell'anno scorso l'ho trovata decisamente guidabile e soprattutto molto bella esteticamente. Altre candidate non riuscivano ad avere una coerenza così efficace.
La cosa buffa è che finora ho guidato un'auto che è praticamente un jolly.
Eh sì, la Colt (la puledrina, per chi la conosce dal '99, tempi di passione automobilistica) dopo 111111 chilometri va serenamente in pensione, spero in montagna o da qualche parte gradevole. In ogni caso mi occuperò personalmente della sua rilocazione, mi dispiacerebbe pensarla in un piazzale di usato ad arrugginire (anzi, devo ripulire un paio di bozzi dall'odiosa concrezione rossastra). È stata veramente l'auto di famiglia, con l'orgoglio di un'auto che esce di casa solo per necessità strettamente tecniche (pupattolo e quindi cinque porte, e più bagagliaio), non perché ci si stanca o perché conviene venderla finché vale come usato.
Naturalmente conto che il pomodorone a rotelle duri altrettanto e anche più.

Certo c'è da constatare parecchio.
Ad esempio che sono un lavoratore e un padre di famiglia, oserei dire inserito nella società.
Ma per fortuna anche che sono più o meno lo stesso cazzone di svariati anni fa.
Ho 27 anni.
Minchia.

(ah, il pathos dei finali monoparola...)

22.1.05

Pinguini alla riscossa 

Nel 2004 Novell ha completato ufficialmente il suo ingresso nel mondo di Linux, in un clima di circospezione della comunità, sempre poco tranquilla quando grossi attori fanno la loro comparsa. Colpa forse anche di alcune presenze di non facile interpretazione (Sun con il suo Java Desktop System) o di alcune spettacolari "rotture" (SCO); colpa anche di un'entrata che apparentemente può significare la fine di attori molto amati dalla comunità: la distribuzione tedesca Suse e l'azienda d'oltreoceano Ximian, entrambi capaci di dare enormi contributi negli anni passati, soprattutto nel fronte del cosiddetto desktop aziendale, il punto in cui veramente Linux deve farsi strada se vuole ampliare la sua utenza a livelli veramente di massa.
A fine 2004 arriva così Novell Linux Desktop, una variazione sul tema delle classiche Suse con un occhio di riguardo all'integrazione con i due ambienti, Gnome e KDE (paradossalmente, la suddetta integrazione funziona male solo negli strumenti di configurazione della distribuzione usati sotto Gnome). Vedere OpenOffice cambiare il look della sua interfaccia a seconda che venga lanciato da KDE o Gnome è decisamente un bello spettacolo. Ma i timori che l'azienda non sapesse effettivamente cosa fare di tutta questa potenza di fuoco erano rimasti, anche perché non è che Novell Linux avesse altre spettacolari novità a distinguerla dalla concorrenza.
In questi giorni invece arrivano notizie non da poco: Novell ingaggia nuovo personale. E non personale qualunque, o magari un intero nuovo reparto dedicato al mio sistema preferito: ingaggia chi già da prima si occupava di Linux e/o delle celebri librerie GTK+. Leggo infatti sul blog di Miguel de Icaza (Ximian) che gli ingaggi avranno questi effetti:
- Ulteriore lavoro sulle GTK+ per Windows, proprio da parte di chi si occupava già da tempo dei porting per Windows di GTK+ e Gimp. Se avete mai usato Gimp sotto Windows la cosa vi renderà felici.
- Porting (non in tempi brevi, purtroppo) di Ximian Evolution su Windows, l'ex-clone di MS Outlook che col tempo si è trovato una propria identità ed è (a parte qualche difetto minore) il miglior client di posta che abbia mai usato.
- Porting di Beagle, il nuovo programma di indicizzazione e ricerca, su Windows, "contro" i vari "desktop search" attualmente in circolazione e/o in arrivo.
Personalmente, essendo costretto all'uso di Windows dal lavoro, sono immensamente felice dell'arrivo di questi programmi e miglioramenti. Continuo a pensare, da convinto "Linux switcher", che Beagle sarebbe stato più strategico tenerlo solo sul pinguino. Così come vanno le cose, la transizione diventerà certamente facilissima (come pure minori saranno le crisi d'astinenza per chi come me aspetta di tornare a casa la sera per potersi veramente godere l'uso del PC), ma meno invitante finché gli utenti non scopriranno che se i programmi sono belli, l'ambiente di lavoro (nel mio caso Gnome) è ancora meglio e dà una sensazione di integrazione e comodità d'uso che trovo senza pari.
Non sarò mai abbastanza contento di aver assistito alla grande "rivoluzione" di Gnome (nel momento del 2.0) verso un ideale di pulizia e praticità (cosa che porta dritta ad una certa eleganza, in molti casi). Questa vicenda (i cui risultati sono confermati dalla versione 2.8 da cui scrivo) mi ha portato a ritenere che il free software abbia la potenzialità per arrivare a risultati finali decisamente migliori di quello più strettamente corporate, anche se spesso in tempi più lunghi.
Per ora chiudo qui, ma mi ripropongo di proseguire il discorso in maniera più approfondita, magari direttamente dalla sezione tecnologica del mio sito.

16.1.05

Cose che danno molto fastidio 

Leggo oggi le notizie sui blocchi del traffico in diverse città, soluzione forse non ottimale come tutti i "tamponi", ma in ogni caso accettabile fino a risoluzioni più strutturali.

Quello che però nel leggere la notizia mi dà veramente fastidio è leggere che tra i veicoli che potranno circolare, oltre a quelli meno inquinanti, troviamo in diverse città quelli di chi va a vedere le partite di calcio.

E qui vorrei sinceramente parlare con chi ha preso la decisione per capire: chi va a vedere la partita non inquina? Chi va a vedere la partita non può utilizzare mezzi pubblici, magari organizzando un paio di navette come si fa a volte per eventi di questo tipo anche quando non ci sono i blocchi? Ovvero: perché una partita di calcio è più importante degli altri eventi e soprattutto della salute dei cittadini?

La cosa triste è che, come al solito, trattandosi di calcio in Italia nessuno si prenderà nemmeno il disturbo di dare una risposta o scusarsi (e, tra parentesi, la risposta la sappiamo tutti, ma non è esattamente all'altezza di una paese civile).

AGGIORNAMENTO: a quanto pare ognitanto la stampa ha il buon gusto di far notare come situazioni di questo genere non siano esattamente sane.


15.1.05

Carote e pinguini 

Sì, alla lista delle voglie si è aggiunta questa imprescindibile leccornia: la carota alla senape. Le conseguenze che tutto ciò può avere sul piccolo "pinna gialla" per il momento preferisco non immaginarle nemmeno; il ministero per le comunicazioni al popolo mi oppone che di pinne non si tratta più e che la coda è già sparita, personalmente continuo a dire che secondo me la coda gli stava bene.


Nel frattempo sono quasi riuscito a completare la transizione alla vita con il nuovo PC. Grande cambiamento dell'anno è la defenestrazione della filosofia "Bigger Better Faster" in favore di un box più piccolo, molto più silenzioso e meno "faccio tutto e qualcosa in più". In realtà la macchinetta, per quanto relativamente economica, dopo qualche litigio furibondo, si è dimostrata incline all'addomesticamento per uso generico + montaggio video e audio. Il più adesso è abituarsi ai nuovi strumenti visto che per la prima volta ho un PC che fin dalla nascita usa soltanto Linux. Un salto senza la rete i cui momenti di incertezza sono valsi al nuovo arrivato l'hostname di Youbastard.


Il suo arrivo mi ha anche fatto notare come io non appartenga più alla schiera dei PCisti estremi, al punto da non accorgermi di un'incompatibilità tra i connettori del pannello frontale del case e quelli interni, il che significa niente usb/audio/firewire messi comodamente da davanti. Poco male, visto che in ogni caso ho un bell'hub USB sul tavolo e che i cavi firewire e audio vengono spostati con frequenza stagionale nel peggiore dei casi.


Mi sono anche preso il lusso di usare come ambiente il "solo" Gnome, e mi ritrovo gioiosamente con un'interfaccia pulita e integrata come su nessun'altra piattaforma (nemmeno il Mac che ognitanto mi solletica, soprattutto dall'arrivo del Mini), con l'unica eccezione del programma di montaggio video, il temibile Cinelerra che a vederlo spaventa ma mi metterà a disposizione uno strumento libero e gratuito di un certo livello. Se poi c'è da imparare meglio, a 27 anni è presto per inseguire l'atrofia cerebrale.


Il tempo mi dirà se questo ornitorinco informatico è stato colto adeguatamente. Io ci spero e soprattutto ci credo, ora devo solo aspettare (e usare).


2.1.05

Anno nuovo... anno nuovo 

Per un qualche motivo il primo giorno dell'anno ha la catartica sfumatura di vederti ridotto a un'ameba. Il tutto indipendentemente da qualsiasi cosa tu abbia o meno fatto per ridurti in quello stato; immagino che anche se andassi a dormire alle 8 assieme a un paio di polli poco cambierebbe, a parte il poco entusiasmo di Pam a riguardo (non che abbia niente di particolare contro i polli, ma il cane occupa già abbastanza spazio sul letto).

Certo, alcuni aspetti contribuiscono a rendere particolare il periodo.
Ad esempio il fatto di essermi preso la prima vera vacanza degli ultimi due anni, addirittura una settimana a riposo quasi totale (la cosa più vicina finora è stata una vacanza assolutamente magica in Danimarca l'anno scorso, un rapido fine settimana di fuga dal mondo reale nella magia di Copenhagen).
O il fatto che per la prima volta in 3-4 anni non passo l'ultimo dell'anno a chiedermi che accidenti succederà nei 365 giorni successivi; o meglio, continuo a chiedermelo ma non fa paura. Probabilmente una magia dei 30 che si avvicinano (con molta calma, per ora) e ti dicono che non devi più preoccuparti di affrontare l'ingresso nella società, perché ormai ci sei dentro da anni. Certo toglie un po' di senso dell'avventura l'idea che ormai il mondo esterno si sia abituato alla tua presenza; mi mancheranno quei momenti di catarsi da teenager.

E... ah, sì. Magari il fatto che sto diventando padre.
Scritta così sembra una gran cosa, al momento si tratta prevalentemente di tenere in piedi l'amata contro le leggendarie nausee mattutine (in cui mattutine è un falso storico e nausee un delicato eufemismo). Ci sono tutta una serie di altri aspetti più o meno grandiosi e/o esistenziali a riguardo, ma l'unico che veramente ti trovi davanti tutto il giorno per ora è quello, forse perché nei primi mesi altre grandi tracce non ce ne sono (a parte la prima foto del futuro piccolino, che nonostante sia venuta mossa basta già a dare un bel giro di entusiasmo). Alle volte ho il sospetto di scordarmi allegramente quello che sta succedendo (vedi quando guido, visto che nei primi giorni avevo ricostruito la mia mappa mentale di Bologna per evitare tutti i tombini, le giunte, le buche e così via, problematica che adesso affronto con molta meno preoccupazione).

In realtà ci sono molti aspetti piacevoli di questa avventura appena iniziata.
Tra questi la ricerca del nome, che ha quasi subito messo fuori gioco alcune idee che sembravano ormai scolpite nel futuro; avrei dovuto immaginarmelo, solo che adesso ci sarà da scremare una quantità sorprendentemente elevata di idee che sono spuntate a sorpresa. Ce la caveremo, anche se 9 mesi non mi sembrano poi tanti in questo senso.
C'è anche la questione del cognome, visto che ci piacerebbe poterglieli dare entrambi, ma devo ancora trovare informazioni certe sull'effettiva possibilità. Se qualcuno dei lettori ha un puntatore a informazioni utili mi faccia sapere.
Divertenti pure le voglie. Nell'ordine, a partire dal giorno in cui la cioccolata (improvvisamente nauseabonda dopo anni di amore incontrastato) non è stata più bandita: barra di cioccolata fondente al marzapane, cornetti di mais al formaggio (di noto marchio che non pubblico per ovvi motivi e un po' per vergogna dietetica), filetti di pesce (e anche qui mi imbarazza troppo pronunciare il marchio). Nascerà più junkfoodaro dei genitori il poveretto. E spero sia fin d'ora propenso agli alcolici visto che il medico ha suggerito l'uso, sia pure contenutissimo, di vino, che peraltro si è dimostrato un eccellente alleato nel combattere le nausee di cui sopra (anche se siamo molto lontani dalla vittoria).

E cosa fa il giovane marito in tutto questo?
Un sacco di cose, più che abbastanza per sentirsi niente affatto trascurabile nell'economia della vicenda.
Spesa, cucina, attività varie per la preparazione della domus all'arrivo dell'erede, tanto per cominciare; il che dà un gran senso di utilità anche quando non lavori e ti tiene in forma come non lo eri da quando avevi 16 anni. Oltre naturalmente all'ovviamente sacerrimo (superlativo obliquo di sacro, per i meno colti) dovere di intrattenere madre e futuro figlio in maniera da rendere più piacevole possibile questo periodo, il che si traduce in sessioni di gioco in salotto con Paper Mario su Gamecube per un totale che va dalle 2 alle 4 ore al giorno di couch-potatoing al suo meglio. Il gioco è, tra parentesi, un capolavoro non riservato ai soli fanatici che vale il prezzo della console su cui gira (soprattutto quando la trovi in offerta speciale negli States, ehm...); per ulteriori informazioni vi rimando a un prossimo episodio, forse su Carpe Platypus ove tutto ciò è decisamente più in tema.
E per fortuna c'è chi ritiene che la paternità debba portare a essere più... seri.

Cosa ne sarà di noi? Non so, ma ci sarà da divertirsi.

PS: fatemi sapere se indovinate a chi ho "rubato" la citazione di apertura ;)

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